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Messaggio da Freestate »

minacce via posta a Schifani dopo le dichiarazioni del pentito di mafia Spatella...

intanto ecco una notizia che nessun TG darà mai. Se qualcuno l'avesse vista o notata è pregato di fare un fischio

VOLANTINO BRIGATISTA A 'IL GIORNALE',
L'AUTORE È IL GIORNALISTA MINACCIATO


È stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore della sede genovese del 'Giornalè, a scrivere il falso volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. Lo hanno accertato gli agenti della Digos di Genova che hanno denunciato l'uomo per simulazione di reato e procurato allarme. La lettera minatoria, scritta a mano e con una stella a cinque punte, era stata rinvenuta la settimana scorsa sotto la porta d'ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, «colpevoli» di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno. Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione. Francesco Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Il capo della redazione genovese del Giornale, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall'indagine, ha voluto ringraziare «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al Giornale».


http://www.leggonline.it/articolo.php?id=35510
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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

... naaaaa....
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devotional
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Messaggio da devotional »

E per il Vaticano è "un colpo all’integrazione"

di Marco Politi

Irritazione e disagio emergono dall’Europa civile dopo il referendum della vergogna, che in Svizzera ha proibito la costruzione di minareti. Hanno vinto gli xenofobi, che inalberavano manifesti con donne pesantemente velate e minareti in forma di missili. Il 57 per cento degli elettori elvetici si è schierato per il divieto.
"Scioccato" è il ministro degli Esteri francese Kouchner, turbato il Consiglio d’Europa, per Fini è un "formidabile regalo" all’islamismo radicale, per il presidente dell’Ue Bildt è un “segnale negativo”. In Vaticano il presidente del Consiglio pontificio per i Migranti, monsignor Vegliò, condivide la posizione dei vescovi svizzeri: “duro colpo alla libertà religiosa e all’integrazione”. L’Osservatore equipara il veto alla proibizione dei crocifissi. Lo stesso governo svizzero tenta di tranquillizzare invano i musulmani residenti nella Confederazione , dove rimarranno le quattro moschee con minareti.

Nel panorama spicca la provocazione della Lega. "Ora bisogna mettere la croce nel Tricolore", ha esclamato il viceministro Castelli. Una boutade surreale se l’idiozia aggressiva leghista – che un giorno vuole buttare nel cesso la bandiera nazionale, un altro è ansioso di insignirla della croce e ad ogni buon conto ogni tanto fa marciare propri esponenti con maiali mandati a orinare su terreni previsti per la costruzione di moschee – non rispondesse sempre ad un obiettivo preciso: scardinare la comunità nazionale, frenare l’integrazione fra gli italiani e gli "altri".

Troppo facile, però, indignarsi solo per il voto svizzero. La questione oggi è decidere come affrontare l’immigrazione e l’integrazione dei musulmani che abitano e lavorano in Italia. Intanto l’islam è da noi la seconda religione con un milione e mezzo di aderenti. Qualche centinaio di migliaia di giovani appartengono già alla seconda generazione. Tra l’altro, nelle province del voto leghista, gli slogan xenofobi si accompagnano notoriamente ad un intenso impiego di manodopera extracomunitaria. Perché il "negro" in fabbrica o nelle cucine dei ristoranti va bene, ma come essere umano titolare di diritti dovrebbe andarsene "ai paesi suoi". Esattamente ciò che non avverrà come non è avvenuto negli altri paesi d’Europa.

Omar Jibril, ventiseienne milanese di padre egiziano e mamma sarda e presidente dell’Associazione Giovani Musulmani, sospira dopo il referendum svizzero: "Come si può votare sui diritti di una minoranza? É inaccettabile". Poi spiega: “Non siamo qui per caso, se qualcuno pensa che chi è arrivato si fermi per fare soldi e poi andarsene, sbaglia". Jibril, oggi a Torino (Circolo dei Lettori) protagonista di un convegno sulla seconda generazione islamica, soggiunge: "Siamo giovani come gli altri, chiediamo di poter professare la nostra religione e al tempo stesso ci sentiamo coinvolti quando si parla della Finanziaria, della Fiat ad Arese o della disoccupazione. Vogliamo contribuire alla crescita del Paese. Quando ci sono i mondiali, cantiamo l’inno di Mameli con i calciatori".

