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ANSA- SCARPERIA (FIRENZE)
Valentino Rossi in pista al Mugello con la Ferrari F2008, la monoposto che ha disputato la stagione di F1 appena conclusa.
Il fenomeno di Tavullia si e' calato nell'abitacolo della Rossa, usando un casco uguale nel disegno a quello utilizzato in Moto Gp, per effettuare due giri di pista.Ad assistere ai test sono presenti anche il team manager Yamaha Davide Brivio, il padre Graziano Rossi e il dg della gestione sportiva del Cavallino Stefano Domenicali.
Valentino Rossi in pista al Mugello con la Ferrari F2008, la monoposto che ha disputato la stagione di F1 appena conclusa.
Il fenomeno di Tavullia si e' calato nell'abitacolo della Rossa, usando un casco uguale nel disegno a quello utilizzato in Moto Gp, per effettuare due giri di pista.Ad assistere ai test sono presenti anche il team manager Yamaha Davide Brivio, il padre Graziano Rossi e il dg della gestione sportiva del Cavallino Stefano Domenicali.
- theclash84
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Gajarda però! Ma sarà più sicura di una moto tradizionale?Freestate ha scritto:Il pilota? E' dentro la moto.
Ecco l'incredibile Aero di Sbarro, un noto carrozziere-design svizzero: il pilota siede dentro la moto e lo sterzo è montato in basso, vicino l'asfalto. Il tutto per migliorare l'aerodinamica
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«La Honda si ritira dalla Formula 1»
La notizia anticipata dalla Bbc: «Non prenderà parte al Mondiale 2009»
MILANO - La Honda annuncerà venerdì il ritiro dalla Formula 1 della sua squadra, che non prenderà quindi parte al Mondiale 2009. Lo ha anticipato la BBC. La casa giapponese annuncerà la volontà di mettere in vendita il team, con l’idea di chiudere l’attività in ogni caso se entro marzo non verrà trovato un acquirente. Al momento - rivela sempre la BBC - non sarebbero ancora stati trovati potenziali investitori. A Ross Brawn e Nick Fry, i due boss del team, non resterebbe quindi altro da fare che abbassare la serranda del box della loro squadra.
La notizia anticipata dalla Bbc: «Non prenderà parte al Mondiale 2009»
MILANO - La Honda annuncerà venerdì il ritiro dalla Formula 1 della sua squadra, che non prenderà quindi parte al Mondiale 2009. Lo ha anticipato la BBC. La casa giapponese annuncerà la volontà di mettere in vendita il team, con l’idea di chiudere l’attività in ogni caso se entro marzo non verrà trovato un acquirente. Al momento - rivela sempre la BBC - non sarebbero ancora stati trovati potenziali investitori. A Ross Brawn e Nick Fry, i due boss del team, non resterebbe quindi altro da fare che abbassare la serranda del box della loro squadra.
Dopo la crisi della Honda, il presidente della Fia torna sull'emergenza economica che attanaglia anche la F1. Toni apocalittici: "Siamo su una barca che sta affondando".
La Honda che appende il volante al chiodo, team e piloti che mugugnano sui piani della Fia per ridurre i costi (almeno questa è l’intenzione ufficiale). Allora Max Mosley prende l’occasione al volo per farsi sentire. Alzando la voce. Il presidente della Fia richiama tutti all’ordine e annuncia la chiusura dei cordoni di una borsa del resto sempre più vuota.
I toni sono apocalittici: “Siamo su una barca che sta affondando. E le scuderie sono come dei passeggeri che perdono tempo a discutere del colore delle cabine invece di cercarsi un posto sulle scialuppe di salvataggio”: Bordate ad alzo zero: contro tutti coloro (è il messaggio non detto, ma evidente) che a vario titolo si oppongono alle riforme della Fia. Motore unico, sistema di recupero dell’energia, taglio del budget.
Mosley sembra il ministro dell’Economia di un paese in crisi, tanto per fare un esempio l’Italia: “I team non possono andare avanti con organici di 700-1000 impiegati. E poi si potrebbero tagliare gli stipendi dei piloti: meglio dare meno a un driver che licenziare 500 persone”. Linea dura, anche se si continua a trattare: “I team ci propongono di ridurre del 20 o 30% il budget. Noi proponiamo una riduzione dell’80%. Ma se passano motore unico e cambio standard, si potrà vincere il Mondiale anche con 50 milioni”.
