(OT) Eluana Englaro
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dicendo che la famiglia Englaro abbia voluto sollevare un problema invece di "fare le cose in silenzio" per poter porre fine senza pubblicità (e, come affermi, anche in tempi più rapidi) a questo tragico caso in pratica puoi voler significare due cose:
la prima è che in Italia l'eutanasia è praticata in modo "discreto" o "non ufficiale", cosa che mi pare poco realista. Situazioni del genere non si "gestiscono", ma, purtroppo si subiscono. Compresa la morbosa attenzione mediatica, pronta ad azzannare casi simili che interessano e toccano nel profondo tutti.
la seconda è che tu abbia voluto dire che il papà della sfortunata ragazza abbia cercato di sollevare il caso. E abbia in qualche maniera sfruttato l'appoggio dell'opinione pubblica per ottenere ragione. Cosa che, considerando il numero e la lunghezza delle sue dichiarazioni, oltre che i tempi dalla sentenza all'esplosione del caso Englaro, è abbastanza falso.
per "pelosetta" intendevo frase dal significato ambiguo.
per concludere (poi la smetto), mai e poi mai mi sarei immaginato di ritrovarmi nelle parole dell'ex fascista Fini.
"Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, né religiose né scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla".
la prima è che in Italia l'eutanasia è praticata in modo "discreto" o "non ufficiale", cosa che mi pare poco realista. Situazioni del genere non si "gestiscono", ma, purtroppo si subiscono. Compresa la morbosa attenzione mediatica, pronta ad azzannare casi simili che interessano e toccano nel profondo tutti.
la seconda è che tu abbia voluto dire che il papà della sfortunata ragazza abbia cercato di sollevare il caso. E abbia in qualche maniera sfruttato l'appoggio dell'opinione pubblica per ottenere ragione. Cosa che, considerando il numero e la lunghezza delle sue dichiarazioni, oltre che i tempi dalla sentenza all'esplosione del caso Englaro, è abbastanza falso.
per "pelosetta" intendevo frase dal significato ambiguo.
per concludere (poi la smetto), mai e poi mai mi sarei immaginato di ritrovarmi nelle parole dell'ex fascista Fini.
"Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, né religiose né scientifiche. Ho solo dubbi, uno su tutti: qual è e dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla".
realistico o meno sarebbe ancora peggio.
un pò come l'aborto clandestino.
e poi un conto è staccare la spina in una clinica specializzata in casi come quello della Englaro, un altro far morire in un pensionato ottuagenari lasciati lì ad aspettare la propria fine.
un pò come l'aborto clandestino.
e poi un conto è staccare la spina in una clinica specializzata in casi come quello della Englaro, un altro far morire in un pensionato ottuagenari lasciati lì ad aspettare la propria fine.
Ultima modifica di Freestate il mar feb 03, 2009 10:33 pm, modificato 1 volta in totale.
Non ho mai assolutamente pensato che il padre di Eluana abbia cercatoFreestate ha scritto:....puoi voler significare due cose:
la prima è che in Italia .......
la seconda è che tu abbia voluto dire che......
di sollevare l'opinione pubblica a proprio favore;
il che rende anche meno pelosetta la mia frase.
Voglio seguire il tuo esempio e smetterla ( ma mica poi e' una polemica,
e' solo uno scambio di opinioni
qualcosa che non mi convince fino in fondo.
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sto leggendo in giro nei vari siti (nn qui eh?, qui siamo all'università) dei commenti inimaginabili.....ma ormai ogni occasione è buona per dare spettacolo e per poter dire di aver dichiarato qualcosa
che poi, secondo me qua siamo lontani dal classico caso di eutanasia....credo nn centri molto.
E cmq, a me il padre fa una tenerezza enorme.....tutti lì a dargli contro, nessuno che colleghi il cervello e cerchi di immedesimarsi, di capire cosa sta vivendo da 17 anni.....
alla fine, faccio mie anch'io le parole di Fini. Nn so se le pensa davvero o è mosso da chissà cosa, ma perlomeno è stato l'unico a dire qualcosa di sensato.
che poi, secondo me qua siamo lontani dal classico caso di eutanasia....credo nn centri molto.
