...perchè questo paese fa schifo.Admin ha scritto:P.S.: Vi siete mai chiesti come mai i rumeni (non rom) dalle nostre parti non fanno molti danni? Perchè ce ne sono pochissimi. E sapete perchè ce ne sono pochissimi? Perchè evidentemente un'altra forza non permette loro di far danni. Ora, concentratevi sul concetto di forza e non sul tipo di forza, e capirete...
(OT) Avete visto gli exit-poll?????
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per evitare il problema in effetti si parla di un impiego dei rom stanziati a napoli come carburante per i rigassificatori da costruire.*Francy* ha scritto:non vorrei che poi quelli che hanno cacciato da laggiu' venissero a stabilirsi
da queste parti che già ce n'è fin troppi
Una vecchia idea, ma sempre valida.
Il concetto è sloggiare, non bruciare.Freestate ha scritto:quindi è giusto bruciare i campi rom?
Sloggiare fino a fuori dai nostri confini, se è necessario.
O credete che questa sie gente che lavora onestamente?
La differenza fra questa gente e quella che viene evocata dal concetto di gassificazione è una ed abissale (ed abissale non rende minimamente il concetto di differenza): la gente gassificata è stata gassificata in quanto soltanto esistente. Quest'altra deve essere sloggiata in quanto delinquente. Nata per delinquere e formata per delinquere.
Se precisare questa differenza vuol dire essere razzisti, fascisti o quant'altro di peggio, beh, io sono quel quant'altro.
In quanto al concetto di forza, che io aborro in se' fra persone normali, quello è l'unico concetto che funziona. Semplicemente perchè null'altro funziona con costoro.
Mi sembra semplice.
Ovviamente fraintendibile se conviene fraintendere, ma semplice.
Fab
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Francamente mi domando come mai nessun rom ci abbia ancora lasciato le penne.Admin ha scritto:http://www.ansa.it/opencms/export/site/ ... 63918.html
Quello che ha fatto quella ragazzina è l'epitaffio di tutta l'etnia cui essa appartiene, l'unica che in effetti non si è integrata per niente a Napoli (gli uomini di colore sono integrati, e spesso ben voluti... molti girano pure con le maglie del Napoli... che miti... stesso discorso con polacchi, ed altre nazionalità). La condanna a morte di qualcuno che magari è pure bravo è definitiva.
Tutti li guardano con cattiveria, e francamente non posso dar torto a nessuno.
[10.0]Admin ha scritto:P.S.: Vi siete mai chiesti come mai i rumeni (non rom) dalle nostre parti non fanno molti danni? Perchè ce ne sono pochissimi. E sapete perchè ce ne sono pochissimi? Perchè evidentemente un'altra forza non permette loro di far danni. Ora, concentratevi sul concetto di forza e non sul tipo di forza, e capirete qual è l'unico linguaggio che funziona.
Ne parlavo proprio a Saronno con una signora.
Ultima modifica di devotional il mer mag 14, 2008 5:35 pm, modificato 1 volta in totale.
sarà.. ma la penso come fab..
anke xkè in romania nn c'è mica tutta la delinkuenza ke c'è qua..
i loro delinkuenti li abbiamo tutti accolti noi..
quindi finkè sn persone oneste nulla da dire.. ma x il resto..
qua nn si tratta d razzismo.. si tratta ke direi la stessa cosa (e la dico) x gli italiani ke delinkuono.. ke rapiscono bambini, violentano donne e fanno i loro porci comodi.. kissà come mai al loro paese ste cose nn le fanno..
Black
eppoi a furia d buonismi và dove siam finiti.. forse un pò d "pugno duro" ogni tanto c vuole..
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quindi finkè sn persone oneste nulla da dire.. ma x il resto..
qua nn si tratta d razzismo.. si tratta ke direi la stessa cosa (e la dico) x gli italiani ke delinkuono.. ke rapiscono bambini, violentano donne e fanno i loro porci comodi.. kissà come mai al loro paese ste cose nn le fanno..
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si certo.... guarda QUI che ferocia spaventosa....da paura vero?neuronifolli ha scritto:....durante i 5 anni del berlush l'opposizione è stata di una ferocia spettacolare...
nemmeno io....whiterose ha scritto:continuo a non riuscire a percepirla come una campagna d'odio
Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
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Tu hai metodi migliori, Free?Freestate ha scritto:le molotov e le spranghe erano quindi dei dissuasori?
a Napoli non è mai contato il mezzo, ma il fine.
