A Broken Frame. Thread dedicato.

Discussioni generali sui Depeche Mode

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devotional
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Messaggio da devotional »

Scorrendo le pagine del forum, di alcuni albums non ho trovato giudizi, commenti, emozioni... la cosa mi ha un pò turbato... fino ad insinuarsi il dubbio (atroce) che parte della discografia dei Depeche non sia tanto apprezzata dall'utenza 013ista...

ci sono 15684 threads (perlopiù chiusi) su Exciter dispersi nelle varie reincarnazioni del forum... ma un pò di attenzione agli altri capolavori la vogliamo dare oppure no? :wink:

Quali sono per voi i punti di forza e quali sono i punti deboli dell'album della contadina? Quali emozioni vi trasmettono le sue tracce? Che giudizio avete guardando alla discografia dei Depeche e soprattutto al suo predecessore?

Non scriveteci roba tipo... 1) risposta 2)risposta... non è un questionario... se possibile (anche se forse vi chiedo troppo) vorrei leggere nei vostri scritti il fluire delle vostre emozioni, dei vostri ricordi... e se c'è qualcuno competente a livello tecnico, magari potrebbe anche provare a spiegare/evidenziare qualche particolare musicale che a me povero ignorante in materia magari non risalta nell'ascolto. :)
Ultima modifica di devotional il lun feb 04, 2013 3:33 pm, modificato 2 volte in totale.
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alexa
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Messaggio da alexa »

the sun & the rainfall è n'opera d'arte!!!
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salvodepeche
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Messaggio da salvodepeche »

Adesso s'incazza Monument....

ci pensa lui a parlare di ABF.....cmq mi sembra che nel topic dei remasters ci sia qualcosa!



ho controllato all'epoca... ma stava insieme agli altri due remasters, e c'era poca roba... poche opinione dei "devoti"... (dev)
celebration68
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Messaggio da celebration68 »

Avevo 13 anni e una radio alternativa della mia città trasmise see you...
amore a primo ascolto....
ricordo che nei pomeriggi dei giorni seguenti, mentre studiavo, avevo preparato la radio..avevo inserito la cassetta TDK al cromo e preparato i pulsanti play e rec, pronto a schiacciare pause all'atto in cui avrei nuovamente sentito quelle note...
ricordo ancora oggi quando ciò avvenne...la registrai e la sentii 100.000 volte, anche se allora nulla sapevo dei DM o di ABF..
qualche anno dopo, quando SGR mi avvicinò alla devozione, comprai il disco e la ritrovai...fu un'emozione grandissima...

P.S. ABF ha una delle copertine più belle di tutti i tempi.
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bymorris
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Messaggio da bymorris »

Io ho conosciuto i DM proprio con la canzone trainante di quell'album Leave in Silence, anche se per tutto il 1982 non sapevo nemmeno chi fossero i DM :cry: , li conobbi dal 1983 in poi.
In ogni caso ho sempre considerato ABF l'album della svolta, il primo meraviglioso album dei DM, ancora oggi riascoltando i CD dei DM un conto e mettere Speak & Spell (bello ma...) un conto è ABF lo trovo molto più profondo più preciso, non sarà che Martin cominciava proprio da quell'album... però in quell'album c'è qualcosa di Magico, si proprio così proprio ieri a distanza di 26 anni in auto a tutto volume mi son sparato le mie 4 preferite e cioè la parte finale di Should't Have Done That... con tutta The Sun & The Rainfall (capolavoro assoluto), My Secret Garden, Monument, Nothing To Fear (esempio di musica progressive? boh forse), poi tutte le altre ma... purtroppo unico neo di quell'album a mio modestissimo parere è The Meaning Of Love "Orrenda oltre ogni limite, irriproponibile oggi giorno" credo che sia avanzata da Speak & Spell o dal cestino non lo so...
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Monument
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Messaggio da Monument »

Bravo Devotional, bel 3d questo.

Premetto innanzitutto che per me A broken frame è l’album più bello dei DM...quindi tuto ciò che ho scritto di seguito è stato dettato dalle sensazioni che provo ogni volta che le cupe voci di Leave in silence iniziano ad affondare nel mio cuore!

A broken frame...1982...avevo solo cinque anni anni quando uscì, trasportato dal successo di See You.