“Il fatto è che i team spendono milioni per un bullone, un dettaglio, una quantità di piccoli pezzi che poi ti possono dare al massimo un secondo di vantaggio – spiega ancora Mosley – Noi invece proponiamo di limitare la competizione solo agli elementi veramente utili”. Dunque libera concorrenza sulle sospensioni, sul recupero d’energia (il famoso Kers). Ma con un occhio al portafoglio e soprattutto un no deciso a ogni corsa al rialzo.
Copyright Nexta Media
"E poi si potrebbero tagliare gli stipendi dei piloti: meglio dare meno a un driver che licenziare 500 persone”.
..... come dargli torto?
La Honda che appende il volante al chiodo, team e piloti che mugugnano sui piani della Fia per ridurre i costi (almeno questa è l’intenzione ufficiale). Allora Max Mosley prende l’occasione al volo per farsi sentire. Alzando la voce. Il presidente della Fia richiama tutti all’ordine e annuncia la chiusura dei cordoni di una borsa del resto sempre più vuota.
I toni sono apocalittici: “Siamo su una barca che sta affondando. E le scuderie sono come dei passeggeri che perdono tempo a discutere del colore delle cabine invece di cercarsi un posto sulle scialuppe di salvataggio”: Bordate ad alzo zero: contro tutti coloro (è il messaggio non detto, ma evidente) che a vario titolo si oppongono alle riforme della Fia. Motore unico, sistema di recupero dell’energia, taglio del budget.
Mosley sembra il ministro dell’Economia di un paese in crisi, tanto per fare un esempio l’Italia: “I team non possono andare avanti con organici di 700-1000 impiegati. E poi si potrebbero tagliare gli stipendi dei piloti: meglio dare meno a un driver che licenziare 500 persone”. Linea dura, anche se si continua a trattare: “I team ci propongono di ridurre del 20 o 30% il budget. Noi proponiamo una riduzione dell’80%. Ma se passano motore unico e cambio standard, si potrà vincere il Mondiale anche con 50 milioni”.
“Il fatto è che i team spendono milioni per un bullone, un dettaglio, una quantità di piccoli pezzi che poi ti possono dare al massimo un secondo di vantaggio – spiega ancora Mosley – Noi invece proponiamo di limitare la competizione solo agli elementi veramente utili”. Dunque libera concorrenza sulle sospensioni, sul recupero d’energia (il famoso Kers). Ma con un occhio al portafoglio e soprattutto un no deciso a ogni corsa al rialzo.
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"E poi si potrebbero tagliare gli stipendi dei piloti: meglio dare meno a un driver che licenziare 500 persone”.
..... come dargli torto?
- theclash84
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Comunque io ritengo poco sensata la proposta del motore unico per tutti i team; come anche l' idea di premiare i piloti con le medaglie (oro, argento, bronzo) anzichè con i punti, cosa che a mio giudizio a lungo andare premia i piloti più discontinui a vantaggio di quelli più costanti nel rendimento.
Per il resto secondo me la F1 deve darsi una regolata nel campo dei costi, per esempio con un calendario più corto di gare e con le stesse più brevi (30-35 giri invece che 70 giri come oggi e possibilmente senza pit-stop, un pò come nella motogp).
Per il resto secondo me la F1 deve darsi una regolata nel campo dei costi, per esempio con un calendario più corto di gare e con le stesse più brevi (30-35 giri invece che 70 giri come oggi e possibilmente senza pit-stop, un pò come nella motogp).
