la comprensione di Exciter (RIPULITO)
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Io penso che ogni produzione ulteriore che sia artistica o scientifica derivi dal già prodotto, ora il problema è capire le modalità secondo le quali il già prodotto rientri nelle produzioni nuove.
Inutile stare a sostenere che i DM siano stati influenzati da questa o quella tendenza, inevitabilmente la musica cambia attraverso il tempo e cambia per tutti sia per i cosiddetti gruppi di tendenza che per i gruppi "commerciali".
I dm hanno guidato il filone della musica elettronica da quando esistono praticamente, certo non sono stati loro a scoprirla ma sicuramenti pezzi come ETS hanno influenzato non poco la produzione musicale negli anni '90 basti pensare al remix di "lemon" degli U2
Inutile stare a sostenere che i DM siano stati influenzati da questa o quella tendenza, inevitabilmente la musica cambia attraverso il tempo e cambia per tutti sia per i cosiddetti gruppi di tendenza che per i gruppi "commerciali".
I dm hanno guidato il filone della musica elettronica da quando esistono praticamente, certo non sono stati loro a scoprirla ma sicuramenti pezzi come ETS hanno influenzato non poco la produzione musicale negli anni '90 basti pensare al remix di "lemon" degli U2
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the lamp light
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the lamp light
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Che leccornie...Saturnz70 ha scritto:Certo è che alla fine degli anni '80 la corrente acid house impazzava. Infatti Violator subisce diverse influenze per l'impostazione di alcuni suoni acidi, soprattutto di basso, ed il famoso "blip" percussivo, molto usato.
Un classico esempio ne sono alcuni remix del periodo, come l'Hazchemix di Dangerous, il Riky-tic-tic di Enjoy The Silence, il When World di Kaleid, il Telephone Stomp di Personal Jesus ed i mix contenuti nel maxi di World in My Eyes, quello dove ci sono anche le b-sides Sea of Sin e Happiest Girl. Non a caso un remix è di Orbital, noto esponente dell'acid del periodo.
Ad esempio io del periodo Violator non amo solo il disco in sé, ma tutto il "vortice" di dj e tendenze che gli ruota attorno, e sono fiero di poter dire: i DM hanno affascinato anche quel mondo.
Anzi, mi fa immenso piacere sentire Kevorkian quando, nel filmato sul remaster di Violator, afferma: "Già ascoltando il groove sensazionale di Behind The Wheel, tutti i dj, d'Europa e d'oltreoceano, capirono che i DM stavano facendo qualcosa di davvero nuovo rispetto al tipo di musica che avevano fatto fino a Black Celebration.
Se a mio parere avessero scopiazzato, sarei stato un fan dei neubaten o dei nirvana non trovi free? Invece è proprio quello che dici nella seconda parte del pezzo che ho quotato che intendevo, credevo fosse chiaroFreestate ha scritto: ad iamyou che parla di band che insegue le mode del rumorismo o del grunge non ho molto da dire. Però Wilder (ma anche Miller) non sarebbe molto contento di sentirsi dare dello scopiazzatore di idee altrui. Essendo esseri umani che vivono in maniera normale e non sotto una campana di vetro, va da sé che ascoltino cosa suona in giro, osservino cosa succede nella musica e ne rimangano positivamente o negativamente impressionati e/o influenzati.
Sinceramente sono ben contento che i DM abbiano avuto varie forme di ispirazione. Anzi è proprio questo spaziare tra i generi che mi è sempre piaciuto, dalla musica classica al grounge, dal gospel all'acustica minimale, dal reggae al blues ecc. Il tutto però sempre farcito di sound eccellente, se questo viene meno (come in exciter imho) i dm perdono qualcosinaFreestate ha scritto:ma perché? conosci qualcuno che non si è ispirato a nessuno?
Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma! (op.cit.)
