Sounds of the Universe - Opinioni e commenti
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intervista , fonte freequency
se è già stata postata cancellatela pure
Depeche Mode: siamo una band sentimentale
Dave, Andy e Martin tornano con una nuova colonna sonora: i loro "suoni dell'universo"
Dave Gahan è sempre un romantico elegantone, Andy Fletcher è diventato loquacissimo, Martin Gore è un post punk cresciuto, senza più il ciuffo biondo degli anni ’80. Se ne avete più di 30 saprete che i Depeche Mode sono tornati e con il loro nuovo disco, Sounds Of The Universe sono pronti a riprendersi lo scettro di inventori di un genere, l’electro-pop, che oggi è alla base di tante nuove correnti di teen band. E saprete anche che a giugno tornano in tour a Milano, "una città dove abbiamo scritto i nostri più grandi successi", dicono.
Ma come fanno i ragazzini a conoscere a memoria oggi quello che facevate nel 1981?
Gahan: Credo che il fatto di aver mischiato i suoni elettronici a testi e atmosfere sentimentali piaccia a qualsiasi pubblico di qualsiasi era. La gente ci segue ancora ed è uno dei motivi per cui andiamo avanti.
Avete sentito l’ultima cover che è uscita di Hilarry Duff?
Gahan: Uhmm, sì! (ride) Non è una cover, è un sample, e siamo molto onorati.
Ci sono artisti contemporanei che stimate?
Gahan: Il disco degli MGMT l’anno scorso ci ha messo tutti d’accordo. Oggi c’è molta musica in giro, tantissimi canali per accedere a nuove proposte. A volte è più facile farla che ascoltarla, la musica.
ome siete arrivati alla registrazione del vostro 12esimo album?
Gore: Volevamo riunirci per fare un disco che seguisse la nostra tradizione. Non siamo rockstar stanche che riposano sui successi del passato. C’è anche da dire che ogni volta che ricominciamo assieme vogliamo sperimentare qualcosa di nuovo, anche se poi alla fine ci accorgiamo che assomigliamo sempre a noi stessi.
Fletcher: Ma poi avete visto che gran forma ha Dave? Questa pausa ci ha fatto proprio bene, specie a lui!
C’è un’attitudine diversa quando registrate come Depeche e quando fate dischi solisti?
Gore: Questa volta mi sono andato a ricomprare tutte le tastiere vecchie che si trovavano su Ebay. Ogni giorno in studio ne arrivava una nuova. È stata una sorpresa riscoprire questi strumenti d’annata anche se ho sempre saputo che sono molto più caldi e d’atmosfera rispetto alle tecnologie digitali.
Questo è il primo disco che fate per una nuova major, la Emi. Come considerate l’industria oggi?
Fletcher: Prima di firmare questo contratto, che peraltro è solo per questo disco, abbiamo considerato tutte le opportunità, compresa l’ipotesi di aderire a Live Nation o distribuirlo in proprio. Ma poi ci siamo affidati alla Emi soprattutto perché ci è piaciuto come hanno gestito i Coldplay in America con l’ultimo disco. E abbiamo studiato un modo per dare tante forme all’album, con extra e libri fotografici allegati. È un momento di rinascita secondo noi per le case discografiche. Stanno iniziando a controllare il download e grazie a una major puoi dare ai fan il prodotto che vogliono, con tanti bonus per chi vuole comprarli.
E di connections con i Coldplay ce ne sono molte altre…
Gahan: Sì, hanno rifatto come tributo il video di Enjoy The Silence per una versione alternativa di Viva La Vida, era fatto molto bene. Non ci siamo sorpresi più di tanto perché sapevamo che da tempo suonavano la nostra canzone nei loro live.
Siete un gruppo molto legato alla presentazione visiva, cosa c’è di nuovo in questo disco e tour?
Fletcher: Abbiamo lavorato con Anton Corbijn (il fotografo degli U2, ndr) per omogeneizzare la presentazione del cd e farlo uscire anche come libro fotografico. In periodi di difficoltà discografica pensiamo che non bisogna tagliare le spese, ma dare ai fan quello che si aspettano e che possono trovare solo acquistando i dischi originali. Anton collaborerà anche all’allestimento del palco per il tour estivo.
