(OT) Spazio per sognare in poesia..la vita
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
Può davvero qualcuno
salvarti da te stesso?
Non lo so.
Forse sì.
Ma devi avere la fortuna
di incontrarlo.
Oggi c'è solo
Vuoto
Silenzio.
Il tuo modo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perchè io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato:mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi,
tu,no.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
Pedro Salinas
salvarti da te stesso?
Non lo so.
Forse sì.
Ma devi avere la fortuna
di incontrarlo.
Oggi c'è solo
Vuoto
Silenzio.
Il tuo modo d'amare
è lasciare che io t'ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perchè io le baci.
Mai parole e abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato:mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi,
tu,no.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
Pedro Salinas
- lilianlove
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Incontro
tu non m'abbandonare mia tristezza
sulla strada
che urta il vento forano
co' suoi vortici caldi, e spare; cara
tristezza al soffio che si insinua: e a questo, sospinta sulla rada
dove l'ultime voci il giorno esala
viagga una nebbia, alta si flette un'ala
di cormorano.
la foce è allato del torrente, sterile
d'acque, vivo di pietre e di calcine;
ma più foce di umani atti consunti,
d'impallide vite tramontati
oltre il confine
che a cerchio ci rinchiude. visi eminti,
ma s scarne, cavalli in file, ruote
stridule: vite no: vegetazioni
dell'altro mare che sofrasta il fluto.
Si va sulla carraia di rappresa
moto senza uno scarto
simili ad incappati di corteo,
sotto la volta infranta ch'è discesa
quasi a specchio delle vietrine,
in un'aurora che avvolege i nostri passi
fitta e uguaglia i sargassi
umani fluttuanti alle cortine
dei bambù mormoranti.
Se mi lasci anche tu, tristezza, solo
presagio vivo in questo nembo, sembra
che attorno mi si effonda
un ronzio qual di sfere quando un'ora
sta per scoccare.
e cado inerte nell'attesa spenta
di chi non sa temere
su questa proda che ha sorpresa l'onda
lenta, che non sappare.
Forse riavrò un aspetto: nella luce
radente un moto mi conduce accanto
a una misera fronda che in un vaso
s'alleva s'una porta di osteria.
A lei tendo la mano, e farsi mia
un'altra vita sento, ingombro d'una
forma che mi fu tolta; e quasi anelli
alle dita non foglie mi attorcono
ma capelli.
Poi più nulla. Oh sommersa! tu dispari
qual sei ventuta, e nulla so di te:
La tua vita è ancor tua: tra i guizzi rari
dal girono sparsa già: prega per me
allora ch'io discenda altro cammino
che una via di città,
nell'aria persa, innanzi al brulichio
dei vivi; ch'io ti senta accanto. ch'io
scenda senza viltà.
E.M.
tu non m'abbandonare mia tristezza
sulla strada
che urta il vento forano
co' suoi vortici caldi, e spare; cara
tristezza al soffio che si insinua: e a questo, sospinta sulla rada
dove l'ultime voci il giorno esala
viagga una nebbia, alta si flette un'ala
di cormorano.
la foce è allato del torrente, sterile
d'acque, vivo di pietre e di calcine;
ma più foce di umani atti consunti,
d'impallide vite tramontati
oltre il confine
che a cerchio ci rinchiude. visi eminti,
ma s scarne, cavalli in file, ruote
stridule: vite no: vegetazioni
dell'altro mare che sofrasta il fluto.
Si va sulla carraia di rappresa
moto senza uno scarto
simili ad incappati di corteo,
sotto la volta infranta ch'è discesa
quasi a specchio delle vietrine,
in un'aurora che avvolege i nostri passi
fitta e uguaglia i sargassi
umani fluttuanti alle cortine
dei bambù mormoranti.
Se mi lasci anche tu, tristezza, solo
presagio vivo in questo nembo, sembra
che attorno mi si effonda
un ronzio qual di sfere quando un'ora
sta per scoccare.
e cado inerte nell'attesa spenta
di chi non sa temere
su questa proda che ha sorpresa l'onda
lenta, che non sappare.
Forse riavrò un aspetto: nella luce
radente un moto mi conduce accanto
a una misera fronda che in un vaso
s'alleva s'una porta di osteria.
A lei tendo la mano, e farsi mia
un'altra vita sento, ingombro d'una
forma che mi fu tolta; e quasi anelli
alle dita non foglie mi attorcono
ma capelli.
