(OT) Fascismo e razzismo

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orgyporgy
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Messaggio da orgyporgy »

Moro89 ha scritto:quanto ha voluto di cachet? :lol:
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quanti ingrati in questa città... :roll: :lol:
dai moretto, smuovi il ciapet e vieni pure te, che non ti mangia mica



tibet libero
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

orgyporgy ha scritto:
dai moretto, smuovi il ciapet
che mi pare l'invito più adatto per la fiaccolata in oggetto. :lol:
(se je la faccio ce vengo pure io)
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

TOR BELLA MONACA
Chiede di non fumare sul bus,
nigeriana presa a schiaffi e insultata


Il racconto di un'amica della donna: due 15enni le hanno detto "stai zitta brutta negra" e la polizia ha multato lei


ROMA - Presa a schiaffi davanti alla sua bambina e insultata con epiteti razzisti da due ragazzine italiane a cui la donna, di origini nigeriane, aveva chiesto di spegnere la sigaretta che le due fumavano tranquillamente a bordo dell'autobus. È accaduto lunedì mattina a Tor Bella Monaca, quartiere periferico della Capitale, sulla linea 059 intorno alle 7.40 e a raccontare la vicenda è un'amica della donna e testimone del fatto.

IL RACCONTO - «Stavamo sull'autobus per portare a scuola i nostri bambini che frequentano il nostro istituto - ha detto la testimone, Maria Edima Venancio Rocha, di origine brasiliana -,la mia amica ha visto queste due quindicenni che avevano acceso una sigaretta all'interno della vettura e ha chiesto loro di spegnerla perché dava fastidio alla sua bambina. Per tutta risposta, le due hanno cominciato a insultarla con frasi come "Brutta negra, stai zitta, tornatene al paese tuo". Quando siamo scese alla fermata le due ci hanno seguito e hanno preso a schiaffi la mia amica». In quel momento, continua il racconto, è passato un camper della polizia. Secondo quanto sostiene Venancio Rocha, «la roulotte si è fermata e quello che è accaduto è incredibile. Le due ragazze, che stavano ancora lì sul posto, sono state mandate via dagli agenti senza essere identificate. È stata, invece, identificata la mia amica a cui hanno comminato pure una multa di 3mila euro, non abbiamo capito perché. Ora andremo a fare immediatamente la denuncia. È assurdo, la mia amica è una persona per bene, che lavora e queste cose non devono succedere. Adesso la sto accompagnando al Commissariato Casilino per sporgere denuncia».



28 settembre 2009 - corriere.it
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Ecco cosa succede, quando si fa di tutta un erba un fascio, quando si fa della negatività un punto di forza, quando dentro e anche fuori le famiglie al posto dell'amore si insegna l'odio, la vendetta e per ultima "considerata naturalmente dai più ingnoranti.. un punto di forza" la maleducazione. poi si prosegue con l'indifferenza, la crudeltà gratuita e la falsità.

Ecco, per me il razzismo è basato su tutto questo,

In tutte le sue forme.... lo considero una piaga del mondo, così profonda e antica che per sradicarlo ci vorrebbe un nuovo diluvio universale di parole d'amore.

Quando capiranno che l'amore non è debolezza ma forza, energia positiva. sarà sempre troppo tardi.
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Eva contro Eva
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Messaggio da Eva contro Eva »

Altra magnifica perla dalla feccia che ci governa:

Il sottosegretario Cosentino: «A Roma decidono i froci». La platea Pdl applaude
di Adolfo Pappalardo