Lui è anche regista, di recente ha fatto un film sui Joy Division, ne farà uno anche su di voi?
Fletcher: Il cinema è pieno di gente che ti promette e poi non ti dà i finanziamenti. Ma se dovesse mai esserci un film su di noi ci piacerebbe che fosse interpretato da Kate Winslet, Leonardo Di Caprio e Cate Blanchet!
Gahan: Sono contento che Anton sia riuscito nel suo intento di girare quel film, ne avevamo parlato spesso e so quanto ci tenesse a portare a termine il progetto. Sono sicuro che se mai si dovesse concretizzare una cosa del genere per noi, lui sarebbe il primo nella lista.
Non pensate che la vostra musica non sia adatta a essere rappresentata in posti giganteschi come San Siro?
Gore: Perché, Madonna che fa? Mica solo il rock può andare negli stadi. Anche la nostra musica è una grande celebrazione di massa, lo è fin da quando nel 1988 abbiamo fatto quel tour nei posti immensi dell’America. Anche allora tutti dicevano che non avrebbe funzionato invece è stato il tour più emozionante della nostra carriera.
C’è però sempre qualcosa di dolce e oscuro nelle vostre canzoni, a cosa è dovuto?
Gore: Al nostro lato sentimentale. Adesso non scrivo solo io, ma anche Dave e questa collaborazione ci rafforza. Se non si sente la differenza vuol dire che la pensiamo allo stesso modo. E poi ci diverte creare degli antidoti al pop gommoso e frivolo che si sente oggi in radio.
Gahan: Confesso che ora il songwriting è più naturale, quando scrivevamo non pensavo alla canzone come mia o come completamento di quello che Martin aveva già fatto. Abbiamo scritto come una vera band. Detto questo Martin fa sempre un grande lavoro, e non mi riferisco solo a scrivere o a registrare ma a regalare un’atmosfera giusta a tutti i pezzi. Per quanto mi riguarda credo che ci sia sempre molto bisogno di voler sperimentare. A me piace proprio scrivere per questa band anche perché ora non mi sento più un giocatore come altri nello spogliatoio, ma utilizzato a tutti gli effetti.
C’è qualcuno che scorge sempre riferimenti religiosi nei vostri testi, come la pensate?
Gore: Non c’è religione nel senso biblico in quello che scriviamo. Forse c’è sempre una presenza molto spirituale. Per esempio in uno dei nostri testi si parla di Jason: qualcuno mi ha detto che era un personaggio biblico, ma io — lo posso assicurare — non lo sapevo nemmeno!
se è già stata postata cancellatela pure
Depeche Mode: siamo una band sentimentale
Dave, Andy e Martin tornano con una nuova colonna sonora: i loro "suoni dell'universo"
Dave Gahan è sempre un romantico elegantone, Andy Fletcher è diventato loquacissimo, Martin Gore è un post punk cresciuto, senza più il ciuffo biondo degli anni ’80. Se ne avete più di 30 saprete che i Depeche Mode sono tornati e con il loro nuovo disco, Sounds Of The Universe sono pronti a riprendersi lo scettro di inventori di un genere, l’electro-pop, che oggi è alla base di tante nuove correnti di teen band. E saprete anche che a giugno tornano in tour a Milano, "una città dove abbiamo scritto i nostri più grandi successi", dicono.
Ma come fanno i ragazzini a conoscere a memoria oggi quello che facevate nel 1981?
Gahan: Credo che il fatto di aver mischiato i suoni elettronici a testi e atmosfere sentimentali piaccia a qualsiasi pubblico di qualsiasi era. La gente ci segue ancora ed è uno dei motivi per cui andiamo avanti.
Avete sentito l’ultima cover che è uscita di Hilarry Duff?
Gahan: Uhmm, sì! (ride) Non è una cover, è un sample, e siamo molto onorati.
Ci sono artisti contemporanei che stimate?
Gahan: Il disco degli MGMT l’anno scorso ci ha messo tutti d’accordo. Oggi c’è molta musica in giro, tantissimi canali per accedere a nuove proposte. A volte è più facile farla che ascoltarla, la musica.
ome siete arrivati alla registrazione del vostro 12esimo album?
