una dedica per la buonanotte
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
[...]
ergo ubi diluvio tellus lutulenta recenti
solibus aetheriis altoque recanduit aestu,
edidit innumeras species; partimque figuras
rettulit antiquas, partim nova monstra creavit.
Illa quidem nollet, sed te quoque, maxime Python,
tum genuit, populisque novis, incognita serpens,
terror eras: tantum spatii de monte tenebas.
hunc deus arcitenens, numquam letalibus armis
ante nisi in dammis capreisque fugacibus usus,
mille gravem telis exhausta paene pharetra
perdidit effuso per vulnera nigra veneno.
neve operis famam posset delere vetustas,
instituit sacros celebri certamine ludos,
Pythia de domitae serpentis nomine dictos.
[...]
Publius Ovidius Naso
Quando dunque il suolo, fangoso per il recente diluvio,
si riasciugò al calore benefico dell'astro celeste,
partorì un'infinità di specie, in parte riproducendo
forme note, in parte creando mostri sconosciuti.
E pur non volendolo, generò anche te, Pitone smisurato,
serpente mai visto prima, terrore delle nuove genti,
tanto era lo spazio su cui ti distendevi giù dal monte.
Febo, il dio con l'arco, ma che fino ad allora di quell'arma
s'era servito solo contro camosci e caprioli in fuga,
lo seppellì di frecce e svuotò quasi la faretra per ucciderlo,
facendogli sprizzare veleno dalle nere ferite.
E perché il tempo non potesse annullare la fama dell'impresa,
istituì la celebrazione solenne delle gare
chiamate Pìtiche, dal nome del serpente vinto.
dal fango, ricorda, nascesti.
ergo ubi diluvio tellus lutulenta recenti
solibus aetheriis altoque recanduit aestu,
edidit innumeras species; partimque figuras
rettulit antiquas, partim nova monstra creavit.
Illa quidem nollet, sed te quoque, maxime Python,
tum genuit, populisque novis, incognita serpens,
terror eras: tantum spatii de monte tenebas.
hunc deus arcitenens, numquam letalibus armis
ante nisi in dammis capreisque fugacibus usus,
mille gravem telis exhausta paene pharetra
perdidit effuso per vulnera nigra veneno.
neve operis famam posset delere vetustas,
instituit sacros celebri certamine ludos,
Pythia de domitae serpentis nomine dictos.
[...]
Publius Ovidius Naso
Quando dunque il suolo, fangoso per il recente diluvio,
si riasciugò al calore benefico dell'astro celeste,
partorì un'infinità di specie, in parte riproducendo
forme note, in parte creando mostri sconosciuti.
E pur non volendolo, generò anche te, Pitone smisurato,
serpente mai visto prima, terrore delle nuove genti,
tanto era lo spazio su cui ti distendevi giù dal monte.
Febo, il dio con l'arco, ma che fino ad allora di quell'arma
s'era servito solo contro camosci e caprioli in fuga,
lo seppellì di frecce e svuotò quasi la faretra per ucciderlo,
facendogli sprizzare veleno dalle nere ferite.
E perché il tempo non potesse annullare la fama dell'impresa,
istituì la celebrazione solenne delle gare
chiamate Pìtiche, dal nome del serpente vinto.
dal fango, ricorda, nascesti.
Apollo ha scritto:[...]
ergo ubi diluvio tellus lutulenta recenti
solibus aetheriis altoque recanduit aestu,
edidit innumeras species; partimque figuras
rettulit antiquas, partim nova monstra creavit.
Illa quidem nollet, sed te quoque, maxime Python,