Poi più nulla. Oh sommersa! tu dispari
qual sei ventuta, e nulla so di te:
La tua vita è ancor tua: tra i guizzi rari
dal girono sparsa già: prega per me
allora ch'io discenda altro cammino
che una via di città,
nell'aria persa, innanzi al brulichio
dei vivi; ch'io ti senta accanto. ch'io
scenda senza viltà.
E.M.
- salvodepeche
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- Contatta:
Convulsione Emozionale
Voglio una crostata di marmellata e cattiveria
Scioglierti in bocca e morderti l’anima
Mentre ti sbricioli su di me
Soldati tossici marciano
Su scacchiere di zucchero sieropositivo
Sei la mia crostata andata a male
Sei la mia crostata andata a male
Sei la mia crostata andata a male
Ti lecco le ferite come un animale
Convulsione emozionale
Piacere chimico, amore in un vasetto
Umettami e stringimi e ungimi
Spalmami dolcezza sulle dita
E leccami
sterilizzami
sterilizzami
sterilizzami
dentro te
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
Convulsione emozionale
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Dentro te
(Manuel Agnelli)
Voglio una crostata di marmellata e cattiveria
Scioglierti in bocca e morderti l’anima
Mentre ti sbricioli su di me
Soldati tossici marciano
Su scacchiere di zucchero sieropositivo
Sei la mia crostata andata a male
Sei la mia crostata andata a male
Sei la mia crostata andata a male
Ti lecco le ferite come un animale
Convulsione emozionale
Piacere chimico, amore in un vasetto
Umettami e stringimi e ungimi
Spalmami dolcezza sulle dita
E leccami
sterilizzami
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(Manuel Agnelli)
- lilianlove
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- Località: trentinoaltoadige
Gli uomini che si voltano
Provabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che così sia.
Ha rischiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
metterli controluce e ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dellì'aliscafo o dai fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente
e non chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse al centro
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.
E.M.
Provabilmente
non sei più chi sei stata
ed è giusto che così sia.
Ha rischiato a dovere la carta a vetro
e su noi ogni linea si assottiglia.
Pure qualcosa fu scritto
sui fogli della nostra vita.
metterli controluce e ingigantire quel segno,
formare un geroglifico più grande del diadema
che ti abbagliava.
Non apparirai più dal portello
dellì'aliscafo o dai fondali d'alghe,
sommozzatrice di fangose rapide
per dare un senso al nulla. scenderai
sulle scale automatiche dei templi di Mercurio
tra cadaveri in maschera,
tu la sola vivente
e non chiederai
se fu inganno, fu scelta, fu comunicazione
e chi di noi fosse al centro
Non me lo chiedo neanch'io. Sono colui
che ha veduto un istante e tanto basta
a chi cammina incolonnato come ora
avviene a noi se siamo ancora in vita
o era un inganno crederlo. Si slitta.
E.M.
- bregndelors
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- Località: trento
- Contatta:
Perchè volersi e desiderarsi
C´era fra noi un gioco d´azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo
spiega qualcosa,
forse soltano
certe parole sembrano pianto,
sono salate, sanno di mare
chissà, tra noi, si trattava d´amore…
Ma non parlo di te, io parlo d´altro
il gioco era mio, lucido e scaltro…
Io parlo di me, di me che ho goduto
di me che ho amato
e che ho perduto…
E trovo niente da dire o da fare…
Però tra noi si trattava d´amore…
C´era fra noi un giocco d´azzardo,
giocco di vita, duro e bugiardo…
Perchè volersi e desiderarsi
facente finta di essere persi…
Adesso è tardi e dico soltanto
che si trattava d´amore, e non sai quanto…
(Paolo Conte)
SENZA DI TE
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.
John Keats
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.
John Keats
- lilianlove
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- Località: trentinoaltoadige
La poesia
L'angosciante questione
se sia freddo o a caldo l'ispirazione
non appartine alla scenza termica.
Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
non c'è poesia al sorbetto a al girarrosto.
Si tratterà piuttosto di parole
molto importune
che hanno fretta di uscire
dal forno o dal surgelante.
Il fatto non è importante. Appena fuori
si guardano d'attorno e hanno l'aria di dirsi:
che sto a farci?
Con orrore
la poesia rifiuta
le glosse degli scoliasti (commenti di critici)
Ma non è certo che la troppo muta basti a se stessa
o al trovarobe che in lei è inciampato
(riesca a parlare abbastanza al poeta)
senza sapere esserne
l'autore.
