(OT) - No country for old men
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Appena l'ho visto non mi ha convinto al 100%, però è una settimana che non me lo levo dalla testa.. (aiuto!)
E' un po' diverso da quello che mi aspettavo, meno ironico e più ..come dire? C'è un senso di inevitabilità, non si sfugge.
Bardem l'oscar l'ha strameritato, non c'è dubbio.
Voto finale? Ottimo, ma l'oscar come miglior film..non sono d'accordo, sorry.
PS il finale invece a me non è dispiaciuto, ma ho notato anch'io un leggero disappunto in sala.
E' un po' diverso da quello che mi aspettavo, meno ironico e più ..come dire? C'è un senso di inevitabilità, non si sfugge.
Bardem l'oscar l'ha strameritato, non c'è dubbio.
Voto finale? Ottimo, ma l'oscar come miglior film..non sono d'accordo, sorry.
PS il finale invece a me non è dispiaciuto, ma ho notato anch'io un leggero disappunto in sala.
Freestate ha scritto:io l'ho già bissato...
Idem. E ho finito di leggere il libro di Mc Carthy.
E mi sono trovata ad un totale ribaltamento dei protagonisti.
Nel libro la figura dello sceriffo ha un'umanità ancora più bella e profonda, ed una centralità fondamentale nella storia. La figura del killer non è completamente così dettagliata, così avanti d'impatto come nel film.
Sarà per esigenze di sceneggiatura....
Comunque, avendo visto il film prima di leggere il libro, non sono affatto delusa di questa trasposizione cinematografica, anzi.
Bellissimo libro comunque, da leggere.
giuste considerazioni Q.
del resto i due Coen potevano agire solo così, conoscendo la loro maniera di fare cinema. La figura dello sceriffo fa da filo conduttore alla narrazione della fuga (o dell'inseguimento) nel libro, benché le sue elucubrazioni siano apparentemente parte estranea allo svolgimento della storia, tant'è che quando è lui a narrare il libro è scritto in corsivo. Nel film è leggermente relegata sullo sfondo, anche se rimane uno dei tre protagonisti (insieme al killer e a moss). Oltre che colui che chiude la narrazione filmica.
del resto i due Coen potevano agire solo così, conoscendo la loro maniera di fare cinema. La figura dello sceriffo fa da filo conduttore alla narrazione della fuga (o dell'inseguimento) nel libro, benché le sue elucubrazioni siano apparentemente parte estranea allo svolgimento della storia, tant'è che quando è lui a narrare il libro è scritto in corsivo. Nel film è leggermente relegata sullo sfondo, anche se rimane uno dei tre protagonisti (insieme al killer e a moss). Oltre che colui che chiude la narrazione filmica.
Esatto. Era proprio giusto farlo finire così.
(A prescindere dalla sorpresa che lascia la fine, il dialogo tra lo sceriffo-in pensione- e la moglie, lo trovo magnifico, profondo, e quell'assenza di sottofondo permette a chi ascolta la voce di lui e lei di sembrare di stare lì, seduti a tavola con loro. )
Magnifico. La seconda volta mi ha commossa più della prima.
E nonostante le differenze, tra libro e film, il film riesce comunque a farti sentire vicino a quest'uomo, piccolo, saggio ma anche fragile.
(A prescindere dalla sorpresa che lascia la fine, il dialogo tra lo sceriffo-in pensione- e la moglie, lo trovo magnifico, profondo, e quell'assenza di sottofondo permette a chi ascolta la voce di lui e lei di sembrare di stare lì, seduti a tavola con loro. )
Magnifico. La seconda volta mi ha commossa più della prima.
E nonostante le differenze, tra libro e film, il film riesce comunque a farti sentire vicino a quest'uomo, piccolo, saggio ma anche fragile.
visto ieri sera, finalmente.
mi è piaciuto tantissimo, tutta quella polvere.... mi sono sempre piaciuti i film ambientanti al confine col messico.
quello che mi ha affascinata tantissimo di questo film, sono le riprese sulle superfici riflettenti... in particolar modo la simmetria della "scena del telvisore"
e gli occhi di Javier Bardem... come avrà fatto a mantenere la stessa espressione per tutta la durata delle riprese?? fa venire i brividi!
Comunque se, come me, avete la fissa per i film ambientati in luoghi di confine, polverosi, aridi e assolati, vi consiglio Le tre sepolture di e con Tommy Lee Jones, dove per altro c'è una strepitosa interpretazione da parte di Levon Helm.
mi è piaciuto tantissimo, tutta quella polvere.... mi sono sempre piaciuti i film ambientanti al confine col messico.
quello che mi ha affascinata tantissimo di questo film, sono le riprese sulle superfici riflettenti... in particolar modo la simmetria della "scena del telvisore"
e gli occhi di Javier Bardem... come avrà fatto a mantenere la stessa espressione per tutta la durata delle riprese?? fa venire i brividi!
Comunque se, come me, avete la fissa per i film ambientati in luoghi di confine, polverosi, aridi e assolati, vi consiglio Le tre sepolture di e con Tommy Lee Jones, dove per altro c'è una strepitosa interpretazione da parte di Levon Helm.
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Steelrose ha scritto:
PS il finale invece a me non è dispiaciuto, ma ho notato anch'io un leggero disappunto in sala.
Si ma chi commentava con disappunto quel finale è bene che vada a vedersi altro, davvero. E' successo anche a me di di sentirne un paio di sti commentini piccati riguardo il finale, proprio mentre ancora metabolizzavo quel dialogo splendido tra lo sceriffo e sua moglie.
Quel sogno, raccontato così, con la camera fissa su quel viso, permettendoti di incamerare anche la più piccola ruga espressiva, non poteva che essere il finale degno di un film che un capolavoro lo è davvero.