Fortunatamente non è capitato mai nulla del genere (rapimento di neonata ecc) a nessuno del forum (spero), e non lo auguro neppure al mio peggior nemico, figurarsi a voi (utenti e lettori).
Ma tu... Free.. hai provato a metterti dall'altra parte? come ti saresti sentito tu al posto di quella mamma?
A Napoli i diversi son ben-accetti da sempre. A patto che facciano i cosiddetti cristiani (la religione non c'entra nulla).
Una cosa è la tolleranza e la con-vivenza. Un'altra invece è il far finta di nulla.
Se lo si capisce (lo capiscono) è bene, altrimenti chi è, è, paga. Senza eccezioni.
Ultima modifica di devotional il mer mag 14, 2008 6:02 pm, modificato 1 volta in totale.
visto che ti metti a fare citazioni, e visto che mi piace distinguere tra giornalismo e opportunismo, riporto l'articolo di oggi di Giuseppe D'Avanzo de La Repubblica (uno dei migliori giornalisti d'inchiesta, uno che va in giro a rischiarsela per le sue inchieste) che fotografa esattamente il mio pensiero in merito alla vicenda.onlywhen ha scritto: Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda (Horacio Verbitsky)
Non sempre i fatti sono la realtà
di GIUSEPPE D'AVANZO
Non so che cosa davvero pensassero dell'allievo gli eccellenti maestri di Marco Travaglio (però, che irriconoscenza trascurare le istruzioni del direttore de il Borghese). Il buon senso mi suggerisce, tuttavia, che almeno una volta Montanelli, Biagi, Rinaldi, forse addirittura Furio Colombo, gli abbiano raccomandato di maneggiare con cura il "vero" e il "falso": "qualifiche fluide e manipolabili" come insegna un altro maestro, Franco Cordero.
Di questo si parla, infatti, cari lettori - che siate o meno ammiratori di Travaglio; che siate entusiasti, incazzatissimi contro ogni rilievo che gli si può opporre o soltanto curiosi di capire.
Che cos'è un "fatto", dunque? Un "fatto" ci indica sempre una verità? O l'apparente evidenza di un "fatto" ci deve rendere guardinghi, più prudenti perché può indurci in errore? Non è questo l'esercizio indispensabile del giornalismo che, "piantato nel mezzo delle libere istituzioni", le può corrompere o, al contrario, proteggere? Ancora oggi Travaglio ("Io racconto solo fatti") si confonde e confonde i suoi lettori. Sostenere: "Ancora a metà degli anni 90, Schifani fu ingaggiato dal Comune di Villabate, retto da uomini legato al boss Mandalà di lì a poco sciolto due volte per mafia" indica una traccia di lavoro e non una conclusione.
Mandalà (come Travaglio sa) sarà accusato di mafia soltanto nel 1998 (dopo "la metà degli Anni Novanta", dunque) e soltanto "di lì a poco" (appunto) il comune di Villabate sarà sciolto. Se ne può ricavare un giudizio? Temo di no. Certo, nasce un interrogativo che dovrebbe convincere Travaglio ad abbandonare, per qualche tempo, le piazze del Vaffanculo, il salotto di Annozero, i teatri plaudenti e andarsene in Sicilia ad approfondire il solco già aperto pazientemente dalle inchieste di Repubblica (Bellavia, Palazzolo) e l'Espresso (Giustolisi, Lillo) e che, al di là di quel che è stato raccontato, non hanno offerto nel tempo ulteriori novità.
E' l'impegno che Travaglio trascura. Il nostro amico sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso). Con la complicità della potenza della tv - e dell'impotenza della Rai, di un inerme Fazio - lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere: "Anche la seconda carica dello Stato è un mafioso...". Basta leggere i blog per rendersene conto. Anche se Travaglio non l'ha mai detta, quella frase, è l'opinione che voleva creare. Se non fosse un tartufo, lo ammetterebbe.
Discutiamo di questo metodo, cari lettori. Del "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento". Di una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. E' un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). Farò un esempio che renderà, forse, più chiaro quanto può essere letale questo metodo.