Me ne innamorai al primo ascolto, poteva essere il 1991 ed avevo 14 anni. Proprio come hai scritto, per me l’ascolto di quel cd fu un fluire di emozioni indescrivibili, già al primo ascolto.
Personalmente la mia cultura musicale si era formata fino ad allora attraverso l’ascolto dei Rockets e Jean Michel Jarre riempivano le mie giornate accompagnando le mie ore.
Conoscevo qualcosa dei DM tipo People are people, soprattutto grazie a mio fratello, e avevo sentito poco tempo prima alla ardio Enjoy the silence e World in my eyes che mi erano piaciute tantissimo per il loro sound che divergeva da ogni altra band in circolazione.

Quello era il periodo in cui c’erano ancora in giro - legalmente - quei negozi dove noleggiavano cd musicali; spinto dalla curiosità del sound DM che mi aveva tanto colpito perché elettronico come quello degli artisti francesi che ascoltavo, entrai in uno di questi negozi di noleggio cd cercando la voce “depeche mode”.
Ricordo come venni letteralmente folgorato dalla copertina…quella contadina con la falce in primo piano su due elementi, la desolazione e le nubi tetre e grigie.
Quell’immagine per me fu potentissima, fantasticai appena la vidi su quale poteva essere il “mood” di quel cd…e la prima cosa che pensai era proprio una “tempesta in arrivo su un paesaggio già di per se desolato”.

Non esitai un attimo a noleggiare il cd e appena arrivato a casa lo inserii nel nuovo lettore cd appena regalatomi.
Fu come lo scoppio di una supernova. Non riesco ancora oggi a descrivere le profonde emozioni che attraversarono il mio corpo all’ascolto di A broken frame.
Cera di tutto…suoni elettronici, suoni con strani effetti, voci effettate, canzoni orecchiabili, un brano con una batteria potentissima, un assolo stratosferico che ricordo riscoltai di seguito almeno 4-5 volte e soprattutto un brano strumentale bellissimo, magnifico, superlativo; ascoltando quel brano strumentale, pensai: “ecco, il brano che collega i Depeche Mode a Jarre e ai Rockets…il cerchio si chiude, i DM sono gli altri esponenti della musica elettronica!”.

Era Nothing to fear. Per tutti i giorni che ebbi il cd di A broken frame , stentavo a cambiare traccia…appena finiva Nothing to fear, la rimettevo subito da capo….ricordo come mia mamma apprezzò tantissimo il brano, commentando che era uno dei brani più belli che avesse sentito.

Ovviamente dovetti restituire il cd al noleggio, ma chiesi spudoratamente i soldi a mia madre per potermelo comprare nuovo in negozio, il mio primo cd di sempre! Fui contentissimo! Appena comprato, ricordo che presi il booklet interno e andai in una eliografia a farmi fare un ingrandimento a colori; comprai una cornice a giorno nella quale inserii la stampa a colori ingrandita della copertina, che da allora fa bella mostra di se in camera mia (successivamente feci la stessa cosa con la copertina di Construction Time again).

L’amore con A broken frame si stabilì quindi subito per me, anzi, fu un innamoramento a prima vista, un colpo di fulmine. Credo sempre che se quel giorno al posto di A broken frame se avessi noleggiato un altro cd dei DM, che so…SOFAD o Some great reward, l’impatto con la loro musica non sarebbe stato per me così micidiale.
In quel periodo avevo a casa una piccola tastiera giocattolo, e iniziai subito ad imparare alcune linee melodiche, come ad esempio il riff di Nothing to fear, il maestoso synth di My secret garden o il riff di The sun & the rainfall…e mi divertivo tanto: suonavo proprio ascoltando le tracce del cd! Il passo ad avere la passione di suonarle con una tastiera vera quelle canzoni fu quindi breve. Ma questa è un’altra storia.

Le emozioni…ogni singolo brano me ne dava di diverse…ma riuscii subito a distinguere un certo “mood” (chiamiamolo così) cupo, intimo forse, nelle prime 5-6 tracce da quello “allegro” delle tracce 7 ed 8, che erano proprio un discorso a parte, un contesto diverso da tutte le restanti otto canzoni presenti. Cmq pensavo che le ultime due tracce si ricollegavano abbastanza con l’atmosfera cupa della prima parte dell’album.