E.M.
L'angosciante questione
se sia freddo o a caldo l'ispirazione
non appartine alla scenza termica.
Il raptus non produce, il vuoto non conduce,
non c'è poesia al sorbetto a al girarrosto.
Si tratterà piuttosto di parole
molto importune
che hanno fretta di uscire
dal forno o dal surgelante.
Il fatto non è importante. Appena fuori
si guardano d'attorno e hanno l'aria di dirsi:
che sto a farci?
Con orrore
la poesia rifiuta
le glosse degli scoliasti (commenti di critici)
Ma non è certo che la troppo muta basti a se stessa
o al trovarobe che in lei è inciampato
(riesca a parlare abbastanza al poeta)
senza sapere esserne
l'autore.
E.M.
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Cosa si può chiedere all'amore? Cosa può chiedergli un poeta? La risposta di Bevilacqua è convinta, appagata, dolorosamente ripetuta.
Spazio d'amore è distanza. Illusoria ogni speranza di colmarla. In un universo cupo e desolato si fronteggiano due contrari. L'inferno e il Paradiso. Nessuna comunicazione è possibile: Come tra nomadi che contengano in sè,nel meccanismo genetico, l'enigma del proprio funzionamento. Lei trova "in ogni orrore castità sfuggite al boia". Lui vuole precipitare "nell'abisso" Impensabile la riconciliazione degli opposti. Perchè lei è vista attraverso l'occhio di lui. Vive soltanto perchè penetrata dal suo sguardo. L'occhio deforma, inevitabilmente. Al di là di sè, cerca, le certezze di cui, masochisticamente, si appaga:" E' un occhio della mente; Implacabile con se stesso, non trae in inganno quando riconosce l'altro.
"Torna a vedere l'amore" capita. Può capitare che l'illusione si ripeta: Gli estremi possano toccarsi. ma lei è ancora il prolungamento fantasmatico di lui. Come uno sbocco o un effluvio di felicità immediatamente sospetto, subito circoscritto; diventa la "cripta carnale" che può contenere le proiezioni di lui. I residui di viltà assolutizzati. Attesa prefigurata (eri in me murata") secondo un tema classico che spesso ricorre nella poesia d'amore d'ogni tempo. Dall'Ecclesiaste a Prèvert.
Con versi rapidi, scorciati secondo il suggello di una sesazione profonda e avvolgente, Bevilacqua tracica i segni che portano alla verità. Il finale svela il principio. ma attenzione all'ambiguità (calcolata o istintiva?) di un simile sostantivo. Il principio è, si, l'inizio. la scoperta del contatto. Qualcosa che spinge, irresistibilmente, fuori si sè, verso l'altro: ma può essere anche una legge. Qualcosa che improvvisamente si erge. lirica, opaca. Una tristezza inattesa. o anche, la coscenza di un "senso profondo" che si annidia tra le cose e avvelena la gioia. Il nonsense d'amore che pure insensato ci dà un senso". lei è dall'altra parte, nel suo <paradiso.Per sempre.
la distanza è davvero incolmabile.L'amore dà voce a un io minimo e infelice. Resta il "buio a lungo imparato".
Fr. Pansa.
L'alba
Sensibilmente, un'estate
tu.
felicità a finestrina lunare
di quelle perse sui cardini,
del gatto o del rondone
che salta
svolta: mi sei apparsa
un fuoco più a fuoco alla vista lontano,
un finale
che svela il principio:
è copula anche il sentirti remota
svanire a un telefono,
mia morgana camicina insulare
incarnata nella mia voglia di te.
Alberto Bevilacqua.
Spazio d'amore è distanza. Illusoria ogni speranza di colmarla. In un universo cupo e desolato si fronteggiano due contrari. L'inferno e il Paradiso. Nessuna comunicazione è possibile: Come tra nomadi che contengano in sè,nel meccanismo genetico, l'enigma del proprio funzionamento. Lei trova "in ogni orrore castità sfuggite al boia". Lui vuole precipitare "nell'abisso" Impensabile la riconciliazione degli opposti. Perchè lei è vista attraverso l'occhio di lui. Vive soltanto perchè penetrata dal suo sguardo. L'occhio deforma, inevitabilmente. Al di là di sè, cerca, le certezze di cui, masochisticamente, si appaga:" E' un occhio della mente; Implacabile con se stesso, non trae in inganno quando riconosce l'altro.