Janiki Cingoli, direttore del Centro italiano per il Medio Oriente (uno degli organizzatori del convegno di Torino) sottolinea che l’islam non è qualcosa di esterno, ma è parte della storia europea, ne è “elemento costitutivo, insieme alle più antiche radici cristiane, ebraiche ed anche laiche”. Giustamente Cingoli sottolinea che non si tratta soltanto di parlare di diritti e doveri, ma in primo luogo di individuare un "accesso guidato alla cittadinanza". Perché il fenomeno dell’immigrazione abbandonato a se stesso non può che alimentare le spinte negative di chi lo considera una minaccia.

L’Italia è in stand-by. Nel precendente governo Berlusconi l’ex democristiano Pisanu, ministro degli Interni, aveva messo mano ad una Consulta islamica. Il suo omologo Amato, nell’ultimo governo Prodi, aveva continuato formando anche una Consulta giovanile interreligiosa. Primo passo di un percorso che avrebbe dovuto portare ad una rappresentanza dell’Islam italiano. Così come esiste in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna. Si stava inoltre aggregando, sotto gli auspici di Amato, una Federazione dell’Islam italiano con la partecipazione della Coreis, della Lega islamica mondiale in Italia, dell’Associazione delle donne marocchine, del Centro islamico culturale che gestisce la Grande Moschea di Roma. Il ministro Maroni ha invece congelato tutto. Non ha più convocato la Consulta né preso iniziative. Giugno scorso i membri della futura “Federazione” gli hanno scritto ufficialmente per riprendere il confronto, il ministro degli Interni non ha nemmeno risposto.

É più facile lasciare che nei comizi la Lega agiti il vessillo dell’identità cristiana e intanto non discutere concretamente di rappresentanza, di costruzione delle moschee, di formazione degli imam, di assistenza ai fedeli musulmani negli ospedali e nelle carceri. Paolo VI aveva favorito la nascita della Grande Moschea di Roma. Gli odierni cristiani senza Cristo – che amano riempirsi la bocca del vecchio parere del Consiglio di Stato secondo cui la croce è simbolo religioso in chiesa e simbolo "altamente educativo" in ambienti laici – lasciano che i musulmani d’Italia, adoratori dello stesso Dio di Abramo, preghino per strada o in scantinati, garage, penosi locali di fortuna. Censire le settecento cosiddette ‘case di preghiera’ musulmane in Italia è censire una vergogna. Ma fare incancrenire la situazione è utilissimo per agitare il fondamentalismo. Così i conti tornano.

da Il Fatto Quotidiano dell'1 dicembre
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

ecco un'altra bella distrazione per il popolino italico...
dopo il crocefisso tocca ai minareti... e intanto i disoccupati in Italia superano i due milioni... e le aziende di piccole dimensioni che saranno costrette a chiudere i battenti entro la fine dell'anno sono migliaia (lo dice Confindustria, non i fantomatici "comunisti" evocati dal nano...).
Meno male che silvio c'è (sì... in bielorussia, ad elogiare l'ultimo dittatore europeo... unico capo di stato occidentale a recarsi in quelle lande da dodici anni...).
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Messaggio da Saphira »

Distrutta la Lamborghini della polizia
La Lamborghini in dotazione alla polizia stradale di Bologna, da giovedì in mostra al Salone dello Studente a Cremona, è andata distrutta in un incidente avvenuto a Cremona. Il 'bolide' si è infatti andato a schiantare contro delle auto in sosta per evitare una vettura che le avrebbe tagliato la strada. I due agenti a bordo sono rimasti feriti in modo non grave. La vettura, 5.000 di cilindrata, era preceduta da un'altra volante della polizia, diretta a Castelvetro Piacentino per imboccare l'autostrada e rientrare a Bologna. Un'auto è però uscita da un distributore di benzina, tagliando la strada agli agenti. Per evitarla, il conducente della Lamborghini ha sterzato sulla destra e si è schiantato contro due vetture in sosta. I due agenti a bordo della Lamborghini sono rimasti feriti in modo non grave: il conducente ha riportato lo schiacciamento di una vertebra e la frattura di una costola, l'altro solo contusioni.

