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L'IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE
2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la
mascherina... 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il
preservativo...
PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina? Nel
mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della
malaria..
I notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si
potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.. I
notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici,
provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di
questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari
mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa
di tutte, una pandemia! Non si parlava d'altro, nonostante questa
influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni... 25 morti
l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel
mondo. ...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu,
vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino
fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di
dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza,
Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la
psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo
parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro
l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che
dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del
Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che
un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di
Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici
per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli
enormi guadagni di questi mercenari della salute...
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di
informazione, se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta
dalla cinese Margaret
Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute
pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per
combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO,
PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA
"PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales
Paita
Children's Hospital pediatra -
Lima, Peru
2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la
mascherina... 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il
preservativo...
PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina? Nel
mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della
malaria..
I notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si
potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.. I
notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici,
provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di
questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli... i notiziari
mondiali si inondarono di notizie... un'epidemia e più pericolosa
di tutte, una pandemia! Non si parlava d'altro, nonostante questa
influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni... 25 morti
l'anno!!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel
mondo. ...Mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu,
vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino
fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di
dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza,
Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la
psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo
parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro
l'influenza dei polli c'era un grande gallo, non sarà che
dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del
Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che
un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di
Gorge Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani... felici
per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli
enormi guadagni di questi mercenari della salute...
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di
informazione, se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta
dalla cinese Margaret
Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute
pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per
combatterla?
DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO,
PERCHE' TUTTI CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA
"PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales
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- blackcelebration73
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- Località: Barletta
L'ex esponente del Psi: vogliamo tutelare l'interesse della collettività
Immunità, proposta Pdl per reintrodurla
L'iniziativa porta la firma di Margherita Boniver: «Cancellarla nel 1993 fu un atto di vigliaccheria»
ROMA - L'argomento era tornato d'attualità nei giorni scorsi. Anche Gianfranco Fini, dopo il vertice con Silvio Berlusconi, aveva affermato che il tema andava affrontato. E così il Pdl ha deciso di presentare una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell'immunità parlamentare. L'iniziativa è del deputato Margherita Boniver.
«PILASTRO COSTITUZIONALE» - «L'immunità, che esiste in molti ordinamenti europei, nonchP al Parlamento europeo - ha detto la Boniver - rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall'Assemblea di Palazzo Madama nell'ottobre del 1993 in un clima di pesante intimidazione. La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina - ha concluso Boniver - un istituto volto a tutelate l'interesse della collettività, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento
Corriere della Sera
La Boniver, ex socialista e craxiana, parla di vigliaccheria. Sono sempre più sconvolta dalla naturalezza con cui i politici cercano soluzioni per la loro casta.
Quale sarebbe l'interesse della collettività?essere guidati da corruttori,politici in odore di mafia etc?
Mah...sono sempre più allibita...
Immunità, proposta Pdl per reintrodurla
L'iniziativa porta la firma di Margherita Boniver: «Cancellarla nel 1993 fu un atto di vigliaccheria»
ROMA - L'argomento era tornato d'attualità nei giorni scorsi. Anche Gianfranco Fini, dopo il vertice con Silvio Berlusconi, aveva affermato che il tema andava affrontato. E così il Pdl ha deciso di presentare una proposta di legge costituzionale per il ripristino dell'immunità parlamentare. L'iniziativa è del deputato Margherita Boniver.
«PILASTRO COSTITUZIONALE» - «L'immunità, che esiste in molti ordinamenti europei, nonchP al Parlamento europeo - ha detto la Boniver - rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall'Assemblea di Palazzo Madama nell'ottobre del 1993 in un clima di pesante intimidazione. La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina - ha concluso Boniver - un istituto volto a tutelate l'interesse della collettività, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento
Corriere della Sera
La Boniver, ex socialista e craxiana, parla di vigliaccheria. Sono sempre più sconvolta dalla naturalezza con cui i politici cercano soluzioni per la loro casta.
Quale sarebbe l'interesse della collettività?essere guidati da corruttori,politici in odore di mafia etc?
Mah...sono sempre più allibita...