Gore: Volevamo riunirci per fare un disco che seguisse la nostra tradizione. Non siamo rockstar stanche che riposano sui successi del passato. C’è anche da dire che ogni volta che ricominciamo assieme vogliamo sperimentare qualcosa di nuovo, anche se poi alla fine ci accorgiamo che assomigliamo sempre a noi stessi.
Fletcher: Ma poi avete visto che gran forma ha Dave? Questa pausa ci ha fatto proprio bene, specie a lui!
C’è un’attitudine diversa quando registrate come Depeche e quando fate dischi solisti?
Gore: Questa volta mi sono andato a ricomprare tutte le tastiere vecchie che si trovavano su Ebay. Ogni giorno in studio ne arrivava una nuova. È stata una sorpresa riscoprire questi strumenti d’annata anche se ho sempre saputo che sono molto più caldi e d’atmosfera rispetto alle tecnologie digitali.
Questo è il primo disco che fate per una nuova major, la Emi. Come considerate l’industria oggi?
Fletcher: Prima di firmare questo contratto, che peraltro è solo per questo disco, abbiamo considerato tutte le opportunità, compresa l’ipotesi di aderire a Live Nation o distribuirlo in proprio. Ma poi ci siamo affidati alla Emi soprattutto perché ci è piaciuto come hanno gestito i Coldplay in America con l’ultimo disco. E abbiamo studiato un modo per dare tante forme all’album, con extra e libri fotografici allegati. È un momento di rinascita secondo noi per le case discografiche. Stanno iniziando a controllare il download e grazie a una major puoi dare ai fan il prodotto che vogliono, con tanti bonus per chi vuole comprarli.
E di connections con i Coldplay ce ne sono molte altre…
Gahan: Sì, hanno rifatto come tributo il video di Enjoy The Silence per una versione alternativa di Viva La Vida, era fatto molto bene. Non ci siamo sorpresi più di tanto perché sapevamo che da tempo suonavano la nostra canzone nei loro live.
Siete un gruppo molto legato alla presentazione visiva, cosa c’è di nuovo in questo disco e tour?
Fletcher: Abbiamo lavorato con Anton Corbijn (il fotografo degli U2, ndr) per omogeneizzare la presentazione del cd e farlo uscire anche come libro fotografico. In periodi di difficoltà discografica pensiamo che non bisogna tagliare le spese, ma dare ai fan quello che si aspettano e che possono trovare solo acquistando i dischi originali. Anton collaborerà anche all’allestimento del palco per il tour estivo.
Lui è anche regista, di recente ha fatto un film sui Joy Division, ne farà uno anche su di voi?
Fletcher: Il cinema è pieno di gente che ti promette e poi non ti dà i finanziamenti. Ma se dovesse mai esserci un film su di noi ci piacerebbe che fosse interpretato da Kate Winslet, Leonardo Di Caprio e Cate Blanchet!
Gahan: Sono contento che Anton sia riuscito nel suo intento di girare quel film, ne avevamo parlato spesso e so quanto ci tenesse a portare a termine il progetto. Sono sicuro che se mai si dovesse concretizzare una cosa del genere per noi, lui sarebbe il primo nella lista.
Non pensate che la vostra musica non sia adatta a essere rappresentata in posti giganteschi come San Siro?
Gore: Perché, Madonna che fa? Mica solo il rock può andare negli stadi. Anche la nostra musica è una grande celebrazione di massa, lo è fin da quando nel 1988 abbiamo fatto quel tour nei posti immensi dell’America. Anche allora tutti dicevano che non avrebbe funzionato invece è stato il tour più emozionante della nostra carriera.
C’è però sempre qualcosa di dolce e oscuro nelle vostre canzoni, a cosa è dovuto?
Gore: Al nostro lato sentimentale. Adesso non scrivo solo io, ma anche Dave e questa collaborazione ci rafforza. Se non si sente la differenza vuol dire che la pensiamo allo stesso modo. E poi ci diverte creare degli antidoti al pop gommoso e frivolo che si sente oggi in radio.