8 agosto del 2002. Marco telefona a Pippo. Gli chiede di occuparsi dei "cuscini". Marco e Pippo sono in vacanza insieme, concludono per approssimazione gli investigatori di Palermo. Che, durante le indagini, trovano un'ambigua conferma di quella villeggiatura comune. Prova maligna perché intenzionale e non indipendente. Fonte, l'avvocato di Michele Aiello. Il legale dice di aver saputo dal suo assistito che, su richiesta di Pippo, Aiello ha pagato l'albergo a Marco. Forse, dicono gli investigatori, un residence nei dintorni di Trabia.
Michele Aiello, ingegnere, fortunato impresario della sanità siciliana, protetto dal governatore Totò Cuffaro (che, per averlo aiutato, beccherà 5 anni in primo grado), è stato condannato a 14 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso. Pippo è Giuseppe Ciuro, sottufficiale di polizia giudiziaria, condannato a 4 anni e 6 mesi per aver favorito Michele Aiello e aver rivelato segreti d'ufficio utili a favorire la latitanza di Bernardo Provenzano. Marco è Marco Travaglio.
Ditemi ora chi può essere tanto grossolano o vile da attribuire all'integrità di Marco Travaglio un'ombra, una colpa, addirittura un accordo fraudolento con il mafioso e il suo complice? Davvero qualcuno, tra i suoi fiduciosi lettori o tra i suoi antipatizzanti, può credere che Travaglio debba delle spiegazioni soltanto perché ha avuto la malasorte di farsi piacere un tipo (Giuseppe Ciuro) che soltanto dopo si scoprirà essere un infedele manutengolo?
Nessuno, che sia in buona fede, può farlo. Eppure un'"agenzia del risentimento" potrebbe metter su un pirotecnico spettacolino con poca spesa ricordando, per dire, che "la mafia ha la memoria lunghissima e spesso usa le amicizie, anche risalenti nel tempo, per ricattare chi tenta di scrollarsele frettolosamente di dosso" . Basta dare per scontato il "fatto", che ci fosse davvero una consapevole amicizia mafiosa: proprio quel che deve essere dimostrato ragionevolmente da un attento lavoro di cronaca.
Cari lettori, anche Travaglio può essere travolto dal "metodo Travaglio". Travaglio - temo - non ha alcun interesse a raccontarvelo (ecco la sua insincerità) e io penso (ripeto) che la sana, necessaria critica alla classe politico-istituzionale meriti onesto giornalismo e fiducia nel destino comune. Non un qualunquismo antipolitico alimentato, per interesse particolare, da un linciaggio continuo e irrefrenabile che può contaminare la credibilità di ogni istituzione e la rispettabilità di chiunque.
(14 maggio 2008)
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beh, se si tratta di difendere la nostra gente, ben vengano i metodi criminali, anche i più barbari.Freestate ha scritto:questo la criminalità organizzata lo sa molto bene, da tempo. Specie dalle tue parti.
Ca nisciun è fess.
oltre a quotare il mio singolo pensiero, potevi anche rispondere al quesito sopra.
Troppo facile così come fai tu, Carlo.
Ultima modifica di devotional il mer mag 14, 2008 6:09 pm, modificato 1 volta in totale.
Ah, ovviamente! !!!Freestate ha scritto:le molotov e le spranghe erano quindi dei dissuasori?
O credi forse che se gli abitanti della zona avessero deciso (ma non credo lo avrebbero mai fatto) di mandare qualcuno all'ospedale, si sarebbero fatti qualche scrupolo ?
No....intendevo...che so....genitori che percepiscono appena appena la differenza che c'è tra mandare il figli a imparare a leggere ad a scrivere e piazzarli a 5 anni agli incroci a chiedere l'elemosina (e non dico peggio tanto per mantenermi leggero)Freestate ha scritto:ma Fab, chi sono le persone normali? Intendevi forse persone oneste?
Carlo, ma quanti decenni devono andare buttati e quente elezioni devono essere perse prima di capire che la semplice tolleranza con questa gente è un concetto perdente nei fatti?
I samaritani hanno sempre pensato al recupero, mentre loro pensano solo a fotterci perchè altro non sanno e non vogliono fare.
Fab




