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kalos
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Lo tsunami costituzionale
di STEFANO RODOTA'

1) La turbolegge. Berlusconi vuole imporre in tre giorni una norma che cancella ogni traccia di divisione dei poteri, per impedire l'attuazione di un provvedimento giudiziario passato in giudicato e inventando un nuovo circuito istituzionale, che affida a un Parlamento incatenato il compito d'essere il killer dei giudici. Ma la strada scelta è, tecnicamente, non percorribile.

Nella relazione che accompagna il disegno di legge del Governo si sostiene che non siamo di fronte ad una sentenza passata in giudicato, perché i giudici non hanno accertato un diritto, ma si sono limitati ad integrare la volontà di un privato, quella di Eluana Englaro, con un semplice provvedimento di"volontaria giurisdizione". Non è così.

Quando la Cassazione ha ammesso il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d'appello, che autorizzava la procedura di interruzione dei trattamenti, lo ha potuto fare proprio in considerazione del fatto che si trattava di un provvedimento relativo a diritti, che assume i caratteri del giudicato e che, quindi, detta una disciplina immutabile del diritto considerato. Ed è principio indiscutibile in tutti gli ordinamenti che la legge sopravvenuta non può influire sul diritto sul quale il magistrato si è pronunciato con un provvedimento passato in giudicato.

Il Governo tenta una ennesima forzatura, pericolosa e inutile. Pericolosa, perché insiste su una soluzione che, con rigore tecnico, era stata ritenuta non percorribile dal Presidente della Repubblica: si vuole, dunque, mantenere aperto il conflitto con Napolitano. Inutile, perché non sarà possibile intervenire in modo legittimo per bloccare l'attività già avviata di interruzione dei trattamenti sulla base di una legge su questo punto chiaramente incostituzionale.

Quali altri atti di forza, allora, si escogiteranno per espropriare i cittadini della possibilità di condurre "la lotta per il diritto" - è questo il titolo d'un classico del liberalismo ottocentesco, del giurista Rudolf von Jhering, che Benedetto Croce volle fosse ripubblicato negli anni del fascismo - e per impedire che possano avere ancora "giudici a Berlino"? Questa era l'orgogliosa sfida del mugnaio di Sans-Souci in presenza di Federico il Grande. Mugnai e giudici stanno perdendo diritto di cittadinanza in Italia?

2) L'inammissibile libertà. Dice il cardinale Ruini: "Preferisco parlare di una legge sulla fine della vita. La parola testamento implica infatti che si disponga di un oggetto, ma la vita non è un oggetto". Il mutamento linguistico, dunque, rivela un capovolgimento concettuale e politico. Per quante perplessità il ricorso al termine "testamento" possa suscitare dal punto di vista tecnico-giuridico, esso esprime bene il fine che si vuol raggiungere. Testamento biologico, testament de vie, living will ci parlano di un "atto personalissimo", in cui è sovrana la volontà dell'interessato.

Certo, la vita non è un oggetto, ma appartiene sicuramente alla sfera più intima dell'interessato che, com'è ormai chiaro, giuridicamente può disporne e ne dispone. Quando, invece, si parla di una legge sulla fine della vita, il legislatore non si fa signore della morte, perché questo è un evento naturale sul quale nessuno può intervenire. Si impadronisce del morire, che è vicenda umana, alla quale si pretende di imporre regole autoritarie, incuranti delle ragioni della coscienza di ciascuno.

La coscienza, allora, che in politica compare soprattutto come diritto al dissenso. Diritto già negato dal Presidente del Consiglio ai suoi ministri, che avrebbero potuto manifestarlo in quest'ultima vicenda solo dando contestualmente le dimissioni. E che i tempi imposti e la minaccia della fiducia negano anche ai parlamentari della maggioranza, perché il dissenso non è solo dire un sì o un no, ma la possibilità di argomentare, di discutere in quel foro democratico che continuiamo a chiamare Parlamento.