Gahan: Confesso che ora il songwriting è più naturale, quando scrivevamo non pensavo alla canzone come mia o come completamento di quello che Martin aveva già fatto. Abbiamo scritto come una vera band. Detto questo Martin fa sempre un grande lavoro, e non mi riferisco solo a scrivere o a registrare ma a regalare un’atmosfera giusta a tutti i pezzi. Per quanto mi riguarda credo che ci sia sempre molto bisogno di voler sperimentare. A me piace proprio scrivere per questa band anche perché ora non mi sento più un giocatore come altri nello spogliatoio, ma utilizzato a tutti gli effetti.
C’è qualcuno che scorge sempre riferimenti religiosi nei vostri testi, come la pensate?
Gore: Non c’è religione nel senso biblico in quello che scriviamo. Forse c’è sempre una presenza molto spirituale. Per esempio in uno dei nostri testi si parla di Jason: qualcuno mi ha detto che era un personaggio biblico, ma io — lo posso assicurare — non lo sapevo nemmeno!
-
bigliagraz
- Excited

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- Iscritto il: ven apr 24, 2009 12:18 pm
voglio vedere le aste su ebay. non si puo' sempre a credere a tutto.saturnz70 ha scritto:Certo, Martin Gore voleva rifare l'arredamento della sua villa... cosa c'è di meglio di comprarsi decine di macchine su e-bay per appoggiarle alle pareti? E' come un'installazione, come avere un museo del synth in casa... mah...
figurati se Martin si mette su Ebay e da pure i feedback...
ne avra comprate 2 se è tanto.
a 10 giorni dall’uscita del megabox voglio rettificare parzialmente quanto da me scritto finora su sotu.
non che abbia cambiato idea sull’album in sé, o su alcuni pezzi che semplicemente non riesco ad ascoltare senza provare fastidio – peace e fragile tension in primis, e le 2 gahanate – ma valutando il tutto anche alla luce di quanto emerso dai preziosi contenuti video.
martin gore non si è rincoglionito, è tuttora e sempre un genio, e prova ne sono gli –almeno- 6 ottimi brani che ha sfornato, accanto ad altri che potevano essere ma alla fine non sono stati (perfect tanto per dirne uno). l’idea che ha dato a me è che abbia dovuto ingoiare rospi grossi come vitelli, più ancora che nell’angelo, non solo sul ruolo di compositore ufficiale, ma anche su dettagli più strettamente tecnici, in nome dell’armonia all’interno della band. incredibile come ora vadano tutti d’amore e d’accordo, come si divertano in studio e in tour, e come ci tengano a farcelo sapere: come se per quasi 30 anni si fossero odiati segretamente senza che nessuno lo scoprisse. chissà, magari è pure vero. però un po’ la cosa mi ha dato da pensare.
insomma, considerando il prodotto nella sua interezza e in un certo tipo di contesto, e prescindendo dai singoli brani, in qualche modo mi sto affezionando a quest’album così ambiguo…che potrebbe essere l’ultimo.. e l’ho capito solo dopo aver provato a riascoltare il carciofone, durato lo spazio di un drim on. lì proprio non c’è speranza.
ma, nonostante tutti i miei sforzi, sentire stories of old vandalizzata in quel modo – con in background le immagini dei gloriosi tempi che furono– fa davvero male.
tibet libero
non che abbia cambiato idea sull’album in sé, o su alcuni pezzi che semplicemente non riesco ad ascoltare senza provare fastidio – peace e fragile tension in primis, e le 2 gahanate – ma valutando il tutto anche alla luce di quanto emerso dai preziosi contenuti video.
martin gore non si è rincoglionito, è tuttora e sempre un genio, e prova ne sono gli –almeno- 6 ottimi brani che ha sfornato, accanto ad altri che potevano essere ma alla fine non sono stati (perfect tanto per dirne uno). l’idea che ha dato a me è che abbia dovuto ingoiare rospi grossi come vitelli, più ancora che nell’angelo, non solo sul ruolo di compositore ufficiale, ma anche su dettagli più strettamente tecnici, in nome dell’armonia all’interno della band. incredibile come ora vadano tutti d’amore e d’accordo, come si divertano in studio e in tour, e come ci tengano a farcelo sapere: come se per quasi 30 anni si fossero odiati segretamente senza che nessuno lo scoprisse. chissà, magari è pure vero. però un po’ la cosa mi ha dato da pensare.
