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grassiniettore
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Messaggio da grassiniettore »

halo in reverse ha scritto:E va PUNITO con il 41 bis.

Terrorismo. Ci può stare.
A roma verrà contestato agli imputati! Giusto!

Si parla di una organizzazione/pianificazione delle devastazioni dietro alle quali ci sarebbero questioni politiche (nella fattispecie estremisti di destra)...

povera italia povero calcio... :?
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alexa
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Messaggio da alexa »

saturnz70 ha scritto:...mah... io continuo a pensare che la storia non è chiara...
stesso mio pensiero. per quanto di gente pazza ne gira a bizzeffe e di stupidi ne girano il doppio, qui ho la sensazione che la storia non è completa.
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lucaDM82
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Messaggio da lucaDM82 »

@Tufkak

...certo che è stato un pretesto per delinquere.Nessuno difende gli ultras o li beatifica.Non sono ultrà e non ne conosco.
Che abbiano fatto del terrorismo e che vadano puniti è certo.

Ma l'assist è stato offerto dai media.Apposta.E per me è gravissimo anche questo.Posso dirlo?E' irreale?
Grazie.
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iamyou
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Messaggio da iamyou »

A questo punto si deve pensare che il poliziotto sia un esaltato che vede troppi telefilm americani su sky... Quindi analizziamo ciò che è successo. Due gruppi di imbecilli si incontrano in un'area servizi sull'autostrada e ne esce fuori una rissa. Questa rissa deve essere durata abbastanza visto che qualcuno ha avuto il tempo di chiamare la polizia e questa di arrivare a sirene spiegate. Appena sentono le sirene i tifosi cominciano a disperdersi. Callaghan arriva dall'altra corsia, vede la scena in lontananza, spara il primo colpo in aria, e il secondo con le braccia tese, come se avesse visto dei bazooka o Bin Laden fuggire in auto. Ovviamente è uno sfigato xke uccide un povero ragazzo. I tifosi italiani, siccome hanno poteri legislativi, invece di aspettare la giustizia ordinaria, fanno una riunione straordinaria e deliberano una nuova legge che consente di farsi giustizia da soli, per le strade della città. Conclusioni: Povera Italia...
Sono TUTTI colpevoli!
Aldilà del fatto che quel poliziotto è un demente, speriamo che questo fatto gravissimo almeno scoraggi altri parapiglia in futuro, ma ne dubito.
Di questo passo si arriverà alla fine del calcio, anche per la nostra incompetenza nella gestione. :roll:
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Ma perché non vengono diffusi gli interrogatori al poliziotto?

Cioè, perché non si cerca di "far" capire, almeno, che cosa è successo?

A me pare che così facendo si getti benzina sul fuoco... E oggi ci sono i funerali del ragazzo. E stamattina è in corso una manifestazione di ultrà da tutta Italia...

Che si dice a Roma? Tutto tranquillo, o ci aspetta altra guerriglia?
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iamyou
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Messaggio da iamyou »

Intanto il calcio a 5 scende in campo lo stesso:

IL CALCIO A 5 ONORA LA MEMORIA DI GABRIELE SANDRI

In relazione alla tragica morte del giovane tifoso Gabriele Sandri avvenuta domenica scorsa, il Presidente Federale d'intesa con il Presidente della LND, ha disposto che gli atleti delle società impegnate nelle gare dell'attività dilettantistica in programma nella prossima giornata dei vari campionati (17 e 18 novembre), scendano in campo indossando un segno di lutto.
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onlywhen
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Messaggio da onlywhen »

iamyou ha scritto:Questa rissa deve essere durata abbastanza visto che qualcuno ha avuto il tempo di chiamare la polizia e questa di arrivare a sirene spiegate. Appena sentono le sirene i tifosi cominciano a disperdersi.
Non mi risulta siano andate così le cose...la pattuglia era già nell'autogrill opposto a quello del fattaccio quando è scoppiata la rissa, ed è intervenuta quando si è accorta di ciò che stava accadendo dall'altra parte... non mi risulta che sia stata chiamata la polizia anche perchè all'interno dell'autogrill nessuno si era accorto di ciò che stava succedendo fuori..

