(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita

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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

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In questo mio e vostro piccolo ma grande spazio - off delle poesie- dove ognuno di noi può respirare un pò della sua libertà interiore facendola affiorare a punta di penna ,scegliendo o creando poesie come motto perpetuo del suo cuore. Non poteva mancare "da parte mia" una poesia dedicata alla grande e urlante sofferenza e persecuzione del buon popolo ebraico.. Si perchè le sue grida giungono ancor oggi da molto lontano.. ma così vicino da non poterle non accogliere nel cuore senza rimanerne colpiti. PERCHé non si ripeta più ...PIU.. l'atrocità, Lascio la parola al grande Gracià Lorca e al suo modo toccante e unico di raccontare un quadro di vita tinto di rosso.


CIMITERO EBRAICO

Le febbri allegre fuggirono alle gomene delle navi
e l'ebreo strinse la cancellata con pudore gelato dell'interno della lattuga.

I bambini di Cristo dormivano,
e l'acqua era una colomba,
e il legno era una garza,
e il piombo un clibrì,
e le vive prigioni di fuoco
erano consolate dal salto della cavalletta.

I bambini di Cristo vogavano e gli ebrei riempivano i muri
con un solo cuore di colomba
per colui che tutti volevano evitare.
Le bambine di Cristo cantavano e le ebree osservavano la morte
con un solo occhio di fagiano,
verniciato dall'angoscia di un milione di paesaggi.
I medici mettono le forbici e i guanti di gomma sul nickel
quando i cadaveri sentono ai piedi
il chiarore terribile di un'altra luna sepolta.
Piccoli dolori illesi si avvicinano agli ospedali
e i morti si tologno ogni giorno un abito di sangue.

Le architetture di brina,
le lire e i gemiti che sfuggono alle foglie minuscole
dell'autunno, bagnando gli ultimi declivi,
si spegnevano nel nero dei cappelli a cilindro.

L'erba celeste e solitaria dalla quale fugge con timore la rugiada
e le bianche porte di marmo che portano al duro vento
mostravano il loro silenzio rotto dalle traccie spente delle scarpe.

L'ebreo strinse la cancellata;
ma l'ebreo non era un porto
e le barche di neve si riunirono
sulle scalette del cuore:
le barche di neve insidiano
un uomo d'acqua che le affoghi,
le barche dei cimiteri
che a volte accecano i visitatori.

I bambini di Cristo dormivano
e l'ebreo occupò la sua cuccetta.
Tremila ebrei piangevano nello spavento delle gallerie
perchè riunivano tra tutti con sforzo mezza colomba,
perchè uno aveva la ruota di un orologio
e un altro una notturna pioggia carica di catene
e un altro l'unghia di un usignolo che era vivo;
e perchè la mezza colomba gemeva
versando sangue che non era suo.

le febbri allegre ballavano sulle cupole inumidite
e la luna copiava nel suo marmo
nomi vecchi e nastri sgualciti.
Arrivò la gente che mangia dietro le gelide colonne
e gli asini dai denti bianchi
con gli specialisti delle articolazioni.
Verdi girasoli tremavano
negli altopiani del crepuscolo
e tutto il cimitero era un lamento
di bocche di cartone e stracci rinsecchiti.
i bambini di Cristo dormivano
quando l'ebreo, serrando gli occhi,
si tagliò le mani in silenzio
ascoltando i primi gemiti.

(New York 18 gennaio 1950)
Gracìa Lorca.




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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

EVVIVA LA CALZA

Io sono ormai pronta, mi sono vestita,
lavata, truccata tutta pettinata
dal migliore coiffeur.
Scendo in salone dove mi aspetta
mollemente seduto, sul vecchio divano:
ma come sei bella, accarezza una coscia,
la calza si smaglia, e adesso che faccio?
Non riesco nemmeno ad entrare nel bagno
che onda sinuosa, si muove e torna e ritorna
non posso fermarlo, mi piace, non nego
e ridotti a brandelli i pochi vestiti;
fai quello che vuoi.
Evviva la calza smagliata
che sveglia già sensi assopiti
e dà un senso a giornate banali
passate neanche a parlare.
La cena i bambini, la televisione
che noia!
Ma ora orsù a letto bambini;
e metto la nera sottana, le calze,
ma ahimè, troppo tempo è passato
e lo trovo... già dorme sul vecchio divano.