insomma, considerando il prodotto nella sua interezza e in un certo tipo di contesto, e prescindendo dai singoli brani, in qualche modo mi sto affezionando a quest’album così ambiguo…che potrebbe essere l’ultimo.. e l’ho capito solo dopo aver provato a riascoltare il carciofone, durato lo spazio di un drim on. lì proprio non c’è speranza.
ma, nonostante tutti i miei sforzi, sentire stories of old vandalizzata in quel modo – con in background le immagini dei gloriosi tempi che furono– fa davvero male.
tibet libero
- astralwerk
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- Messaggi: 102
- Iscritto il: mar apr 26, 2005 8:15 pm
- Località: universe
stavo ascoltando l album in dts ed è uno spettacolo! incredibile come si sentono suoni ke nella versione normale nn sentivo! e davvero un buon album piu passano i giorni piu lo apprezzo a me perfect piace molto! in un intervista hanno detto ke nn si sentono una band stanca. spero tanto che nn sia il loro ultimo lavoro hanno ancora tanto da dire la loro musica è stupenda! DM forever
- daniemt
- An Eternal Flame

- Messaggi: 12377
- Iscritto il: dom lug 28, 2002 6:34 am
- Località: from mister Frank
d'accorco con gli ultimi interventi...orgy, ambiguo è perfetta definizione...però il gahanzo nel comporre avesse almeno seguito uno stile che non fosse il suo personale ma quello della band. e non quello di gore ma quello della band. se mai ne avesse avuto uno di stile.(per me si)..non so..
le making fanno veramente male. e sembrano un pò finte.
(ultima cosa: bello leggere efdemin come partecipante ai remix. disco suo del 2008 stupendo! e lui può permettersi il proprio stile qui dentro, non è parte del gruppo ma un remixer).
le making fanno veramente male. e sembrano un pò finte.
(ultima cosa: bello leggere efdemin come partecipante ai remix. disco suo del 2008 stupendo! e lui può permettersi il proprio stile qui dentro, non è parte del gruppo ma un remixer).
Settimane di ascolto intensivo-ossessivo, ad ogni volume (vergognosamente alto di giorno, delicato di notte, ad accompagnare il sonno), in ogni situazione (relax in solitario, divetimento con amici, vestendosi prima di uscire, al rientro dal lavoro...) mi permettono di pronunciarmi in maniera più meditata...
L'impatto, sia chiaro, è stato positivo sin dal primo ascolto, ma ad ogni giorno quest'album cresce, cresce, cresce....
IN CHAINS
L'intro mi colpisce e cattura... se sulle prime mi lasciava perplesso e quasi infastidito, ora mi appare come un doveroso richiamo per chi si fosse distratto.... Ladies and Gentlemen, si va sull'eletronico...
La canzone, poi, ha un atmosfera che mi "risucchia" verso pozzi di oscurità... Sonorità SOFADiane, come è stato già osservato, in particolare HL. I suoni del bridge sono meravigliosamente spiazzanti, possiedono un'artificialità degna di un trip lisergico.
HOLE TO FEED
Non è stato amore al primo ascolto, la ritmica delle percussioni iniziali ha tardato qualche giorno a conquistarmi. Ma presto ho preso ad amarne l'incalzante e martellante incisività. Ottima prova di Mr. Gahan alla scrittura (probabilmente la sua song più riuscita in SOTU, IMHO). Non mi ricorda solo The HOTRS, come da molti giustamente notato, ma anche Rise up di Yves la Rock (accostamento irriguardoso?)
WRONG
Che dire? Una perla. In primis realizzare una canzone non priva di ritornello, come spesso si sente dire in giro, bensì una composizione che è ritornello dalla prima nota all'ultima (senza annoiare mai) non è da tutti...
Scrivere un testo che ruota intorno ad un'unica parola, e non scivolare nè nello stucchevole nè nel banale, bhè, chapeau...
Suoni, melodia, linea di basso, parti cantate... Tutto meravigliosamente trascinante. E, sia detto per inciso, tutto molto DM.
Posso ascoltarla per ore, smentendo una volta per tutte la legge dell'utilità marginale decrescente.