- grassiniettore
- Angel

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- Località: Udine
La scelta maturata dopo le ripetute accuse di "ostilità" alla rete lanciate da Berlusconi
Telefonata del direttore generale Masi in vista del consiglio di amministrazione
RaiTre, decisa la sostituzione di Ruffini
In corsa Di Bella e Minoli
ROMA - Dopo mesi di boatos che la davano per imminente, la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Rai3 prende corpo davvero. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ieri ha telefonato allo stesso Ruffini per informarlo che la sua era volge al termine. Al prossimo Cda, previsto mercoledì, come responsabile della terza rete potrebbe essere proposto Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3 (già sostituito da Bianca Berlinguer), o Giovanni Minoli attuale direttore di RaiEducational.
È verosimile che i consiglieri del centrodestra asseconderanno la scelta di Masi. Non è altrettanto scontato che i consiglieri di centrosinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, la ratificheranno, anche se il successore dovesse essere Di Bella. Il "licenziamento" di Ruffini - ad avviso di Rizzo Nervo e Van Straten - stride con gli eccellenti risultati di Rai3, che a dispetto del mini-budget nelle prime serate supera spesso il 14% di share, con 3,5-4 milioni di spettatori. Masi intenderebbe "risarcire" l'attuale direttore di Rai3 con la direzione di RaiNews 24.
Secondo il presidente Rai, Paolo Garimberti, l'offerta sarebbe però ingenerosa. L'alternativa è offrire a Ruffini il vertice di RaiCinema. E va ricordato che Ruffini è vicino a Franceschini, che ha perso il congresso Pd, mentre il neo segretario Bersani sembra orientato a sponsorizzare Di Bella.
La mossa di Masi è destinata a creare un caso. Rai3 è da mesi sotto tiro da parte del presidente del Consiglio, che più volte ha definito "ostili" trasmissioni come quelle di Giovanni Floris (Ballarò), Fabio Fazio (Che tempo che fa), Milena Gabanelli (Report) e Serena Dandini (Parla con me). Sono programmi che portano milioni di pubblicità alla Rai. Ma da Palazzo Chigi è partito l'ordine di "smorzare" critiche e satire, magari in nome del potenziamento dell'informazione regionale.
La Repubblica.it
Berlusconi censura l'informazione sulla rai. Chissà se qualcuno riesce ancora a negare l'evidenza.
Telefonata del direttore generale Masi in vista del consiglio di amministrazione
RaiTre, decisa la sostituzione di Ruffini
In corsa Di Bella e Minoli
ROMA - Dopo mesi di boatos che la davano per imminente, la sostituzione di Paolo Ruffini alla direzione di Rai3 prende corpo davvero. Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ieri ha telefonato allo stesso Ruffini per informarlo che la sua era volge al termine. Al prossimo Cda, previsto mercoledì, come responsabile della terza rete potrebbe essere proposto Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3 (già sostituito da Bianca Berlinguer), o Giovanni Minoli attuale direttore di RaiEducational.
È verosimile che i consiglieri del centrodestra asseconderanno la scelta di Masi. Non è altrettanto scontato che i consiglieri di centrosinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, la ratificheranno, anche se il successore dovesse essere Di Bella. Il "licenziamento" di Ruffini - ad avviso di Rizzo Nervo e Van Straten - stride con gli eccellenti risultati di Rai3, che a dispetto del mini-budget nelle prime serate supera spesso il 14% di share, con 3,5-4 milioni di spettatori. Masi intenderebbe "risarcire" l'attuale direttore di Rai3 con la direzione di RaiNews 24.
Secondo il presidente Rai, Paolo Garimberti, l'offerta sarebbe però ingenerosa. L'alternativa è offrire a Ruffini il vertice di RaiCinema. E va ricordato che Ruffini è vicino a Franceschini, che ha perso il congresso Pd, mentre il neo segretario Bersani sembra orientato a sponsorizzare Di Bella.
La mossa di Masi è destinata a creare un caso. Rai3 è da mesi sotto tiro da parte del presidente del Consiglio, che più volte ha definito "ostili" trasmissioni come quelle di Giovanni Floris (Ballarò), Fabio Fazio (Che tempo che fa), Milena Gabanelli (Report) e Serena Dandini (Parla con me). Sono programmi che portano milioni di pubblicità alla Rai. Ma da Palazzo Chigi è partito l'ordine di "smorzare" critiche e satire, magari in nome del potenziamento dell'informazione regionale.