(corrieredellasera.it)

per le foto
http://www.corriere.it/gallery/cronache ... bc.shtml#1
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

Freestate ha scritto:ecco un'altra bella distrazione per il popolino italico...
dopo il crocefisso tocca ai minareti... e intanto i disoccupati in Italia superano i due milioni... e le aziende di piccole dimensioni che saranno costrette a chiudere i battenti entro la fine dell'anno sono migliaia (lo dice Confindustria, non i fantomatici "comunisti" evocati dal nano...).
Meno male che silvio c'è (sì... in bielorussia, ad elogiare l'ultimo dittatore europeo... unico capo di stato occidentale a recarsi in quelle lande da dodici anni...).
vero schifo!!

quanto costa ridare la cittadinanza italiana?
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

chi la deve pagare la lamborghini?
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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

Freestate ha scritto:ecco un'altra bella distrazione per il popolino italico...
dopo il crocefisso tocca ai minareti... e intanto i disoccupati in Italia superano i due milioni... e le aziende di piccole dimensioni che saranno costrette a chiudere i battenti entro la fine dell'anno sono migliaia (lo dice Confindustria, non i fantomatici "comunisti" evocati dal nano...).
Meno male che silvio c'è (sì... in bielorussia, ad elogiare l'ultimo dittatore europeo... unico capo di stato occidentale a recarsi in quelle lande da dodici anni...).
Vabbè... ma il gentile cadeau è valsa la visita, no?
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Messaggio da Freestate »

daniemt ha scritto:chi la deve pagare la lamborghini?
in realtà fu un regalo della stessa Lamborghini alla Polizia Stradale. Le due Lamborghini fanno (ok, una faceva) servizio nei tratti autostradali nei quali l'ampiezza e la lunghezza consentono a folli automobilisti di lanciare le loro auto spaziali a oltre 200 km/h. E solo una Lamborghini può inseguirle. Una era nel tratto dell'A1 tra Bologna e Milano, l'altra sul Grande Raccordo Anulare.
Ultima modifica di Freestate il mar dic 01, 2009 2:07 pm, modificato 1 volta in totale.
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unokonomiyaki
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Messaggio da unokonomiyaki »

... poi magari non c'hanno i soldi per metterci dentro la benzina, ma questo è un altro discorso...
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devotional
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Messaggio da devotional »

Freestate ha scritto:in realtà fu un regalo della stessa Lamborghini alla Polizia Stradale. Le due Lamborghini fanno (ok, una faceva) servizio nei tratti autostradali nei quali l'ampiezza e la lunghezza consentono a folli automobilisti di lanciare le loro auto spaziali a oltre 200 km/h. E solo una Lamborghini può inseguirle. Una era nel tratto dell'A1 tra Bologna e Milano, l'altra sul Grande Raccordo Anulare.
ah, beh... io stesso sono stato passeggero incredulo e paralizzato di un viaggio supersonico con punte di 200km/h su un tratto della circumvallazione di Napoli, dove ancora non sono stati installati tutor, un paio di anni fa.

da quel giorno mi son fatto l'idea che chi vuole correre può correre praticamente ovunque.

quello che non mi sta bene è che vengano prodotte queste auto che raggiungono velocità assurde.
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Moro 89
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Messaggio da Moro 89 »

devotional ha scritto:quello che non mi sta bene è che vengano prodotte queste auto che raggiungono velocità assurde.
io non ho ancora capito a che serva poter far andare utilitarie e station wagon varie a più di 150 (per tenermi largo...) all'ora.
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Messaggio da halo in reverse »

Per sovradimensionare l'impianto frenante.
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Le macchine sportive tipo lamborghini, ferrari, lotus, ecc. mi stanno bene come i cavoli a merenda nel senso che le trovo scomodissime (ho fatto un viaggio dal trentino fino a Milano con un ferrari, (ovviamente da passeggiero) e devo dire di essere scesa rintronata, con un mezzo colpo della strega alla schiena) quindi evviva le macchine sportive ma solo come modellini, miniaturati, da mettere sulla mia scrivania.

Invece largo spazio alle berline tedesche comode e silenziose come aerei di linea, viaggi e non ti accorgi dei km fatti, un vero lusso.
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Per me, la Numero 1! (a prescindere dai Depeche... 'sta perversione automobilistica ce l'ho da quando ho visto per la prima volta "Nudi alla meta" con Peter Sellers)
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