(OT) Eluana Englaro
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da quello che mi ricordo io, la quota dell'8 per mille devoluta allo stato viene da questi divisa fra le varie confessioni in base a un ordine gerarchico che alla fine privilegia comunque la chiesa cattolica.
se però scrivete sulla dichiarazione dei redditi, chessò, chiesa valdese come destinataria dei vostri denari, i cattolici si attaccano alla grande.
tibet libero
se però scrivete sulla dichiarazione dei redditi, chessò, chiesa valdese come destinataria dei vostri denari, i cattolici si attaccano alla grande.
tibet libero
- Moro 89
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era ancora peggio di quanto mi ricordassi.orgyporgy ha scritto:da quello che mi ricordo io, la quota dell'8 per mille devoluta allo stato viene da questi divisa fra le varie confessioni in base a un ordine gerarchico che alla fine privilegia comunque la chiesa cattolica.
se però scrivete sulla dichiarazione dei redditi, chessò, chiesa valdese come destinataria dei vostri denari, i cattolici si attaccano alla grande.
Vergognoso can can dei partiti, dei ministri (tutti in quota a Ratzinger & Co.) contro l'applicazione di una sacrosanta (quella sì) sentenza della magistratura.
La cosa più paradossale è proprio l'atteggiamento delle cosiddette "forze politiche" nei confronti del caso Englaro, forze che dimostrano ancora una volta (nel caso ve ne fosse bisogno) il completo distacco tra quello che è il sentire comune (leggi opinione pubblica) e i giochini da Transatlantico/Vatican City.
L'ultima la dice l'emerito sig. Sacconi "stiamo valutando delle azioni".
Povera Italia.
La cosa più paradossale è proprio l'atteggiamento delle cosiddette "forze politiche" nei confronti del caso Englaro, forze che dimostrano ancora una volta (nel caso ve ne fosse bisogno) il completo distacco tra quello che è il sentire comune (leggi opinione pubblica) e i giochini da Transatlantico/Vatican City.
L'ultima la dice l'emerito sig. Sacconi "stiamo valutando delle azioni".
Povera Italia.
Freestate ha scritto:emerito sig. Sacconi
fa piacere vedere che almeno qualcosa nella sanità italiana riesce a risvegliare il suo interesse.
comunque non gli dò tutte le colpe, uccidere qualcuno facendolo morire di fame - anche se è già praticamente morto - in effetti è un sistema abbastanza barbaro. basterebbe una legge che regolamenti la materia, permettendo il trapasso in modo per così dire più soft.
tibet libero
intanto il Vaticano torna sul caso Eluana dopo la novita' del trasferimento a Udine.
Ad intervenire e' il presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, Javier Lozano Barragan che ha dichiarato: "E' inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo ,quanto sta accadendo e' un atto di antiumanesimo."
uccidere una persona??? parole un po' troppo forti
Ad intervenire e' il presidente del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari, Javier Lozano Barragan che ha dichiarato: "E' inconcepibile pensare di uccidere una persona in questo modo ,quanto sta accadendo e' un atto di antiumanesimo."
uccidere una persona??? parole un po' troppo forti
IL CASO ELUANA ENGLARO
Il diritto di decidere da soli
di IGNAZIO MARINO
I riflettori si spengono, le grida si smorzano, le parole si placano e lasciano spazio al silenzio. Sarebbe questo il clima ideale per rispettare Eluana, giunta alla fine della sua sfortunata esistenza. Sarebbe l'atteggiamento corretto di un paese che rispetta il dramma di una famiglia e, soprattutto, rispetta le sentenze della magistratura.
Purtroppo, fa male ammetterlo, il rispetto delle regole come il rispetto delle persone, non è un valore che appartiene alla nostra società e alla nostra epoca. I riflettori si accenderanno fuori dalla clinica di Udine che ha accolto Eluana e le grida si faranno assordanti, coprendo rumorosamente le riflessioni pacate e intime che questa drammatica vicenda dovrebbe indurre in ognuno di noi.