La Repubblica.it
Berlusconi censura l'informazione sulla rai. Chissà se qualcuno riesce ancora a negare l'evidenza.
- saturnz70
- Monument

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- Iscritto il: dom lug 28, 2002 7:11 am
- Località: Le "HighLands" lodigiane
Ho il sospetto che il problema non stia tanto nella presunta "ostilità" di quelle trasmissioni, quanto piuttosto nella loro capacità di tenere alto lo share. Questo perchè sono indubbiamente ben fatte.
Di conseguenza tolgono ascolti e pubblicità (soldi) alle reti di famiglia... e poi dicono che il conflitto d'interessi è superato...
Di conseguenza tolgono ascolti e pubblicità (soldi) alle reti di famiglia... e poi dicono che il conflitto d'interessi è superato...
- devotional
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- Località: Nabla Machine
Tasse Mondadori: non passa lo sconto del 95%
Non è passato l'emendamento alla Finanziaria che prevedeva, per l'imputato in un processo tributario assolto nei primi due gradi di giudizio, di chiudere la vicenda pagando il 5% del dovuto al fisco, evitando così il terzo grado di giudizio. L'emendamento, che il presidente della Commissione bilancio del senato avrebbe voluto che fosse presentato, aveva incontrato l'opposizione del relatore della Finanziaria, il finiano Maurizio Saia, che ha avuto la meglio. L'emendamento bloccato fu definito «ad aziendam» perché avrebbe consentito alla Mondadori di mettere una pietra tombale su un debito fiscale di 250 milioni di euro, oblando al fisco solo 12,5 milioni.
Non è passato l'emendamento alla Finanziaria che prevedeva, per l'imputato in un processo tributario assolto nei primi due gradi di giudizio, di chiudere la vicenda pagando il 5% del dovuto al fisco, evitando così il terzo grado di giudizio. L'emendamento, che il presidente della Commissione bilancio del senato avrebbe voluto che fosse presentato, aveva incontrato l'opposizione del relatore della Finanziaria, il finiano Maurizio Saia, che ha avuto la meglio. L'emendamento bloccato fu definito «ad aziendam» perché avrebbe consentito alla Mondadori di mettere una pietra tombale su un debito fiscale di 250 milioni di euro, oblando al fisco solo 12,5 milioni.
Mafia: 120 Cc per scortare Ultimo
Volontari faranno turni dopo notizia che scorta era stata tolta
PALERMO - Centoventi Cc del Nucleo scorte di Palermo accompagneranno a turno il capitano 'Ultimo' quando dovra' intervenire nei processi di mafia.
La decisione e' stata presa dall'Arma dopo che la trasmissione Annozero ha dato la notizia che la scorta a Sergio De Caprio era stata tolta.
La tutela verra' esercitata in forma volontaria e con auto private,quando i Cc saranno liberi dal servizio. Lo dice il delegato nazionale del Cocer, Alessandro Rumore sottolineando che e' un segnale lanciato alla mafia.
ansa
Volontari faranno turni dopo notizia che scorta era stata tolta
PALERMO - Centoventi Cc del Nucleo scorte di Palermo accompagneranno a turno il capitano 'Ultimo' quando dovra' intervenire nei processi di mafia.
La decisione e' stata presa dall'Arma dopo che la trasmissione Annozero ha dato la notizia che la scorta a Sergio De Caprio era stata tolta.
La tutela verra' esercitata in forma volontaria e con auto private,quando i Cc saranno liberi dal servizio. Lo dice il delegato nazionale del Cocer, Alessandro Rumore sottolineando che e' un segnale lanciato alla mafia.
ansa
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Prescrivibili anche le cause per evasione fiscale
Da Mills alla malasanità:
ecco i processi a rischio
Il ddl, appena dovesse entrare in vigore, sopprimerebbe immediatamente le imputazioni mosse a Berlusconi
Una legge piena di contraddizioni e iniqui effetti collaterali. Stabilisce priorità che sono l’esatto contrario di quelle dettate da un’altra legge appena un anno fa. Strangola in culla i processi per gli omicidi colposi in ospedale, ma garantisce tutto il tempo per giudicare un borseggio sull’autobus. E chissà se i pazienti vittime del chirurgo della clinica milanese Santa Rita apprezzeranno la «tutela» promessa loro dal disegno di legge «misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi ». Questa «tutela»: la spugna, tra pochi mesi, su tutte le 89 imputazioni di lesioni volontarie ai pazienti e truffa milionaria allo Stato.
