
ho trovato in rete un'interessante recensione che merita di essere letta, e che forse aiuta a capire perchè questo disco è così bistrattato....
da ONDAROCK
Sì, è vero: Madonna ha fatto il disco con tizio, caio e sempronio. Arrivando, innegabilmente, quale buon ultima. Il primo argomento contro "Hard Candy" sarà proprio questo: Madonna è sempre salita su un trend ai suoi inizi, mai così tardi. Ergo, il disco fa schifo. Vi prendono per stupidi. Ben pochi possono permettersi serie e ponderate analisi storiche o progettuali riguardo la musica pop (o rock); e comunque sono un elemento sussidiario rispetto al fatto principale: la musica stessa. Non fatevi tentare da un'idea, da una scusa: se i pezzi vi fanno schifo cercatene una causa, non una giustificazione.
Il secondo grande attacco è questo: "Hard Candy" fa schifo perché non è più un disco di Madonna, ma il solito disco di tizio, caio e sempronio. E questa è una grossa fesseria, un falso storico, che mi permette, finalmente, di entrare nel merito.
Madonna ha sempre collaborato in modo diverso con i produttori di turno. Con Stuart Price s'era comportata da grande mano, dirigendolo, comunicandogli le idee e lasciandogli la libertà, nel metterle in pratica, di costruire un suo suono. Con Pharrell e Timbaland le cose cambiano. I produttori vengono presi per il loro forte: il lavoro si concentra sui loro classici ritmi spezzati e sugli arrangiamenti moderni e colorati (per Nelly Furtado, insomma). Madonna incide sul lato melodico; e porta l'esperienza disco/house di "Confessions". In pratica si tratta di una operazione di lifting alla nuova affermazione quale queen of the dancefloor.
La tambureggiante intro "Candy Shop" è l'immagine di quanto detto: melodia madonniana base, percussioni e synth marcati Pharrell, dance fra sensuale e aperta, inciso con elettronica a suonare come violini. Il lento "Miles Away", uno dei pezzi migliori del disco, rinnova semplicemente il vestito (chitarra, percussioni, tastiere) alla Madonna balladeer, capace di riportare all'oggi melodie dal sapore retrò. La stessa operazione avviene in "Devil Wouldn't Recognize You": ancora un bel brano, anche se dal potenziale maggiore rispetto al risultato.
Certo, dall'altro lato, c'è "4 Minutes". Il singolo di lancio, un duetto con Justin Timberlake, è una bomba tipicamente Timbaland: fiati in epica da guerra a lanciare, superbamente, le cariche, i binari che fanno da impalcatura e primi attori per tutto il brano. Qui, è vero, Madonna si sente poco o nulla, voce a parte. E frega poco o nulla, dato il risultato. Meglio ancora, e meglio in assoluto, fa però il secondo singolo: "Give It 2 Me". Clamoroso lavoro ai synth di Pharrell, truzzata pazzesca che salta a pie' pari "Confessions", il brano saccheggia qui e lì i Chemical Brothers e scende in pista suonando come il perfetto continuo dell'album precedente; Madonna ci mette il suo cambiando intepretazione a ogni passo, dalla pseudo-ragazzina dell'inciso alla donna fatale della strofa.
L'impronta della popstar non si vede solo in questo. "She's Not Me", per chitarrina funky e violini è pura disco revival; poi, dopo una parentesi onirica (che mi porta in mente il "Magical Mystery Tour"), va a spegnersi e riaccendersi in chiave house e robotica. Un esperimento, questo, già presentato nel tour di "Confessions", quando si incrociavano "Music" e "Disco Inferno".
Il punto a favore di "Hard Candy" è che, al di là dei tre-quattro brani chiave (i due singoli, "Miles Away" e la splendida melodia di chiusura di "Voices"), il disco riesce a non prendersi pause di sorta, infilando buoni risultati anche laddove si cerca di riempire (la collaborazione con Kanye West, "Beat Goes On"; il puro divertissement gitano "Spanish Lesson"). La sua forza è l'essere tutto un singolo, ritmato alla grande, colorato, con buone melodie e arrangiamenti.
"Confessions" aveva un progetto e un suono, diciamo così, ontologicamente più meritevole: "Hard Candy" è una collaborazione che fa un passo avanti e uno indietro; ammoderna ma tratti spersonalizza; va in direzione diversa ma si ricorda di. E ha canzoni migliori.
Posso capire chi prediliga, dopo essersi sorbito migliaia di dischi da Bill Haley ad oggi, il fattore innovativo e apprezzi maggiormente, con naturalezza, l'album precedente. L'unica alternativa possibile che hanno gli espertoni è dire che queste canzoni qui gli facciano schifo (il che, sia chiaro, è un'opinione opposta alla mia, ma teoricamente altrettanto plausibile): tutte le altre parole vogliono solo truffarvi.
ora, tralasciando "Give it 2 me", secondo me grandissimo pezzone, trovo Hard Candy un disco azzeccatissimo, non ovviamente bellissimo, nel senso che è esattamente quello che penso volesse ottenere Madonna.
Canzoncine - solo all'apparenza - banali, che però ti entrano dentro e ti si appiccicano addosso proprio come caramelle. E l'intero battage promozionale/pubblicitario che ha di fatto accostato il disco a tutto ciò che di morbido, gommoso e stucchevole ci possa essere....
Ognuno poi hai i suoi gusti, ma il sottoscritto, che tranne una manciata di pezzi non ha mai gradito la Ciccone targata eightees, preferisce tutta la vita l'ascolto di HardCandy a tutta la produzione madonnara sino al 1990.
So che Alya è d'accordissimo con me!
e Timbaland ha fatto un bellissimo lavoro. E' il produttore attualmente più cercato in circolazione, lo vogliono tutti.
E se i dischi che produce "suonano", spesso, come i suoi stessi, non gliene si può fare certo una colpa.
Si dice che il genere a cui fa riferimento sia l'hip-hop, in realtà ascoltando roba sua e quello che produce, mi pare sia fondamentalmente electro, con una ricerca pazzesca e accuratissima dei suoni.
e Pharrell è uno cazzutissimo. Give it 2 me praticamente è roba sua