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no il motore unico no...
sarebbe un monomarca, e che interesse avrebbe un construttore a partecipare nel campionato se di suo non c'è proprio il motore?
dove sarebbe la pubblicità verso il suo marchio?
ridurre gli stipendi ai piloti non credo possa servire, un team minore che ha un budget limitato, ovviamente paga poco già di suo i propri piloti...
gli sprechi ce li hanno i top team, dove per esempio, esibiscono motorhome tipo hotel a 5 stelle (come dennis).
per non parlare di quanti miliardi si intasca ecclestone con i diritti commerciali (ha più soldi lui della regina Elisabetta....).
ridurre il numero dei gp sarebbe più utile, con tutti i costi di logistica che ci sono.
sarebbe un monomarca, e che interesse avrebbe un construttore a partecipare nel campionato se di suo non c'è proprio il motore?
dove sarebbe la pubblicità verso il suo marchio?
ridurre gli stipendi ai piloti non credo possa servire, un team minore che ha un budget limitato, ovviamente paga poco già di suo i propri piloti...
gli sprechi ce li hanno i top team, dove per esempio, esibiscono motorhome tipo hotel a 5 stelle (come dennis).
per non parlare di quanti miliardi si intasca ecclestone con i diritti commerciali (ha più soldi lui della regina Elisabetta....).
ridurre il numero dei gp sarebbe più utile, con tutti i costi di logistica che ci sono.
Moto: Antonio Banderas vuole un team
Avrebbe il nome dell'attore e parteciperebbe al Mondiale 2009
(ANSA) - MADRID, 19 DIC - L'attore spagnolo Antonio Banderas avrebbe intenzione di comprare un team del Motomondiale. Lo riferiscono i media spagnoli. La nuova scuderia - secondo quanto sostiene il quotidiano As - si chiamerebbe Antonio Banderas Racing Team e parteciperebbe ai Mondiali 125 e 250. Per realizzare il progetto, per il quale servirebbero almeno 6 milioni di euro, la star si e' affidata a Manuel Morente, ex pilota.
Avrebbe il nome dell'attore e parteciperebbe al Mondiale 2009
(ANSA) - MADRID, 19 DIC - L'attore spagnolo Antonio Banderas avrebbe intenzione di comprare un team del Motomondiale. Lo riferiscono i media spagnoli. La nuova scuderia - secondo quanto sostiene il quotidiano As - si chiamerebbe Antonio Banderas Racing Team e parteciperebbe ai Mondiali 125 e 250. Per realizzare il progetto, per il quale servirebbero almeno 6 milioni di euro, la star si e' affidata a Manuel Morente, ex pilota.
Melandri: addio Kawasaki?Spero di no
Il pilota 'incredulo' sul possibile ritiro del team dalla MotoGp
(ANSA) - ROMA, 30 DIC - 'Posso solo sperare di svegliarmi il primo gennaio e scoprire che e' stato solo un brutto sogno': lo ha detto Marco Melandri.L'ex pilota della Ducati, passato alla Kawasaki alla fine della scorsa stagione, si e' detto incredulo -come riporta il sito di autosport.com- del possibile addio alla MotoGp da parte del team giapponese. 'Devo aspettare e sentire qualcuno -ha aggiunto Melandri- al momento non so nulla'. Secondo autosport.com, la Kawasaki annuncera' il ritiro il 5 gennaio.
Il pilota 'incredulo' sul possibile ritiro del team dalla MotoGp
(ANSA) - ROMA, 30 DIC - 'Posso solo sperare di svegliarmi il primo gennaio e scoprire che e' stato solo un brutto sogno': lo ha detto Marco Melandri.L'ex pilota della Ducati, passato alla Kawasaki alla fine della scorsa stagione, si e' detto incredulo -come riporta il sito di autosport.com- del possibile addio alla MotoGp da parte del team giapponese. 'Devo aspettare e sentire qualcuno -ha aggiunto Melandri- al momento non so nulla'. Secondo autosport.com, la Kawasaki annuncera' il ritiro il 5 gennaio.
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- Iscritto il: dom lug 28, 2002 7:11 am
- Località: Le "HighLands" lodigiane
Da stamane è ufficiale: la Kawa si è ritirata.
Pare che però le 2 moto passeranno sotto la gestione di un team privato, tanto per salvare capra e cavoli.
Comunque la motogp è in crisi, se non è come la formula 1 poco ci manca, ed oramai la foglia di fico (Vale) non basta a nascondere le magagne.
Ancora una volta W la SuperBike!
Pare che però le 2 moto passeranno sotto la gestione di un team privato, tanto per salvare capra e cavoli.
Comunque la motogp è in crisi, se non è come la formula 1 poco ci manca, ed oramai la foglia di fico (Vale) non basta a nascondere le magagne.
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