Effetto che si determinerebbe invece subito nel caso di Berlusconi con il disegno di legge che, alla già esistente prescrizione dei reati, intende ora affiancare anche la prescrizione dei processi agli incensurati se la sentenza di primo grado non arriva entro i 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio per reati con pene inferiori ai 10 anni nel massimo: appena dovesse entrare in vigore, infatti, sopprimerebbe immediatamente le imputazioni mosse a Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset e per corruzione di testimone nel processo Mills, dibattimenti entrambi già ben oltre i 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Ma quel genere di «tutela», come effetto collaterale tra le migliaia di processi di primo grado non ancora a sentenza a distanza di 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, spegnerebbe subito ad esempio anche quello all’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e al senatore Luigi Grillo per l’aggiotaggio Antonveneta (reato che nel 2005 era punito con meno di 10 anni). Chiuderebbe il primo grado in corso alle grandi banche internazionali imputate dell’aggiotaggio Parmalat a Milano (non il processo per il crac a Parma, visto che la legge 'salva' le bancarotte fraudolente). Stroncherebbe dibattimenti su maxicorruzioni, come le tangenti delle inchieste Enipower-Enelpower. Sarebbe implacabile con chi truffa un 'gratta e sosta' da pochi euro, ma sterilizzerebbe corpose truffe allo Stato, come il processo alla clinica milanese San Carlo per i falsi rimborsi spillati al servizio sanitario.
Tutti processi già finiti un minuto dopo l’entrata in vigore della legge, che invece darebbe la mazzata finale nel prossimo maggio anche al processo che imputa al presidente Mediaset Fedele Confalonieri e al deputato pdl Alfredo Messina un favoreggiamento nel processo Hdc. La clessidra del ddl fermerebbe già a luglio prossimo il processo Santa Rita al chirurgo Brega Massone, nella più che probabile mancanza per allora di una sentenza di primo grado pur in un processo-lampo che più lampo non si può (giudizio immediato e quindi niente udienza preliminare, tre udienze alla settimana, da mattina a sera). E il processo per i dossieraggi della Security Telecom-Pirelli, che oggi è appena all’inizio dell’udienza preliminare, tra un anno sarà appena avviato in primo grado, e dunque sarà già prescritto per quattro quinti delle imputazioni.
Nella lotteria, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato: Tavaroli ha appena chiesto di patteggiare la pena sui dossier Telecom? Peggio per lui, buon per i coimputati che invece potranno avvalersi della legge. Tanzi è da poco stato condannato in primo grado a 10 anni per aggiotaggio Parmalat nel processo alle persone fisiche? Che sfortuna, quella sentenza è arrivata a tre anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, con le nuove norme Tanzi si sarebbe salvato.
Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma appena un anno fa, il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un binario privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso legislatore fa l’esatto contrario, cioè scrive una legge che costringerà i Tribunali a rallentare i processi ai recidivi per dare priorità a quelli agli incensurati, che altrimenti si prescriverebbero in appena due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. E se un anno fa in un’altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il legislatore aveva svilito la qualità di incensurato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto tale da farne scaturire addirittura l’estinzione del processo in mancanza di una sentenza di primo grado nei fatali 2 anni. Questo anche per tutti i reati tributari degli evasori fiscali, per gli omicidi colposi dei medici, per le truffe di ogni genere. Salvo però escludere dalla tagliola tempistica della nuova legge una contravvenzione, quale il reato degli immigrati clandestini. Beffa in vista, poi, per lo Stato che dovrà restituire agli imputati, i cui processi vengano prescritti, i soldi che in quei procedimenti erano stati sequestrati. Ma beffa soprattutto per quei coimputati di un medesimo reato che, allo scoccare dei 2 anni, vedranno l’imputato incensurato farla franca con la prescrizione del processo, e l’imputato non incensurato continuare invece a essere giudicato e magari condannato.