FRAGILE TENSION
Qualcuno vi coglie echi di SGR. Ma davvero? Non è tra quelle che mi conquistano in maniera particolare. Gradevole, beninteso. Ma nulla più.
LITTLE SOUL
Sin dall'incipit vengo nuovamente rapito da suoni che sanno di "malato", di "sofferto"... Di "contorto", in qualche modo.
Molto coinvolgente, nel complesso. Emozionante.
Molti suoni mi ricordano decisamente Hydrology, opera prima di Recoil. Sono l'unico?
IN SIMPATHY
Ok, forse sarà easy... Posso anche concordare con chi storce in qualche modo il naso...
Ma poi i miei piedi iniziano a tamburellare... Mi scopro ad accompagnare il ritmo con la testa. Al ritornello, a stento riesco a reprimere la voglia di saltare all'impazzata per tutta casa.
Un colpo molto ben assestato.
PEACE
Casa dolce casa. Un'intro che più "Se you" di così non si può... Quasi a sfogliare l'album di famiglia, con questa apoteosi di sinth d'altri tempi.
Deliziosa, potente e suggestiva al contempo.
COME BACK
Incredibile a dirsi, ma era decisamente meglio il demo. Mai avrei detto che un giorno avrei pensato "acc... i DM hanno sciupato un'ottimo lavoro di Dave...". Eppure...
Il risultato è comunque positivo, la canzone ha una sua bellezza insopprimibile.
SPACEWALKER
Il pressohè unanime disprezzo che pare raccogliere in giro mi preoccupa (me starò a impazzi'??). Perchè a me, questa delicata strumentale, non dispiace affatto. Mi riporta ad epoche e sonorità lontane, quasi a suoni di sottofondo della mia infanzia.
PERFECT
Nomen omen, verrebbe quasi fatto di dire.
Un attacco degno d'un Vangelis (nessuno ha colto echi di COF?), melodia che fila che è un piacere, suoni foremente evocativi, ritmo che cattura, ritornello che emoziona ed esalta.
Amo l'impellente necessità della ripresa della strofa che il bridge genera in me...
MILES AWAY/THE TRUTH IS
Mah, che dire? Non mi fa nè molto caldo nè molto freddo. Ben confezionata, probabilmente ben scritta ed altrettanto ben cantata. Ma non ci scorgo nulla che mi catturi.
JEZEBEL
Si torna a librarsi nell'etero... Come spesso accade con le canzoni interpretate dal biondino, si percepisce quasi un tarlo che delicatamente, ma incessantemente ti scava dentro... Con il suono del dubbio che si insinua.
Delle sonorità che ti interrogano, che ti spogliano. Che emozionano.
CORRUPT
Si chiude in bellezza, gente...
Canzone lasciva, subdola, tentatrice... Il tutto trasuda carnalità, alterazione e compiaciuta decadenza.
Se fosse stata solo leggermete un po' più upbeat avrebbe forse potuto essere la PJ del nuovo millennio.
Concludendo: molta soddisfazione in generale... Netto passo in avanti rispetto a PTA
Molte buone canzoni, alcune gemme ed un paio di capolavori (IMHO).
Ottima produzione (che il buon Hillier si sia letto negli anni le critiche mossegli in questo forum?).
Le canzoni di Dave si inseriscono ottimamente nell'album. Ma, a parte HTF, non rappresentano certo le vette di SOTU (contrariamente a quanto accadde in PTA, ove SW e N'sI rappresentarono per me una splendida sorpresa).
Unica vera pecca (e non pisccola, ahimè) del disco, IMHO, è il fatto di non includere quello che, insieme a Wrong, è per me il brano più coinvolgente di tutto il progetto SOTU...
Vale a dire la meravigliosa ed immensa Ghost, ma di questo si parlerà in altra sede...
Leporello
[/u]
L'impatto, sia chiaro, è stato positivo sin dal primo ascolto, ma ad ogni giorno quest'album cresce, cresce, cresce....
IN CHAINS
L'intro mi colpisce e cattura... se sulle prime mi lasciava perplesso e quasi infastidito, ora mi appare come un doveroso richiamo per chi si fosse distratto.... Ladies and Gentlemen, si va sull'eletronico...
