DEVO italian tour giugno 2007

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Lettera 22
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DEVO italian tour giugno 2007

Messaggio da Lettera 22 »

arrivano anche loro...

lazzaretto -BERGAMO venerdì 29 giugno

palasport -Azzano Decimo (Pordenone) sabato 30


per chi vuole approfondire...

Devo

Gli androidi della new wave
di Maurizio Montoneri

Icone feroci di una società sintetica e seriale, simboli assurdi di un uomo tecnoide-robotizzato, i Devo forgiarono uno dei suoni più grotteschi e influenti della new wave. Un repertorio sublimato in uno dei classici del periodo: "Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!"

Le tracce che sovente seguiamo per scoprire nuovi e intriganti sentieri nella musica rock ci hanno portato a dare sguardi al passato, frustrati per esaurimento-scorte di artisti singoli o gruppi capaci di entusiasmarci veramente. I Devo, che ricordavamo per lo straordinario video della cover di "Satisfaction" dei Rolling Stones, hanno alimentato una luce che languiva nelle più polverose e attraenti stanze della nostra memoria.

I Devo erano genio puro: icone feroci di una società sintetica e seriale, crearono un genere assolutamente nuovo e rivoluzionario, tutt'oggi scopiazzato da molte band riconosciute innovatrici. Da loro nacque una musica ibrida e mostruosa, un punk elettronico che necessitava delle immagini dei suoi eccezionali inventori perché fosse veramente efficace. Grazie ai Devo, un'estetica nuovissima del rock si impadronì dell'immaginario della gente. Un'ironia aspra e intelligente, una comicità a tratti grottesca traspare dai loro video, così come una filosofia e una critica sociale per nulla scontate.

Si formarono nel 1974 ad Akron (Ohio, Usa), per iniziativa di Gerard Casale e di Robert e Mark Mothersbaugh, tutti chitarristi e tutti cantanti con il nome appunto di Devo, contrazione di De-Evolution. Le loro performance erano basate soprattutto sul loro modo di presentarsi al pubblico come simboli assurdi di un uomo tecnoide-robotizzato stile Kraftwerk. Si muovevano a scatti sincronizzati ed erano vestiti e truccati tutti allo stesso modo, dando così l'impressione di essere veramente dei bambolotti privi di vita. I ragazzi di allora furono subito colpiti da questi strambi spettacoli teatral-musicali, e la moda dell'uomo-giocattolo cominciò a impregnare le fibre della new wave. De-Evoluzione non è altro che il contrario delle teorie di Darwin, un regresso dell'essere umano omologato, identico ai suoi simili in tutto e per tutto, nei gesti nelle parole e nelle idee, che affida all'automatismo delle macchine la risoluzione dei propri problemi.

La loro musica, scriteriata e sclerotica, è perfettamente complementare ai loro movimenti nervosi, ai loro tic che tanto hanno influenzato artisti come i bravi Daft Punk o David Byrne, da sempre grande estimatore del gruppo statunitense. Lo stesso musicista scozzese ha, nel suo album "Feelings" (1997 Luaka Bop), ripreso in pieno l'immagine dei Devo facendo di sé una sorta di GI-Joe in una scatola di montaggio. Di queste suggestioni riportate alla luce, il mondo della pubblicità ha depredato tutto quello che ha potuto.

Esordiscono nel 1978 con l'album Q: Are We Not Men? A: We Are Devo! ovvero una miscela galvanizzante di tremila generi: dal rock al folk, dalla musica tzigana al synth-pop, dal blues al beat. Contrazioni e sincopi continue, cambiamenti di rotta mozzafiato e una notevole dose di auto-ironia ne dettano i tempi dispari. Tutti gli elementi descritti e molti altri dimenticati, fanno di quest'opera una vera e infinita fonte di ispirazione, oltreché un capolavoro assoluto della storia del rock'n roll. Mark Mothersbaugh dalla voce di Joker, ha un che di paranoico, di inquietante e doloroso, mentre accompagna le note di "Jocko Homo", storico e tambureggiante manifesto Devo. Ma nel disco spiccano anche il ritmo frenetico di "Mongoloid" (altro loro grande successo), nonché le sferzanti progressioni meccaniche di "Sloppy" e "Uncontrollable Urge".

A Are We Not Men? seguono Duty Now For The Future (Warner Bros, 1979, con "Blockhead") Freedom Of Choice (Warner Bros, 1980, con la title track e "Girl U Want"), New Traditionalists (Warner Bros, 1981, con "Beautiful World"), Oh No It's Devo (Warner Bros, 1982, con "Peek-A-Boo", poi ripresa da Siouxsie & The Banshees) che ricalcano con alterne fortune i fulgori degli esordi.

Gli ultimi lavori poi: Shout (Warner Bros, 1984), Total Devo (Enigma, 1988) e Smooth Noodle Maps (Enigma, 1990) sembrano, come spesso accade ai grandi artisti, soltanto delle pallide rievocazioni senili di un grande passato.

