(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita

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sea of sin
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Messaggio da sea of sin »

Uomo nel vento



Nel vento che sfiora anima e pelle

Volgi lo sguardo al gregge di stelle

Invocando il chimerico viaggio d’amore

Sei rugiada al primo dolce bagliore



Che nasconde il tuo tenero viso

Nella notte gelida di un sorriso

Destandosi alla ricerca di un senso

Sole ti svegli e illumini d’immenso



Una luce che dilegua i pensieri

Ti propaghi dal cuore al ricordo

Ed illumini nuovi spinosi sentieri



Impervia ventura,intrepida natura

Non capisci ostentandoti sordo

Come un uomo che prova paura
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

E VISSERO SEMPRE FELICI E CONTENTI

Sprizzavamo scintille
Toccandoci.
I nostri occhi si incontravano
O le nostre mani,
e il lampo azzurro dell’amore
bruciava l’aria.

Adesso siamo tranquilli.
Ci culliamo
Nello stesso letto assonnato,
pelle della mia pelle,
capelli della mia testa,
sudore del mio sudore…
tu sei
fratello e madre
insieme,
marito, amante,
musa e consolatore;
ti amo ancora di più
senza scintille.

Siamo sassi nella marea,
che rotolano l’uno sull’altro;
la risacca si frange su di noi;
il battito irregolare
dell’oceano
fa scorrere il nostro sangue,
sfreghiamo l’uno contro l’altro
i corpi levigati.

Vivremo sempre felici e contenti?
Che cosa succederà
Al mio amore dei cataclismi?
Il mio amore delle scintille e del fuoco,
il mio amore del ghiaccio?

Amico sasso,
rotoliamoci
l’uno contro l’altro.
Forse le scintille sono più chiare
Sott’acqua.

Erica Jong
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lilianlove
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Messaggio da lilianlove »

E' bello amore, sentirti vicino a me nellla notte,
invisibile nel tuo sonno, seriamente notturna,
mentr'io districo le mie preoccupazioni
come fossero reti confuse.

Assente, il tuo cuore naviga pei sogni,
ma il tuo corpo così abbandonato respira
cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
come una pianta che si duplica nell'ombra.

Eretta, sarai un'altra che vivrà domani,
ma delle frontiere perdute nella notte,
di quest'essere e non essere in cui ci triviamo

qualcosa resta che si avvicina nella luce della vita
coem se il sigillo dell'ombra indicasse
col fuoco le sue segrete creature.



Pablo Neruda
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

donna che dorme

di notte mi siedo sul letto e t'ascolto
russare
t'ho incontrata in un'autostazione
e ora guardo con stupore la tua schiena
bianca fino alla nausea e macchiata
di lentiggini infantili
mentre il lume rovescia l'insolubile
dolore del mondo
sul tuo sonno.

non posso vedere i tuoi piedi
ma devo credere che sono
piedini deliziosi.

a chi appartieni?
sei vera?
penso a fiori, animali, uccelli
sembrano tutti più che buoni
e così chiaramente
reali.

ma non puoi far a meno di essere
una donna. siamo tutti destinati
a essere qualcosa. il ragno, la cuoca.
l'elefante. è come se ciascuno fosse
un quadro, appeso al muro
in qualche galleria.

- e ora il quadro si gira
sulla schiena, e sopra il gomito piegato
posso vedere 1/2 bocca, un occhio
e quasi un naso.

il resto di te è nascosto
invisibile
ma io so che sei
un'opera moderna,
contemporanea
forse non immortale
però ci siamo
amati.

continua a russare
ti prego.

Charles Bukowsky
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salvodepeche
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Messaggio da salvodepeche »

Il sole scende sugli Iblei
brillando tra l'onde d'Ortigia
per carezzare ancora Aretusa,
prima di cedere al sonno notturno.


(SALVATORE QUASIMODO)

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Messaggio da lilianlove »

Se tu mi dimentichi


Voglio che tu sappia
una cosa.

