(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato
ossi di seppia - eugenio montale
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato
ossi di seppia - eugenio montale
LETTERA ALLA MADRE
<Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d'amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.» - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell'ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater.>
Salvatore Quasimodo
(
non so a voi ma a me fa commuovere questa poesia... e adesso telefono a mia mamma)
<Mater dolcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d'acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d'amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.» - Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. -
«Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell'Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d'eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell'ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m'ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l'orologio in cucina che batte sopra il muro
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dolcissima mater.>
Salvatore Quasimodo
(
Come e' noto ,io non ho un animo lirico*Francy* ha scritto:LETTERA ALLA MADRE
Salvatore Quasimodo
(non so a voi ma a me fa commuovere questa poesia... e adesso telefono a mia mamma)
mi ha fatto venire in mente un brano di uno dei libri che ho
amato di piu' ,Forte come la morte ,di Maupassant, il cui tema
e' ,sostanzialmente, il trascorrere del tempo ,la perdita della gioventu'
e delle sue opportunita'.
Quando la protagonista ,Anne, perde la madre, scrive:
"....Si ama la propria madre quasi senza saperlo ,senza comprenderlo, perche'
e' naturale come vivere; e avvertiamo la profondita' delle radici di
tale amore solo al momento della separazione finale. Nessun altro affetto
e' paragonabile a questo, perche' tutti gli altri sono incidentali ,mentre
questo e' innato; tutti gli altri ci vengono portati piu' tardi dagli eventi
della vita ,questo invece vive sin dal primo nostro nel nostro stesso sangue.
E, poi ,e poi ,non e' soltanto una madre che si perde, e' tutta la nostra infanzia
che scompare per meta', perche' la nostra breve vita di bambini apparteneva
tanto a lei quanto a noi. Essa soltanto la conosceva come noi, sapeva una
infinita' di cose lontane, insignificanti e care, che sono, che erano ,le dolci
prime emozioni del cuore. A lei solo potevo ancora dire:" Ti ricordi ,mamma del
giorno in cui?........" Potevamo sussurrare insieme un lungo e dolce rosario
di piccoli e maliziosi ricordi, che nessun altro sulla terra piu' conosce
tranne me. E' dunque morta una parte di me stessa, la parte piu' vecchia ,la
migliore. Ho perduto il povero cuore nel quale, la bambina che sono stata,
viveva ancora tutta intera. Ora nessuno la conosce piu' ,nessuno si ricorda la
piccola Anne ,le sue sottane corte ,le sue risa ,le sue moine."
Ecco ,leggendola, mi viene ancora il groppone in gola......
- lilianlove
- Angel

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- Località: trentinoaltoadige
Il ventaglio
Ut pictura...Le labbra che confondono
gli sguardi, i segni, i giorni oramai caduti
provo a figgerli là come in un tondo
di cannocchiale arrovesciato, muti
e immoti, ma più vivi. Era una giostra
d'uomini e ordegni in fuga tra quel fumo
ch'Euro batteva, e già l'alba l'inostra
con un sussulto e rompe quelle brume.
Luce la madreperla, la calanca
vertiginosa inghiotte ancora vittime,
ma le tue piume sulle guance sbiancano
e il giorno e forse salvo. O colpiti fitti,
quando ti schiudi, o crudi lampi, o scrosci
sull'orde! (muore chi ti conosce?)
E.M.

Ut pictura...Le labbra che confondono
gli sguardi, i segni, i giorni oramai caduti
provo a figgerli là come in un tondo
di cannocchiale arrovesciato, muti
e immoti, ma più vivi. Era una giostra
d'uomini e ordegni in fuga tra quel fumo
ch'Euro batteva, e già l'alba l'inostra
con un sussulto e rompe quelle brume.
Luce la madreperla, la calanca
vertiginosa inghiotte ancora vittime,
ma le tue piume sulle guance sbiancano
e il giorno e forse salvo. O colpiti fitti,
quando ti schiudi, o crudi lampi, o scrosci
sull'orde! (muore chi ti conosce?)
E.M.

Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
Fernando Pessoa
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.
Fernando Pessoa
-
FeelingWithYourSkin
- Ultra member

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- Iscritto il: dom giu 25, 2006 10:12 pm
I am silver and exact. I have no preconceptions.
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful-
The eye of the little god, four cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is a part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.
Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.
Sylvia Plath - Mirror
Whatever I see I swallow immediately
Just as it is, unmisted by love or dislike.
I am not cruel, only truthful-
The eye of the little god, four cornered.
Most of the time I meditate on the opposite wall.
It is pink, with speckles. I have looked at it so long
I think it is a part of my heart. But it flickers.
Faces and darkness separate us over and over.
Now I am a lake. A woman bends over me,
Searching my reaches for what she really is.
Then she turns to those liars, the candles or the moon.
I see her back, and reflect it faithfully.
She rewards me with tears and an agitation of hands.
I am important to her. She comes and goes.
Each morning it is her face that replaces the darkness.
In me she has drowned a young girl, and in me an old woman
Rises toward her day after day, like a terrible fish.
Sylvia Plath - Mirror
C'E' NELL'INTIMITA' DEGLI UOMINI UN CONFINE
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.
IL MIELE SELVATICO SA DI LIBERTA'
Il miele selvatico sa di libertà,
la polvere del raggio di sole,
la bocca verginale di viola,
e l’oro di nulla.
La reseda sa d’acqua,
e l’amore di mela,
ma noi abbiamo appreso per sempre
che il sangue sa solo di sangue...
Invano il procuratore romano,
tra gridi sinistri della plebe,
lavò davanti al popolo le mani,
e invano la regina di Scozia
tergeva da rossi schizzi
le palme affusolate, nell’afosa
oscurità del palazzo reale...
Anna Achmatova
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.
IL MIELE SELVATICO SA DI LIBERTA'
Il miele selvatico sa di libertà,
la polvere del raggio di sole,
la bocca verginale di viola,
e l’oro di nulla.
La reseda sa d’acqua,
e l’amore di mela,
ma noi abbiamo appreso per sempre
che il sangue sa solo di sangue...
Invano il procuratore romano,
tra gridi sinistri della plebe,
lavò davanti al popolo le mani,
e invano la regina di Scozia
tergeva da rossi schizzi
le palme affusolate, nell’afosa
oscurità del palazzo reale...
Anna Achmatova
- sea of sin
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- Località: roma
CANTO DEL SERVO PASTORE
Dove fiorisce il rosmarino c'è una fontana scura
dove cammina il mio destino c'è un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome ancora non lo so
Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume
Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un pò dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito
Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte,notte,notte sola,sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco
De andre':"Canto del servo pastore"
Dove fiorisce il rosmarino c'è una fontana scura
dove cammina il mio destino c'è un filo di paura
qual'è la direzione nessuno me lo imparò
qual'è il mio vero nome ancora non lo so
Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume
Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un pò dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito
Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte,notte,notte sola,sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco
De andre':"Canto del servo pastore"
- lilianlove
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Due nel crepuscolo
Fluisce fra te e me sul belvedere
un chiarore subacqueo che deforma
col profilo dei colli anche il tuo viso.
Sta in un fondo sfuggevole, reciso
da te ogni gesto tuo; entra senz'orma,
e sparisce, nel mezzo che ricolma
ogni solco e si chiude sul tuo passo:
con me tu qui, entro quest'aria scesa
a sigillare
il torpore dei massi.
Ed io riverso
nel potere che grava attorno, cedo
al sortilegio di non riconoscere
di me più nulla four di me; s'io levo
appena il braccio, mi si fa diverso
l'atto, si spezza su un cristallo, ignota
e impallidita sua memoria, e il gesto
già più non m'appartiene;
se parlo, ascolto quella voce attonita,
scendere alla sua gamma più remota
o spenta all'aria che non la sostiene.
tale nel punto che resiste all'ultima
consunzione del giorno
dura lo smarrimento; poi un soffio
risolleva le valli in un frenetico
moto e deriva dalle fronde un tinnulo
suono che si disperde
tra rapide fumate e i primi lumi
disegnano gli scali.
....... le parole
tra noi leggere cadono. Ti guardo
in un molle riverbero. Non so
se ti conosco; so che mai diviso
fui da te come accade in questo tardo
ritorno. pochi istanti hanno bruciato
maschere che s'incidono, sforzate,
di un sorriso.
Eugenio Montale.

Fluisce fra te e me sul belvedere
un chiarore subacqueo che deforma
col profilo dei colli anche il tuo viso.
Sta in un fondo sfuggevole, reciso
da te ogni gesto tuo; entra senz'orma,
e sparisce, nel mezzo che ricolma
ogni solco e si chiude sul tuo passo:
con me tu qui, entro quest'aria scesa
a sigillare
il torpore dei massi.
Ed io riverso
nel potere che grava attorno, cedo
al sortilegio di non riconoscere
di me più nulla four di me; s'io levo
appena il braccio, mi si fa diverso
l'atto, si spezza su un cristallo, ignota
e impallidita sua memoria, e il gesto
già più non m'appartiene;
se parlo, ascolto quella voce attonita,
scendere alla sua gamma più remota
o spenta all'aria che non la sostiene.
tale nel punto che resiste all'ultima
consunzione del giorno
dura lo smarrimento; poi un soffio
risolleva le valli in un frenetico
moto e deriva dalle fronde un tinnulo
suono che si disperde
tra rapide fumate e i primi lumi
disegnano gli scali.
....... le parole
tra noi leggere cadono. Ti guardo
in un molle riverbero. Non so
se ti conosco; so che mai diviso
fui da te come accade in questo tardo
ritorno. pochi istanti hanno bruciato
maschere che s'incidono, sforzate,
di un sorriso.
Eugenio Montale.