"Torna a vedere l'amore" capita. Può capitare che l'illusione si ripeta: Gli estremi possano toccarsi. ma lei è ancora il prolungamento fantasmatico di lui. Come uno sbocco o un effluvio di felicità immediatamente sospetto, subito circoscritto; diventa la "cripta carnale" che può contenere le proiezioni di lui. I residui di viltà assolutizzati. Attesa prefigurata (eri in me murata") secondo un tema classico che spesso ricorre nella poesia d'amore d'ogni tempo. Dall'Ecclesiaste a Prèvert.
Con versi rapidi, scorciati secondo il suggello di una sesazione profonda e avvolgente, Bevilacqua tracica i segni che portano alla verità. Il finale svela il principio. ma attenzione all'ambiguità (calcolata o istintiva?) di un simile sostantivo. Il principio è, si, l'inizio. la scoperta del contatto. Qualcosa che spinge, irresistibilmente, fuori si sè, verso l'altro: ma può essere anche una legge. Qualcosa che improvvisamente si erge. lirica, opaca. Una tristezza inattesa. o anche, la coscenza di un "senso profondo" che si annidia tra le cose e avvelena la gioia. Il nonsense d'amore che pure insensato ci dà un senso". lei è dall'altra parte, nel suo <paradiso.Per sempre.
la distanza è davvero incolmabile.L'amore dà voce a un io minimo e infelice. Resta il "buio a lungo imparato".
Fr. Pansa.
L'alba
Sensibilmente, un'estate
tu.
felicità a finestrina lunare
di quelle perse sui cardini,
del gatto o del rondone
che salta
svolta: mi sei apparsa
un fuoco più a fuoco alla vista lontano,
un finale
che svela il principio:
è copula anche il sentirti remota
svanire a un telefono,
mia morgana camicina insulare
incarnata nella mia voglia di te.
Alberto Bevilacqua.
Tu sei per la mia mente, come cibo per la vita.
Come le pioggie di primavera sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumulare ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e , subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettere del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, nè perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto
e d'ogni cosa privo.
William Shakespeare
Come le pioggie di primavera sono per la terra.
E per goderti in pace, combatto la stessa guerra
che conduce un avaro, per accumulare ricchezza.
Prima, orgoglioso di possedere e , subito dopo,
roso dal dubbio, che il tempo gli scippi il tesoro.
Prima, voglioso di restare solo con te,
poi orgoglioso che il mondo veda il mio piacere.
Talvolta, sazio di banchettere del tuo sguardo,
subito dopo, affamato di una tua occhiata.
Non possiedo, nè perseguo alcun piacere,
se non ciò che ho da te, o da te io posso avere.
Così ogni giorno, soffro di fame e sazietà,
di tutto ghiotto
e d'ogni cosa privo.
William Shakespeare
- lilianlove
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Regina
La strada rosaria la neve
e lo scatto del tempo
parlando di cose lontane cattura
l'inganno che appaga l'attesa:
regina di pietre istoriate, il rifugio
ha pareti finite - salon de the
nel ghetto consumato e la bevanda
calda (l'esprit et la memorie et le desir)
scioglie all''inverno pure una promessa.
I templi son laggiù in fondo al cuore
cuore di mare e cuore di colori:
affogati. Per sentirti regina.
Racc, M.F. - L.L.
sintesi fra espressione e l'esperienza: " nessuna immaginazione sarebbe possibile senza un riferimento sia pure vago a una realtà che i modi di dire e di tramandare possano anche trasformare, ma non sganciare dall'originario vissuto".
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La strada rosaria la neve
e lo scatto del tempo
parlando di cose lontane cattura
l'inganno che appaga l'attesa:
regina di pietre istoriate, il rifugio
ha pareti finite - salon de the
nel ghetto consumato e la bevanda
calda (l'esprit et la memorie et le desir)
scioglie all''inverno pure una promessa.
I templi son laggiù in fondo al cuore
cuore di mare e cuore di colori:
affogati. Per sentirti regina.
Racc, M.F. - L.L.
sintesi fra espressione e l'esperienza: " nessuna immaginazione sarebbe possibile senza un riferimento sia pure vago a una realtà che i modi di dire e di tramandare possano anche trasformare, ma non sganciare dall'originario vissuto".