Potrei anche sbagliarmi ma mi sembra di aver capito che si siano svolti così i fatti, la sostanza comunque non cambia...la scelleratezza e demenza alla base dell'accaduto non varia..
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Q Lazarus
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Messaggio da Q Lazarus »

Come sempre mi anticipi. ;-)
È proprio così. Le sirene sono state accese x far capire che la polizia li aveva visti, e farli smettere. Poi, chissà che cosa... :roll:
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Giacomo
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Messaggio da Giacomo »

Per chiarire le cose un pò a tutti, ecco l'eccellente ricostruzione apparsa in data odierna su "Il Romanista".
Davvero ben curata, leggetela perché fornisce la ricostruzione a mio parere più accurata sinora vista in giro:

Dopo la tragedia si cerca di capire. Le domande sono tante, tantissime. Su tutte, una: perché Luigi Spaccarotella, agente della Stradale, ha estratto la pistola d’ordinanza e ha sparato? Il lavoro degli investigatori inizia immediatamente. Nel frattempo, sui giornali e in tv cominciano a circolare le prime notizie: indiscrezioni. Arrivano anche le versioni della Questura di Arezzo. Parla il capo della Polizia, Manganelli. Parlano i testimoni: amici di Gabriele, la vittima, e colleghi di Spaccarotella. Accertamenti, racconti e prove, dunque. Tutti elementi preziosi, che permettono di ricostruire la dinamica dei fatti, seppure in modo non definitivo.

1.ORE NOVE
Ore nove circa. Area di servizio Badia al Pino, sull’autostrada A1 in direzione nord, verso Arezzo. Qui, in base a una prima ricostruzione, arriva un’automobile con a bordo alcuni giovanissimi: sono tifosi della Lazio. Inizia un diverbio con alcuni juventini, provenienti dalla Campania. Gabriele Sandri è su una Renault Megane, rimasta leggermente indietro in A1. Con lui quattro amici. Uno di loro riceve una telefonata, una "richiesta d’aiuto" da parte dei compagni di tifo. I cinque si fermano all’autogrill Badia al Pino, lasciano l’auto e corrono dagli juventini. Dunque, tre macchine: due di tifosi laziali, una con a bordo quattro bianconeri.

2. LA RISSA
«Con gli juventini non c’è stata una vera e propria rissa». Attraverso un amico, ecco il racconto di Francesco, uno dei quattro ragazzi che viaggiavano con Gabriele. Testimonianza riportata dalla Gazzetta dello Sport. «Uno di loro ci ha guardato male – spiega – Gli abbiamo detto: "Che cazzo ti guardi?". E quello ha risposto mollandomi una bottigliata su un braccio. Noi abbiamo reagito e sono partite un paio di ombrellate ». Lunedì, nel corso dei rilievi della polizia scientifica presso l’area di servizio, vengono recuperati manici di ombrelli, due coltelli, sassi e biglie di ferro, considerati «oggetti atti ad offendere». Un amico di Gabriele ha ammesso di essere il proprietario di uno dei due coltelli e di averlo abbandonato dopo l’intervento della polizia stradale. Tutto, comunque, viene ripreso dalla telecamere dell’area di servizio; i filmati sono a disposizione degli investigatori.

3. L’INTERVENTO DEGLI AGENTI
Sul lato direzione sud, quello opposto rispetto all’area di servizio, ci sono due volanti della polizia stradale. Tra gli agenti e i ragazzi ci sono quattro corsie d’autostrada, due corsie d’emergenza, guardrail a tripla onda, new jersey che divide le carreggiate con sopra una rete e due cartelloni pubblicitari. Un collega di Luigi Spaccarotella racconta alla Repubblica: «Ci era stata segnalata una rissa tra tifosi. Avevamo due pattuglie all’area di servizio Badia al Pino, erano quelle più vicine e sono intervenute ». Ma la versione fornita lunedì in sala stampa dal questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe, è differente: «Non siamo certi che la rissa fosse legata a motivi di calcio. Lo pensiamo noi, ma gli agenti intervenuti non lo sapevano. Si trattava di un episodio di violenza e poteva essere anche una rapina». Su un quotidiano viene riportato che gli agenti avrebbero dichiarato di aver sentito delle grida, evidentemente forti, capaci di superare il rumore delle auto in transito. Avrebbero poi aggiunto di aver visto una colluttazione in corso e di aver pensato a una rapina. E analoga è la ricostruzione
fatta da Antonio Manganelli, capo della Polizia, e pubblicata dalla Repubblica: «La volante vede da lontano, dalla carreggiata sud, il tafferuglio nell’area di servizio in carreggiata nord. Nessuno è in grado di capire che sia una rissa tra
tifosi. Non ci sono vessilli, non ci sono bandiere,non ci sono slogan. Ci sono soltanto ragazzi che si picchiano». Un agente, comunque, attiva la sirena. I giovani si accorgono delle volanti e scappano via.