E cmq, a me il padre fa una tenerezza enorme.....tutti lì a dargli contro, nessuno che colleghi il cervello e cerchi di immedesimarsi, di capire cosa sta vivendo da 17 anni.....
alla fine, faccio mie anch'io le parole di Fini. Nn so se le pensa davvero o è mosso da chissà cosa, ma perlomeno è stato l'unico a dire qualcosa di sensato.
proprio l'unico non direi. Di certo le parole del Presidente della Camera fanno più rumore di un qualsiasi parlamentare radicale o di altri partiti...Lettera 22 ha scritto: alla fine, faccio mie anch'io le parole di Fini. Nn so se le pensa davvero o è mosso da chissà cosa, ma perlomeno è stato l'unico a dire qualcosa di sensato.
mi pare che anche il Presidente della Repubblica, pur senza esprimere un parere netto come quello di Fini, abbia immediatamente richiesto al Parlamento di discutere al più presto la legge sul testamento biologico.
Intanto il Sacconi di prima dichiara oggi che "va valutata l'idoneità della clinica". Attendiamoci allora altre speculazioni, altri giochi disumani sul corpo di questa ragazza, altri commenti indecenti sulla famglia Englaro. A tal proposito, ecco un bellissimo articolo:
Quel corpo conteso
di ADRIANO SOFRI
Qua parole si sono consumate. "Rispetto", per esempio. Consumata, abusata. "Rispetto, ma...". E poi Vita, e Morte. Come si chiamerà l'assassinio quando si sia chiamata "mano assassina" quella di un medico, di un infermiere? Come si chiamerà la pena di morte quando si sia dichiarata "condanna a morte" la possibilità di lasciare riposare in pace una esistenza irreparabilmente spezzata? Che vocabolario si potrà condividere quando si siano chiamati "volontari di morte" uomini e donne che per professione e vocazione salvano e curano vite fin oltre la ragionevole speranza?
Non si illudano, coloro che si sentono difensori della Vita, e hanno proclamato gli altri adepti della Morte. Non è stato questo il punto, non lo è, non lo sarà. C'è una scelta che vuole sequestrare le persone a se stesse, e una che le vuole lasciare responsabili di sé. Chi ha sostenuto il signor Englaro in tanti anni non ha voluto altro che questo. Che fosse riconosciuto che nessuno avrebbe potuto decidere meglio di lui e di sua moglie, che ricordano e immaginano la volontà della loro figlia, finché ebbe una volontà. Qui corre la differenza che vorrebbe lacerare la coscienza di un paese. Da una parte, rispetto vero e vero affetto per qualunque esito si voglia per sé e per i propri cari - un'assistenza a oltranza, senza alcuna riserva e alcuna scadenza, o la rinuncia e la fine. Dall'altra, in nome di un'assolutezza, l'imposizione di una via forzata, a costo del trafugamento dei corpi e del sequestro delle persone. Al costo di trasformare un acquisto della cura - la nutrizione artificiale - in alimentazione forzata per volontà di Dio e legge dello Stato.
I cittadini italiani che stanno dalla parte di Beppino Englaro sono tanti, incomparabilmente più numerosi di quelli che si raccolgono a gridare "assassini" al passaggio di un'ambulanza, o di quell'uno che si concede la bravata di sdraiarsi sul cofano dell'ambulanza. Non basterebbe questo, non basta essere maggioranza, e stragrande maggioranza, per stare dalla parte buona. E c'è sia in loro che negli altri rispetto vero, affetto e compassione veri. Quello che decide è l'immedesimazione nella vicenda di quella famiglia. Che cosa vorrei per me, che cosa vorrei per le persone che amo? E qualunque risposta particolare dia a questa domanda, c'è una cosa che non posso volere: che altri, autorità di ogni rango, ministri dello Stato e della Chiesa e della Scienza, mi esproprino della mia libertà di vivere e di morire. È perfino buffo che si deprechi la presunta sfrenatezza "individualista" di questa strenua volontà. Non si vive soli, e sarebbe piuttosto il sequestro di una legge o di un macchinario a far morire soli.
