Il polverone si è alzato sopratutto su Showbiz (primo album dei Muse), che musicalmente e nei contenuti lirici si rifaceva esageratamente ai Radiohead di The Bends. Thom Yorke, ai tempi, voleva addirittura sporgere denuncia (ma magari l'ha fatto... non so bene la storia). Poi direi che da li in poi le loro strade si sono separate... E' vero che Bellamy vocalmente si rifà a Yorke, sopratutto in falsetto e nei gemiti lagnosi tipici di Tommy, ma alla fine direi che ha un suo timbro ben preciso. Direi che in alcuni casi, anche nel post-Showbiz, l'ispirazione ai Radiohead ci sia anche a livello compositivo. Musicalmente, a livello di arrangiamenti, siamo oramai abbastanza lontani. Più di pancia e adrenalinici i Muse, con il loro "progressive rock" (anche se l'hanno abbandonato), più raffinati i Radiohead - anche nelle loro parentesi più nevrotiche - con il loro "psychedelic rock". IMHOlaura74 ha scritto:ma per il fatto ke si diceva ke erano la copia dei radiohead?
Muse - Dig Down & wub wub wub
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
ma dai un po meno di permalosità non guasterebbe!Babylon ha scritto:(ma non ce l'ho con te in particolare Synth...)
Il buon Neuronifolli, da buon intenditore, come si è sempre dimostrato, saprà rispondere alla grande su cosa intendeva per "Symphonic Rock Progressive", non ha bisogno di avvocati (semmai anche lui si sognerebbe di percepire il mio post come un "attacco"....)
Magari il tutto sta a concezioni diverse... la mia concezione del Progressive è quella di sezioni ritmiche veloci e ossessive, riffoni di chitarra taglienti, assoli di melodie nevrotiche! Insomma tutto ciò mi sembra ben distante da The Resistance. Neuroni avrà un'altra concezione... o magari io c'è l'ho sbagliata (e sono prontissimo, con umiltà, a comprendere meglio cosa sia il progressive rock, anche dallo stesso neuroni) o magari abbiamo la stessa e sentiamo due cose diverse.
Ultima modifica di synth7 il gio set 24, 2009 10:12 pm, modificato 1 volta in totale.
synth7 ha scritto:Il polverone si è alzato sopratutto su Showbiz (primo album dei Muse), che musicalmente e nei contenuti lirici si rifaceva esageratamente ai Radiohead di The Bends. Thom Yorke, ai tempi, voleva addirittura sporgere denuncia (ma magari l'ha fatto... non so bene la storia). Poi direi che da li in poi le loro strade si sono separate... E' vero che Bellamy vocalmente si rifà a Yorke, sopratutto in falsetto e nei gemiti lagnosi tipici di Tommy, ma alla fine direi che ha un suo timbro ben preciso. Direi che in alcuni casi, anche nel post-Showbiz, l'ispirazione ai Radiohead ci sia anche a livello compositivo. Musicalmente, a livello di arrangiamenti, siamo oramai abbastanza lontani. Più di pancia e adrenalinici i Muse, con il loro "progressive rock" (anche se l'hanno abbandonato), più raffinati i Radiohead - anche nelle loro parentesi più nevrotiche - con il loro "psychedelic rock". IMHO
Ho aspettato prima di dare un giudizio definitivo su questo ennesimo capolavoro di Bellamy. Undisclosed desires entra di diritto tra i più bei pezzi dei Muse. Un album ottimo e lineare, che segue un filo logico, con meno alti di BH&R, ma anche nessun pezzo debole. Le exogenesis symphonies sono molto ben fatte, Uprising un classico Muse, e come sempre la batteria in tutto l'album, è magistrale e pulita. Mi piace da morire in un periodo musicalmente non felice x le mie orecchie
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Ehi, mi sono discostato un attimo dal forum e mi ritrovo un 3d in fiamme
...nel senso buono, naturalmente.
Synth ha scritto:
"la mia concezione del Progressive è quella di sezioni ritmiche veloci e ossessive, riffoni di chitarra taglienti, assoli di melodie nevrotiche!"
Questo io lo vedo come un possibile aspetto del progressive.
Tutto ciò che esce dallo standard della forma canzone mi sento di definirlo in un certo senso prog. Brani che s'ntrecciano, si fermano, ripartono, spostando ad ogni ascolto l'attenzione ogni volta su sezioni diverse, coem se si fossero ascoltate per la prima volta...ecco, questo è il progressive secondo il neuropensiero...