I Devo hanno rappresentato nella musica, analogamente a quello che dice il Trattato del Ribelle di Ernst Junger, con arguzia e finezza intellettuali il deperimento dell'uomo moderno e le sue paure in crescita parallela al progresso tecnologico, l'autocelebrazione e l'esasperato autocompiacimento che sono riflessi malinconici della civiltà capitalista.



Immagine

band fantastica, hanno influenzato una marea di artisti, anche negli ultimi anni (Daft Punk, Franz Ferdinand per esempio...)

un pò di video:

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time out for fun


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freedom of choice


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peek a boo


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girl u want


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Wave
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Re: DEVO italian tour giugno 2007

Messaggio da Wave »

Lettera 22 ha scritto:
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peek a boo
Questa me la ricordo.
Allora mi sembravano degli alieni, per la musica e l'immagine.
Anche adesso...,non tanto per la musica ,ma ancora per l'immagine.
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Studio54
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Messaggio da Studio54 »

ocho....ci siamo quasi.... 8)

Qualche giorno fa erano al Sonar a barcellona...ecco dei video :P

girl you want

freedom of choice

that's good

Peek A Boo

:P
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Latein
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Messaggio da Latein »

TI PREGO NO! anche loro! :lol:

Roma no eh? Tutti al nord, che pizza....

Però ragazzi solo quei cappelli stupendi meritano il prezzo del biglietto. :lol: :lol: :lol:

Ma cmq Mongoloid e whip it dove le mettiamo ragazzi!? :wink:
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Messaggio da Van Guard »

Si va si va!.. Sarà uno spasso!.. :P

Lazzaretto.. arriviamo!.. :wink:
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Messaggio da Studio54 »

Grandissimi!!!!
Quando son saliti sul palco pareva di vedere il cast di Benny Hill :lol:
Ma sti vecchietti danno la paga ancora a moltissimi gruppi "alternativi" di adesso. Musicalmente impeccabili e grande presenza scenica in stile Devo!
La scaletta è stata praticamente un best of, partendo da That's Good a scendere verso le cosa più vecchie punk/rock.
Anzi, se qualcuno trova la scaletta ufficiale in giro mi fa un favore :)
Con il Van Guard abbiamo pure pogato dimenandoci tra sbarbini che incredibilmente sapevano tutte le canzoni :shock: ahahaha :lol:
E vista la presenza dei Righeira tra il pubblico mi aspettavo un bel duetto in anglospagnolo di Girl U Want :lol:
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Van Guard
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Messaggio da Van Guard »

Sono stati spassosissimi!.. :P Strambi lo erano anche 30 anni fa.. ..pensate ora!.. ihihi... :lol: ..sempre incisivi musicalmente!.. (cacchio.. sto pensando alla loro versione di Satisfaction dei Rolling Stones!.. oltre che divertentissima .. davvero difficile!.. :shock: ).
sergej
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Messaggio da sergej »

Appena rientrato da Pordenone...
Grandiosi..
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Studio54
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Messaggio da Studio54 »

dimenticavo...abbiamo anche fatto bottino pieno di gadget e cose vari :lol: .
Il lettera ha recuperato un plettro ufficiale DEVO. Io ho preso uno dei 3 cappelli(si, quelli a forma di vaso :lol: ) che lanciavano dal palco i devo ad inizio concerto. Poi un pezzo delle loro tute gialle che ad un certo punto si sono strtappati di dosso.
E per concludere la serata...ho trovato 20 centesimi per terra in mezzo al prato :lol:
Leaveinsilence
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Messaggio da Leaveinsilence »

Devo, vale a dire De - evolution, vale a dire il rovesciamento dell'evoluzione darwiniana della specie.
I Devo, americani originari di Akron (Ohio), sostengono che la specie umana stia mutando, in peggio, per adattarsi ad un ambiente tecnologico in cui l'intelligenza artificiale arriverà a sostituire quella dell'uomo.
La de - evoluzione comporta la perdita della sfera emozionale e l'affermazione di una mediocrità uniforme in cui l'individuo diventa numero, ombra di se stesso, affidandosi alla sconfinata potenza della macchina e di chi la controlla.
La musica dei Devo è l'originalissima traduzione di questa preoccupante tendenza alla perdita di ogni elemento di umanità: una miscela di rock ed elettronica che procede a scatti, con pennellate veementi che si succedono a movimenti meccanici e rapide cadute nella demenzialità.