Il fatto che il diktat berlusconiano non si estenda direttamente ai parlamentari dell'opposizione non esclude che anche nei loro confronti si commetta un sopruso. Ma bisogna guardare più a fondo. Quando le decisioni legislative incidono direttamente sull'autonomia delle persone nel governare la loro vita, la libertà di coscienza non è solo quella dei parlamentari. La libertà di coscienza da tutelare è, in primo luogo, quella della persona che deve compiere le scelte di vita. Il problema, allora, non riguarda la libertà di coscienza di chi deve stabilire le regole: investe la legittimità stessa dell'intervento legislativo in forme tali da cancellare, o condizionare in maniera determinante, quelle scelte. Altrimenti si determina una asimmetria pericolosa: quando si affrontano i temi eticamente sensibili la libertà di coscienza dei legislatori può divenire massima, quella dei destinatari della norma minima.

3) Un "pieno" di diritto. Si è detto, e si continua a ripetere, che una legge è comunque necessara, perché bisogna colmare un pericoloso vuoto legislativo. Per l'ennesima volta invito a leggere la sentenza della Corte di Cassazione dell'ottobre 2007, la decisione centrale per il caso Englaro, che mostra rigorosamente come il diritto al rifiuto di cure, anche per il futuro, sia solidamente fondato su norme costituzionali, su convenzioni internazionali ratificate dall'Italia (non quella sui disabili, abusivamente richiamata nell'atto di indirizzo del ministro Sacconi), su articoli della legge sul servizio sanitario (e del codice civile, come quelli sull'amministrazione di sostegno per gli incapaci).

Siamo di fronte a un "pieno" di diritto, che si vuole "svuotare" con una mossa restauratrice, invece di integrarlo con poche, semplici norme che rendano più agevole e sicuro l'esercizio di un diritto che, lo ripeto, già esiste, non è un'inaccettabile creazione giurisprudenziale.

L'argomento del far west lo conosciamo e ha sempre prodotto danni, come dimostra tra l'altro la pessima legge sulla procreazione assistita, che davvero ha prodotto un far west legato ad un "turismo procreativo", che nasce da un proibizionismo cieco e rende più difficile la vita delle persone, delegittimando ai loro occhi una legge che sono obbligati ad aggirare.

Se la turbolegge passerà, ponendo le premesse per una normativa proibizionista sulla fine della vita, si daranno incentivi al turismo "eutanasico", alle pratiche clandestine già tanto diffuse. Verrà così santificata la doppia morale - fate, ma senza clamore e scandalo. E saranno sconfitti tutti quelli che vogliono rimanere nel solco della legalità e dello Stato di diritto, come ha dolorosamente voluto Beppino Englaro, un eroe civile al quale nessuno dedicherà un film come ha fatto la civilissima America per le storie di Erin Brockovich e Harvey Mills.

4) La Costituzione "sovietica". Con la nuova dottrina costituzionale del Presidente del Consiglio si precipita in un abisso culturale, in mare di contraddizioni. Non si accorge, il Presidente del Consiglio, del grottesco di una argomentazione che lamenta la debolezza dei suoi poteri costituzionali, e poi accusa la stessa costituzione d'aver preso a modello quella sovietica, che appartiene ad uno dei regimi più violentemente dittatoriali che la modernità abbia conosciuto? Sa che la Costituzione italiana ha inventato un modo nuovo di parlare dell'eguaglianza?

Che ha anticipato tutti gli sviluppi successivi su temi come quelli della salute o del paesaggio, all'epoca ignorati da tutti i grandi documenti costituzionali, la costituzione francese e quella tedesca, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'Onu e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo?

Sarebbe vano ricordare al Presidente del Consiglio la bella frase con la quale Piero Calamandrei descriveva la nostra come una "Costituzione presbite", dunque capace di guardare lontano e di inglobare il futuro. Risponderebbe senza esitazioni che Calamandrei era "un comunista". E sarebbe pure vano ricordargli che "i principi supremi" della Costituzione non possono essere modificati neppure con il procedimento di revisione costituzionale, e che tra questi principi supremi vi è proprio quello di laicità, perduto in questo clima di sottoposizione della Costituzione alla tutela vaticana. E che esiste un principio che impone al Governo di "coprire" il Presidente della Repubblica, sì che ci si doveva attendere una protesta ufficiale per la dichiarazione ufficiale vaticana di "delusione" per il comportamento di Giorgio Napolitano.

