quotandomi?.....che caldo!Freestate ha scritto:una considerazione di tipo generale.
La meno bella di ogni album
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
beh, posso passar sopra ai conclamati cicli mestruali dei soliti noti, proprio perchè voglio far finta di venir moderato, ma TU *taci* a me proprio non lo puoi digitare.DM_BestBandEver ha scritto:quoto
Cerca di rendertene conto e fa un passetto indietro.
Tanto più che se potessi riscriverei mille volte l'ultimo, attinentissimo, kat-post.
A me sembra che certa pseudo-difesa arranchi un po sulle motivazioni, respinga per volontà o per capacità ironia e perspicacia, e ricorra solo alla prepotenza.
Un modo molto strano di esibire una passione.
Prendetevi queste benedette ferie, rilassatevi una buona volta, e poi se volete se ne riparla. Con calma e rispetto, se possibile.
best august
Never Let Down ha scritto:Bella discussione; a grandi linee, ecco la mia personalissima analisi:
Speak & spell
1. I sometimes wish I was dead: troppo frivola, si poteva fare di meglio;
2. What's your name: troppo adolescenziale, frivola;
A broken frame
1. The meaning of love: in realtà è solo il divario con "mostri" del calibro di LIS, MSG, NTF e TS&TR a renderla apparentemente deboluccia; la versione in 5.1 spacca di brutto; fosse stata così l'originale, sarebbe stata una delle migliori del primo periodo;
2. A photograph of you: come sopra;
Construction time again
Nessuna;
Some great reward
Somebody: la presenza di una canzone, seppur bella, solo piano in un album troppo digitale stona troppo; meglio come b-side; migliore cmq la versione singolo con il battito del cuore che forma la parte ritmica;
Black celebration
Sometimes: potrei far valere quanto scritto sopra per Somebody, ma non la ritengo brutta in quanto il piano è effettato con un bellissimo riverbero e la durata del brano non è eccessiva ma giusta;
Music for the masses
1. To have and to hold: costruita principalmente sulla potente batteria, ma si poteva fare di meglio;
Violator
1. Halo: ritornello finale troppo ripetitivo;
Songs of faith and devotion
1. Condemnation: ma dove sono i DM!?;
2. Get right with me: totalmente insignificante, inutile;
Ultra
1. Jazz thieves: uno degli episodi più brutti in assoluto, insignificante;
2. Freestate: troppo conutry e poca elettronica, questo un grossissimo errore di pre-impostazione arrangiamento;
3. The bottom line: anche qui l'arrangiamento non è il massimo, troppo ripetitivo e scarno; poca elettronica, si poteva fare di meglio;
4. Insight: si poteva fare di più sulle sonorità e l'arrangiamento poteva essere migliore, finale troppo ripetitivo;
Exciter
Canzoni tutte decisamente brutte per quanto riguarda arrangiamenti, stili e sonorità; Shine è l'unico - grande - brano degno a salvarsi, a testimonianza di cosa erano stati prima di allora i DM;
Playing the angel
Nessuna;
Sounds of the universe
Miles away (the truth is): sperimentale per quanto riguarda la voce campionata inserita come ritmica, ma a guastarla è lo stile troppo country, peccato.Che strage!
Immaginavo che ciò che avevo scritto non sarebbe stato condiviso da molti, ma sono molto pignolo nelle scelte.
Certamente, e lo ripeto qui per l'ennesima volta, le emozioni regalate a ciascuno di noi da uno specifico brano dipendono dal mix di tre fattori: i suoni, voce che interpreta la canzone e le lyrics.
Per quel che mi riguarda, nei 4/11 di Ultra, nei 12/13 del carciofo (assieme a quella sua bruttissima b-side che è Dirt) e soprattutto in Condemnation, e mi spiace contraddire il buon Dave, questo magico "remix" di cui sopra non funziona per nulla.
Aggiungo che Somebody non l'ho mai definita una "lagna", ma bensì un episodio che stona, troppo, all'interno di quel "freddo contesto digitale" - lo definisco così - che è SGR; ed è esattamente il contrario di quanto affermato da Daniemt.
Non me ne volgia il sig. Gore, la cui interpretazione ho ritenuto sempre eccelsa, ma fosse stata pubblicata come b-side o più tardi negli anni a venire, sicuramente avrei apprezzato di più Somebody.
Monument ha scritto:Certamente, e lo ripeto qui per l'ennesima volta, le emozioni regalate a ciascuno di noi da uno specifico brano dipendono dal mix di tre fattori: i suoni, voce che interpreta la canzone e le lyrics.
aggiungerei l'elemento generazionale, a quale album ci si è accostati all'inizio della scoperta dei dM, il fatto di averli visti live con quel tal album etc. nel mix che indichi.