Il chiasso delle convinzioni assolute e delle invasioni dei corpi non impedisce di avvertire questa nuova consapevolezza. La politica ci arriva tardissimo e malissimo, persuasa com'è stata per antica tradizione che la propria lussuosa competenza sia l'incompetenza, e che bazzecole come nascita e morte, malattia e dolore fossero affari di preti e di medici, o tutt'al più di radicali. Ma è questo uno degli ambiti in cui le persone sono molto più avanti: perché le persone si ammalano, conoscono l'odore degli ospedali, si improvvisano infermieri, sanno che cosa vuol dire diventare così vecchi, si stringono, ragazzi coi motorini, nell'anticamera di una rianimazione in cui uno di loro sta fra la morte e la vita, e quale vita.
Principi della Chiesa rincarano le loro incrollabili prescrizioni. Ma anche il loro vocabolario scricchiola. "Eutanasia", ha ripetuto Benedetto XVI domenica, "falsa risposta alla sofferenza". Forse non intendeva rispondergli il presidente della Repubblica, quando ha detto asciuttamente che nella vicissitudine di Eluana non si tratta di eutanasia. Non è eutanasia. È l'interruzione di una cura non voluta - diciassette anni dopo! - lecita e buona quanto la prosecuzione di una cura voluta. Ci sono anche altri segni, nella lingua.
Non conosco il presidente della Camera, e l'idea che me ne sono fatto negli anni derivava anche da certi suoi tic retorici: "Non v'ha dubbio alcuno che...", "Di tutta evidenza...". Ieri ha detto di aver solo dubbi, e nel dubbio di affidarsi ai primi responsabili: "Personalmente ho solo dubbi, uno su tutti: dov'è il confine tra un essere vivente e un vegetale? Penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla".
C'è un bellissimo pensiero, forse il più umano dei pensieri, nel discorso che il Papa ha voluto dedicare domenica all'ennesima condanna dell'eutanasia. "Nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio". Un pensiero così bello, la ribellione alla dilapidazione delle lacrime non asciugate, non viste, non ascoltate che bagnano la terra, ha tuttavia santificato in passato e vorrebbe giustificare ancora una rassegnazione alla sofferenza. Rifiutare il dolore, curarlo, lenirlo, ridurne l'aggressione alla dignità dei corpi e delle menti, è un compito decisivo. Non basterà a cancellare la sofferenza dalla condizione umana: quella sofferenza che, anche senza cercarne il riscatto in un Dio, vissuta da ciascuno e da ciascuno immaginata, permette agli umani di sentirsi prossimi e fraterni.
È questa solidarietà il senso della nostra sofferenza. Oceani di lacrime inondano la terra. Se non c'è un Dio a raccoglierle, e tanto meno ad amarle come un sacrificio umano a lui offerto, ciascuno di noi può prendersene una parte.
Nei prossimi giorni si vorrà inscenare l'impressionante gara di angeli e demoni che si contendono il corpo di Eluana, come in un Trionfo della Morte del medioevo contemporaneo, che vuole celebrare nell'aldiquà il suo giudizio universale. Sceso dal suo viaggio di accompagnamento di Eluana, l'Eluana com'è oggi, non quella delle fotografie, il primario di anestesia udinese ha detto parole toccanti: "Sono profondamente devastato come uomo, come padre, come medico e come cittadino. Tutta la società civile dovrebbe riflettere sullo scollamento tra il sentire sociale e la posizione della politica e della chiesa sul tema della vita vegetale". Il Parlamento andrà avanti a discutere di una legge sulla fine della vita, che vorrà forse sfidare la libertà e la volontà della grande maggioranza dei cittadini, costringendoli vita natural durante, e anzi innaturale, alla alimentazione forzata. Se avvenisse, la legge colmerebbe un vuoto con un pieno assai peggiore.
La Repubblica
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Eluana frà poco avrà finito il suo lunghissimo calvario il Padre Celeste l'acoglierà frà le sue braccia ?