Tu sai com'è questa cosa:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono

Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti poco a poco.

Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.

Ma
se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne nè si dimentica,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finchè tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscire dalle mie.

Pablo Neruda.



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Messaggio da higherlove »

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“… E che cos’è quell’alta rupe che ci appare lastricata fino in cima da campicelli come da un’elegante geometria?
E perchè l’erba, quasi azzurra su quella rupe, trascolorisce irrequieta, come da un sottopelle di tatuaggio a una scorticatura smaltata?
Ne vedrò più tardi l’altra anca, nuda e scabra: è la Punta d’Agropoli…”

(G. Ungaretti, 1932)
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Messaggio da higherlove »

lilianlove ha scritto:Se tu mi dimentichi
si bellissima...l'ho postata qulache pagina addietro, in formato video, recitata da Ferruccio Amendola.

la riposto...è da brividi. :oops:

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Messaggio da lilianlove »

Bellissima voce quella di Ferruccio Amendola, grande espressività..grazie Carmen hai fatto bene a ripostarla per poterla ascoltare tante e tante volte..perchè fa bene al cuore.


Ora posto un altra stupenda "melodia dei sensi" del grande e passionale Pablo, nonchè Neruda. e."il dolore dell'anima sua", così sempre vivo immortale che sembra quasi di poterlo toccare.. sfiorare farlo tuo..



Da "venti Poesie d'amore e una canzone disperata"


1 Corpo di donna...


Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche
tu assomigli al mondo nel tuo atteggiamento d'abbandono.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

Sono stato solo come una galleria. da me fuggivano gli uccelli
e in me la notte entrava con la sua invasione possente.
Per sopravvivermi ti ho forgiato come un 'ama,
come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia
fionda.

Ma cade l'ora della vendetta , e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fremo.
Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'essenza!
Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo di donna mia, persisterò nella tua grazia.
la mia sete, la mia ansia senza limite. la mia strada indecisa!
Oscuri fiumi dove la sete eterna continua.
e la fatica continua, e il dolore infinito.

Pablo Neruda.
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Messaggio da higherlove »

guarda Amy, se anche tu, come me, adori Neftalì Ricardo Eliecer Reyes Basoalto (questo il vero nome del vate), ti consiglio vivamente Il Postino di Neruda di Antonio Skàrmeta...è un romanzo dai toni agrodolci che si lascia leggere tutto d'un fiato. :wink:
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Messaggio da lilianlove »

higherlove ha scritto:guarda Amy, se anche tu, come me, adori Neftalì Ricardo Eliecer Reyes Basoalto (questo il vero nome del vate), ti consiglio vivamente Il Postino di Neruda di Antonio Skàrmeta...è un romanzo dai toni agrodolci che si lascia leggere tutto d'un fiato. :wink:
Si, certo..che lo amo, come non potrei..ho imparato molto dai suoi scritti, quindi seguo il tuo consiglio e leggerò il postino di Neruda..aggiungo ancora qualche informazione sul nostro Grande e amato Vate.