E poi scusate, nel momento in cui i Muse decidono di seguire le orme dei loro più illustri colleghi (Metallica e prima ancora Deep Purple) suonando un connubio rock/classica...considerando la convenzione comune che il prog è il punto in cui il rock più si avvicina alla musica classica...beh, The Resistance è progressive.
Synth la tua concezione è anche la mia riferita però all'hard rock prog, tipo Judas Priest, Deep Purple e qualcosa dei primi Saxon.
Se prendiamo i primi due album dei Queen, quelli dichiaratamente derivanti dall'influsso Led Zeppelin, ci possiamo trovare secondo me, un pò di Muse.
SempreNeuroParereProg.
...nel senso buono, naturalmente.
Synth ha scritto:
"la mia concezione del Progressive è quella di sezioni ritmiche veloci e ossessive, riffoni di chitarra taglienti, assoli di melodie nevrotiche!"
Questo io lo vedo come un possibile aspetto del progressive.
Tutto ciò che esce dallo standard della forma canzone mi sento di definirlo in un certo senso prog. Brani che s'ntrecciano, si fermano, ripartono, spostando ad ogni ascolto l'attenzione ogni volta su sezioni diverse, coem se si fossero ascoltate per la prima volta...ecco, questo è il progressive secondo il neuropensiero...
E poi scusate, nel momento in cui i Muse decidono di seguire le orme dei loro più illustri colleghi (Metallica e prima ancora Deep Purple) suonando un connubio rock/classica...considerando la convenzione comune che il prog è il punto in cui il rock più si avvicina alla musica classica...beh, The Resistance è progressive.
Synth la tua concezione è anche la mia riferita però all'hard rock prog, tipo Judas Priest, Deep Purple e qualcosa dei primi Saxon.
Se prendiamo i primi due album dei Queen, quelli dichiaratamente derivanti dall'influsso Led Zeppelin, ci possiamo trovare secondo me, un pò di Muse.
SempreNeuroParereProg.
E' un aspetto che non avevo mai preso in considerazione... ma in questo pentolone però rientrerebbero anche fin troppi gruppi... mi piace e mi convince però. Rivedrò un po' la mia "ristretta" concezione.neuronifolli ha scritto: Questo io lo vedo come un possibile aspetto del progressive.
Tutto ciò che esce dallo standard della forma canzone mi sento di definirlo in un certo senso prog. Brani che s'ntrecciano, si fermano, ripartono, spostando ad ogni ascolto l'attenzione ogni volta su sezioni diverse, coem se si fossero ascoltate per la prima volta...ecco, questo è il progressive secondo il neuropensiero...
Valuta tuViser ha scritto:Non ho mai confrontato le votazioni di Rolling Stones... come sono buone? Obbiettive?
Muse - "The Resistance" (Warner)
Voto: 3 1/2 su 5.
Le 3 stelle e mezzo sono un voto democristiano e cerchiobottista. Mediazione tra ammirazione e irritazione. Perché il loro prog-rock è un chiaro escamotage: 1) per mascherare un’esagerata autostima che induce all’ostentazione narcisa del loro talento; 2) per mascherare una scarsa stima per rock e pop, che sfocia nella stessa sindrome (cinese) dell’ultimo Axl Rose: dopo due minuti, si annoiano del pezzo che stanno suonando e lo cambiano in corsa. A voi magari pareva buono, ma sulla mutevolezza si basa la musevolezza: prendiamo Unnatural Selection: organo da chiesa, poi il riffone - che piace, eh! - quindi, dal nulla, due minuti di bluesaccio slow per poi tornare compiaciuti ma senza un perché al tema iniziale; oppure I Belong to You, che parte allegra, e di colpo vira in strazio. O United States of Eurasia: piano e poi forte da Queen kitschoni, boemi e innuendi che stemperano in un finale preso da Chopin. O, ancora, Mk Ultra: prima un synth molto ’80 poi no, basta, mano al chitarrone. E così via, tra melodia e impennata nella ricerca continua dell’applauso, su scale, ponti, architetture di pompa e circostanza, nel delirio di onnipotenza di chi si sente in grado di passare dai languori alla Killers (spalmati su 6 minuti) a echi ultravoxiani, da ritmi dadaumpa-hard a una Undisclosed Desires che ai Depeche Mode porterebbe l’accusa di fare seeempre le stesse cose, fino a Exogenesis, sinfonia in tre movimenti che, più che Genesis, evoca Pink Floyd e Yes con un filo di Beethoven. Che meraviglioso muse-ical.
Oppure, che baraccone. Sta a voi arrendervi, o fare “resistance”.
(Paolo Madeddu per Rolling Stone)
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