La mia riflessione è lunga e non priva di dubbi e dolore, come si fa a non provarne, sapendo che questa ragazza è tenuta in vita solo da delle macchine( nel suo caso, ma non solo nel suo).. spietate e instancabili, sarebbe altrimenti dipartita per il cielo tanto ma tanto tempo fa. Trovo che sia inutile far vedere in televisione le foto di una ragazza quale era in vita, bellissima e piena di vita. Ovvio che lo era!,Una ragazza dal mattino,pieno di luce e cose da fare , attiva, con desideri e speranze, una di noi, una nostra sorella,( così la percepisco nel mio cuore).Per lei provo affetto, e rispetto così come lo provo per suo papà e i suoi famigliari a cui mi unisco nel dolore, nella preghiera. Sono "questi" momenti così difficili, tremendi,(che il solo parlarne non basta per immaginare, percepire effettivamente il grado di sofferenza,cosa provano questi suoi cari), e allora giunge nella mia mente questa riflessione, ma perchè non hanno mai fatto vedere come effettivamente questo lungo calvario ha trasformato, anzi direi trasfigurato, anientato, divorato, la dolce Eluana, cosa vegeta in quel letto?., Del tutto immobile assente, da anni e anni e anni,( mi chiedo solo il dolore delle piaghe da decubito che spesso tormentano le persone immobili anche se non moribonde)Immaginiamoci un attimo il resto.. Come tutto questo abbia un immagine che spezza il cuore. Certo andarsene , dipartire, il trapasso è un passaggio comunque che porta con sè la cessazione delle nostre funzioni vitali, certo non si può stare bene, quando si muore, ma io ho un idea di quel momento mia. Come una porta aperta e poi chiusa dietro di te, l'attimo, cessa il respiro il cuore. La fine di questo mondo, l'inizio dell'altro,( c'è un detto indiano che dice: la vita è morte ma anche la morte è vita). Ho visto morire dei miei cari e questa è l'impressione che ho avuto. Certo per chi rimane e vive il trapasso della persona cara,è dura, dolorosa, forse- di più - appunto, della persona stessa che si avvia nel tunnel verso il cielo. Trovo che in certi casi :Certo non in tutti, solo in quelli più disperati, difficili e senza via d'uscita speranza assoluta di ripresa le macchine che mantengono in vita siano inutili, che il desiderio della persona in stato cosciente, sia da rispettare così dicasi per quello dei suoi cari. Insomma sono per il testamento biologico... In generale ,che le macchine non sostituiscano mai Dio.. Noi siamo tutti figli suoi e nelle sue mani e in questo confido.nella sua misericoria, perdono e amore eterno. noi uomini da soli siamo ben poca cosa!
La mia riflessione è lunga e non priva di dubbi e dolore, come si fa a non provarne, sapendo che questa ragazza è tenuta in vita solo da delle macchine( nel suo caso, ma non solo nel suo).. spietate e instancabili, sarebbe altrimenti dipartita per il cielo tanto ma tanto tempo fa. Trovo che sia inutile far vedere in televisione le foto di una ragazza quale era in vita, bellissima e piena di vita. Ovvio che lo era!,Una ragazza dal mattino,pieno di luce e cose da fare , attiva, con desideri e speranze, una di noi, una nostra sorella,( così la percepisco nel mio cuore).Per lei provo affetto, e rispetto così come lo provo per suo papà e i suoi famigliari a cui mi unisco nel dolore, nella preghiera. Sono "questi" momenti così difficili, tremendi,(che il solo parlarne non basta per immaginare, percepire effettivamente il grado di sofferenza,cosa provano questi suoi cari), e allora giunge nella mia mente questa riflessione, ma perchè non hanno mai fatto vedere come effettivamente questo lungo calvario ha trasformato, anzi direi trasfigurato, anientato, divorato, la dolce Eluana, cosa vegeta in quel letto?., Del tutto immobile assente, da anni e anni e anni,( mi chiedo solo il dolore delle piaghe da decubito che spesso tormentano le persone