Ti quoto alla grande. Mi sono forzato oltremodo per accettare le loro forzature. Ma per forza di cose, non ci sono riuscito.curem ha scritto: Rimpiango i tempi in cui cantavano Creep, o Street Spirit.
I primi album "normali", senza troppe pretese.
Tutto finisce con "Ok Computer".
Il resto mi sembra troppo troppo forzato.
A mio avviso è meglio che tornino a fare quello che meglio gli riesce, lasciando da parte esperimenti e sonorità che hanno la pretesa di essere "diverse" o "originali".
Non c'è + nulla da inventare.....
il topico dei Radiohead
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Probabilmente è che a te non piace il genere che praticamente hanno creato loro.curem ha scritto:Se fosse un minimo più gradevole riuscirei anche ad ascoltarlo.
L'ho ascoltati tutti, dal primo all'ultimo!
KID A contiene un paio di buoni brani: How to Disappear Completely e Idioteque. Il resto nada.
Per non parlare di AMNESIAC, assolutamente mediocre.
Mentre HAIL TO THE THIEF: non pervenuto.
Quest'ultimo leggermente meglio di HTTT, ma sempre mediocre.
THE BENDS resta il loro miglior disco.
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Fino ad OK Computer erano "semplicemente" un'altra rock-band. Da lì in poi sono diventati I RADIOHEAD.
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... che per fortuna ancora continua.Babylon ha scritto:si appunto. per me è stato l'opposto. Da lì è partito il sublime.
Ridefinire le coordinate del pop passando per album come KID A è opera mostruosa della quale si parlerà tra venti o trent'anni come vero e proprio spartiaccque nel mondo della musica degli anni 90.
Entrare in album come KID A o Amnesiac è come incamminarsi in un labirinto. Diventa bello perdersi e ancora più bello trovare l'uscita per poi perdercisi di nuovo. Sono però operazioni che costano fatica e richiedono applicazione all'ascoltatore. Ma quando si entra in quel caleidoscopio è come trovare un tesoro di inestimabili emozioni.
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Punti di vista, splendidamente esposti, ma pur sempre, esclusivamente, punti di vista.Freestate ha scritto:... che per fortuna ancora continua.
Ridefinire le coordinate del pop passando per album come KID A è opera mostruosa della quale si parlerà tra venti o trent'anni come vero e proprio spartiaccque nel mondo della musica degli anni 90.
Entrare in album come KID A o Amnesiac è come incamminarsi in un labirinto. Diventa bello perdersi e ancora più bello trovare l'uscita per poi perdercisi di nuovo. Sono però operazioni che costano fatica e richiedono applicazione all'ascoltatore. Ma quando si entra in quel caleidoscopio è come trovare un tesoro di inestimabili emozioni.
Riguardo l'universo musica, parteggio per la teoria che non c'è più nulla da inventare...però la possibilità di oltrepassare il sottile limite della cacofonia, quella c'è per tutti, nomi blasonati o meno.
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si appunto. per me è stato l'opposto. Da lì è partito il sublime.
Confermo la mia prima impressione, quest'album è un'esempio di rara bellezza.
E non è paragonabile a nessun lavoro precedente dei Radiohead.
Un'inchino a Yorke & Co
Fino ad OK Computer erano "semplicemente" un'altra rock-band. Da lì in poi sono diventati I RADIOHEAD.
quoto quoto quoto.. che per fortuna ancora continua.
Ridefinire le coordinate del pop passando per album come KID A è opera mostruosa della quale si parlerà tra venti o trent'anni come vero e proprio spartiaccque nel mondo della musica degli anni 90.
Entrare in album come KID A o Amnesiac è come incamminarsi in un labirinto. Diventa bello perdersi e ancora più bello trovare l'uscita per poi perdercisi di nuovo. Sono però operazioni che costano fatica e richiedono applicazione all'ascoltatore. Ma quando si entra in quel caleidoscopio è come trovare un tesoro di inestimabili emozioni.