Corriere della Sera
E con questa nuova notizia mi viene davvero sinceramente da dire diamo l'immunità a questo uomo viscido che sta rovinando definitivamente l'Italia. Per salvarne uno si sta mandano a rotoli tutto. Chi darà giustizia ai familiari della Thyssen o ai risparmiatori del crac parmalat e così via?
Basta sono davvero stanca!
Da Mills alla malasanità:
ecco i processi a rischio
Il ddl, appena dovesse entrare in vigore, sopprimerebbe immediatamente le imputazioni mosse a Berlusconi
Una legge piena di contraddizioni e iniqui effetti collaterali. Stabilisce priorità che sono l’esatto contrario di quelle dettate da un’altra legge appena un anno fa. Strangola in culla i processi per gli omicidi colposi in ospedale, ma garantisce tutto il tempo per giudicare un borseggio sull’autobus. E chissà se i pazienti vittime del chirurgo della clinica milanese Santa Rita apprezzeranno la «tutela» promessa loro dal disegno di legge «misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi ». Questa «tutela»: la spugna, tra pochi mesi, su tutte le 89 imputazioni di lesioni volontarie ai pazienti e truffa milionaria allo Stato.
Effetto che si determinerebbe invece subito nel caso di Berlusconi con il disegno di legge che, alla già esistente prescrizione dei reati, intende ora affiancare anche la prescrizione dei processi agli incensurati se la sentenza di primo grado non arriva entro i 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio per reati con pene inferiori ai 10 anni nel massimo: appena dovesse entrare in vigore, infatti, sopprimerebbe immediatamente le imputazioni mosse a Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset e per corruzione di testimone nel processo Mills, dibattimenti entrambi già ben oltre i 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Ma quel genere di «tutela», come effetto collaterale tra le migliaia di processi di primo grado non ancora a sentenza a distanza di 2 anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, spegnerebbe subito ad esempio anche quello all’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e al senatore Luigi Grillo per l’aggiotaggio Antonveneta (reato che nel 2005 era punito con meno di 10 anni). Chiuderebbe il primo grado in corso alle grandi banche internazionali imputate dell’aggiotaggio Parmalat a Milano (non il processo per il crac a Parma, visto che la legge 'salva' le bancarotte fraudolente). Stroncherebbe dibattimenti su maxicorruzioni, come le tangenti delle inchieste Enipower-Enelpower. Sarebbe implacabile con chi truffa un 'gratta e sosta' da pochi euro, ma sterilizzerebbe corpose truffe allo Stato, come il processo alla clinica milanese San Carlo per i falsi rimborsi spillati al servizio sanitario.
Tutti processi già finiti un minuto dopo l’entrata in vigore della legge, che invece darebbe la mazzata finale nel prossimo maggio anche al processo che imputa al presidente Mediaset Fedele Confalonieri e al deputato pdl Alfredo Messina un favoreggiamento nel processo Hdc. La clessidra del ddl fermerebbe già a luglio prossimo il processo Santa Rita al chirurgo Brega Massone, nella più che probabile mancanza per allora di una sentenza di primo grado pur in un processo-lampo che più lampo non si può (giudizio immediato e quindi niente udienza preliminare, tre udienze alla settimana, da mattina a sera). E il processo per i dossieraggi della Security Telecom-Pirelli, che oggi è appena all’inizio dell’udienza preliminare, tra un anno sarà appena avviato in primo grado, e dunque sarà già prescritto per quattro quinti delle imputazioni.
Nella lotteria, chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato: Tavaroli ha appena chiesto di patteggiare la pena sui dossier Telecom? Peggio per lui, buon per i coimputati che invece potranno avvalersi della legge. Tanzi è da poco stato condannato in primo grado a 10 anni per aggiotaggio Parmalat nel processo alle persone fisiche? Che sfortuna, quella sentenza è arrivata a tre anni dalla richiesta di rinvio a giudizio, con le nuove norme Tanzi si sarebbe salvato.