Leave in silence era perfetta sotto tutti i sensi, perfetta per l’inizio di un album. In essa era presente tutto, i suoni elettronici e il mood cupo. Il suono che mi piaceva di più era quel “suono a rimbalzo” come l’ho sempre “visionato” io che era al sintesi della cupezza del brano, il suono cupo per antonomasia, peraltro messo nei punti più introversi e “riflessivi del brano”…quelle voci così sommesse poi, da brivido…per non parlare dell’assolo finale…ed anche se ero ancora molto giovane pensavo “caspita che bello questo assolo, poche volte ho sentito una tastiera esprimersi con quella dinamica, mamma mia!!”
Leave era la cupezza trasformata in suono, mentre la seguente My secret garden mi comunicava una sensazione strana, l’assestamento dopo la scarica dell’assolo finale di Leave in silence, ma anche’essa cupa!
I delays sulla voce di Dave, ci facevo caso, duravano poco, ma erano bellissimi, e la sua voce, quel timbro vocale con quel cantato in quel brano, era semplicemente uno dei migliori che avessi mai sentito, eccezionale!! Il synth che cresceva, strofa dopo strofa…roba da accapponare la pelle!
Ancora inesperto, mi chiedevo come due sole persone (Andy e Martin, presenti nel libretto) potessero suonare tutti quei suoni così in contemporanea…ma ero ingenuo, ed ignorante ovviamente. LA sensazione che avevo alla fine di My secret era comunque strana, contradditoria, sonorità fredde mixate a quella “calda” e bellissima voce di Dave; My secret garden era uno dei brani più belli che io avessi mai sentito!

Poi la fluidità di Monument…quei suoni mi davano proprio la sensazione di un qualcosa di fluido, o gommoso, qualcosa che rimbalzava come una palla, i movimenti della quale erano totalmente imprevedibili; quelle voci strane…non erano voci “normali”, c’era qualche effetto che le rendeva tali, anche se non era così potente come quelle vocoderizzate dei Rockets! Suoni e timbriche che mi stupivano, pura tecnologia!
La parte finale di Monument, con le due voci sovrapposte…magnifica, una sensazione di totale sconcerto, un brano strano ma bellissimo proprio per la sua stranezza! Dopo questa stranezza, arriva la serenità, la bellezza, il disincanto…arriva Nothing to fear.

C’è poco da dire...Nothing to fear è immensa, bellissima, come bellissima è la sensazione che questo brano mi trasmette all’ascolto, una serenità. Ogni singolo suono è perfetto, troppo forse. Non si poteva far di meglio.
Per me fu proprio Nothing to fear, più di ogni altro brano, a farmi pensare che i Depeche Mode erano superlativi, eccezionali! Andai a cercare sul dizionario cosa volesse dire quel nome..:”Nothing to fear”…era strano attribuire una denominazione ad un brano strumentale, per me era strano! Quando capii che era “Niente da temere” allora fui veramente sorpreso perché la sensazione che mi trasmetteva Nothing to fear era propri quella, una sensazione di perfezione e bellezza, che allontana ogni paura o ogni cosa cattiva.

L’inizio di See You con quel synth bass era bellissimo per le mie orecchie…ma come avevano creato quel giro di note velocissime? Bellissima!!
Ma See You era una canzone d’amore, e lo scoprii qualche tempo dopo, quando iniziai ad interessarmi al significato di tutti i testi delle canzoni, iniziando dai semplici ritornelli orecchiabili! Il finale veloce poi, con la cassa che ad un certo punto antra in evidenza e le voci di Dave e degli altri sovrapposte...brividi sulla pelle!
Quante volte, da innamorato, See You accompagnava i miei pensieri, e mi aiutava a fantasticare…ricordo ancora che pensavo sempre “suonerò See You dedicandola alla mia innamorata del momento...cosa che poi, in realtà, non è mai avvenuta!

Poi Satellite...ero (e lo ono tutt'ora!) appassionato di stelle, astronomia, astronautica e quindi il discorso sui satelliti si amalgamava perfettamente…immaginavo che gli impulsi, i segnali del satellite, fossero rappresentati da qual suono acuto, freddo, con quei delay che si sente su “I will function, operate, I will be a satellite” o su “disillusioned, I was disinchanted…” …mamma mia, che bel connubio!! E che mistero in quelle frasi!!