I riflettori si accenderanno anche in Senato, dove da una settimana si discute della legge sul testamento biologico, una legge che sarebbe stata utile ad Eluana se, prima del suo incidente d'auto che l'ha ridotta in stato vegetativo, avesse avuto la possibilità di scrivere le sue volontà. Quella legge non c'era ed Eluana è entrata in un limbo da cui solo la magistratura, con giudizi ponderati e univoci, ha creato le condizioni per farla uscire.
Il dramma umano di Eluana può essere però di aiuto anche al Parlamento. Se, infatti, sarà approvata la legge proposta dal centrodestra, se una ragazza di vent'anni decidesse di lasciare un testamento biologico, potrebbe incorrere esattamente nella stessa situazione in cui è stata Eluana Englaro per oltre diciassette anni: nessuno potrebbe interrompere idratazione e nutrizione artificiali nemmeno se quella ragazza avesse scritto chiaramente, davanti a testimoni, di non volere tali terapie.
La volontà potrebbe non essere rispettata ed è facile immaginare fin d'ora che vi sarà un nuovo Beppino che si appellerà alla magistratura affinché sia rispettato il diritto alla libertà di cura, diritto sancito dalla Costituzione italiana, dalle convenzioni internazionali, dal codice di deontologia medica, dal catechismo della chiesa cattolica e, non ultimo dal buon senso e dalla carità cristiana.
Nessuno può essere sottoposto a una terapia contro la sua volontà: è questo il principio che dovrebbe guidare tutti noi, parlamentari compresi, indipendentemente dallo schieramento di appartenenza, nel chiederci che cosa vorremmo per noi stessi o per un nostro familiare se un giorno ci trovassimo nella situazione di Eluana. E' questa l'unica riflessione che dovremmo fare oggi.
La maggior parte degli italiani su questo punto ha le idee molto chiare, pensa che sulle scelte che riguardano la fine della loro vita vogliono decidere da soli, basta scorrere i messaggi delle settantamila persone che hanno già sottoscritto l'appello per la libertà di cura sul sito appello appellotestamentobiologico. Mi auguro che in tanto frastuono inutile, queste voci in difesa del diritto e della libertà riescano a farsi sentire.
repubblica.it
Il diritto di decidere da soli
di IGNAZIO MARINO
I riflettori si spengono, le grida si smorzano, le parole si placano e lasciano spazio al silenzio. Sarebbe questo il clima ideale per rispettare Eluana, giunta alla fine della sua sfortunata esistenza. Sarebbe l'atteggiamento corretto di un paese che rispetta il dramma di una famiglia e, soprattutto, rispetta le sentenze della magistratura.
Purtroppo, fa male ammetterlo, il rispetto delle regole come il rispetto delle persone, non è un valore che appartiene alla nostra società e alla nostra epoca. I riflettori si accenderanno fuori dalla clinica di Udine che ha accolto Eluana e le grida si faranno assordanti, coprendo rumorosamente le riflessioni pacate e intime che questa drammatica vicenda dovrebbe indurre in ognuno di noi.
I riflettori si accenderanno anche in Senato, dove da una settimana si discute della legge sul testamento biologico, una legge che sarebbe stata utile ad Eluana se, prima del suo incidente d'auto che l'ha ridotta in stato vegetativo, avesse avuto la possibilità di scrivere le sue volontà. Quella legge non c'era ed Eluana è entrata in un limbo da cui solo la magistratura, con giudizi ponderati e univoci, ha creato le condizioni per farla uscire.
Il dramma umano di Eluana può essere però di aiuto anche al Parlamento. Se, infatti, sarà approvata la legge proposta dal centrodestra, se una ragazza di vent'anni decidesse di lasciare un testamento biologico, potrebbe incorrere esattamente nella stessa situazione in cui è stata Eluana Englaro per oltre diciassette anni: nessuno potrebbe interrompere idratazione e nutrizione artificiali nemmeno se quella ragazza avesse scritto chiaramente, davanti a testimoni, di non volere tali terapie.