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non riesco a quotare Monument, anyway...
quando giudico somebody, vedendola molto personalmente perfettamente integrata nell album, penso sempre ai secondi finali... sara riduttivo, ma penso che sia li che la questione cambi... quelle voci lontane, quei suoni molto alla Argento, il battito del cuore... per anni facevo fatica ad ascoltarli, altro che serenata d amour
non so, l ho letta sempre molto piu complessa di quello che appare... un break piu intimistico, ma comunque con un intento che boh, definirei volutamente di distacco, un pò provocatorio. che, come ho detto, alla fine va di nuovo a calarsi nel "freddo contesto digitale"...
comunque è giusto che ognuno la veda un pò come si sente, forse sto sbagliando tutto io
quando giudico somebody, vedendola molto personalmente perfettamente integrata nell album, penso sempre ai secondi finali... sara riduttivo, ma penso che sia li che la questione cambi... quelle voci lontane, quei suoni molto alla Argento, il battito del cuore... per anni facevo fatica ad ascoltarli, altro che serenata d amour
non so, l ho letta sempre molto piu complessa di quello che appare... un break piu intimistico, ma comunque con un intento che boh, definirei volutamente di distacco, un pò provocatorio. che, come ho detto, alla fine va di nuovo a calarsi nel "freddo contesto digitale"...
comunque è giusto che ognuno la veda un pò come si sente, forse sto sbagliando tutto io
parto dal presupposto che anche tu abbia vissuto Some Great Reward in diretta, e quindi Somebody.Monument ha scritto:Aggiungo che Somebody non l'ho mai definita una "lagna", ma bensì un episodio che stona, troppo, all'interno di quel "freddo contesto digitale" - lo definisco così - che è SGR; ed è esattamente il contrario di quanto affermato da Daniemt.
Oggi si fa un gran parlare dell'evoluzione dei Depeche, e si attribuisce a quest'ultima ogni motivo, o meglio, ogni scusante possibile, circa il cambiamento negli anni del loro prodotto.
ebbene, Somebody è la primissima dimostrazione di una concreta capacità che già dal 1984 era ben insita nel Sig. Gore, ossia quella di far scivolare il martellare sintetico di Stories Of Old in una struggente poesia sentimentale che spezzava l'album nel bel mezzo dei suoi fuochi artificiali, regalando all'ugola ed alla mente di Mart quello stato di grazia che forse solo una Home, ben tredici anni dopo, ha saputo ricordare.
Gli Erasure, non solo loro, ci provarono più tardi con una esplicita "Piano Song", bellissima, ma non era Somebody.
I famosi sorbetti, strumentali o meno, le ballate, le reprise... tutto sembra discendere da quelle idee che si inserivano in contesti apparentemente antitetici; in realtà veri colpi di genio, meglio se riusciti alla maniera dei depeche.
la scelta dell'inserimento di un brano come Somebody non è quindi ne un riempipista ( ohibò ) menchè meno un azzardo, quel Gore era già molto consapevole delle sue qualità liriche e compositive, si trattava solo di tradurle in suoni e voce. Per lui, per la prima vera volta.
Somebody uscì come maxi-single, dal vivo era praticamente una hit irrinunciabile, a Pasadena qualcuno l'aspettava come si aspetta un miracolo.
nell'album funziona da enzima fondamentale, accarezza la tecnicità ed umanizza un repertorio incredibile, fatto di nove potenziali singoli,
altro che extra, bonus e frittelle varie.
Somebody è più depeche Mode che mai, è difficile accettare un giudizio che la releghi in qualunque stadio del gusto che non rispetti la sua importanza eterna, è impossibile...tacere leggendola scredidata oggi, specie se alla luce degli ultimi due albums-tentativo.
Che possa non piacere, specie a chi si chiede da che album cominciare a scoprirli, ahimè, ci può stare.
E poi c'è gente che odia la nutella, la carbonara, o che trova del tutto insignificante Charlize Theron, ad esempio.
Ma chi ha vissuto quel periodo amando i depeche Mode senza amare Somebody fino all'ultima sua semplice nota, a parer mio si è perso un passo basilare della vera evoluzione.
niente a che vedere con quella che forse oggi esiste solo per essere ringraziata un po troppo facilmente.
best craaaaaa!craaaaaaa!
- Alessandro The Revelator
- Angel

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Punto innanzitutto a precisare che l’evoluzione dei DM partì esattamente l’anno prima, quando nelle studio-session del 1983 il buon Martin inserì in studio la 12 corde per il ritonello di And then che, già bello ed accattivante, ne venne senz’altro arricchito.katullo ha scritto: parto dal presupposto che anche tu abbia vissuto Some Great Reward in diretta, e quindi Somebody.