- saturnz70
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Bravo Daniel a proteggere e coltivare i DM.Freestate ha scritto:le pressioni sono naturali e all'ordine del giorno
[...]
Senza Miller altro che 27 anni di carriera...
Bisogna però dire che se Gore non scriveva come si riempivano quei 27 anni?
Un certo obbligo a prendere in mano la penna esiste. Non si può negarlo.
Che poi lui possa prendersela comoda è un dato di fatto, ma non può latitare all'infinto, a meno che non decida di mettere la parola fine all'attività discografica del gruppo.
- neuronifolli
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Aspetta Carlè,Freestate ha scritto:le pressioni sono naturali e all'ordine del giorno quando per ogni album si muovono volumi che vanno dai due e mezzo ai tre milioni di copie. Ma se esiste una peculiarità nel rapporto tra Mute e dM è proprio la mancanza di grosse tensioni al riguardo.
io sapevo di pressioni anche da parte degli altri 2 membri del gruppo.
E comunque, sai meglio di me che la Mute non ha mai navigato nell'oro finanziariamente parlando. I DM sono l'ancora di salvezza per Miller, ed è normale che dopo 3 anni, al buon vecchio Gore venga chiesto "beh, allora, cosa ne pensi di iniziare a dare un seguito ad Ultra"?
Ma ripeto, e chi me l'ha detto fu all'epoca lo stesso Freegard: Martin non aveva nessuna voglia di scrivere, solo di divertirsi. Per questo hanno dovuto mettergli una qualche forma di pressione addosso perché riprendesse.
Toh,saturnz70 ha scritto:Leggi bene quello che ho scritto!
Ho parlato di house, ed anche di acid house.
Non ho certo messo dentro la acid house tutto e tutti come sembri farmi dire tu... un po' di attenzione per favore!
è una mania dilagante allora
E non sono l'unico a cui da un certo fastidio. Sono in buona compagnia
Ps Ah Gianlù, ma quei flac li hai ascoltati? E allora
- saturnz70
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neuronifolli ha scritto:...ma non credo al punto da spingerlo a scrivere qualcosa che non gli piaccia
Certo, conoscendo Martin e tutto il gruppo e l'entourage, sicuramente non sarebbe stato permesso ad un lavoro mediocre di essere portato su disco.Freestate ha scritto:mi sono permesso di correggere leggermente la tua affermazione.
Qualche compromesso però è sempre ammesso... nella vita come nel business...
- neuronifolli
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- saturnz70
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Massicuro neuroni... nessuno sta dando del furbo a Gore. E' un genio e nessuno lo disconosce.
Ha sempre avuto la sua penna fatata con sè ed ha avuto la fortuna di incontrare Miller che lo ha protetto e coccolato fin dai primi giorni.
Ha avuto modo così di maturare relativamente in pace, per quanto si possa essere tranquilli facendo parte del music business.
Ha sempre avuto libertà assoluta di azione e di presentare ciò che più gli aggradava ai compagni ed alla casa discografica.
Quasi sempre il livello delle sue proposte era eccellente. Forse un po' naive e basico, ma meglio così, anche perchè poi, un altro genio nel suo genere (Alan) poteva lavorarci meglio.
Sempre tutto bene.
Fino a quel maledetto post-Ultra.
Non sappiamo con esattezza cosa successe in quel periodo e perchè. Sappiamo però per certo (per sua stessa ammissione) che Mart soffriva del più classico blocco dello scrittore.
Erano passati circa tre anni dalla pubblicazione dell'ultimo album di inediti e lui non aveva ancora scritto nulla. Cosa strana anche per lui che certo non è mai stato un autore prolifico.
E' stra-assodato che Gore non vuole scrivere la prima pirlata che gli viene in mente. Quindi si mette lì e prova e riprova, ma non gli esce niente di decente.
Scrive e poi butta via perchè non gli piace assolutamente.
