Einstürzende Neubauten - Trenta anni di carriera.
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Il (modesto) video di Nagorny Karabach:
www.youtube.com/watch?v=hd-6WweqD0Y
Il pezzo è uno dei più morbidi da Alles Wieder Offen,
velatamente malinconico, eppure felice
la musica è pura poesia.
Il testo è probabilmente uno dei più semplici del loro intero repertorio, eppure la penna di Blixa ancora una volta non si smentisce: «l'enclave del mio cuore» è un' espressione talmente bella e assoluta, nella sua semplicità, che non ha bisogno d'altre parole.
nell'enclave del mio cuore
dove perdo me stesso
(...)
nell'enclave della mia scelta
dove mi nascondo
..nel Nagorny Karabach
"Alles Wieder Offen" è un disco ricco di autocitazioni. E Nagorny Karabach è un'evidente citazione di Armenia. Non nella musica: i due pezzi, distanti di 24 anni fra loro, hanno anche un mood completamente opposto; ma nel titolo ne è un lontano richiamo, poichè il Nagorny Karabach è geograficamente contiguo all'Armenia, e la storia delle due terre è intrecciata.
Senza contare una certa sacralità che quei luoghi portano con sè, una sensazione che così tante volte hanno lasciato filtrare attraverso i loro suoni e le parole, un po' come la sabbia che scivolava attraverso le dita di FM Einheit in Wüste.
«In Nagorny Karabach, una delle canzoni nuove, e, forse, più sorprendenti, del nuovo disco, affronti il tema dell’Enclave.»
«Dici sorprendente perché è in un certo senso la canzone più classica che abbiamo mai registrato? E’ vero: è in effetti tutto molto semplice e diretto: l’Io narrante sono evidentemente io, a confronto con me stesso, senza espedienti narrativi, il testo è esplicito e non nascosto dietro chissà quali metafore. Vedi, io non sono mai stato in Nagorny Karabach, così come non sono mai stato in Armenia (Armenia è il titolo di una delle prime, e più importanti, canzoni degli Einstürzende, n.d.r.): si tratta evidentemente di luoghi della mia mente. Un po’ come in quel bellissimo libro di Riszard Kapusczinski, Imperium, lo conosci? Lì lo scrittore, che era un apolide, si finge il pilota di un aereo russo per poter arrivare in Nagorny Karabach, e quando ci arriva scopre che è un luogo paradisiaco, perché la bellezza oggettiva del luogo è come mischiata alla proiezione mentale che lui stesso si era creato nella sua mente. Così è stato anche per me, nel momento di scegliere quella terra come simbolo della mia enclave/ex-clave.»
(B.Bargeld)
Leggere queste parole, ora, ripensando a tutta la marea di brividi che porta con sè Armenia, ogni singola volta che gira nel lettore, mi ha un po' commosso.
Perché è proprio così: Armenia è un luogo della mente. Quel ronzìo malato, lo stridore metallico, l'urlo lancinante e perfetto: sono grida che vengono da qualche luogo della mente.
Come se un intero genocidio, evocato dal titolo, fosse stato perpetrato in quella mente. Che supplica e al tempo accusa: «solo una domanda: i vulcani sono ancora attivi? non deludermi mai più / credo ancora nel vodoo: infilo aghi nell'elenco del telefono / non deludermi mai più». Un dolore primordiale e allo stesso privato: una strage tutta personale.
Di un'intensità che fa paura, e allo stesso tempo porta con sè tutto il piacere di quando le sensazioni sono finalmente libere.
Penso a quel video girato nell'autostrada: video che ritrae un gruppo dalla coesione e dall'intesa pazzesca, una perfomance con la stessa bellezza che può avere quella di un'orchestra, dove ogni singolo strumento e suono è al suo posto. I suoni terribili e stridenti e al tempo stesso l'espressione estatica di Blixa: come se stesse scoppiando di una felicità impossibile da contenere.
Quindi ripenso ad Armenia, e a quel grido spaventosamente bello, come non ne ho sentiti mai, talmente bello
che quasi non ci credo.
www.youtube.com/watch?v=hd-6WweqD0Y
Il pezzo è uno dei più morbidi da Alles Wieder Offen,
velatamente malinconico, eppure felice
la musica è pura poesia.
Il testo è probabilmente uno dei più semplici del loro intero repertorio, eppure la penna di Blixa ancora una volta non si smentisce: «l'enclave del mio cuore» è un' espressione talmente bella e assoluta, nella sua semplicità, che non ha bisogno d'altre parole.
nell'enclave del mio cuore
dove perdo me stesso
(...)
nell'enclave della mia scelta
dove mi nascondo
..nel Nagorny Karabach
"Alles Wieder Offen" è un disco ricco di autocitazioni. E Nagorny Karabach è un'evidente citazione di Armenia. Non nella musica: i due pezzi, distanti di 24 anni fra loro, hanno anche un mood completamente opposto; ma nel titolo ne è un lontano richiamo, poichè il Nagorny Karabach è geograficamente contiguo all'Armenia, e la storia delle due terre è intrecciata.