Me ne rendevo conto, sapevo che anche Satellite era un brano strano per quel suo incedere, cavolo era diverso dagli altri! Finchè un giorno lessi su un libricino dei DM che avevo comprato per pochi soli che Satellite aveva uno stile “reggae”; conoscevo poco quello stile e a dire la verità non me ne fregava proprio nulla, ma fui contento nel sapere che i DM erano stati anche in grado di comporre una canzone simil-reggae tutta elettronica, la qual cosa li faceva ancora più grandi! “Possono fare ci che vogliono che verrà sempre bene!” pensai, mitici DM!

Quante volte ho saltato le due tracce seguenti, The meaning of love e A photograph of You...pensavo che avessero dei suoni bellissimi, eccezionali a volte, come ad esempio quella specie di monofonico all’inizio di A photograph sul quale c’è il taglio di cutoff su una resonance acuta…stupendo! Ma avvertivo che erano canzonette di ben altro spessore rispetto alle restanti dell’album!
Cercavo di tirarne fuori gli aspetti positivi dalle rispettive versioni live, presenti sui maxi single di Everything counts e Love in itself…ma senza cavarne nulla di nuovo. L’unico punto debole dell’album, ma l’unico.
Finchè…in tempi recentissimi ascoltai A broken frame in dolby surround 5.1…e li fui folgorato proprio dalla rinnovata potenza e bellezza di quelle due tracce! Che suoni!!! Ma come mai i DM non decisero di registrarle proprio così?!?? Sono bellissime, tutt’altro rispetto alle versioni originali!!!! Uno dei dilemmi che non sono mai riuscito a risolvere! Va beh, misteri della fede!

La debolezza della seconda parte dell’album era anche un po rappresentata dalla successiva, la più strana di tutte le canzoni contenute in A broken frame, Shouldn’t have done that. E "Non avreste dovuto farlo" l'ho pensato tanto volte io stesso nei confronti della band, pensando a quell'insolito brano! Ascoltandola dall’inizio, avevo l’impressione che il brano si sarebbe sviluppato in modo diverso, l’apertura era bellissima! Poi quegli strani intermezzi, che in sostanza dividevano il brano in tre parti…intermezzi che per me abbruttivano il brano!

Poi il vento, quel vento, quello ceh poi avrei capito essere un "rumore bianco" effettato, un noise...quel vento costante (presente peraltro all’inizio del brano) che faceva da prologo al pezzo che, assieme ad Enjoy the silence, avrebbe rappresentato per me la massima espressione della bellezza dell’elettronica dei Depeche Mode, una delle più belle canzoni esistenti sulla faccia della Terra, The Sun & the rainfall!
Quel brano era bellissimo in ogni sua minima parte, in ogni suo suono, in ogni sua voce e passaggio. Poteri smontarlo nei minimi termini, che ogni singolo suono riscalderebbe il mio cuore con la sua perfezione!
Il perfetto brano di chiusura di un album, così come Leave era il perfetto brano d’apertura. I DM non avrebbero potuto fare di meglio, veramente. La batteria potentissima, “mitteleuropea” lessi sul famoso libretto dei DM che avevo comprato…termini che mi incuriosivano. Quelle voci nel finale…cantati e fraseggi di simile bellezza non li avevo mai sentiti. La bellezza della melodia, dei suoni e del riff divenuto famosissimo facevano il resto. The Sun & the rainfall era un’opera. E con essa compresi il significato della copertina di A broken frame, il Sole e la pioggia, proprio come si vede raffigurato nella stupenda immagine; peraltro, sempre sullo stesso libretto lessi che quella foto valse ad A broken frame il titolo di miglior sleeve dell’82, e non mi sorpresi, perché non poteva essere altrimenti! Grandissimi Depeche Mode, immensi!

Ma quel titolo poi...A broken frame…cosa voleva dire? Cosa si nascondeva dietro qual qualcosa di "spezzato" che riuscivo ad nintuire?
Era così enigmatico…lo collegavo al significato di testi quali Leave, My secret…in realtà non capivo tantissimo di cosa si trattasse, fin quando un giorno pensai a queste tre parole: “una trama spezzata”. E lo collegai a Vince e alla sua storia col gruppo; un chiaro messaggio di ciò che poco prima era successo all’interno del gruppo…il Sole e la pioggia, o meglio, la pioggia e il Sole.

