Recoil: Subhuman. Free download!
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Lo voglio mettere come firma!!daniemt ha scritto:epilogo:
e se non vi piace questo album siete utenti da spiaggia di riccione nei lettini attorcigliati e ammassati sotto un sole malato , tra piedi e facce bruciate pronti per la cottura a fare i manichini dentro le lavatrici notturne dell'indifferenza.....
Però è troppo lungo...riassumi il concetto........
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Finalmente anche io posso partecipare a questo thread essendo diventato possessore del tanto discusso album!
Dal primo ascolto la prima considerazione che se ne trae e che ci sarà bisogno di più di qualche altro passaggio per focalizzarlo, ma l'immediatezza non è mai stata una qualità che ho cercato in un disco, anzi molto spesso è sintomo di lavoro superficiale che tende a stufare dopo un non considerevole numero di ascolti.
Comunque è chiaro che il background musicale per "origliare" questo lavoro, non può essere quello classico dei DM, qui si va da Craig Armstrong ai Cinematic Orchestra passando magari per Eno, Sylvian, Sakamoto e forse Talvin Singh; chi non ha orecchie abituate a questo tipo di sonorità apprende come marziano il suono che esce dalle casse del suo hi-fi, quando gira questo disco.
A me piace, devo essere sincero, sembra la migliore continuazione di Liquid, ma migliorato senza l'angosciante spoken words, ma questa bella voce calda da vecchio bluesman nero (e non ditemi che è bianco prchè non ci credo),di tale Joe Richardson che disconosco completamente.
Come categoria, se esiste una minima possibilità di classificare questo genere musicale, la definirei musica da film, con questi suoni profondi di archi e piano mischaite a degli intensi giri di basso e a tutta la conoscenza elettronica del buon Wilder.
Unico vero rimpianto è che asoltando alcuni passaggi del disco si capisce perchè Wilder era almeno un terzo della musica dei DM; perchè se è vero che le melodie di Martin sono fantastiche e la voce di Dave spesso è uno strumento aggiunto, perchè suona così naturale sulla musica dei nostri; come si può non dare atto alla maestosità, alla potenza alla drammaticità dei suoni che Wilder riesce a creare in studio.
Un esempio banalissimo che peraltro immagino non sarà condivisibile per tutti, ma è una considerazione personale, e nella democraticità del forum la esprimo; e che canzoni come Insight, BOTG, Freelove, DON o l'ultima Darkstar, sono solo tentativi di riproduzione dell'intensità che Wilder aveva creato in pezzi come Clean, Rush, HL, NLMDA e tanti altri; alla ricerca di un protocollo che da anni identifica il marchio DM con quel genere di sonorità intense (perchè il pubblico immediatamente accosta quel sound alla band riconoscendolo un marchio imprescindibile e prerogativo del lavoro della band), ma che è stato iniziato da Wilder in studio e che lui ha affibbiato più di ogni altro al suono dei Depeche.
Dal primo ascolto la prima considerazione che se ne trae e che ci sarà bisogno di più di qualche altro passaggio per focalizzarlo, ma l'immediatezza non è mai stata una qualità che ho cercato in un disco, anzi molto spesso è sintomo di lavoro superficiale che tende a stufare dopo un non considerevole numero di ascolti.
Comunque è chiaro che il background musicale per "origliare" questo lavoro, non può essere quello classico dei DM, qui si va da Craig Armstrong ai Cinematic Orchestra passando magari per Eno, Sylvian, Sakamoto e forse Talvin Singh; chi non ha orecchie abituate a questo tipo di sonorità apprende come marziano il suono che esce dalle casse del suo hi-fi, quando gira questo disco.
A me piace, devo essere sincero, sembra la migliore continuazione di Liquid, ma migliorato senza l'angosciante spoken words, ma questa bella voce calda da vecchio bluesman nero (e non ditemi che è bianco prchè non ci credo),di tale Joe Richardson che disconosco completamente.
Come categoria, se esiste una minima possibilità di classificare questo genere musicale, la definirei musica da film, con questi suoni profondi di archi e piano mischaite a degli intensi giri di basso e a tutta la conoscenza elettronica del buon Wilder.
Unico vero rimpianto è che asoltando alcuni passaggi del disco si capisce perchè Wilder era almeno un terzo della musica dei DM; perchè se è vero che le melodie di Martin sono fantastiche e la voce di Dave spesso è uno strumento aggiunto, perchè suona così naturale sulla musica dei nostri; come si può non dare atto alla maestosità, alla potenza alla drammaticità dei suoni che Wilder riesce a creare in studio.
Un esempio banalissimo che peraltro immagino non sarà condivisibile per tutti, ma è una considerazione personale, e nella democraticità del forum la esprimo; e che canzoni come Insight, BOTG, Freelove, DON o l'ultima Darkstar, sono solo tentativi di riproduzione dell'intensità che Wilder aveva creato in pezzi come Clean, Rush, HL, NLMDA e tanti altri; alla ricerca di un protocollo che da anni identifica il marchio DM con quel genere di sonorità intense (perchè il pubblico immediatamente accosta quel sound alla band riconoscendolo un marchio imprescindibile e prerogativo del lavoro della band), ma che è stato iniziato da Wilder in studio e che lui ha affibbiato più di ogni altro al suono dei Depeche.
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D'accordissimo su tutto....
Sono state le prime cose che ho pensato da quando son tornato ad ascoltare Recoil...
Comunque puoi trovare lo space di Richardson qui:
http://www.myspace.com/joerichardsonexpress
Vive ad Austin ma, se non mi sbaglio, è nato in Louisiana...
Non è proprio nero
Ciao!
Sono state le prime cose che ho pensato da quando son tornato ad ascoltare Recoil...
Comunque puoi trovare lo space di Richardson qui:
http://www.myspace.com/joerichardsonexpress
Vive ad Austin ma, se non mi sbaglio, è nato in Louisiana...
Non è proprio nero
Ciao!
- neuronifolli
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Interessante questo passaggio, che condivido. Resta il fatto, personalissimo, che nel mio impianto hifi, abituato a "robe strane" questo disco è passato come trasparente. Inutile, è quel che mi viene in mente.NEROMODE ha scritto: Comunque è chiaro che il background musicale per "origliare" questo lavoro, non può essere quello classico dei DM, qui si va da Craig Armstrong ai Cinematic Orchestra passando magari per Eno, Sylvian, Sakamoto e forse Talvin Singh; chi non ha orecchie abituate a questo tipo di sonorità apprende come marziano il suono che esce dalle casse del suo hi-fi, quando gira questo disco.
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Davvero?neuronifolli ha scritto:Interessante questo passaggio, che condivido. Resta il fatto, personalissimo, che nel mio impianto hifi, abituato a "robe strane" questo disco è passato come trasparente. Inutile, è quel che mi viene in mente.
...ed io che credevo che ti fosse piaciuto...
Aspetta che provo a chiedere a Salvo e Persuader... magari a loro piace...


(op.cit)

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