Dopo numerosi singoli di successo e la fama internazionale che ne è conseguita a cavallo tra anni '70 e '80, la band statunitense ha attraversato un periodo di appannamento che l'ha portata in ultima analisi allo scioglimento, avvenuto ad inizio anni '90.
Ritrovatisi all'inizio di quest'anno, i Devo sono attualmente impegnati in un tour mondiale che li ha condotti anche nel nostro Paese, con un paio di tappe tra cui quella al Lazzaretto di Bergamo.
Grande colpo per la cittadina orobica, soprattutto perché si tratta dell'ennesima presenza di prestigio, dopo quelle che hanno caratterizzato le ultime edizioni del Summer Sound Festival (tra le tante, Radiohead, Elton John), ormai un appuntamento consolidato dell'estate musicale della città.
Il fantasmagorico show dei Devo in realtà è introdotto da un lungo sottofondo musicale costituito da note canzoni del gruppo rielaborate in forma strumentale e minimalista, quasi dei demo concatenati tra di loro, che precedono una carrellata di immagini tratte soprattutto dal periodo d'oro della band, con filmati e spezzoni di videoclip montati a mo' di autocelebrazione.
Ad essere maliziosi, queste proiezioni rendono ancora più impietoso il confronto con il gruppo, per come si presenta attualmente: sensibilmente invecchiati, brizzolati ed imbolsiti, i cinque Devo potrebbero uscire da questa esibizione, e più in generale da questo reunion tour, massacrati dalla critica, scaricati dal pubblico e soprattutto con la loro gloriosa storia indelebilmente infangata.
E invece...
Invece i cinque imperterriti componenti della band non solo non provano affatto a dissimulare i segni del tempo che trascorre, ma li ostentano senza timori di sorta, servendosene anzi per accentuare ulteriormente quel lato dissacrante, provocatorio che fin dagli esordi è stato essenziale nell'esprimere anche visivamente il concetto di de- evoluzione.
Eccoli allora passare con disinvoltura dalle classiche divise gialle e dai copricapi rossi a vaso (venduti peraltro a peso d’oro al banco del merchandising) alle t-shirt e ai pantaloncini neri, con tanto di ginocchiere e calzettoni abbinati, mentre saltellano, si sbracciano e si agitano con gesti volutamente goffi, sgraziati, costantemente protesi a sfidare il senso del ridicolo.

L'aspetto caricaturale non deve però far passare in secondo piano il talento autentico di questi musicisti che, soprattutto nella parte centrale dello show, dove prevalgono i pezzi più improntati al sincopato rock degli esordi, dimostrano non comune perizia tecnica ed affiatamento collettivo. Particolare da non trascurare, anche le parti affidate alle tastiere appaiono visibilmente eseguite dal vivo.
Nella fase iniziale del concerto, invece, vengono infilati uno dietro l'altro brani plasmati dal techno - pop dei primi anni '80, con una scintillante That's Good, seguita dalla travolgente Peekaboo e da Girl You Want, che scatena le pogate sotto il palco.
Notevole, poi, lo spazio riservato ai brani dell'album d'esordio, Q: Are We Not Man? A: We Are Devo, con Mongoloid, Jocko Homo, l'irresistibile cover di Satisfaction dei Rolling Stones, e ancora Uncontrollable Urge, Gut Feeling, Slap Your Mammy, meno note ma non meno determinanti nel definire anche per gli anni a venire l'estetica del gruppo.
Preceduta da stralci scomposti (o, se preferite, de - evoluti) dell'inno statunitense, Freedom Of Choice ci riporta invece ad atmosfere più sintetiche, con la ritmica ossessiva e l'ammaliante riff di tastiera interpretato da Jerry Casale.
Proprio il vocalist dei Devo assume alla fine le sembianze di un rubicondo fanciullo, con una maschera dietro la quale intona con voce infantile Beautiful World, forse uno dei pezzi più lineari della band, a cui affida la speranza di un mondo migliore e finalmente pacificato. Anche la guerra perpetua e l'esasperata ricerca del profitto rientrano infatti tra i fattori di disumanizzazione che attanagliano la civiltà.

Entusiasmo dilagante tra il pubblico presente, accorso in buon numero. Soprattutto, è curioso vedere come questi bizzarri sessantenni riescano non solo ad attrarre, ma anche ad infiammare la passione di giovani e giovanissimi, spesso intenti a cantare i pezzi e addirittura a lanciarsi in furiose pogate. Perché a dispetto della pancia e delle rughe, a dispetto della perdurante de - evoluzione del genere umano, la grande musica fortunatamente riesce ancora a resistere all'inesorabile corso del tempo, imponendosi sull'anonimato generale e continuando ad essere fonte di ispirazione per le band della scena attuale più intelligenti ed ambiziose.
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daniemt
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Messaggio da daniemt »

più intelligenti perchè si ispirano a loro?


(voglio vedere se rimani nel forum almeno per 3 giorni consecutivi...he he he...)

un saluto, danz
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Babylon
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Messaggio da Babylon »

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Messaggio da Studio54 »

Grande leave!
Chiedo aiuto alla tua memoria di ferro….per caso ti ricordi tutta la scaletta del concerto?:)
grazie
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gaugahan
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Messaggio da gaugahan »

Sono in studio per registrare il nuovo album.


Finalmente.
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Messaggio da Studio54 »

gaugahan ha scritto:Sono in studio per registrare il nuovo album.


Finalmente.
:shock: :lol:
ma daiiiii!
Se è l'unico modo per rivederli di nuovo live, glielo concedo :wink:
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