NAPOLI (28 settembre) - Nicola Cosentino smentisce di aver detto una frase del genere. E soprattutto quell’epiteto usato a mo’ di disprezzo: «Froci». Eppure i presenti (1.200 persone) l’hanno sentito. Nitidamente. E, al termine, parlamentari e sindaci del Pdl del casertano si sono alzati in piedi per applaudirlo.
«Basta con questa politica fatta da froci che credono di poter decidere, stando a Roma, il destino politico della Campania e di Caserta», urla il sottosegretario all’Economia (e possibile candidato per la presidenza della Regione) che, prima di lanciarsi nell’invettiva, si era guardato attorno e aveva premesso: «Tanto la posso dire: siamo tra di noi, siamo tra amici».
Ma non è proprio così. Un passo indietro. Due sere fa Cosentino riunisce 25 parlamentari campani del Pdl per discutere l’approvazione di un documento da presentare ai coordinatori nazionali e a otto ministri, lunedì a Napoli. Ufficialmente è per chiedere una «consulta permanente da utilizzare come interlocutore del governo in merito alle scelte della nostra Regione» ma dietro c’è un atto di forza per rivendicare la candidatura di Cosentino alla Regione che, stando anche a «Il Foglio» di ieri, sarebbe già nelle mani del ministro Mara Carfagna. Un documento duro che avrebbe spinto anche i tre coordinatori nazionali a disertare l’appuntamento di domani per non prestare il fianco alla presa di posizione.
Ma la storia è un’altra e dietro c’è un piccolo giallo. Già due sere fa Cosentino è nervoso. Preme sui toni e in un passaggio, raccontano i presenti alla riunione a porte chiuse, quella frase ripetuta ieri alla platea riunita al Crown Plaza di Caserta, la dice. Arriviamo a ieri mattina. Al tavolo dell’hotel casertano ci sono i sei parlamentari, in platea consiglieri regionali, alcuni sindaci della provincia, quadri e dirigenti del partito. E, soprattutto, diversi giornalisti.
Apre i lavori Pasquale Giuliano e presenta la bozza di documento. Poi la discussione e, poco prima delle 13, l’arrivo del coordinatore regionale del partito e del suo vice Mario Landolfi. Tutti si alzano in piedi, applausi. Per primo, incalza l’ex ministro: «Stringiamoci intorno a Cosentino, faremo di tutto per sostenerlo». Prende la parola il sottosegretario e punta dritto alla prossima scadenza elettorale. Non dice mai chiaramente che vuole essere lui il candidato ma il senso è quello.
«Occorre un’inversione di rotta qui in Campania e Caserta è la locomotiva organizzativa del movimento del Pdl», dice. Il sottosegretario è euforico e incalza la platea «per rivendicare un ruolo guida di questa provincia». Poi, prima della fine del suo discorso, si ferma un attimo: «Tanto la posso dire: stiamo tra di noi». Pausa. Prima dell’affondo finale che si ripercuote nella sala: «Basta con la politica fatta da froci che tendono a minare questo tipo di rivendicazione».
Una frase udita nitidamente da tutti. Anche se in serata, è chiaro, Cosentino ridimensiona tutto. Anche perché potrebbe veder svanita la sua candidatura. «Non vi era alcuna intenzione polemica nell’intervento. Le frasi che mi sono state attribuite, sono evidentemente frutto di una falsa o cattiva interpretazione». Poi chiarisce: «La mia idea e quella dei parlamentari verte su una semplice equazione: il territorio che, grazie soprattutto al carisma di Berlusconi, è stato protagonista delle vittorie, rivendica oggi un ruolo da protagonista.
Un ruolo che anche i palazzi della politica devono riconoscergli. Soprattutto adesso che ci troviamo a confrontarci con quello che è sempre stato il nostro principale obbiettivo: il governo della Regione Campania. Si tratta, quindi, di un’assunzione di responsabilità, tesa a evitare un possibile esproprio delle prerogative». Ma il giallo sulla frase rimane.

www.ilmessaggero.it
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Messaggio da Freestate »

Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne assalito da tre persone
"Prima gli insulti, poi l'aggressione, infine il saluto romano"
Massacrato di botte a Ostia

"Mi gridavano: frocio e comunista"


ROMA - "Sono arrivati alle mie spalle, mi hanno gridato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne, di cui non è stata resa nota l'identità, è stato assalito da tre persone a Ostia, sul litorale di Roma. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. L'uomo ha denunciato tutto prima di essere portato all'ospedale per essere sottoposto alle radiografie e alle cure dei medici.