Paradossi. E contraddizioni a iosa. Non un secolo fa, ma appena un anno fa, il legislatore aveva imposto ai presidenti di Tribunale criteri di priorità in base ai quali fissare i processi, e tra essi ad esempio un binario privilegiato per i processi ai recidivi: adesso, invece, lo stesso legislatore fa l’esatto contrario, cioè scrive una legge che costringerà i Tribunali a rallentare i processi ai recidivi per dare priorità a quelli agli incensurati, che altrimenti si prescriverebbero in appena due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio. E se un anno fa in un’altra legge, uno dei tanti pacchetti sicurezza, il legislatore aveva svilito la qualità di incensurato ai fini della concessione delle attenuanti generiche, adesso invece la esalta al punto tale da farne scaturire addirittura l’estinzione del processo in mancanza di una sentenza di primo grado nei fatali 2 anni. Questo anche per tutti i reati tributari degli evasori fiscali, per gli omicidi colposi dei medici, per le truffe di ogni genere. Salvo però escludere dalla tagliola tempistica della nuova legge una contravvenzione, quale il reato degli immigrati clandestini. Beffa in vista, poi, per lo Stato che dovrà restituire agli imputati, i cui processi vengano prescritti, i soldi che in quei procedimenti erano stati sequestrati. Ma beffa soprattutto per quei coimputati di un medesimo reato che, allo scoccare dei 2 anni, vedranno l’imputato incensurato farla franca con la prescrizione del processo, e l’imputato non incensurato continuare invece a essere giudicato e magari condannato.
Corriere della Sera
E con questa nuova notizia mi viene davvero sinceramente da dire diamo l'immunità a questo uomo viscido che sta rovinando definitivamente l'Italia. Per salvarne uno si sta mandano a rotoli tutto. Chi darà giustizia ai familiari della Thyssen o ai risparmiatori del crac parmalat e così via?
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- unokonomiyaki
- Angel

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... e ci regalano anche questi simpatici ed eleganti siparietti...
Lite e parole forti tra Brunetta e Tremonti
Pressing della Prestigiacomo sui fondi non dati
ROMA — Non c'era bisogno che parlasse, infatti non ha parlato. Ma l'immagine che Berlusconi ha offerto ieri in Consiglio dei ministri — lo sguardo spento, il volto sofferente, un senso di estraniamento durante tutta la riunione — rendeva l'idea del distacco del premier. Il premier aveva lasciato fuori da Palazzo Chigi i timori di quello che considera il «nuovo complotto» ordito contro di lui dalla magistratura, le tensioni familiari che «mi stanno togliendo il sonno», e l'ira verso Fini con cui si è consumato un altro strappo. Era presente, ma era come se non ci fosse, assorto fino a dare l'impressione di essersi assopito, apriva gli occhi solo quando i ministri riempivano la stanza con urla e parole grosse. Le mani sul viso o tra i capelli, solo in un'occasione ha dato voce al proprio fastidio: «Dài, rinviamo. Se c’è un problema si risolve la prossima volta».
Un problema invece andava risolto subito, perché è vero che il Consiglio aveva approvato in pochi secondi l’atteso decreto sulla riduzione delle tasse per fine anno. Il punto era che nell’esecutivo tutti pensavano si trattasse di sgravi per le imprese, del taglio degli acconti sull’Ires e soprattutto sull’Irap, balzello che Berlusconi un mese fa aveva anticipato di voler abolire. Tutto sembrava pronto, il comunicato del governo di martedì aveva preannunciato la decisione. E alcuni ministri ieri giuravano di aver letto bene il provvedimento presentato alla riunione. Invece il taglio ha riguardato l’Ire, la vecchia Irpef.
Ma allora cos’è stato votato in Consiglio? Non è chiaro se si sia trattato solo di un «misunderstandig», e se questo abbia dato origine a una commedia degli equivoci. È certo che dopo il Consiglio sono passate ore prima della nota ufficiale alla stampa. Ed è altrettanto certo che in quel lasso di tempo si è svolto un incontro riservato tra Berlusconi, Letta e Tremonti. E lì che al decreto sarebbe stata data una «registrata», e si sarebbe deciso di tagliare l’imposta sui redditi «per una ragione di giustizia e di equità sociale», come sostiene il titolare dell’Economia. Il quale ha fatto presente al premier le pressioni dei sindacati, «perché Cisl e Uil sono pronte allo sciopero generale se concedessimo sconti fiscali solo alle imprese. Invece con l’Ire ne beneficiano tutti», anche i lavoratori dipendenti che a Natale avranno più soldi in busta paga. Per l’Irap se ne riparlerà chissà quando.