Oggi si fa un gran parlare dell'evoluzione dei Depeche, e si attribuisce a quest'ultima ogni motivo, o meglio, ogni scusante possibile, circa il cambiamento negli anni del loro prodotto.
ebbene, Somebody è la primissima dimostrazione di una concreta capacità che già dal 1984 era ben insita nel Sig. Gore, ossia quella di far scivolare il martellare sintetico di Stories Of Old in una struggente poesia sentimentale che spezzava l'album nel bel mezzo dei suoi fuochi artificiali, regalando all'ugola ed alla mente di Mart quello stato di grazia che forse solo una Home, ben tredici anni dopo, ha saputo ricordare.
Gli Erasure, non solo loro, ci provarono più tardi con una esplicita "Piano Song", bellissima, ma non era Somebody.
I famosi sorbetti, strumentali o meno, le ballate, le reprise... tutto sembra discendere da quelle idee che si inserivano in contesti apparentemente antitetici; in realtà veri colpi di genio, meglio se riusciti alla maniera dei depeche.
la scelta dell'inserimento di un brano come Somebody non è quindi ne un riempipista ( ohibò ) menchè meno un azzardo, quel Gore era già molto consapevole delle sue qualità liriche e compositive, si trattava solo di tradurle in suoni e voce. Per lui, per la prima vera volta.
Somebody uscì come maxi-single, dal vivo era praticamente una hit irrinunciabile, a Pasadena qualcuno l'aspettava come si aspetta un miracolo.
nell'album funziona da enzima fondamentale, accarezza la tecnicità ed umanizza un repertorio incredibile, fatto di nove potenziali singoli,
altro che extra, bonus e frittelle varie.
Somebody è più depeche Mode che mai, è difficile accettare un giudizio che la releghi in qualunque stadio del gusto che non rispetti la sua importanza eterna, è impossibile...tacere leggendola scredidata oggi, specie se alla luce degli ultimi due albums-tentativo.
Che possa non piacere, specie a chi si chiede da che album cominciare a scoprirli, ahimè, ci può stare.
E poi c'è gente che odia la nutella, la carbonara, o che trova del tutto insignificante Charlize Theron, ad esempio.
Ma chi ha vissuto quel periodo amando i depeche Mode senza amare Somebody fino all'ultima sua semplice nota, a parer mio si è perso un passo basilare della vera evoluzione.
niente a che vedere con quella che forse oggi esiste solo per essere ringraziata un po troppo facilmente.
La stessa chitarra che poi propose nel tour di CTA per l’esecuzione appunto di And then e l’armonica di Everything counts costituirono il primo strumento ordinario suonato live nella storia dei DM che non fosse un synth; la loro evoluzione partì da li, non certo da Somebody.
E’ comunque chiaro, come hai ricordato anche te, che Martin - da genio qual è - aveva ben chiaro che in qualche modo il tipico sound sintetico dei DM si sarebbe dovuto evolvere E perché no, arricchire), anche se magari non sapeva ancora in che modo e con quale enfasi…
Di Somebody, come ho già scritto, adoro la versione single, quella sostenuta ritmicamente dal “cuore”…ed è già questo un punto a favore del brano, mio modesto parere questo, che viene diversificato dall’ancora più minimale versione studio, solo piano e “suoni di strada” campionati.
E sono quelli i DM che apprezzo, quelli cioè che inseriscono qualcosa di nuovo (quella chicca particolare come appunto le voci dei bambini campionate in qualche parco giochi o all’uscita di scuola) su uno sfondo sintetico, e ritorno sull’esempio della 12 corde di And then…strumento classico su uno sfondo sintetico.
Pura originalità.
Originalità che invece va persa totalmente nel momento in cui mi viene proposto un brano “piano&vox-only” tra fruste e slap-basses sequenziati.
Quello no, per me è troppo; non l’ho mai visto come una genialata, né lo vedrò mai così.
Avessero inserito In your memory al posto di Somebody o, perlomeno, pubblicato quest’ultima in un diverso arrangiamento più elettronico ma con quel pizzico, e ripeto “pizzico”, di classicismo ma solo di contorno, forse sarebbe stato meglio; e di certo non sarà il primo tentativo di farla cantare a Dave o la registrazione del brano, tanto decantata da Alan, con il bel pisello in mostra da parte di Martin, a farmi convicere del contrario su Somebody.
Il tutto resta comunque e sempre un mio modestissimo parere.
Speak & Spell: What's your name?
A Broken Frame: A photography of you
Construction Time Again: Shame
Some Great Reward: If you want
Black Celebration: New Dress
Music For The Masses: Tho have and the old
Violator: tutte OK
Songs Of Faith And Devotion: Judas
Ultra: Uselink
Exciter: Comatose
Playing The Angel: Lilian
Sounds Of The Universe: Come Back
A Broken Frame: A photography of you
Construction Time Again: Shame
Some Great Reward: If you want
Black Celebration: New Dress
Music For The Masses: Tho have and the old
Violator: tutte OK
Songs Of Faith And Devotion: Judas
Ultra: Uselink
Exciter: Comatose
Playing The Angel: Lilian
Sounds Of The Universe: Come Back



