(OT) Impara l'arte e...
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
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Jean Fouquet - Madonna con bambino - 1450
Il contrasto cromatico tra quegli angeli rossi e blu
della Madonna e del bambino ,il seno nudo che mi sembra molto " terreno "
e molto poco sublimato, la corona e il trono cosi' preziosi.
E' una rappresentazione sacra o profana ????
Lo trovo bellissimo.
è sacra.Wave ha scritto:E' una rappresentazione sacra o profana ????![]()
durante il rinascimento si svilupparono varie iconografie della madonna, e la madonna che allatta (o del latte, o dello svezzamento, c'è un caravaggio mi pare con questa) fu un tema molto sviluppato, in particolare dai fiamminghi.
è pieno di icone, pale d'altare e dipinti con il seno della madonna fuori dal corpetto.
a me piace molto questa visione terrena della mamma che allatta il bimbo.
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Renè Magritte

(Qui in una splendida foto d'epoca accanto alla bellissima moglie Georgette Berger)
Le opere di Magritte sono opere che ti ipnotizzano; sono loro a guardare te, non il contrario; tu ti limiti ad osservarle, e vieni rapito, resti sospeso in una dimensione sconosciuta. Un palpito ti sorprende, un brivido ti percorre la schiena, e intanto ti scavano dentro, facendo affiorare sensazioni stranissime, qualcosa di misterioso, indefinito, rarefatto, come un sogno, come un dejà-vu di un momento vissuto in un'altra vita, o forse in un passato che la tua mente ha cancellato; qualcosa che comunque fino a quel momento giaceva sopito nei meandri dell'inconscio. Osservi quei quadri, e ti senti messo a nudo, violentato; avverti come la fastidiosa sensazione che qualcun altro abbia violato il tuo mondo, abbia pescato in quel mare oscuro che è la tua mente a tua insaputa per raccontarlo agli altri e rammentarlo a te, che l'avevi rimosso. E quasi scoppi a piangere.
E poi...i titoli. Nel caso di Magritte essi sono parte integrante dell'opera...già, Magritte non è un artista come i tanti che impiegano mesi a dar vita ad un quadro o una scultura, per poi chiamarla Sans Title. Magritte è maestro anche in questo, e sorprende perchè usa didascalie ovvie (nel caso de La Fenètre) oppure totalmente incongruenti; attraverso il titolo provoca, stupisce, come nel celeberrimo Ceci N'est Pas Une Pipe; altre volte ancora, proprio attraverso quelle parole apparentemente accessorie, si cela la chiave di tutto, quella che apre la porta della mente e la libra in un viaggio quasi allucinante nell'animo dell'artista in un mondo di emozioni, sogni, angosce, paure, ricordi che appartengono ad ognuno di noi. Come qui:

Le Grand Air

Corde Sensible

L'Invention Collective

La Bataille De L'Argonne

Le Principle Du Plaisir (Portrait d'Edward James)

Le Viol

Les Valeurs Personnelles

Le Thèrapeute
(Qui in una splendida foto d'epoca accanto alla bellissima moglie Georgette Berger)
Le opere di Magritte sono opere che ti ipnotizzano; sono loro a guardare te, non il contrario; tu ti limiti ad osservarle, e vieni rapito, resti sospeso in una dimensione sconosciuta. Un palpito ti sorprende, un brivido ti percorre la schiena, e intanto ti scavano dentro, facendo affiorare sensazioni stranissime, qualcosa di misterioso, indefinito, rarefatto, come un sogno, come un dejà-vu di un momento vissuto in un'altra vita, o forse in un passato che la tua mente ha cancellato; qualcosa che comunque fino a quel momento giaceva sopito nei meandri dell'inconscio. Osservi quei quadri, e ti senti messo a nudo, violentato; avverti come la fastidiosa sensazione che qualcun altro abbia violato il tuo mondo, abbia pescato in quel mare oscuro che è la tua mente a tua insaputa per raccontarlo agli altri e rammentarlo a te, che l'avevi rimosso. E quasi scoppi a piangere.
E poi...i titoli. Nel caso di Magritte essi sono parte integrante dell'opera...già, Magritte non è un artista come i tanti che impiegano mesi a dar vita ad un quadro o una scultura, per poi chiamarla Sans Title. Magritte è maestro anche in questo, e sorprende perchè usa didascalie ovvie (nel caso de La Fenètre) oppure totalmente incongruenti; attraverso il titolo provoca, stupisce, come nel celeberrimo Ceci N'est Pas Une Pipe; altre volte ancora, proprio attraverso quelle parole apparentemente accessorie, si cela la chiave di tutto, quella che apre la porta della mente e la libra in un viaggio quasi allucinante nell'animo dell'artista in un mondo di emozioni, sogni, angosce, paure, ricordi che appartengono ad ognuno di noi. Come qui:

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oggi è cosi', mitologico, e tragico.
eppure ...

C'è un passaggio nella storia di Sansone - quando si addormenta sulle ginocchia di Dalila - in cui pare concentrarsi l'intero racconto. Sansone in quell'istante sembra tornato bambino, neonato quasi, libero dagli scoppi di violenza, dagli istinti che gli hanno sconvolto lavila, devastandola. Questo, naturalmente, è anche un momento fatidico perché Dalila ha già in mano le sue trecce e il rasoio mentre fuori i filistei assaporano la vittoria. Di lì a poco a Sansone verranno cavati gli occhi e la sua forza svanirà. Di lì a poco verrà gettato in prigione e i suoi giorni saranno contati. Eppure, proprio in quel momento, forse per la prima volta in vita sua, raggiunge la pace.
eppure, non ne valeva la pena?
si, si che ne valeva la pena.
anche lui me lo vado a vedere nel WE.
eppure ...

C'è un passaggio nella storia di Sansone - quando si addormenta sulle ginocchia di Dalila - in cui pare concentrarsi l'intero racconto. Sansone in quell'istante sembra tornato bambino, neonato quasi, libero dagli scoppi di violenza, dagli istinti che gli hanno sconvolto lavila, devastandola. Questo, naturalmente, è anche un momento fatidico perché Dalila ha già in mano le sue trecce e il rasoio mentre fuori i filistei assaporano la vittoria. Di lì a poco a Sansone verranno cavati gli occhi e la sua forza svanirà. Di lì a poco verrà gettato in prigione e i suoi giorni saranno contati. Eppure, proprio in quel momento, forse per la prima volta in vita sua, raggiunge la pace.
eppure, non ne valeva la pena?
si, si che ne valeva la pena.
anche lui me lo vado a vedere nel WE.
a proposito di resurrezioni
Caravaggio - Resurrezione di Lazzaro (1608-1609)

commissionato dal mercante genovese Giovan Battista de' Lazzeri.
Caravaggio per dipingerlo prese a modello un vero cadavere dall'ospedale cittadino, e quando lo presentò lo sfregiò con un pugnale perchè non tutta la famiglia Lazzeri lo apprezzò.
per il resto... si commenta da solo
Caravaggio - Resurrezione di Lazzaro (1608-1609)

commissionato dal mercante genovese Giovan Battista de' Lazzeri.
Caravaggio per dipingerlo prese a modello un vero cadavere dall'ospedale cittadino, e quando lo presentò lo sfregiò con un pugnale perchè non tutta la famiglia Lazzeri lo apprezzò.
per il resto... si commenta da solo