Anna De Santis
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Messaggio da *Francy* »

Così è l’amore adesso

È come un gioco d’azzardo.
Quando clicco sul pulsante
posta in arrivo
voglio vedere se esce il tuo nome
quello su cui ho puntato tutto.
Per ingannare l’attesa scrivo ad altre
e forse altre mi scrivono
per ingannare altre attese.
Così è l’amore adesso
con questa tubercolosi elettronica
che non ci fa buttare sangue
ma parole.

Franco Arminio
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

LA VITA ANTERIORE

Ho a lungo abitato sotto ampi portici che i soli marini
tingevano di mille fuochi e che grandi, dritti e maestosi
pilastri rendevano simili a grotte di basalto.

I marosi rotolando le immagini dei cieli, mischiavano
in maniera solenne e mistica i possenti accordi della loro
ricca musica ai colori del tramonto riflessi dai miei occhi.

È là che ho vissuto in calma voluttà, nell'azzurro, fra onde,
splendori e schiavi nudi che, impregnati di profumi,
mi rinfrescavano la fronte agitando palme. Loro unico scopo,
rendere più profondo il segreto doloroso in cui languivo.

Charles Baudelaire
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Messaggio da lilianlove »

Il ricordo

Mi accarezzavo il viso
pensando che fosse il tuo
e ne sentivo i tratti,
i segni, i punti che guardavo
ogni momento quando la guardavo.
per un attimo appena io
ero lei e mi sognavo mentre
pensavo a me. Dov'ero
adesso? In Tibet
i sacerdoti essicavano i cadaveri
e con le ossa fabbricavano
flauti. ma ora le mie ossa
erano le sue. Con chi
dovrei suonare la mia nenia
funebre?

Ha braccia di corrente trasparente
e tersa, lunga e pallida sul greto
delle gambe. E' un ruscello
dove nuotano i pesci delle orecchie
dolci, lenti, gemelli,
sotto la superficie fibrata del suo sguardo.

Il mio cuore scheggiato,
scalfita
la superficie scintillante
e dura dello smalto, quel manto
freddo, metallizzato,
lucido, delicato prodotto
della verniciatura a fuoco.
Sto solo come un chiodo
insieme alla sua ombra.

solo come un proiettile
che non fa in tempo
a proiettare ombra.

Filar sospeso a mezz'aria
sui 180 all'ora.
Passare sulle cose
sfiorandole,
toccandole appena,
ma già lontano
per sentire il rumore che fanno
cadendo.

Se per chiamarti devo fare un numero
tu ti trasformi in numero,
disponi i lineamenti
nella combinazione a cui rispondi.
Il tre che si ripete,
il nove al terzo posto, indicano qualcosa del tuo volto.
Quandoti cerco
devo disegnare la tua figura
devo fare nascere le sette cifre
analoghe al tuo nome
finchè non si dischiuda la cassa-
forte della viva voce.

Di colpo mentre stò telefonando,
l'interferenza alerta il dialogo,
lo moltiplica, apre una prospettiva
dentro lo spazio buio
dell'udito.

Mi vedo verticale, sonnambolico, in bilico
su una fuga di voci
gemelle, allacciate l'una all'altra,
sospese nel contatto.
Sento la lingua della bestia ctònia,
l'orrida traccia delle parole, frasi, il mostro
policefalo e difforme che chiama me
dalla profondità.

racc. L.L. -natura e sventura di V.M.

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Località: "...altrove, molto più lontano della notte"

Messaggio da higherlove »

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore


Jacques Prévert

che bella...
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

Qualcosa che all'amore assomiglia

Di due avevate fatto
un solo paio d'inesperte ali
e di questo v'accuso con tutti
l'incertezza un pò pettegola
delle vostre nuovissime piume.

A.D.

Questa breve poesia racchiude un linguaggio enigmatico proprio come enigmatici sono i disegni dei bambini, che tutto rivelano e tutto nascondono in modo assolutamente naturale, senza calcolo. e una delle condizioni perchè poesia sia l'enigma: parole che dicono qualcosa, ma forse anche qualcos'altro, situazioni in cui non si viene a capo di nulla, liberamente lasciate all'interpretazione personale, alla suggestione di chi legge. Musica: si può scomporla tecnicamente, spiegarne le leggi interne. mai tradurla.
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

Una notte che giacevo presso un'orribile Ebrea,
come un cadavere disteso presso un cadavere,
mi diedi a pensare, vicino a quel corpo venduto,
alla malinconica bellezza di cui il mio desiderio si priva.