Resta il fatto che tutti gli altri ministri avevano inteso diversamente. Chissà, forse hanno frainteso. Ma non è una novità che in Consiglio si parlino lingue diverse, e che per capirsi si ricorra a gesti e parolacce. Come è successo ieri tra Tremonti e Brunetta, che presentava un altro pezzo della riforma sulla Pubblica amministrazione. Il «professor Giulio» non ha esitato a bocciare il «professor Renato»: «Non si fa la semplificazione con una nuova regolamentazione », ha iniziato a ripetere dando sulla voce del collega. Si è scatenato il parapiglia, e per una volta Letta è intervenuto a sostegno di Tremonti. Alla fine, dopo ripetuti colpi sotto la cintura, Brunetta si è alzato e ha teso la mano al ministro dell’Economia, che non ha contraccambiato, anzi: «Non ti avvicinare, altrimenti ti prendo a calci in...».
Con la Prestigiacomo solo i toni sono stati diversi. Perché quando la titolare dell’Ambiente - dopo aver illustrato il progetto da 1.250 milioni per gli interventi a difesa del suolo - ha chiesto cinque milioni per controllare il piano di interventi con tre nuove strutture ministeriali, Tremonti si è messo di traverso: «Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... ». Apriti cielo, «Stefania» non ci ha visto più: «A me certe battute non le fai». Ed è scoppiata un’altra lite, che nemmeno l’intervento di Letta è riuscito a comporre. Così il decreto, che la Prestigiacomo voleva approvare prima di Natale è stato rinviato. E lei, furibonda ha lasciato il salone del Consiglio: «Me ne vado, sennò gli alzo le mani». Nemmeno Berlusconi ha salutato. Chissà se il Cavaliere se n’è reso conto. Perché lui c’era,ma era come se non ci fosse.
Francesco Verderami
http://www.corriere.it/politica/09_nove ... aabc.shtml
Lite e parole forti tra Brunetta e Tremonti
Pressing della Prestigiacomo sui fondi non dati
ROMA — Non c'era bisogno che parlasse, infatti non ha parlato. Ma l'immagine che Berlusconi ha offerto ieri in Consiglio dei ministri — lo sguardo spento, il volto sofferente, un senso di estraniamento durante tutta la riunione — rendeva l'idea del distacco del premier. Il premier aveva lasciato fuori da Palazzo Chigi i timori di quello che considera il «nuovo complotto» ordito contro di lui dalla magistratura, le tensioni familiari che «mi stanno togliendo il sonno», e l'ira verso Fini con cui si è consumato un altro strappo. Era presente, ma era come se non ci fosse, assorto fino a dare l'impressione di essersi assopito, apriva gli occhi solo quando i ministri riempivano la stanza con urla e parole grosse. Le mani sul viso o tra i capelli, solo in un'occasione ha dato voce al proprio fastidio: «Dài, rinviamo. Se c’è un problema si risolve la prossima volta».
Un problema invece andava risolto subito, perché è vero che il Consiglio aveva approvato in pochi secondi l’atteso decreto sulla riduzione delle tasse per fine anno. Il punto era che nell’esecutivo tutti pensavano si trattasse di sgravi per le imprese, del taglio degli acconti sull’Ires e soprattutto sull’Irap, balzello che Berlusconi un mese fa aveva anticipato di voler abolire. Tutto sembrava pronto, il comunicato del governo di martedì aveva preannunciato la decisione. E alcuni ministri ieri giuravano di aver letto bene il provvedimento presentato alla riunione. Invece il taglio ha riguardato l’Ire, la vecchia Irpef.
Ma allora cos’è stato votato in Consiglio? Non è chiaro se si sia trattato solo di un «misunderstandig», e se questo abbia dato origine a una commedia degli equivoci. È certo che dopo il Consiglio sono passate ore prima della nota ufficiale alla stampa. Ed è altrettanto certo che in quel lasso di tempo si è svolto un incontro riservato tra Berlusconi, Letta e Tremonti. E lì che al decreto sarebbe stata data una «registrata», e si sarebbe deciso di tagliare l’imposta sui redditi «per una ragione di giustizia e di equità sociale», come sostiene il titolare dell’Economia. Il quale ha fatto presente al premier le pressioni dei sindacati, «perché Cisl e Uil sono pronte allo sciopero generale se concedessimo sconti fiscali solo alle imprese. Invece con l’Ire ne beneficiano tutti», anche i lavoratori dipendenti che a Natale avranno più soldi in busta paga. Per l’Irap se ne riparlerà chissà quando.