A te solo Buon Signore
Si confanno gloria e onore
A Te ogni laude et benedizione
A Te solo si confanno
Che l’altissimo Tu sei
E null’omo degno è
Te mentovare.
Si laudato Mio Signore
Con le Tue creature
Specialmente Frate Sole
E la sua luce.
Tu ci illumini di lui
Che è bellezza e splendore
Di Te Altissimo Signore
Porta il segno.
Si laudato Mio Signore
Per sorelle Luna e Stelle
Che Tu in cielo le hai formate
Chiare e belle.
Si laudato per Frate Vento
Aria, nuvole e maltempo
Che alle Tue creature dan sostentamento.
Si laudato Mio Signore
Per sorella nostra Acqua
Ella è casta, molto utile
E preziosa.
Si laudato per Frate Foco
Che ci illumina la notte
Ed è bello, giocondo
E robusto e forte.
Si laudato Mio Signore
Per la nostra Madre Terra
Ella è che ci sostenta
E ci governa
Si laudato Mio Signore
Vari frutti lei produce
Molti fiori coloriti
E verde l’erba.
Si laudato per coloro
Che perdonano per il Tuo amore
Sopportando infermità
E tribolazione
E beati sian coloro
Che cammineranno in pace
Che da Te Buon Signore
Avran corona.
Si laudato Mio Signore
Per la Morte Corporale
Chè da lei nesun che vive
Può scappare
E beati saran quelli
nella Tua volontà
che Sorella Morte
non gli farà male
san francesco - cantico delle creature
http://www.youtube.com/watch?v=aYdepwbwbeY
Si confanno gloria e onore
A Te ogni laude et benedizione
A Te solo si confanno
Che l’altissimo Tu sei
E null’omo degno è
Te mentovare.
Si laudato Mio Signore
Con le Tue creature
Specialmente Frate Sole
E la sua luce.
Tu ci illumini di lui
Che è bellezza e splendore
Di Te Altissimo Signore
Porta il segno.
Si laudato Mio Signore
Per sorelle Luna e Stelle
Che Tu in cielo le hai formate
Chiare e belle.
Si laudato per Frate Vento
Aria, nuvole e maltempo
Che alle Tue creature dan sostentamento.
Si laudato Mio Signore
Per sorella nostra Acqua
Ella è casta, molto utile
E preziosa.
Si laudato per Frate Foco
Che ci illumina la notte
Ed è bello, giocondo
E robusto e forte.
Si laudato Mio Signore
Per la nostra Madre Terra
Ella è che ci sostenta
E ci governa
Si laudato Mio Signore
Vari frutti lei produce
Molti fiori coloriti
E verde l’erba.
Si laudato per coloro
Che perdonano per il Tuo amore
Sopportando infermità
E tribolazione
E beati sian coloro
Che cammineranno in pace
Che da Te Buon Signore
Avran corona.
Si laudato Mio Signore
Per la Morte Corporale
Chè da lei nesun che vive
Può scappare
E beati saran quelli
nella Tua volontà
che Sorella Morte
non gli farà male
san francesco - cantico delle creature
http://www.youtube.com/watch?v=aYdepwbwbeY
- devotional
- Moderatore