La canzone, poi, ha un atmosfera che mi "risucchia" verso pozzi di oscurità... Sonorità SOFADiane, come è stato già osservato, in particolare HL. I suoni del bridge sono meravigliosamente spiazzanti, possiedono un'artificialità degna di un trip lisergico.
HOLE TO FEED
Non è stato amore al primo ascolto, la ritmica delle percussioni iniziali ha tardato qualche giorno a conquistarmi. Ma presto ho preso ad amarne l'incalzante e martellante incisività. Ottima prova di Mr. Gahan alla scrittura (probabilmente la sua song più riuscita in SOTU, IMHO). Non mi ricorda solo The HOTRS, come da molti giustamente notato, ma anche Rise up di Yves la Rock (accostamento irriguardoso?)
WRONG
Che dire? Una perla. In primis realizzare una canzone non priva di ritornello, come spesso si sente dire in giro, bensì una composizione che è ritornello dalla prima nota all'ultima (senza annoiare mai) non è da tutti...
Scrivere un testo che ruota intorno ad un'unica parola, e non scivolare nè nello stucchevole nè nel banale, bhè, chapeau...
Suoni, melodia, linea di basso, parti cantate... Tutto meravigliosamente trascinante. E, sia detto per inciso, tutto molto DM.
Posso ascoltarla per ore, smentendo una volta per tutte la legge dell'utilità marginale decrescente.
FRAGILE TENSION
Qualcuno vi coglie echi di SGR. Ma davvero? Non è tra quelle che mi conquistano in maniera particolare. Gradevole, beninteso. Ma nulla più.
LITTLE SOUL
Sin dall'incipit vengo nuovamente rapito da suoni che sanno di "malato", di "sofferto"... Di "contorto", in qualche modo.
Molto coinvolgente, nel complesso. Emozionante.
Molti suoni mi ricordano decisamente Hydrology, opera prima di Recoil. Sono l'unico?
IN SIMPATHY
Ok, forse sarà easy... Posso anche concordare con chi storce in qualche modo il naso...
Ma poi i miei piedi iniziano a tamburellare... Mi scopro ad accompagnare il ritmo con la testa. Al ritornello, a stento riesco a reprimere la voglia di saltare all'impazzata per tutta casa.
Un colpo molto ben assestato.
PEACE
Casa dolce casa. Un'intro che più "Se you" di così non si può... Quasi a sfogliare l'album di famiglia, con questa apoteosi di sinth d'altri tempi.
Deliziosa, potente e suggestiva al contempo.
COME BACK
Incredibile a dirsi, ma era decisamente meglio il demo. Mai avrei detto che un giorno avrei pensato "acc... i DM hanno sciupato un'ottimo lavoro di Dave...". Eppure...
Il risultato è comunque positivo, la canzone ha una sua bellezza insopprimibile.
SPACEWALKER
Il pressohè unanime disprezzo che pare raccogliere in giro mi preoccupa (me starò a impazzi'??). Perchè a me, questa delicata strumentale, non dispiace affatto. Mi riporta ad epoche e sonorità lontane, quasi a suoni di sottofondo della mia infanzia.
PERFECT
Nomen omen, verrebbe quasi fatto di dire.
Un attacco degno d'un Vangelis (nessuno ha colto echi di COF?), melodia che fila che è un piacere, suoni foremente evocativi, ritmo che cattura, ritornello che emoziona ed esalta.
Amo l'impellente necessità della ripresa della strofa che il bridge genera in me...
MILES AWAY/THE TRUTH IS
Mah, che dire? Non mi fa nè molto caldo nè molto freddo. Ben confezionata, probabilmente ben scritta ed altrettanto ben cantata. Ma non ci scorgo nulla che mi catturi.
JEZEBEL
Si torna a librarsi nell'etero... Come spesso accade con le canzoni interpretate dal biondino, si percepisce quasi un tarlo che delicatamente, ma incessantemente ti scava dentro... Con il suono del dubbio che si insinua.
Delle sonorità che ti interrogano, che ti spogliano. Che emozionano.
CORRUPT
Si chiude in bellezza, gente...
Canzone lasciva, subdola, tentatrice... Il tutto trasuda carnalità, alterazione e compiaciuta decadenza.
Se fosse stata solo leggermete un po' più upbeat avrebbe forse potuto essere la PJ del nuovo millennio.