La volontà potrebbe non essere rispettata ed è facile immaginare fin d'ora che vi sarà un nuovo Beppino che si appellerà alla magistratura affinché sia rispettato il diritto alla libertà di cura, diritto sancito dalla Costituzione italiana, dalle convenzioni internazionali, dal codice di deontologia medica, dal catechismo della chiesa cattolica e, non ultimo dal buon senso e dalla carità cristiana.
Nessuno può essere sottoposto a una terapia contro la sua volontà: è questo il principio che dovrebbe guidare tutti noi, parlamentari compresi, indipendentemente dallo schieramento di appartenenza, nel chiederci che cosa vorremmo per noi stessi o per un nostro familiare se un giorno ci trovassimo nella situazione di Eluana. E' questa l'unica riflessione che dovremmo fare oggi.
La maggior parte degli italiani su questo punto ha le idee molto chiare, pensa che sulle scelte che riguardano la fine della loro vita vogliono decidere da soli, basta scorrere i messaggi delle settantamila persone che hanno già sottoscritto l'appello per la libertà di cura sul sito appello appellotestamentobiologico. Mi auguro che in tanto frastuono inutile, queste voci in difesa del diritto e della libertà riescano a farsi sentire.
repubblica.it
Sono parole che riesco a capire fino ad un certo punto*Francy* ha scritto: il povero papà di Eluana ,Peppino Englaro, annuncia: 'Fino alla fine di questa vicenda non parlero' piu''
non ce la fa piu' ... come dargli torto???
io credo che l'intento degli Englaro sia stato quello di " sollevare
il problema " ,porre l'accento sulla questione, perche' se avessero
gestito la loro dolorosa vicenda in silenzio probabilmente
l'avrebbero conclusa molto prima.
Il papà della Englaro ha sempre parlato molto poco, lasciando che a pronunciarsi fossero i giudici. Il fatto che dichiari pubblicamente che non parlerà più io lo leggo come un avviso ai tanti sciacalli che gli girano intorno per strappargli una qualsiasi dichiarazione da far finire nella centrifuga mediatica.
Wave ha scritto:io credo che l'intento degli Englaro sia stato quello di " sollevare
il problema "
ma pensa... e io che credevo fosse una scelta lacerante e dolorosa, oltre che meditata per tanti anni, agendo secondo quanto viene sancito dalle leggi e dalla Costituzione.
questa frase è parecchio pelosetta, lasciatelo dire cara Wave.Wave ha scritto:se avessero
gestito la loro dolorosa vicenda in silenzio probabilmente
l'avrebbero conclusa molto prima.
- grassiniettore
- Angel

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Freestate dice:
Sicuramente e' stata una scelta lacerante e dolorosa -
non oso nemmeno immaginare cosa significhi trovarsi in una situazione
simile - ma il volerla risolvere a " voce alta " l'ho interpretato
quasi come una battaglia per " i diritti civili ", il che comporta,
inevitabilmente e giustamente ,attirare l'attenzione e il dibattito sul problema.
So della carita' pelosa , pero' qui non capisco ??
E questo in cosa contraddice cio' che ho detto ???ma pensa... e io che credevo fosse una scelta lacerante e dolorosa, oltre che meditata per tanti anni, agendo secondo quanto viene sancito dalle leggi e dalla Costituzione.
Sicuramente e' stata una scelta lacerante e dolorosa -
non oso nemmeno immaginare cosa significhi trovarsi in una situazione
simile - ma il volerla risolvere a " voce alta " l'ho interpretato
quasi come una battaglia per " i diritti civili ", il che comporta,
inevitabilmente e giustamente ,attirare l'attenzione e il dibattito sul problema.
Cosa vuol dire pelosetta in questo caso ??questa frase è parecchio pelosetta , lasciatelo dire cara Wave
So della carita' pelosa , pero' qui non capisco ??