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- Iscritto il: dom ott 05, 2003 7:48 pm
- Località: Nabla Machine
Il cielo non ha piu' la stessa sfumatura di blu
Ogni singola cosa a cui credo non e' vera
Smarrito in una confusione di bianco e nero (in un labirinto monocromatico)
Come ci sono arrivato? Come faccio a tornare a casa?
Nei miei occhi gli echi
Di cio' che erano abituati a vedere
Distruggono il mondo
Le ceneri e le macerie
E quello che e' rimasto di me
Non Entita'
Ho cercato di stare in fila
Ho cercato di obbedire
Il fantasma di quello che ero
continua a mettersi in mezzo
Fissando il sole
Accecato dalla luce
Adesso ho paura di stare sbiadendo alla vista
Nei miei occhi gli echi
Di cio' che erano abituati a vedere
Distruggono il mondo
Le ceneri e le macerie
E quello che e' rimasto di te
E quello che e' rimasto di me
Tutto e' stato trascinato via
Non Entita'
Trent Reznor
Ogni singola cosa a cui credo non e' vera
Smarrito in una confusione di bianco e nero (in un labirinto monocromatico)
Come ci sono arrivato? Come faccio a tornare a casa?
Nei miei occhi gli echi
Di cio' che erano abituati a vedere
Distruggono il mondo
Le ceneri e le macerie
E quello che e' rimasto di me
Non Entita'
Ho cercato di stare in fila
Ho cercato di obbedire
Il fantasma di quello che ero
continua a mettersi in mezzo
Fissando il sole
Accecato dalla luce
Adesso ho paura di stare sbiadendo alla vista
Nei miei occhi gli echi
Di cio' che erano abituati a vedere
Distruggono il mondo
Le ceneri e le macerie
E quello che e' rimasto di te
E quello che e' rimasto di me
Tutto e' stato trascinato via
Non Entita'
Trent Reznor
Luminal
Sona la regina degli Angeli maldestri
delle calde notti
sole di violini ascoltati
sono la regina
del sottile sentire ansioso
di angeli maldestri
fragili gelsomini in fiore
che passeggiano battendo ritmi
che corrono dentro ferendo
tremanti cuori in equilibrio
sulla linea
della mia inquieta lingua
sono la regina di angeli
in attesa di dolce risveglio
tra le braccia
entriamo un pò respirando piano
tra le braccia
in attesa di giochi senza memoria
dove vedersi e svendersi
e poi dimenticare...
cosa d'alta magia nn ferirsi mai..
-Luminal-
isabella santacroce
Sona la regina degli Angeli maldestri
delle calde notti
sole di violini ascoltati
sono la regina
del sottile sentire ansioso
di angeli maldestri
fragili gelsomini in fiore
che passeggiano battendo ritmi
che corrono dentro ferendo
tremanti cuori in equilibrio
sulla linea
della mia inquieta lingua
sono la regina di angeli
in attesa di dolce risveglio
tra le braccia
entriamo un pò respirando piano
tra le braccia
in attesa di giochi senza memoria
dove vedersi e svendersi
e poi dimenticare...
cosa d'alta magia nn ferirsi mai..
-Luminal-
isabella santacroce
- francesco
- Angel

- Messaggi: 5857
- Iscritto il: lun mag 24, 2004 5:40 pm
- Località: Diabolico Coupè
- Contatta:
Non avevo un posto dove dormire
Guidavo tutta la notte fino a perdere il filo dei miei pensieri
Mi dirigevo fuori dal centro
Imboccavo la tangenziale
Le luci battevano sul cofano della macchina
Fissavo quelle luci
Quando tornavo in me ero stremato
Io e Ada c'eravamo lasciati
Avevamo venduto l'appartamento
Con quei soldi sarei andato in Spagna
Era un'idea
A Napoli cercai un hotel
poi andai a tagliarmi i capelli
Chiesi: 'Qual'è il quartiere delle puttane?'
Il barbiere mi indicò una strada di case basse
Erano tutte sedute fuori
Sopra il cielo tendeva al viola
Non era ancora notte
Mi chiamavano
Qualcuna cercava di attirarmi con un gesto
o alzando la gonna
Steso sul materasso
Steso sul materasso senza lenzuola
Dopo che ero venuto mi resi conto di questo
Tante cose non sarebbero più state le stesse
Da quel momento in poi
da quel momento in poi avrei dovuto fare i conti
con cose di cui avevo una conoscenza
solo vaga
La solitudine
ad esempio
SENZA UN POSTO DOVE DORMIRE - Emidio Clementi
Francesco.
Guidavo tutta la notte fino a perdere il filo dei miei pensieri
Mi dirigevo fuori dal centro
Imboccavo la tangenziale
Le luci battevano sul cofano della macchina
Fissavo quelle luci
Quando tornavo in me ero stremato
Io e Ada c'eravamo lasciati
Avevamo venduto l'appartamento
Con quei soldi sarei andato in Spagna
Era un'idea
A Napoli cercai un hotel
poi andai a tagliarmi i capelli
Chiesi: 'Qual'è il quartiere delle puttane?'
Il barbiere mi indicò una strada di case basse
Erano tutte sedute fuori
Sopra il cielo tendeva al viola
Non era ancora notte
Mi chiamavano
Qualcuna cercava di attirarmi con un gesto
o alzando la gonna
Steso sul materasso
Steso sul materasso senza lenzuola
Dopo che ero venuto mi resi conto di questo
Tante cose non sarebbero più state le stesse
Da quel momento in poi
da quel momento in poi avrei dovuto fare i conti
con cose di cui avevo una conoscenza
solo vaga
La solitudine
ad esempio
SENZA UN POSTO DOVE DORMIRE - Emidio Clementi
Francesco.