Sabato, 4 della mattina. Il ragazzo, dopo una serata trascorsa nella capitale, fa ritorno a Ostia. Come riferisce il quotidiano romano Il Messaggero, l'incontro con i tre aggressori alla fermata dell'autobus. "Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito per la mia strada. Li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". Il trentenne, giornalista freelance per la rivista musicale "Rumore", aveva trascorso la serata al Circolo degli Artisti di Roma. A scatenare la rabbia dei tre aggressori, molto probabilmete, l'abbilgiamento del giovane: jeans attillati, giacchetta british doppiopetto e ai piedi le 'frankenstein', scarpe da basket all'ultima moda.

Il trentenne scende dall'autobus notturno in via dei Romagnoli. Attraversa il cavalcavia pedonale e si ritrova davanti alla stazione Lido Nord. Lì, appoggiati ad un muretto tre ragazzi capelli corti, jeans e felpe". "Sono arrivati alle spalle mi hanno urlato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Il giovane riece ad arrivare al commissariato e denuncia tutto. Con gli agenti torna sul luogo dell'aggressione e riesce a recuperare chivi di casa e telefonino. Poi viene subito trasportato all'ospedale Giovan Battista Grassi dove i medici gli diagnosticano la frattura del setto nasale, una costola rotta, traumi allo zigomo. Sono in corso le indagini della polizia.

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Moro 89
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Messaggio da Moro 89 »

che rifiuti. e sempre più vicini a casa mia, peraltro. :?
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gigetto
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Messaggio da gigetto »

Moro 89 ha scritto:che rifiuti. e sempre più vicini a casa mia, peraltro. :?
Ma non passa mai l'accalappiacani di li?

:shock:
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Caso di razzismo in Tirolo
Una famiglia di turisti ebrei si è vista negare una prenotazione in albergo in Tirolo

La titolare di un albergo in Serafus, Tirolo, ha rifiutato la prenotazione di alcuni clienti provenienti dall’Austria perchè “Ospitare ebrei in un albergo produce solo brutte esperienze!”. Parole che lasciano sgomenti i colleghi proprietari di alberghi della località tirolese che si sono scagliati contro questo episodio di razzismo. La notizia dell’accaduto è stata data dal quotidiano Tiroler Tageszeitung che ha riportato che l’albergatrice ha affermato di non accettare clienti ebrei anche in caso di posti vacanti. Uno smacco alla libertà, in piena regola, delle libertà delle persone. La famiglia ebrea, originaria di Vienna ha detto che non si recherà mai più a Serafus definito “un nido razzista”.

Per gli albergatori della località tirolese questo è stato un colpo durissimo considerato che Serafus è una dei posti preferiti dalle comunità ebree, tanto che numerosi hotel servono cibo kasher. L’accaduto segna un punto in negativo per l’immagine di Serafus, edificata in tanti anni. Il primo a muovere l’energica protesta della comunità tirolese è stato il presidente della locale azienda turistica Franz Tschiderer, il quale ha preferito non pronunciarsi sulle parole della collega razzista. All’indignazione generale si è aggiunta Esther Fritsch, il presidente della comunità ebraica del Tirolo e del Voralberg, che ah dichiarato "finora non si era mai saputo di alcuna difficoltà" riferendosi lla presenza di turisti ebrei in territorio tirolese.

Fabrizio Di Meo


Vergogna, vergogna, mi vergogno io per prima, per questa albergatrice dalla testa razzista..ma signora non le sembra che questi poveri ebrei abbiano sofferto e soffrono abbastanza nella storia? ma vogliamo dimostrare fraternità e amore anche verso di loro, sono nostri fratelli!!!


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Messaggio da lilianlove »

Non sono riuscita a ripescare l'off del giorno della Memoria della Shoah, mi permetto di ricordare a modo mio le vittime innocenti cadute nelle braccia del crudelissimo , impietoso Male, partendo da da oggi fino il 27 gennaio.