Alltrettanto chiaro a questo punto, è che una certa preoccupazione o pressione si fa sentire. Sia dall'interno di sè stesso, "ma che mi succede?", sia da chi gli sta intorno, dai più stretti collaboratori, dai suoi compagni, da Miller e da chi per lui...
Semplicemente questo è quello che vogliamo dire.
Nessuno si sogna di accusare Martin Lee Gore di fare i soldi fregando la gente mettendo su disco qualsiasi schifezza.
Lapalissiano, bisognerà ammetterlo, che, in questa particolare situazione, qualcosa della solita qualità di scrittura si deve essere perso.
E' comprensibile, umano, scontato quanto si vuole, ma è così.
Anche perchè, di conseguenza, viene il fatto che, il periodo lungo dedicato alla preproduzione, dovuto a quel blocco, ha comportato l'accorciarsi dei tempi di produzione effettiva.
Dovuta a qualche seppur piccolissima esigenza di tempi da rispettare per l'uscita del disco sul mercato.
E' più chiaro così?
Ha sempre avuto la sua penna fatata con sè ed ha avuto la fortuna di incontrare Miller che lo ha protetto e coccolato fin dai primi giorni.
Ha avuto modo così di maturare relativamente in pace, per quanto si possa essere tranquilli facendo parte del music business.
Ha sempre avuto libertà assoluta di azione e di presentare ciò che più gli aggradava ai compagni ed alla casa discografica.
Quasi sempre il livello delle sue proposte era eccellente. Forse un po' naive e basico, ma meglio così, anche perchè poi, un altro genio nel suo genere (Alan) poteva lavorarci meglio.
Sempre tutto bene.
Fino a quel maledetto post-Ultra.
Non sappiamo con esattezza cosa successe in quel periodo e perchè. Sappiamo però per certo (per sua stessa ammissione) che Mart soffriva del più classico blocco dello scrittore.
Erano passati circa tre anni dalla pubblicazione dell'ultimo album di inediti e lui non aveva ancora scritto nulla. Cosa strana anche per lui che certo non è mai stato un autore prolifico.
E' stra-assodato che Gore non vuole scrivere la prima pirlata che gli viene in mente. Quindi si mette lì e prova e riprova, ma non gli esce niente di decente.
Scrive e poi butta via perchè non gli piace assolutamente.
Alltrettanto chiaro a questo punto, è che una certa preoccupazione o pressione si fa sentire. Sia dall'interno di sè stesso, "ma che mi succede?", sia da chi gli sta intorno, dai più stretti collaboratori, dai suoi compagni, da Miller e da chi per lui...
Semplicemente questo è quello che vogliamo dire.
Nessuno si sogna di accusare Martin Lee Gore di fare i soldi fregando la gente mettendo su disco qualsiasi schifezza.
Lapalissiano, bisognerà ammetterlo, che, in questa particolare situazione, qualcosa della solita qualità di scrittura si deve essere perso.
E' comprensibile, umano, scontato quanto si vuole, ma è così.
Anche perchè, di conseguenza, viene il fatto che, il periodo lungo dedicato alla preproduzione, dovuto a quel blocco, ha comportato l'accorciarsi dei tempi di produzione effettiva.
Dovuta a qualche seppur piccolissima esigenza di tempi da rispettare per l'uscita del disco sul mercato.
E' più chiaro così?
In questo assomiglia molto ad un altro grandissimo autore come Springsteen. Uno capace di presentarsi in studio con venti pezzi e, dopo averci lavorato magari un mese, prendere e buttare tutto tra le grida di dolore dei musicisti che non capiscono come si possano buttare delle canzoni così belle. .saturnz70 ha scritto:Scrive e poi butta via perchè non gli piace assolutamente.
Chissà cosa c'era tra le numerose canzoni che Martin ha registrato a casa e poi buttato... Di certo la più brutta tra gli scarti farebbe la fortuna di uno dei tanti scalzacani che circolano in classifica e per i quali spesso le lodi si sprecano...