4.LA FUGA
«All’improvviso abbiamo sentito il suono della sirena – racconta per interposta persona Francesco, un amico di Gabriele, alla Gazzetta dello Sport – e siamo tutti scappati verso le auto. Gli juventini sono stati più bravi e ripartendo hanno investito Marco, seppure in modo leggero. Io ho raggiunto per primo l’auto e ho cercato di farla ripartire, ma non conoscevo bene i comandi e a quel punto si è messo alla guida Marco, nonostante il dolore per la botta al fianco». "Il Messicano", 27 anni, seduto al fianco di Gabriele, aggiunge: «Prima la Polizia l’avevamo vista, ma delle sirene non mi ricordo e neppure degli spari. Stavamo andando via, la macchina degli altri era già partita. C’era ancora un po’ di casino e quando c’è casino a certe cose non fai caso». Tra l’area della lite e la macchina di Gabriele ci sono oltre cento metri. Quando l’agente spara l’auto è già in movimento.

5. GLI SPARI
L’agente Luigi Spaccarotella scende dall’auto e comincia a correre, mentre il compagno di pattuglia segue a distanza i movimenti della Mercedes (la macchina degli juventini). «Crede di essere testimone di un delitto più grave di una rissa – spiega Manganelli – e, da lontano, spara in aria e spara una seconda volta con il braccio teso. Non c’è dubbio che a sparare sia stato il nostro agente». «Ha ammesso di aver esploso due colpi – la testimonianza di un collega di Spaccarotella alla Repubblica – Ma in rapida successione, con un intervallo di un po’ di secondi». Francesco, che era in macchina con Gabriele, fa sapere però di aver sentito un solo colpo: «Siamo schizzati via e abbiamo sentito solo uno
sparo: quello che ha colpito Gabriele. Ormai avevamo imboccato l’autostrada e abbiamo raggiunto di corsa il casello per chiedere aiuto». «Ho sentito quel colpo – aggiunge Il Messicano – Solo un colpo, come quando ti tirano una pietra sull’auto. Gabbo non ha neppure urlato, sembrava che non riuscisse a respirare. Stava seduto dietro, vicino a me. Ho visto il sangue, siamo arrivati al casello, quello subito dopo dopo l’autogrill. Niente, Gabriele era già morto». Inutile l’intervento del 118.

6. IL TESTIMONE
Nell’area di servizio Badia al Pino, un agente di commercio assiste alla scena. La testimonianza dell’uomo viene raccolta a Roma domenica sera e poi trasmessa per competenza alla Procura di Arezzo. « Ha sparato – dice il testimone – impugnando la pistola con entrambe le mani. E le braccia erano tese. Non mi sembra sparasse in aria, anzi...». Il Questore Giacobbe conferma: «Uno dei colpi è stato sparato ad altezza d’uomo, orizzontalmente rispetto al terreno. Probabile che abbia mirato alle gomme, ma se è così si è preso un rischio enorme». E Manganelli: «Non c’è dubbio che il secondo colpo sia stato esploso con il braccio teso in avanti».
Ultima modifica di Giacomo il mer nov 14, 2007 12:20 pm, modificato 1 volta in totale.
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Giacomo
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Messaggio da Giacomo »

7. IL COLPO LETALE
In base a una prima ricostruzione dei fatti, il proiettile che ha ucciso Gabriele è stato sparato da una distanza di circa 66 metri, ha superato due carreggiate e la recinzione sopra il new jersey che divide i sensi di marcia. L’agente avrebbe sparato da una posizione sopraelevata. Sarebbe infatti salito su una collinetta alta circa un metro costituita da alcuni materiali di riporto (sulla sommità c’è un escavatore e nell’area di servizio sono in corso alcuni lavori). Da lì avrebbe esploso un colpo che ha avuto una traiettoria pressoché orizzontale. A questa ipotesi la Polizia scientifica arriva incrociando alcune testimonianze e usando buon senso: non c’è nessun altro punto da cui sia possibile ottenere una traiettoria diretta, perché solo ponendosi in una posizione rialzata rispetto al terreno è possibile superare gli ostacoli tra le due carreggiate, soprattutto l’alta rete posta sul new jersey.

8. IL PROIETTILE
Il proiettile che uccide Sandri entra dal finestrino posteriore sinistro della Renault Megane, l’auto su cui viaggia il tifoso laziale (è sul sedile posteriore). «Gabriele aveva due fori nel collo – racconta un collega di Spaccarotella alla Repubblica – Uno di entrata e l’altro di uscita della pallottola. Il colpo gli aveva spaccato anche una collanina ». L’ogiva del proiettile viene recuperata nel corpo del ragazzo nel corso dell’ispezione cadaverica effettuata domenica. «È entrata nel collo – spiega il questore di Arezzo – ed è compatibile con le nostre pistole ». Il proiettile presenta comunque una leggera deformazione dell’ogiva. Per capire cosa l’ha provocata è necessario attendere i risultati degli esami balistici. È infatti indispensabile analizzare gli eventuali materiali (tracce di vetro, asfalto, frammenti ossei) presenti sull’ogiva estratta.