Un discorso a parte lo devo fare per le b-sides dell’ABF-era.
Ho sempre pensato ceh brani bellissimi come Oberkorn e Now this is fun non avrebbero dovuto essere esclusi da A broken frame, che quello è stato sempre un grande errore. Peraltro Oberkorn era per me, alla pari di Nothing to fear, un bellissimo brano, troppo bello con quella sua magica atmosfera onirica, che accomunava i Depeche Mode a Jean Michel Jarre. Il Development Mix era anzi meraviglioso, specie il finale, con la sovrapposizione dei suoni ipnotici! Qualcosa di grandioso, in sontrotendenza al titolo del brano che si riferiva a quel piccolo paesino del Lussemburgo, Oberkorn appunto, visitato da Martin e dalla band per promuovere le loro produzioni.

E Now, this is fun? Divertimento puro! Proprio come dice il titolo! Una scarica di elettronica in velocità, suoni perfettamente amalgamati che ti trascinano, che non ti fanno star fermo! Bellissima!
I Depche Mode che ho sempre amato, elettronica e velocità!
Mi sarebbe piaciuto tantissimo sentire dopo la parentesi reggae di Satellite la scarica di Now this is fun, oppure Oberkorn al posto di A photograph of You…ho sempre pensato che la gente avrebbe valutato in modo diverso l’album della contadina con la falce, cmq la storia non la si può cambiare.

La passione per quell’album, per me rappresentativo di quell’elettronica che mi piace, mi ha portato nel corso degli anni a reperire ogni singolo cimelio di quell’epoca…ritagli di giornali dell’epoca, articoli su vecchie riviste, recensioni, insomma tutto…fino ad arrivare ad avere tar le mie mani la videocassetta di quel famoso concerto tenuto nell’ottobre ’82 all’Hammersmith odeon, videocassetta che avrebbe dovuto essere la prima videocassetta ufficiale dei Depeche Mode, un prodotto che sarebbe dovuto uscire nei primi mesi del 1983 ma che in seguito a ritardi vari non ha mai visto luce, se non in forma di bootleg; infatti il filmato di quel fantastico concerto venne trasmesso qualche anno dopo da una tv danese, con tanto di sottotitoli in danese per ogni passaggio vocale di Dave.
Quella videocassetta è un bellissimo reperto, che ha congelato quegli istanti, quei momenti, quel modo di suonare ed interpretare analogicamente quelle magiche canzoni.

Le sole My secret garden, The Sun & the rainfall, Leave in silence, Nothing to fear…da sole dicevo, per me valgono molto di più di quel qualunquismo espresso dalle solite I feel You o Personal Jesus.
Riescono ad ogni ascolto a trasmettermi sensazioni bellissime e così forti che per me bastano solo quelle ad annullare totalmente album come SOFAD o Ultra. Amo quelle canzoni e le amerò per sempre. Ed ora ancora di più dopo averle sentite rinascere nella versione surround 5.1 uscita lo scorso anno; provate ad ascoltare A broken frame in 5.1, tutt’altro rispetto all’originale…vi renderete conto che nessun’altro album dei DM è così bello!

Mi rendo conto che ho scritto veramente tantissimo…sono stato un po il Kat di questo 3d, avrò sicuramente annoiato qualcuno e mi scuso di questo, ma mi è venuto tutto spontaneo scrivere tutte le emozioni che ho per A broken frame, un album che ha segnato sicuramente la mia vita e il mio percorso musicale.

E stato una specie di sfogo che ho avuto nel leggere sempre commenti per lo più deludenti riguardo a d esso, senza mai capirne a fondo il perché; ho voluto buttar fuori tutto ciò che di positivo e non avevo da dire su quest’album, tanto bistrattato dai più.