tum genuit, populisque novis, incognita serpens,
terror eras: tantum spatii de monte tenebas.
hunc deus arcitenens, numquam letalibus armis
ante nisi in dammis capreisque fugacibus usus,
mille gravem telis exhausta paene pharetra
perdidit effuso per vulnera nigra veneno.
neve operis famam posset delere vetustas,
instituit sacros celebri certamine ludos,
Pythia de domitae serpentis nomine dictos.
[...]
Publius Ovidius Naso
Quando dunque il suolo, fangoso per il recente diluvio,
si riasciugò al calore benefico dell'astro celeste,
partorì un'infinità di specie, in parte riproducendo
forme note, in parte creando mostri sconosciuti.
E pur non volendolo, generò anche te, Pitone smisurato,
serpente mai visto prima, terrore delle nuove genti,
tanto era lo spazio su cui ti distendevi giù dal monte.
Febo, il dio con l'arco, ma che fino ad allora di quell'arma
s'era servito solo contro camosci e caprioli in fuga,
lo seppellì di frecce e svuotò quasi la faretra per ucciderlo,
facendogli sprizzare veleno dalle nere ferite.
E perché il tempo non potesse annullare la fama dell'impresa,
istituì la celebrazione solenne delle gare
chiamate Pìtiche, dal nome del serpente vinto.
dal fango, ricorda, nascesti.
Dalle regole del forum:
5 - Se un utente viene sorpreso ad utilizzare due nick diversi viene immediatamente espulso dal forum.
Stanotte vieni espulso.
Fab
Invece c'è molto da discutere, perché se vuoi fare il tiranno sei libero di farlo, puoi inventare tutte le scuse che vuoi, ma tecnicamente parlando a meno che non ci sono 2 utenti connessi contemporaneamente dallo stesso ip (che poi, nel caso di molte reti, tra cui fastweb, non è comunque indicativo), tutti sanno che l'ip è dinamico, per cui quello che era assegnato ad un computer, mezz'ora dopo può essere assegnato ad un altro.Admin ha scritto:A me risultano anche gli IP e su quelli c'è poco da discutere.
Le regole parlano chiaro. Non c'è molto da aggiungere.
Fab
Ma hai già dimostrato che di questioni tecniche non capisci molto, pertanto se vuoi espellermi per una tua errata interpretazione dei log, fai pure. Il sito è tuo, sei tu il Padrone.
It's okay in the day I'm staying busy
Tied up enough so I don't have to wonder where is he
Got so sick of crying
So just lately
When I catch myself I do a 180
I stay up clean the house
At least I'm not drinking
Run around just so I don't have to think about thinking
That silent sense of content
That everyone gets
Just disappears soon as the sun sets
This face in my dreams seizes my guts
He floods me with dread
Soaked in soul
He swims in my eyes by the bed
Pour myself over him
Moon spilling in
And I wake up alone
If I was my heart
I'd rather be restless
The second I stop the sleep catches up and I'm breathless
This ache in my chest
As my day is done now
The dark covers me and I cannot run now
My blood running cold
I stand before him
It's all I can do to assure him
When he comes to me
I drip for him tonight
Drowning in me we bathe under blue light
His face in my dreams seizes my guts
He floods me with dread
Soaked in soul
He swims in my eyes by the bed
Pour myself over him
Moon spilling in
And I wake up alone
Amy Winehouse - Wake up alone