Concludendo: molta soddisfazione in generale... Netto passo in avanti rispetto a PTA
Molte buone canzoni, alcune gemme ed un paio di capolavori (IMHO).
Ottima produzione (che il buon Hillier si sia letto negli anni le critiche mossegli in questo forum?).
Le canzoni di Dave si inseriscono ottimamente nell'album. Ma, a parte HTF, non rappresentano certo le vette di SOTU (contrariamente a quanto accadde in PTA, ove SW e N'sI rappresentarono per me una splendida sorpresa).
Unica vera pecca (e non pisccola, ahimè) del disco, IMHO, è il fatto di non includere quello che, insieme a Wrong, è per me il brano più coinvolgente di tutto il progetto SOTU...
Vale a dire la meravigliosa ed immensa Ghost, ma di questo si parlerà in altra sede...
Leporello
[/u]
certo orgy, e questo aspetto così acclarato a me ha dato da pensare già dal 2005, quando scongiuravo che le ambizioni gahaniane si introducessero nella musica dei depeche Mode, ahimè invano.orgyporgy ha scritto: martin gore non si è rincoglionito, è tuttora e sempre un genio, e prova ne sono gli –almeno- 6 ottimi brani che ha sfornato, accanto ad altri che potevano essere ma alla fine non sono stati (perfect tanto per dirne uno). l’idea che ha dato a me è che abbia dovuto ingoiare rospi grossi come vitelli, più ancora che nell’angelo, non solo sul ruolo di compositore ufficiale, ma anche su dettagli più strettamente tecnici, in nome dell’armonia all’interno della band. incredibile come ora vadano tutti d’amore e d’accordo, come si divertano in studio e in tour, e come ci tengano a farcelo sapere: come se per quasi 30 anni si fossero odiati segretamente senza che nessuno lo scoprisse. chissà, magari è pure vero. però un po’ la cosa mi ha dato da pensare.
è molto importante che non si confonda l'armonia del gruppo con la sicurezza matematica di una buona produzione, da ascoltatore non posso far finta di essere solo contento di vederli ridere e scherzare ( per quanto sottostare ad un compromesso in odore di ricatto possa risultare anche solo appena divertente) per poi dovermi sorbire ogni cosa col sorriso tirato stampato sulla kat-faccia.
affezionarsi ad un disco dei dM lo capisco, alla luce dei risultati più o meno attuali ankio mi sto dedicando all'ascolto di Sounds molto più di quanto non feci con PTA, e se Perfect meritava un refrain più cazzuto, quello di Peace, a dir poco imbarazzante, gli allaccia le scarpe, dopo avergliele pulite per bene, già così com'è.
In Chains (purtroppo privata di sfogo), Jezebel( dal 2°min.) e persino Little Soul possono farci accoccolare ancora un po appoggiati al cuscino di velluto, se proprio non c'è altro da fare, Wrong e Corrupt ci invogliano ad alzarci in piedi per quei minuti che durano, ma quando bastavano solo 9 pezzi ( contro il doppio ) a farti dimenticare del mondo io non avevo bisogno di ripensamenti. Nenache ci pensavo, a ripensare
e mi torna un po triste quando quel binomio francese significava sobbalzare dalla sedia solo a sentirlo nominare.
Da sofista e millantatore ormai senza ritegno ricordo solo che a fare l'ospite ad un programma sul Rock(&Roll) ed a definire la band come nuova icona rock non c'ero io, ma il nuovo leader del gruppo.
Perchè non credergli?
Io l'ho trovata una delle poche dichiarazioni oneste, veritiere ed innocenti tra i tanti e famosi contesti creati ad hoc per ogni occasione.
Poi, influenza permettendo, un po di prosciutto lo si può distribuire sempre su occhi ed orecchi, magari si comprendono meglio le schitarrate e le smazzolate dal vivo, e sempre in quella sede poter riconoscere nelle urla a 90° del noto frontman tutto il sentimento ( quello di sempre, dopotutto) dei nuovi depeche Mode.
vandalizzare? makkè, quella è evoluzione orgy
E ringraziamo il cielo se almeno i titoli li lasciano così come sono.
best vandals