Era nato a Parral, nell'estremo sud del Cile, il 12 luglio 1904, da una famiglia di pionieri. Il fascino della "frontiera"domina tutta la sua poesia., la pioggia, i grandi boschi, i terremoti, un mondo primitivo destinato a scavare in profondità nella spiritualità nerudiana. scrive nelle sue memorie che da quel fango, da quel silenzio egli iniziò il suo cammino e il suo canto. Il clima intimo e continuamente operante del mondo dell'infanzia e sottolineato già in "infanzia e poesia"
Altre prose nerudiane permettono di ricostruire il clima e l'ambiente degli anni giovanili nelle componenti più profonde.la fanciullezza del poeta si colora di tinte particolarmente emotive nel ricorrente ricordo. L'ambiente ostile delle "origini del mondo" sferzato da una pioggia insistente,, reso insicuro dai continui terremoti ed incendi, dominato da un misterioso scenario verde di piante e percorso da fiumi impetuosi, rappresenta un momento mitico ed eroico incancellabile. attraverso il tempo, permeando tutta la sua poesia, predono vita questi elementi e corpo i personaggi mitici della frontiera, gli amici, i mason, sopratutto e più di tutti il padre ferroviere, "marinaio in terra" e la "mamadre" la matrigna, donà Trinidad Marverde, che fu "l'angelo tutelare" della sua infanzia; insieme ai primi amori, al risvegliARSI DI UN SENTIMENTO COSì CONTURBANTE, DI CUI IL MEMORIAL DE iSLA NEGRA (1964) RIPORTERà PROFONDO RICORDO, E ALL'INCONTRO con la solidarietà, con l'amicizia, che da un umile dono d'un giocattolo rotto, fattogli da un ignoto fanciullo, sarà destinato a colorare tutta la vita del poeta, fino a fargli scrivere nel 1954 di essere stato da allora un uomo fortunato:"Io sono stato un uomo fortunato. conoscere la fraternità dei nostri fratelli è una meravigliosa azione della vita. Conoscere l'amore di quelli che amiamo è il fuoco che alimenta la vit. ma sentire l'affetto di quelli che non conosciamo, degli sconosciuti che stanno vegliando il nostro sonno e la nostra solitudine, i nostri pericoli o i nostri scoraggiamenti, è un sensazione ancora più grande e più bella perchè estende il nostro essere e comprende tutte le vite. quell'offerta recava per la prima volta alla mia vita un tesoro che mi accompagnò più tardi. la solidarietà umana. la vita l'avrebbe posta sulla mia strada più tardi, facendola spiccare contro l'avversità e la persecuzione".

Concludo dicendo che l'atteggiamento fondamentale della poesia Nerudiana sembra scatturire proprio da questo episodio. E' lui stesso ad affermarlo: " Questa è la gran lezione che raccolsi nel cortile solitario di una casa solitaria, nella mia infanzia. Forse fu solo un gioco di due bmbi che non si conoscevano e che vollero comunicarsi i doni della vita. ma questo piccolo scambio misterioso rimase forse depositato come un sedimento indistruttibile nel mio cuore, accendendo la mia poesia".
Molto più tardi nel 1971, quando Neruda riceve il Premio Nobel, egli conferma ancora una volta il significato della sua poesia, la sostanza di un
impegno che s'è andato affermando fin dalle origini:"Io scelsi la difficile strada della responsabilità condivisa, e piuttosto che ripetere l'adorazione verso l'individuo come sole centrale del sistema, preferii dedicare con umiltà il mio servizio a un cosiderevole esercito che a tratti può sbagliarsi, ma che cammina senza sosta e avanza ogni giorno affrontando tanto gli anacronostici recalcitranti quanto gli infatuati impazienti,.Perchè credo che i miei doveri di poeta non solo mi indicavano la fraternità con la rosa e la simmetria, con l'esaltato amore e con la nostalgia infinita, ,ma anche con le aspre fatiche umane che incorporai nella mia poesia".
In queste affermazioni stà tutta l'essenza dell'opera di Neruda, la sotanza e il suo impegno.

G.B.
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*Francy*
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Messaggio da *Francy* »

IL DEMONE AMANTE

Incapace di sopportare le falsità –
le ragazze che chiamavano
ogni volta che venivi
nel mio letto –
sono fuggita
e ora sogno di te

sapendo che tu
stai sognando di me,
sapendo che saremo sempre
l’uno la musa dell’altro, l’amante proibito,
strega e stregone,
legati da un filamento di carne,
mio amore attraverso lo specchio.

Sogno di te
come la strega
accanto al focolare del marito
sogna il gran maestro
della congrega,
sogna le pietre roventi
che pungono la carne,
mentre il suo buon marito
le carezza il fondoschiena,
mormorando parole
di mite amor domestico.