foto di jeffery scott
Tied up enough so I don't have to wonder where is he
Got so sick of crying
So just lately
When I catch myself I do a 180
I stay up clean the house
At least I'm not drinking
Run around just so I don't have to think about thinking
That silent sense of content
That everyone gets
Just disappears soon as the sun sets
This face in my dreams seizes my guts
He floods me with dread
Soaked in soul
He swims in my eyes by the bed
Pour myself over him
Moon spilling in
And I wake up alone
If I was my heart
I'd rather be restless
The second I stop the sleep catches up and I'm breathless
This ache in my chest
As my day is done now
The dark covers me and I cannot run now
My blood running cold
I stand before him
It's all I can do to assure him
When he comes to me
I drip for him tonight
Drowning in me we bathe under blue light
His face in my dreams seizes my guts
He floods me with dread
Soaked in soul
He swims in my eyes by the bed
Pour myself over him
Moon spilling in
And I wake up alone
Amy Winehouse - Wake up alone

foto di jeffery scott
S’amavan sonnambuli
Altalenando le lingue impastate di cielo
Sulle ginocchia notturne.
Volevano avere denti
Per la loro fame
Tatuata nel tempio del credo
Virginale
Sanguineo
Concettuale.
Potevan spalmarsi seni boreali
Sulle bocche monsoniche
Crude
Quasi virtuali.
Sputavan farfalle dagli occhi
Macchiando i fiori serali
Di colore,
astratto.
Seppellivano pietre bianche
Sotto i piedi del letto
Coi lacci delle scarpe alate
In attesa di lasciarsi
Per sperimentare nuovi arti
In dotazione agli spiriti che
Nella vita avevan saputo amare.
(M.J.C)

Altalenando le lingue impastate di cielo
Sulle ginocchia notturne.
Volevano avere denti
Per la loro fame
Tatuata nel tempio del credo
Virginale
Sanguineo
Concettuale.
Potevan spalmarsi seni boreali
Sulle bocche monsoniche
Crude
Quasi virtuali.
Sputavan farfalle dagli occhi
Macchiando i fiori serali
Di colore,
astratto.
Seppellivano pietre bianche
Sotto i piedi del letto
Coi lacci delle scarpe alate
In attesa di lasciarsi
Per sperimentare nuovi arti
In dotazione agli spiriti che
Nella vita avevan saputo amare.
(M.J.C)

- tom1986
- Ultra member

- Messaggi: 1362
- Iscritto il: mer mar 15, 2006 11:28 pm
- Località: Sicily, exactly where God forgot his cap... (ME)
mi va di dedicare Blasphemous Rumors, è l'unica che mi viene in mente..per un bambino del mio paese, morto stanotte a 5 anni dopo un attacco di meningite.
Quando ti passano davanti, a quell'età, non pensi mai possa accadere una cosa simile.
Ma quando apprendi una notizia di questo tipo, resti attonito..
ci guardava giocare a basket e qualche volta "giocava" con noi
Ciao Giovanni
_________________
Una cosa detta si scorda, una cosa dimostrata si può ricordare..una cosa vissuta insieme non si scorda mai
Quando ti passano davanti, a quell'età, non pensi mai possa accadere una cosa simile.
Ma quando apprendi una notizia di questo tipo, resti attonito..
ci guardava giocare a basket e qualche volta "giocava" con noi
Ciao Giovanni
_________________
Una cosa detta si scorda, una cosa dimostrata si può ricordare..una cosa vissuta insieme non si scorda mai
La dedica della buonanotte và a quelli che hanno firmato quella petizione, come me.
'O Terremoto!!!!
Dentro i colpevoli e fuori i nomi
Mezzogiorno di fuoco e sangue tra famiglie onorabili
Sul mercato canta il violino la ballata dell'immunità, oh
Vogliamo i ladrones, vogliamo tutti i loro nomi
Terremoto ed eclissi al sole
Le persiane ti ascoltano
Abbandono da triste storia
Ho paura ma' e voglio da mangiare
Fiori e piombo
Sangue al sangue
Eran secoli secoli secoli secoli fa
O forse un attimo un attimo un attimo un attimo
Il ladro, dimmi chi è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Mezzogiorno canta il violino
Qui si chiama fatalità
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Terremoto di fiori e sangue
Non è la fame me l'ignoranza che uccide!
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Ma non un attimo un attimo un attimo in più,
Perché è già troppo già troppo già troppo già troppo
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Lo voglio qui!!
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Lo voglio qui!
Dentro i colpevoli, fuori i nomi
o' terremoto'!!!...
'fanculo l'onore e l'omertà
aspettiamo questo terremoto, in tanti...e che non sia l'Etna stavolta a scoperchiare il tutto....
http://oknotizie.alice.it/go.php?us=688010c1cb090208