9. L’ARMA DEL DELITTO
La pistola da cui è partito il colpo che ha ucciso Gabriele Sandri è quella in dotazione alla Polizia stradale: una Beretta 92, calibro nove, con un caricatore da quindici colpi. Può uccidere anche a una distanza di cento metri, ha una linea di mira di 155 millimetri e proiettili camiciati: un’anima di piombo rivestita da una lega di ottone. Questi proiettili hanno più forza perforante che devastante. Se colpiscono un muro o l’asfalto tendono a rimbalzare. Se invece i proiettili non sono camiciati il piombo tende a schiacciarsi e a fermarsi sulla superficie colpita.

10.IL SECONDO BOSSOLO
La Polizia scientifica che sta effettuando i rilievi nell’area di servizio Badia al Pino sta ancora cercando il secondo bossolo. Spaccatorella sostiene infatti di aver sparato due colpi. E la sua versione è confermata dai colleghi, dal questore di Arezzo e da Manganelli, capo della Polizia.

11.LA MERCEDES
Gli investigatori stanno cercando anche la terza auto coinvolta nella rissa all’autogrill, quella con a bordo i quattro tifosi della Juventus. «Non l’abbiamo ancora rintracciata – spiega il questore Giacobbe – Si tratta di una Mercedes Classe A scura, con qualche danno sulla parte destra. Chi era a bordo di quella macchina si faccia avanti».

12. L’AUTOPSIA
Lunedì mattina Luigi Spaccarotella viene iscritto nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Nel pomeriggio, presso l’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo, viene effettuata l’autopsia sul corpo di Gabriele Sandri. È affidata al medico legale Angelo Stamile, senese. In base a quanto riferito dal legale della famiglia Sandri, Michele Monaco, l’esito conferma che il colpo è stato sparato ad altezza d’uomo e con il braccio teso: «I fori di entrata e di uscita sono paralleli, dunque la traiettoria del proiettile è orizzontale.
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Messaggio da Tufkad »

iamyou ha scritto:scendano in campo indossando un segno di lutto.
Mah...

e perché non lo mettiamo nei posti di lavoro? Perché non si fa il minuto di silenzio come per i morti a Nassiryia?

Ti dirò... a me 'sta manifestazione (ipocrita) pare davvero eccessiva. Sono d'accordissimo con il pensiero (e il gesto) di Clarence Seedorf.
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Messaggio da iamyou »

Tufkad ha scritto:Mah...

e perché non lo mettiamo nei posti di lavoro? Perché non si fa il minuto di silenzio come per i morti a Nassiryia?

Ti dirò... a me 'sta manifestazione (ipocrita) pare davvero eccessiva. Sono d'accordissimo con il pensiero (e il gesto) di Clarence Seedorf.
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Messaggio da Luke1974 »

iamyou ha scritto:A questo punto si deve pensare che il poliziotto sia un esaltato che vede troppi telefilm americani su sky... Quindi analizziamo ciò che è successo. Due gruppi di imbecilli si incontrano in un'area servizi sull'autostrada e ne esce fuori una rissa. Questa rissa deve essere durata abbastanza visto che qualcuno ha avuto il tempo di chiamare la polizia e questa di arrivare a sirene spiegate. Appena sentono le sirene i tifosi cominciano a disperdersi. Callaghan arriva dall'altra corsia, vede la scena in lontananza, spara il primo colpo in aria, e il secondo con le braccia tese, come se avesse visto dei bazooka o Bin Laden fuggire in auto. Ovviamente è uno sfigato xke uccide un povero ragazzo.
Direi che questa ricostruzione sia la più verosimile. Con la precisazione che tra quelle persone ci sono gli amici del povero Sandri. Ecco la denuncia per lesioni che ne scaturisce. Quindi colpevoli tutti.

Giustissima anche l'accusa di terrorismo per gli ultrà fermati.

Il buon Grassini Ettore, seppur con frasi forti e seppur frainteso nel finale, ha centrato il punto perfettamente : serve il pugno duro che in Italia manca da tanto tempo.

Ciao

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Messaggio da saturnz70 »

Già... il "pugno duro"... il problema è contro chi useranno il pugno duro.

Il mio timore è che tutto 'sto casino sia stato messo in piedi con lo scopo di fare in modo che la gente invochi quel pugno, che, prima o poi, metteranno, come sempre, nel didietro a noi, piuttosto che usarlo contro chi se lo meriterebbe...

Il G8 di Genova insegna... :roll:
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