Resta il fatto che tutti gli altri ministri avevano inteso diversamente. Chissà, forse hanno frainteso. Ma non è una novità che in Consiglio si parlino lingue diverse, e che per capirsi si ricorra a gesti e parolacce. Come è successo ieri tra Tremonti e Brunetta, che presentava un altro pezzo della riforma sulla Pubblica amministrazione. Il «professor Giulio» non ha esitato a bocciare il «professor Renato»: «Non si fa la semplificazione con una nuova regolamentazione », ha iniziato a ripetere dando sulla voce del collega. Si è scatenato il parapiglia, e per una volta Letta è intervenuto a sostegno di Tremonti. Alla fine, dopo ripetuti colpi sotto la cintura, Brunetta si è alzato e ha teso la mano al ministro dell’Economia, che non ha contraccambiato, anzi: «Non ti avvicinare, altrimenti ti prendo a calci in...».
Con la Prestigiacomo solo i toni sono stati diversi. Perché quando la titolare dell’Ambiente - dopo aver illustrato il progetto da 1.250 milioni per gli interventi a difesa del suolo - ha chiesto cinque milioni per controllare il piano di interventi con tre nuove strutture ministeriali, Tremonti si è messo di traverso: «Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... ». Apriti cielo, «Stefania» non ci ha visto più: «A me certe battute non le fai». Ed è scoppiata un’altra lite, che nemmeno l’intervento di Letta è riuscito a comporre. Così il decreto, che la Prestigiacomo voleva approvare prima di Natale è stato rinviato. E lei, furibonda ha lasciato il salone del Consiglio: «Me ne vado, sennò gli alzo le mani». Nemmeno Berlusconi ha salutato. Chissà se il Cavaliere se n’è reso conto. Perché lui c’era,ma era come se non ci fosse.
Francesco Verderami
http://www.corriere.it/politica/09_nove ... aabc.shtml
blackcelebration73 ha scritto:Prescrivibili anche le cause per evasione fiscale
Da Mills alla malasanità:
ecco i processi a rischio
Il ddl, appena dovesse entrare in vigore, sopprimerebbe immediatamente le imputazioni mosse a Berlusconi
Ora, aldilà delle considerazioni su quali siano davvero le urgenze del Paese, sul fatto che in Italia la giustizia è lenta, sul fatto che il labirinto procedurale e di leggi e leggine provochino a volte la paralisi di processi, sulla contraddizione di chi ha contestato l'amnistia mastelliana etc. etc. aldilà di tutto questo vorrei chiedere, senza nessuno spirito polemico o altro:
cosa pensano gli elettori o i simpatizzanti del centro-destra di questo disegno di legge?
Lettera, tu che hai anche gli strumenti e le nozioni per poter giudicare la cosa, che ne pensi?
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non mi piace, anche al di là delle considerazioni su Mills e processi "governativi".Freestate ha scritto:cosa pensano gli elettori o i simpatizzanti del centro-destra di questo disegno di legge?
Lettera, tu che hai anche gli strumenti e le nozioni per poter giudicare la cosa, che ne pensi?
fosse per me, io allungherei i tempi, ma non troppo (farei 3 anni per ogni fase del giudizio), anche perchè cmq, alla fine, 9 anni totali per un iter giudiziario mi paiono davvero esaustivi, per una giustizia che tale vuole essere.
Piuttosto, mi rifaccio completamente a quanto detto ieri ad AnnoZero da Davigo, all'inizio: in Italia, c'è un uso abnorme e illogico dello strumento giudiziario, ovviamente nel campo civile, da parte dei cittadini.
E chi ha frequentato un pò i tribunali e fatto pratica legale può testimoniarlo.
E tutto questo ricorrere ai tribunali (per i motivi più assurdi spesso) non fa altro che paralizzare l'intera macchina, che già arranca di suo.