immobili anche se non moribonde)Immaginiamoci un attimo il resto.. Come tutto questo abbia un immagine che spezza il cuore. Certo andarsene , dipartire, il trapasso è un passaggio comunque che porta con sè la cessazione delle nostre funzioni vitali, certo non si può stare bene, quando si muore, ma io ho un idea di quel momento mia. Come una porta aperta e poi chiusa dietro di te, l'attimo, cessa il respiro il cuore. La fine di questo mondo, l'inizio dell'altro,( c'è un detto indiano che dice: la vita è morte ma anche la morte è vita). Ho visto morire dei miei cari e questa è l'impressione che ho avuto. Certo per chi rimane e vive il trapasso della persona cara,è dura, dolorosa, forse- di più - appunto, della persona stessa che si avvia nel tunnel verso il cielo. Trovo che in certi casi :Certo non in tutti, solo in quelli più disperati, difficili e senza via d'uscita speranza assoluta di ripresa le macchine che mantengono in vita siano inutili, che il desiderio della persona in stato cosciente, sia da rispettare così dicasi per quello dei suoi cari. Insomma sono per il testamento biologico... In generale ,che le macchine non sostituiscano mai Dio.. Noi siamo tutti figli suoi e nelle sue mani e in questo confido.nella sua misericoria, perdono e amore eterno. noi uomini da soli siamo ben poca cosa!
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Si lo so Free, non si è sicuri mai di nulla in questo mondo.. nemmeno di essere padroni della propria sofferenza, comunque sia ribadisco, mi sento vicina al papà di Eluana, non è facile essere al posto suo , vedo che è un uomo forte e dolcissimo nello stesso tempo, semplice, mi sento di dire che l'amore non muore mai, l'amore frà padri/madri e figli è un filo d'oro indissolubile , che Eluana è vicino ogni istante di sè" con il suo cuore" al papà e lo sarà per sempre, che lei lo abbraccia ogni giorno, e lo abbraccierà in eterno, come sono sicura che è grata a tutte quelle persone che con amore l'hanno asistita e l'assistono, anche questi medici che ora come ora hanno il difficile compito di accompagnamento. Sento che lei è con tutti noi, con tutti i padri di questo mondo e i loro figli ,sia quelli che soffrono per incomprensioni ecc... che quelli che sono felici .. E il messaggio è forte.. L'amore non muore mai, nemmeno quando la soffernza è hai limiti, anzi forse è proprio lì, che qualche cosa scatta, c'è un sole, infondo al tunnel una luce..L'amore ti salva sempre.
Il Grande nostro Dave ne sa qualch'cosa, (bella l'intervista che rilasciò al momento sulla vita e la morte, la sua esperienza dolorosa), anche lui ha figli, anche Fletcher e Martin, quindi conoscono e sanno quanto si soffre vedendo un figlio soffrire senza speranza alcuna di vivere,sono sicura che sono vicino al dolore del padre della dolce Eluana.
Detto questo il silenzio mi avvolge perchè il silenzio è il mio segno di rispetto verso la soffernza grande di questi attimi,, troppe chiacchiere si son fatte.
Il Grande nostro Dave ne sa qualch'cosa, (bella l'intervista che rilasciò al momento sulla vita e la morte, la sua esperienza dolorosa), anche lui ha figli, anche Fletcher e Martin, quindi conoscono e sanno quanto si soffre vedendo un figlio soffrire senza speranza alcuna di vivere,sono sicura che sono vicino al dolore del padre della dolce Eluana.
Detto questo il silenzio mi avvolge perchè il silenzio è il mio segno di rispetto verso la soffernza grande di questi attimi,, troppe chiacchiere si son fatte.
Ultima modifica di lilianlove il gio feb 05, 2009 7:13 pm, modificato 3 volte in totale.
hai proprio ragione...............Freestate ha scritto:io non ne sarei così sicuro...
E' assolutamente una vergogna pazzesca.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 69583.html
Questo Paese ha toccato il limite della decenza e lo ha superato.