Di solito qui viene visualizzato un video da YouTube. Contatta un amministratore.
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'O Terremoto!!!!
Dentro i colpevoli e fuori i nomi
Mezzogiorno di fuoco e sangue tra famiglie onorabili
Sul mercato canta il violino la ballata dell'immunità, oh
Vogliamo i ladrones, vogliamo tutti i loro nomi
Terremoto ed eclissi al sole
Le persiane ti ascoltano
Abbandono da triste storia
Ho paura ma' e voglio da mangiare
Fiori e piombo
Sangue al sangue
Eran secoli secoli secoli secoli fa
O forse un attimo un attimo un attimo un attimo
Il ladro, dimmi chi è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Mezzogiorno canta il violino
Qui si chiama fatalità
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Terremoto di fiori e sangue
Non è la fame me l'ignoranza che uccide!
Combatti il terrore, prova a dargli faccia e nome
Ma non un attimo un attimo un attimo in più,
Perché è già troppo già troppo già troppo già troppo
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Non so niente, non so dove,
Non so dire chi è
E' un parassita un parassita
Il ladro dimmi dov'è
Lo voglio qui!!
Il ladro, dimmi dov'è
Voglio il nome, voglio il nome
Il ladro, dimmi chi è
Lo voglio qui!
Dentro i colpevoli, fuori i nomi
o' terremoto'!!!...
'fanculo l'onore e l'omertà
aspettiamo questo terremoto, in tanti...e che non sia l'Etna stavolta a scoperchiare il tutto....
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- francesco
- Angel

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On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses.
On me dit que le temps qui glisse est un salaud que de nos chagrins il s'en fait des manteaux pourtant quelqu'un m'a dit...
Refrain
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
On me dit que le destin se moque bien de nous
Qu'il ne nous donne rien et qu'il nous promet tout
Parais qu'le bonheur est à portée de main,
Alors on tend la main et on se retrouve fou
Pourtant quelqu'un m'a dit ...
Refrain
Mais qui est ce qui m'a dit que toujours tu m'aimais?
Je ne me souviens plus c'était tard dans la nuit,
J'entend encore la voix, mais je ne vois plus les traits
"Il vous aime, c'est secret, lui dites pas que j'vous l'ai dit"
Tu vois quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore, me l'a t'on vraiment dit...
Que tu m'aimais encore, serais ce possible alors ?
On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses
On me dit que le temps qui glisse est un salaud
Que de nos tristesses il s'en fait des manteaux,
Pourtant quelqu'un m'a dit que...
Refrain
Francesco.
Elles passent en un instant comme fanent les roses.
On me dit que le temps qui glisse est un salaud que de nos chagrins il s'en fait des manteaux pourtant quelqu'un m'a dit...
Refrain
Que tu m'aimais encore,
C'est quelqu'un qui m'a dit que tu m'aimais encore.
Serais ce possible alors ?
On me dit que le destin se moque bien de nous
Qu'il ne nous donne rien et qu'il nous promet tout
Parais qu'le bonheur est à portée de main,
Alors on tend la main et on se retrouve fou
Pourtant quelqu'un m'a dit ...
Refrain
Mais qui est ce qui m'a dit que toujours tu m'aimais?
Je ne me souviens plus c'était tard dans la nuit,
J'entend encore la voix, mais je ne vois plus les traits
"Il vous aime, c'est secret, lui dites pas que j'vous l'ai dit"
Tu vois quelqu'un m'a dit...
Que tu m'aimais encore, me l'a t'on vraiment dit...
Que tu m'aimais encore, serais ce possible alors ?
On me dit que nos vies ne valent pas grand chose,
Elles passent en un instant comme fanent les roses
On me dit que le temps qui glisse est un salaud
Que de nos tristesses il s'en fait des manteaux,
Pourtant quelqu'un m'a dit que...
Refrain
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Francesco.
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