L'obiettivo è chiaro. Rompendo con la Costituzione, Berlusconi infrange il patto civile tra i cittadini e non ci porta verso una Terza o una Quarta Repubblica, ma verso un cambiamento di regime, ad una sovversione, ad una radicale sostituzione del governo della legge con quello degli uomini (Platone, non Stalin).

Ha colto nel segno Ezio Mauro quando ha parlato di una palese deriva bonapartista. Stiamo vivendo una vicenda che sta a metà tra "Napoleone il piccolo" (Victor Hugo) e "La resistibile ascesa di Arturo Ui" (Bertolt Brecht). Resistibile, Ma bisogna resistere davvero e subito o non vi sarà tempo per ripensamenti e pentimenti.
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

Q Lazarus ha scritto:profiquo
:? :lol:
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Q Lazarus
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Messaggio da Q Lazarus »

:?




Sorry..... :oops: :lol:
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Messaggio da orgyporgy »

Dalai Lama cittadino onorario di Roma
Alemanno: chiediamo autonomia Tibet




ROMA (9 febbraio) - Il Dalai Lama è cittadino onorario di Roma. La cerimonia in consiglio comunale dove il sindaco Gianni Alemanno ha detto rivolgendosi al capo spirituale dei tibetani: «Da adesso in poi, in questa Aula, che è il cuore pulsante della città, Lei sarà non solo un prestigioso ospite, ma un cittadino romano». La decisione è stata presa «a dimostrazione di una convergente volontà politica e di un pieno riconoscimento della sua autorità morale».
«Noi insieme a lei - ha detto il sindaco - chiediamo con forza il pieno riconoscimento dell'autonomia della nazione tibetana, un diritto perfettamente compatibile con i principi della costituzione della Repubblica popolare cinese di cui tutti, lei per primo, riconoscono l'intangibilità dei confini e l'integrità territoriale»
Per Alemanno la presenza del Dalai Lama rappresenta «la nostra rivolta morale di fronte all'ingiustizia, alla violenza, all'oppressione. Una rivolta morale a difesa dell'identità dei popoli e del diritto che ha ognuno di noi di esprimere la sua spiritualità e la sua cultura».


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il Mio Sindaco :oops:
che accoglie Sua Santità con gli onori che merita
grazie



tibet libero
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Messaggio da Van Guard »

Mediaset: palinsesto non cambia. Mentana, lascio

ROMA - Enrico Mentana annuncia che rassegnerà le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset per protesta contro la decisione della stessa Mediaset che, "di fronte a un dramma che scuote il Paese intero, ha deciso di non cambiare di una virgola la sua programmazione di stasera su Canale 5, nonostante sia il tg5 sia Matrix fossero pronti a aprire finestre informative sulla morte di Eluana". Lo ha riferito lo stesso Mentana in una nota diffusa mentre su Canale5 sta andando in onda il Grande Fratello.

"Non è così - ha detto Mentana - che si fa informazione su una grande rete nazionale. Non esiste solo l'audience. Simili scelte tolgono credibilità a chi le compie, e personalmente non ho nessuna intenzione di avallarle. Stasera su Canale 5 il dramma è quello della cacciata di una concorrente dal Grande Fratello. A mezzanotte, se va bene, si parlerà di Eluana, a Matrix. Andremo in onda comunque, per dovere di informare. Domani però - conclude - rassegnerò le dimissioni da direttore editoriale di Mediaset, per un altro dovere, quello di coerenza".


fonte: Ansa
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blackcelebration73
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Messaggio da blackcelebration73 »


Non morta, ma uccisa
Adesso però vogliamo sapere tutto
Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini.

Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata all’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento imprecisato e oscuro del «protocollo», orribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare invano l’idea di una «competenza di morte» messa in campo, a Udine, per porre fine artificialmente ai suoi giorni.

Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha voluto e favorito questa tragedia. Per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi, come «già morta» e che morta non era. Chiediamo perdono per ognuno di loro, ma anche per noi stessi. Per non aver saputo parlare e scrivere più forte. Per essere riusciti a scalfire solo quando era troppo tardi il muro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha voluto più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per ogni singola persona che ha voluto e favorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, senza legge e senza giustizia.

Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa.

Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace speranza, già assediata – se appena guardiamo nel recinto delle aule parlamentari – dalle solite cautelose sottigliezze, dalle solite sferraglianti polemiche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.

Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici. Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?



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Mi viene in mente una sola parola: buffoni
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

orgyporgy ha scritto:Dalai Lama cittadino onorario di Roma
Alemanno: chiediamo autonomia Tibet


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il Mio Sindaco :oops:
che accoglie Sua Santità con gli onori che merita
grazie
finalmente ha regolarizzato un immigrato! *

* (ascoltata ieri sera in tv)
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Messaggio da *Francy* »

Dalai Lama: protesta governo cinese
Cittadinanza onoraria Roma offende nostro popolo, Italia rimedi

(ANSA) - PECHINO, 10 FEB -Il conferimento al Dalai Lama della cittadinanza di Roma 'offende il popolo cinese' afferma la portavoce del ministero degli Esteri cinese. L'iniziativa costituisce una 'interferenza' negli affari interni di Pechino. L' Italia deve prendere 'immediate misure' per rimediare al danno apportato alle relazioni tra i due Paesi.'Le parole e le azioni del Dalai Lama dimostrano che non e' solo una figura religiosa, ma un uomo politico impegnato in attivita' secessioniste con la scusa della religione.

:evil:
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Messaggio da orgyporgy »

Freestate ha scritto:finalmente ha regolarizzato un immigrato!

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e a te e alla cina! :lol:



(p.s. ti interessa un live dei notwist?)



tibet libero
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Messaggio da Van Guard »

In tv il reality batte il dramma

Stasera Chiambretti farà da "paciere" tra il dimissonario Mentana e il premier Berlusconi

I bicchieri rotti e i pianti del Grande Fratello battono il dramma di Eluana. La sentenza è nei numeri dell'audience di ieri sera, che ha visto il reality condotto da Alessia Marcuzzi - in cui tenenva banco la squalifica della concorrente Federica Rosatelli - stabilire il record di ascolti con il 31,78% di share, pari a 7,9 milioni di spettatori. Quasi il doppio rispetto alla puntata straordinaria di "Porta a Porta" sul decesso della Englaro, che u Rai Uno ha segnato il 17,31% di share con 4 milioni 302 mila spettatori. Peggio lo speciale di Emilio Fede su Retequattro con 1 milione 325 mila spettatori (4,58% di share). Dati che riaccendono le polemiche scatenate dal direttore editoriale di Mediaset che si è dimesso perché Canale 5 ha scelto di mandare in onda il Grande Fratello anziché cambiare il palinsesto. Il comitato di redazione di Canale 5 ha espresso solidarietà a Mentana ma stasera, alla trasmissione Chiembretti Night (Italia Uno, ore 23.45), lo stesso Chiambretti tenterà di risolvere l'impasse mettendo in contatto telefonico Mentana e il premier Silvio Berlusconi.


fonte: 24 minuti - Milano
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Messaggio da Freestate »

beh, considerando il livello vampiresco di porta a porta e l'obiettività del cocker emiliofede come biasimare il pubblico televisivo?
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Messaggio da Van Guard »

Che cos’è l’etica nella comunicazione? A cosa serve?


Bella domanda. La sera della morte di Eluana ci ha dato qualche risposta. Abbiamo capito che l’etica non è un valore aggiunto nell’economia della comunicazione, se la applichi hai due costi: il primo un calo dell’audiences; il secondo che devi restituire i soldi del programma eventualmente interrotto agli inserzionisti pubblicitari. Quindi l’etica non conviene.