Come non citare, visto che parliamo in un forum dedicato ai DM, le tante e tante volte che ho intrattenuto piacevoli conversazioni con amici e amiche frequentatori del forum.
Come non ricordare, anche con mia sorpresa, quando su msn o in una semplice conversazione altelefono sentivo dire "The Sun & the rainfall è la mia preferita in assoluto", oppure "Nothing to fear è bellissima, la strumentale più bella" o "My secret garden è micidiale, la adoro"...pensavo che in fondo i bellissimi brani di questo album tanto bistrattato avevano in fondo fatto breccia nel cuore di qualcun'altro oltre che in quello del sottoscritto!

Ringrazierò per sempre i Depeche Mode per aver composto quella che per me è un’opera.
Ultima modifica di Monument il ven feb 08, 2008 5:57 pm, modificato 3 volte in totale.
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Messaggio da salvodepeche »

per me non è l'album piu bello dei depeche mode ma il racconto di stefano è sicuramente il piu bello mai letto per un album!
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Messaggio da Monument »

Grazie mille Salvo! :D :D
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Messaggio da devotional »

ho rotto qualche diga pare e mi fa immensamente piacere...

10 e lode al Monumento per il suo post da incorniciare

e mi aspetto (spero) un intervento (come sempre) di pregevole fattura anche dal Kat che tu stesso citavi.

Fab... jamm sbottonati un pò... a maggior ragione... se 013 esiste grazie ad A Broken Frame... qualche parola in più su questo disco devi spenderla 8)


ed anche gli altri... susu... fuori le... ops... emozioni 8)
Ultima modifica di devotional il ven feb 08, 2008 6:08 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Monument »

devotional ha scritto:ho rotto qualche diga pare e mi fa immensamente piacere...

10 e lode al Monumento per il suo post da incorniciare

Fab... jamm sbottonati un pò... a maggior ragione... se 013 esiste grazie ad A Broken Frame... qualche parola in più su questo disco devi spenderla 8)


ed anche gli altri... susu... fuori le... ops... emozioni 8)
Grazie devotional! :D :D

Grazie a te per aver portato alla ribalta questo meraviglioso album!
Se la merita tutta!
:wink:
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Messaggio da daniemt »

salvodepeche ha scritto:ma il racconto di stefano è sicuramente il piu bello mai letto per un album!
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Messaggio da NowThisIsFun »

a broken frame a me sa di qualcosa di acerbo e maturo allo stesso momento, in quel disco sento un po' la differenza dall'allegria e il surrealismo dei testi si SAS per arrivare a testi che parlano non sì d'amore, ma non oslo quello lieto ma anche quello dannato, del sentimenti di un amore rifiutato (Satellite) di una nostalgia (a photograph of you) o di un desiderio (see you), in tutto il disco, poco o molto, sento tutte le sfumatorue dell'amore. E' davvero incredibile come un ragazzino di 16 abbia saputo incorniciare ogni sfumatura di questo sentimento attraverso le canzoni, e come qualche anno dopo abbia saputo dare al pubblico il suo pensiero!
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NowThisIsFun ha scritto:a broken frame a me sa di qualcosa di acerbo e maturo allo stesso momento, in quel disco sento un po' la differenza dall'allegria e il surrealismo dei testi si SAS per arrivare a testi che parlano non sì d'amore, ma non oslo quello lieto ma anche quello dannato, del sentimenti di un amore rifiutato (Satellite) di una nostalgia (a photograph of you) o di un desiderio (see you), in tutto il disco, poco o molto, sento tutte le sfumatorue dell'amore. E' davvero incredibile come un ragazzino di 16 abbia saputo incorniciare ogni sfumatura di questo sentimento attraverso le canzoni, e come qualche anno dopo abbia saputo dare al pubblico il suo pensiero!
Brava, un applauso da parte mia! :D
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Messaggio da Studio54 »

Io paragono ABF ad un libro fiabesco, ricco d'atmosfera, di momenti vivaci, alternati a momenti più cupi. I pezzi pop si bilanciano perfettamente con i pezzi sperimentali.
All'ascolto forse è l'album più complicato per i neofiti, perchè la facilità di The meaning of love, A Photograph of you, See You è difficile da bilanciare a tracce come Monument, Shouldn't Have Done That, Satellite.
E come in tutti gli album, c'è la perla nascosta, quella The Sun & The Rainfall che anche Andy fa notare come se ne siano dimenticati gli stessi Depeche Mode nell'arco della loro carriera.
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