Tu sei il mio demone,
il diavolo nella carne,
il bimbo selvatico,
il ragazzo dagli occhi di brace,
il cattivo seme che accolsi
nel mio corpo,
l’ago infetto
che bramavo
più intensamente
della salute.

Da ogni riva di mare
ti vedo agitare le braccia
fuori delle onde spumeggianti
mentre anneghi
solo per rinascere
nella schiuma
tra le mie gambe.

In ogni letto
appari, spiritello sensuale,
prendendoti gioco dei miei amanti
coi tuoi scintillanti occhi azzurri
ed il bastone incurvato del tuo uccello
odoroso di zolfo.

Tu sei un guaio, un guaio doppio,
un guaio triplo,
la rovina della pace,
ma fai bollire
il mio calderone.

Sogno di te sempre
mentre giaccio
tra le braccia protettive
di un altro.
Sogno di te
come la strega condannata
sogna la fine
al rogo,
quando, legata al palo in fiamme,
offrirà la sua carne
perché divenga fumo,
i capelli perché divengan cenere,
l’anima perché sia portata via
sulle ali del vento,
a sposare, sposare, sposare
l’ultimo fuoco.

Erica Jong
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Messaggio da higherlove »

Posso scrivere i versi più tristi questa notte
Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho.
Sentire che l'ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E' tutto.
In lontananza qualcuno canta.
In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altro.
Sarà d'altro.
Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro .
I suoi occhi infiniti.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo .
E' così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.


(Neruda)

trovo che il senso di questa poesia si sposi benissimo con quello di questa song, nonostante siano due composizioni totalmente agli antipodi:

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SEA SONG

Messaggio da bregndelors »

Tu appari diversa ogni volta che vieni
dalla brina crestata di spuma

è la tua pelle che brilla morbida
nel chiaro di luna
in parte pesce, in parte delfino, in parte spermaceto

sono tuo, sei mia
per giocare assieme ?

a parte gli scherzi
quando sei ubriaca sei fantastica
quando sei ubriaca mi piaci particolarmente la notte tardi

vai bene così ma non posso capire l'altra parte di te
al mattino , quando è tempo di giocare
a essere umani, almeno per un pò

sorridi per favore


Apparirai diversa in primavera,
lo so che sei un animale di stagione
come le stelle marine portate qui dalla marea

cosi finchè il tuo sangue corre a incontrare la
prossima luna piena
la tua pazzia si adatta bene alla mia
la tua follia si adatta precisamente alla mia

si a quella veramente mia

non siamo soli.


r.w.
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Messaggio da lilianlove »

STAR

If, in the light of things, you fade
real, yet wanly withdrawn
to our determined and appropriate
distance, like the moon left on
all night among the leaves, may
you invisibly delight this house;
O star, doubly compassionate, who came
too soon for dawlight, too late
for dawn, may your pale flame
direct the worst in us
throught chaos
with the passion of
plain day.


STAR

Se, alla luce delle cose, tu scolori
davvero, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta la notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa:
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l'alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione
del semplice giorno.

Dereck Walcott.(1992- Premio Nobel della letteratura)



Come non elogiare questo delizioso e profondo poeta nato nell'isola di Sant Lucia, dalle parti dove "il sole, stanco dell'impero tramonta". nel tramontare , però, porta all'incandescenza un crogiolo di razze e di culture ben più grande di qualsiasi crogiolo situato a nord dell'Equatore.
Il reame da cui proviene questo poeta è una vera Babele genetica che tuttavia ha per lingua l'inglese. Anche se Walcott scrive qualche volta in patois creolo, non lo fa per sfoggiare le sue virtù stilistiche o per conquistarsi un pubblico più vasto, ma in omaggio all'idioma che parlava da bambino - prima di arrampicarsi lungo le spirali della Torre.

Le vere biografie dei poeti sono come quelle degli uccelli, quasi identiche - i dati veri vanno ricercati nei suoni che emettono. la biografia di un poeta è nelle sue vocali e sibilanti, nella sua metrica., nelle rime e metafore.
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