Per gli editori, in questo caso televisivi, il primo argomento giustifica il secondo. E’ la gente che ha scelto il “Grande Fratello” e “X-Factor”, sono gli spettatori che non hanno un’etica, preferiscono l’intrattenimento ai discorsi difficili e noiosi. E’ la teoria del media passivo, un po’ bugiarda, per convenienza. E’ un invito a prendere atto che la maggioranza è per il trash, per le cose becere. Ma può essere questa evidenza sulla maggioranza un argomento perché non vi sia etica nella comunicazione? No, perché l’etica è quella parte o frammento di società che c’è in tutte le relazioni individuali e collettive. Non ha importanza che sia a favore o all’opposizione, irrispettosa o reverente, gridata o silenziosa.

Non c’entra nulla con la cultura, è uno stadio della civilizzazione. Nel fare comunicazione sia essa informazione, giornalismo, pubblicità o relazioni pubbliche, nelle professioni e nell’industria della comunicazione una presenza etica è indispensabile. Senza una presenza etica la comunicazione è solo manipolazione, cinismo digitale, è un agire finalizzato unicamente alla speculazione oggi più che mai annidata nel cuore del capitalismo, una pulsione che meriterebbe più attenzione e che lo spinge a distruggere e autodistruggersi. L’etica dunque conviene.

L’altra sera avevamo una occasione in più, una nuova opportunità, per riflettere in molti su come possiamo costruire una civiltà abbastanza forte per pensarsi mortale anche attraverso un’abbondanza della conoscenza. Invece hanno prevalso altre abbondanze che potevano tranquillamente attendere.

Fausto Lupetti, editore


fonte: www.affaritaliani.it
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Messaggio da halo in reverse »

Io ho proprio spento la tv da giorni, porcate per porcate...

quoto Frì.
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Messaggio da Freestate »

interessanti le dichiarazioni del direttore di Canale 5 Crippa dopo il caso Mentana. "visto come è andata la serata, eravamo stati lungimiranti nel non toccare il palinsensto".

Frase che fa ovviamente riferimento ai dati d'ascolto, il GF9 ha fatto il record d'ascolto lasciando le briciole ai programmi d'informazione che trattavano il caso Englaro, ma che è anche un paradosso rispetto al furore apparente del capo di mediaset e presidente del consiglio che però non può e non deve rinunciare alla pioggia di milioni che gli sponsor garantiscono con le loro inserzioni. Business as usual, sia in tv che in parlamento.
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Messaggio da blackcelebration73 »

«ma la carta costituente non è un moloch intoccabile»
«Non ho mai attaccato la Costituzione»
Berlusconi: «Nè io nè il governo abbiamo mai attaccato il capo dello Stato e la Costituzione»


ROMA - «Nè io nè il governo abbiamo mai attaccato il capo dello Stato e la Costituzione. Niente di più falso. Con Napolitano ho sempre avuto una cordialità di rapporti, che sono sicuro rimarrà tale. Il presidente del Consiglio non ha alcun interesse a non aver rapporti cordiali con il presidente della Repubblica» ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla trasmissione «Panorama del giorno» rispondendo alle critiche mossegli dopo le dichiarazioni di sabato scorso a Cagliari.

DIFESA - Berlusconi nega quindi di aver attaccato la Costituzione. «Io l'ho evocata e l'ho difesa - dice il premier - perchè la Costituzione prevede che il Governo abbia piena responsabilità di giudizio sulla necessità e sull'urgenza di un provvedimento. La Costituzione non è poi un moloch intoccabile. È la stessa Costituzione che prevede con l'articolo 138 la possibilità di modifiche. In Parlamento ci sono molti progetti della sinistra che chiedono di modificare la Costituzione. La sinistra mistifica e mi attacca per nascondere le proprie divisioni interne».

ELUANA - Poi il premier ritorna sul caso Eluana: «Il Parlamento varerà in breve una legge che, oltre a vietare qualsiasi forma di eutanasia, introdurrà norme di civiltà come il testamento biologico e il divieto di non somministrare alimentazione e idratazione per chi non sa provvedere a se stesso».


Dal Corriere

Tanto per cambiare ci siamo immaginati tutto....
la solita informazione che distorce i fatti...

ma quanto ci tocca ancora sopportare questa sciagura umana?
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