E' difficile ricordare ciò che si vorrebbe dimenticare
E' difficile inseguire ciò che si vorrebbe fuggire
La follia assassina non è un luogo ospitale
c'è un freddo disumano nelle menti
di coloro che hanno dato la morte
più di quanto si possa immaginare
E' difficile orientare la coscenza
nei luoghi in cui il dolore
è stato così tanto più grande della ragione.
laggiù si può solo prostrare la propria anima
Inginocchiarsi e pregare
anche se non si è credenti
laddove è difficile credere
Quelle vite spezzate, umiliate
Quelle grida soffocate nello strazio
Quegli sguardi spenti in quei corpi dolenti
Ci chiedono il terribile sforzo
di non scordarci di loro
mai
finchè vita non ci separi.


(una ragazza...)



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Messaggio da lilianlove »

Nel giorno della Memoria ..per non dimenticare mai. Ricordando i martiri innocenti, ma anche gli eroi che si sono adoperati per salvare i fratelli rischiando la vita.. solo una breve riflessione..

Voglio ringraziarti o Dio per il dono della vita, ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un'ala soltanto, possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza oso pensare o Dio, che tu abbia un'ala soltanto la tieni nascosta forse per farmi capire, che tu non vuoi volare senza me, per questo mi hai dato la vita.
Perchè io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te.
Perchè vivere non è trascinare la vita, non è strappolarla, non è rosicchiarla, vivere è abbandonarsi come un gabbiano all'ebrezza del vento,
vivere è assaporare l'avventura della libertà, vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come te.
Ma non basta sapere volare con te o Dio, tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.
Ti chiedo pedono perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi, non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria, della solitudine, dell'orrore delle guerre e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con te. Sopratutto per questo fratello sfortunato, addolorato, distrutto, dammi o Dio un'ala di riserva. .




D.T. B.
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Messaggio da unokonomiyaki »

Una domanda a chi vuole rispondere: che cosa qualifica lo xenofobo?

Perché quello che colpisce, al di là di tutto, è la totale, mancata percezione della gravità di certe affermazioni. Percezione che nulla ha a che fare con il credo politico, ma semplicemente con la sensibilità o, più banalmente, con il buon senso. Unite ad una certa dose di curiosità intellettuale (non dico cultura) che dovrebbe suscitare più di qualche riflessione su certi pregiudizi, alimentati ad arte da tristi figuri che se ne servono unicamente per farsi i beati casi loro (uno tra tutti Bossi: studente fallito, cantante fallito, scansafatiche indefesso, che con la politica ha svoltato. Lui e tutto il carrozzone di trote e triglie che si porta appresso. Se io fossi un "padano", sarei incazzato come una bestia, altro che ridargli il voto!). E che vantano illustri precedenti nel passato, più o meno recente.

Insomma, basterebbe fermarsi un attimo a pensare, invece che aggiungersi entusiasticamente al già troppo nutrito gruppo di pecoroni... Perché è così che vi considerano, eh? non illudetevi...

P.S. Quanto ai ban, di norma non discuto l'operato dei moderatori. Per quanto mi riguarda non ci sono problemi rispetto ad un'eventuale riammissione. La dialettica di certo non mi manca...
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Gidan Razorblade
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Messaggio da Gidan Razorblade »

Una domanda a chi vuole rispondere: che cosa qualifica lo xenofobo?

Perché quello che colpisce, al di là di tutto, è la totale, mancata percezione della gravità di certe affermazioni. Percezione che nulla ha a che fare con il credo politico, ma semplicemente con la sensibilità o, più banalmente, con il buon senso
bhè, alla fine, chi lo fa in politica, è per accattivarsi le simpatie di una frangia populista piuttosto nutrita... ultimamente va tanto di moda far così, sopratutto qui da noi. Perchè il giorno dopo puoi dire "son stato frainteso", "scherzavo" . E mediaticamente la passi liscia. In Giappone e altrove scattano le dimissioni. mentre così passa ciò che si vuole, e certa gente se ne frega della smentita, l'importante è che ha sentito la prima parte .

e questi ultimi lo fanno per frustrazione,spesso sfogano in questo, mancati successi personali. Alla ricerca di un eterno capro espiatorio.