Mi figuravo la sua nativa maestà, il suo sguardo armato
insieme di forza e di grazia,
i capelli che le fanno un casco profumato e il cui ricordo
in me riaccende l'amore.

Avrei con ardore baciato il tuo nobile corpo
e passato il tesoro di profonde carezze dai tuoi
freschi piedi alle tue trecce nere,

se, qualche sera, o regina crudele, con un pianto
ottenuto senza sforzo tu potessi solamente offuscare
lo splendore delle tue fredde pupille.

Charles Baudelaire

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Messaggio da lilianlove »

Sonnetto della lettera

VIscere mie, amore, viva morte,
invano, aspetto una lettera da te
e penso, con il fiore che appassisce,
di perderti se vivo senza me.

L'aria è immortale, e sta inerte la pietra
che non conosce l'ombra, non la elude.
Profondo il cuore non richiede il miele
ghiacciato che è versato dalla luna.

Che sofferenza! da aprirmi le vene,
tigre e colomba, sopra la cintura,
di gigli e di morsi che si scontrano.

Cura la mia follia con le parole,
sennò lasciami alla serena notte
dell'anima che eterna dura oscura.

G.L.
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Messaggio da *Francy* »

Quello che sei

Quello che sei
mi distrae da quello che dici.
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione, non le seguo:
sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
né lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai per un nuovo amore.
No.
Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto del tuo desiderio,
amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.

Pedro Salinas

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
L’amore mi sconvolse
l’anima
come il vento dal monte
si getta sulle querce.

Saffo
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Messaggio da lilianlove »

Sonetto sensuale

Quelle mille fragranze dalla tua bocca fluenti
sono nubi odorose assassine con dolcezza
E' un anfora il mio corpo fatta di notte oscura
che spande la sua essenza in te folle divina!

Si perdono i tuoi sguardi lungo i dolci sentieri,
per te Notte ed Erebo diventano proprio Nulla,
Febe si placa fioca davanti a te umiliata,
si carica di fiori la testa del dio Eros.

In una notte azzurra, nel silente giardino,
che tu stia sognando con regioni brumose
ed il piano avvizzisca canzone dell'Oblio,

la stella del mio bacio poggerà sulla tua fronte,
la fonte dell'anima t'inonderà di rose
ed il piano canterà di suono vibrante.

L. G. L.
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Messaggio da evad »

Mi rivolgo a quei miliardi di soli più lontani di ogni immaginazione,
ai grovigli di stelle di ogni costellazione,
astro per astro, indifferenti al tacito disastro.
A voi, a voi, a voi girovaghe comete,
che sapete le vie del ciel profondo,
o nebulose oscure,
a voi che siete granai del cielo, ogni cui grano è un mondo.


G. Pascoli
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Messaggio da lilianlove »

Oh come è magica, dolce e profonda la Poesia, che riesce nei momenti della vita più difficili e delicati a regalare uno spicchio di cuore, di cielo solo tuo, avvolgendo la tua anima, dando speranza, luce, maggior colore alla tua esistenza così in punta di piedi con la delicatezza, o la forza dei marosi, l'impetuosità dei tuoi anni . Oh venite o voi che vivete l'attimo, vivete voi stessi attraverso l'emozione dei versi tradotti in vita..
scorre il fiume del tempo le cui acque tiepide inesorabilmente arrivano al
mare e tutto si compie...nel amore..finalmente.

Smackkk.

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Messaggio da *Francy* »

IL GATTO

Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto:
trattieni gli artigli della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli
misti d’agata e metallo.

Come s’inebria di piacere la mia mano
palpando il tuo elettrico corpo
con le dita che tranquille ti accarezzano
la testa e il dorso elastico!

E penso alla mia donna, a quel suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
freddo e profondo che taglia e fende come freccia,

e a quell’aria, a quel profumo
che pericoloso fluttua sul suo corpo
dai piedi su fino alla testa!

Charles Baudelaire
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Messaggio da lilianlove »

Piaghe d'amore

La luce, questo fuoco che divora.
Questo paessaggio grigio che m'attornia.
Questa pena per una sola idea.
Quest'angoscia di cielo, terra e d'ora.

Questo pianto di sangue che decora
lira senza timbro, torcia senza presa.
Questo peso del mare che mi frusta.

Questo scorpione che attende entro di me.

Ghirlanda d'amore, letto ferito,
sonno e insonne, sogno la presenza
tua nel fondo in rovina del mio petto.
e se ricerco una vetta di prudenza
il tuo cuore mi dà una valle densa
di cicuta e passione d'aspra scienza.

G.L.



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