Senza contare una certa sacralità che quei luoghi portano con sè, una sensazione che così tante volte hanno lasciato filtrare attraverso i loro suoni e le parole, un po' come la sabbia che scivolava attraverso le dita di FM Einheit in Wüste.
«In Nagorny Karabach, una delle canzoni nuove, e, forse, più sorprendenti, del nuovo disco, affronti il tema dell’Enclave.»
«Dici sorprendente perché è in un certo senso la canzone più classica che abbiamo mai registrato? E’ vero: è in effetti tutto molto semplice e diretto: l’Io narrante sono evidentemente io, a confronto con me stesso, senza espedienti narrativi, il testo è esplicito e non nascosto dietro chissà quali metafore. Vedi, io non sono mai stato in Nagorny Karabach, così come non sono mai stato in Armenia (Armenia è il titolo di una delle prime, e più importanti, canzoni degli Einstürzende, n.d.r.): si tratta evidentemente di luoghi della mia mente. Un po’ come in quel bellissimo libro di Riszard Kapusczinski, Imperium, lo conosci? Lì lo scrittore, che era un apolide, si finge il pilota di un aereo russo per poter arrivare in Nagorny Karabach, e quando ci arriva scopre che è un luogo paradisiaco, perché la bellezza oggettiva del luogo è come mischiata alla proiezione mentale che lui stesso si era creato nella sua mente. Così è stato anche per me, nel momento di scegliere quella terra come simbolo della mia enclave/ex-clave.»
(B.Bargeld)
Leggere queste parole, ora, ripensando a tutta la marea di brividi che porta con sè Armenia, ogni singola volta che gira nel lettore, mi ha un po' commosso.
Perché è proprio così: Armenia è un luogo della mente. Quel ronzìo malato, lo stridore metallico, l'urlo lancinante e perfetto: sono grida che vengono da qualche luogo della mente.
Come se un intero genocidio, evocato dal titolo, fosse stato perpetrato in quella mente. Che supplica e al tempo accusa: «solo una domanda: i vulcani sono ancora attivi? non deludermi mai più / credo ancora nel vodoo: infilo aghi nell'elenco del telefono / non deludermi mai più». Un dolore primordiale e allo stesso privato: una strage tutta personale.
Di un'intensità che fa paura, e allo stesso tempo porta con sè tutto il piacere di quando le sensazioni sono finalmente libere.
Penso a quel video girato nell'autostrada: video che ritrae un gruppo dalla coesione e dall'intesa pazzesca, una perfomance con la stessa bellezza che può avere quella di un'orchestra, dove ogni singolo strumento e suono è al suo posto. I suoni terribili e stridenti e al tempo stesso l'espressione estatica di Blixa: come se stesse scoppiando di una felicità impossibile da contenere.
Quindi ripenso ad Armenia, e a quel grido spaventosamente bello, come non ne ho sentiti mai, talmente bello
che quasi non ci credo.
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no (secondo il mio concetto di "bello")whiterose ha scritto:poi mi han detto che l'Estragon è una bella location
io non ci sono mai stata: è bello?
Fai finta di vedere un capannone..molto industrial
Essenziale e poco illuminato, quasi squallido.
Ma non importa, il protagonista è sempre il palco e il suono è sempre giunto alla sottoscritta in qualità buona/ottima.
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sorpresa...
Neapolis Festival e Freakout
presentano
Einstürzende Neubauten in concerto
Venerdì 11 aprile - Teatro Mediterraneo - Napoli
posto unico: 26 euro + diritti di prevendita
Per informazioni: info@freakout-online.com
Biglietti acquistabili on-line su www.etes.it
hai capito un pò... quasi quasi ci vado a vederli... quel poco che ho ascoltato non mi ha convinto molto, ma ce li ho sotto casa...
Neapolis Festival e Freakout
presentano
Einstürzende Neubauten in concerto
Venerdì 11 aprile - Teatro Mediterraneo - Napoli
posto unico: 26 euro + diritti di prevendita
Per informazioni: info@freakout-online.com
Biglietti acquistabili on-line su www.etes.it
hai capito un pò... quasi quasi ci vado a vederli... quel poco che ho ascoltato non mi ha convinto molto, ma ce li ho sotto casa...
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daniemt ha scritto: chi ha la ragione?
che domande! io, ovviamente!
ma come? non sei attento, l'ho scritto diverse pagine addietrodevotional ha scritto:sorpresa...
infatti volevo pure dirtelo, di andare a vederli, però Sehnsucht (...Sehnsucht
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