Dovrebbero assumerne un paio di questi ultimi in ogni centro abitato, un pò come Daniel Pennac fà nel Ciclo di Malaussène. :)
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Q Lazarus
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Messaggio da Q Lazarus »

Quoto quest'ultimi due interventi in toto.
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

IL MANOVALE ACCUSATO INGIUSTAMENTE, HA RISCHIATO UNA SORTE TERRIBILE

Brembate ci insegna l'umana civiltà
Il muratore marocchino, l'errata traduzione dall'arabo e la reazione del paese

Sembra incredibile, ma ogni tanto gli uomini, le istituzioni e l'opinione pubblica mostrano anche segni di umana civiltà. Un muratore marocchino che lavora a Brembate di Sopra, presso Bergamo, è stato sospettato di aver assassinato Yara Gambirasio, la ragazza scomparsa da alcuni giorni; sospettato ingiustamente e poi rilasciato in base alla traduzione sbagliata di una sua frase in arabo detta al telefono.
Non si è scatenata, come purtroppo è avvenuto in altri casi (lo stupro commesso da un romeno che ha creato una feroce psicosi verso i romeni accusati quasi in blocco d'essere stupratori, l'indiscriminata violenza verso gli zingari), alcuna bestiale caccia al marocchino, non si sono sentiti idioti insulti razzisti rivolti globalmente agli arabi.

La comunità di Brembate di Sopra ha dato in generale un esempio civile oggi più che mai prezioso nel clima teso ed eccitato - anche comprensibilmente, per le difficoltà dei problemi legati all'immigrazione e al contatto fra culture diverse - che stiamo vivendo, in cui spesso si sentono risuonare selvagge parole di odio generico e si assiste a violenze gratuite. Non sarebbe male se tutta l'Italia, sotto tale profilo, assomigliasse a questa Brembate.

C'è sempre, e sempre più drammatica, l'angoscia per la sorte di Yara, la speranza o meglio la necessità di trovarla; e - nella tragica eventualità di una sua morte per mano di un assassino - la necessità di individuare quest'ultimo e punirlo con tutti i rigori della legge. Troppo spesso si dimentica che Dio è anche collera.

Mohamed Fikri, il manovale accusato ingiustamente, ha rischiato una sorte terribile per una traduzione sbagliata. La lingua regge il mondo, nel suo potere di comunicare, informare, plasmare e talora plagiare gli animi. Determina la giustizia o l'ingiustizia, può far trionfare la verità o la menzogna, chiarire o avvelenare la vita. Se non si mette correttamente il soggetto al nominativo e il complemento oggetto all'accusativo ma si inverte la sintassi, non si capisce più chi ruba e chi è derubato, si mette in galera la vittima e si manda libero il colpevole. Una punteggiatura sbagliata o alterata può falsare e sconvolgere l'ordine delle cose.

Oggi è sempre più necessaria, nello scambio e nel contatto sempre più a gomito di genti e culture diverse, la conoscenza delle lingue ovvero la possibilità di comunicare, capire, incontrarsi, difendersi, aiutare. L'insegnamento reale delle lingue, così carente in Italia, dovrebbe essere una pietra angolare dell'istruzione, a tutti i livelli. Se il ministro dell'Istruzione - colpito da questo episodio che mostra come la conoscenza linguistica possa dannare o salvare una vita - recedesse dall'assurdo provvedimento che ha abolito i lettori di madre lingua straniera all'università, la vicenda di Mohamed Fikri sarebbe stata, tra le tante altre cose, pure utile al nostro Paese.

Claudio Magris - Corriere.it
08 dicembre 2010
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