Ammetto, ho seguito i DM sin dal loro esordio con interesse, ma ovviamente, in piena era technopop, c'era tantissima altra carne al fuoco da assaggiare qua e là. Voglio dire: i primi tre album erano senz'altro buoni esempi della spettacolare musica pop arrangiata con l'ausilio di quegli straordinari strumenti chiamati sintetizzatori.
Ma fino ad allora i DM erano per me -una- tra le tante cose buone presenti nel panorama di allora, essendo le mie orecchie da teenager piuttosto consumate tra Yazoo, Soft Cell, Visage, Eurythmics, Tears for fears, etc.
Già con Construction Time Again avevo percepito "qualcosa che non andava" in questo gruppo, qualcosa che mi lasciava tra un misto di perplessità ed interesse, notando quel modo "deragliato" di produrre suoni e arrangiamenti.
Cosa cavolo erano quei "rumori intonati", tutta quella metallicità?
Io e il mio compagno di studi all'I.T.I.S. , complice di tanti pomeriggi passati in garage nel vano tentativo di costruire l'oscillatore di un synth, eravamo ubriacati dalle frequenze telluriche del costosissimo minimoog e non capivamo tutti 'sti suoni strampalati derivati dall'uso del campionamento, cosa assolutamente nuova per noi. Proprio così, eravamo capaci di biasimare i "nuovi" DM perchè non avevano appreso la lezione di Vince Clarke, che con il suo giro di yazoo-bass in "Don't go" era capace di far vibrare il cassettone della saracinesca del box (per noi imprescindibile test strumentale casareccio per verificare la bontà delle basse frequenze).
Poi...
IL 1 9 8 6
Poi, sarà che si cresce, sarà che scatta la maggiore età e la personalità si forgia aggrappandosi a nuove cose, di fatto anche le percezioni musicali arrivano a cambiare.
Perchè poi ti arriva addosso Stripped.
E non c'è niente di assolutamente paragonabile a lei nello scenario di allora.
Scopri di trovarti d'accordo con un messaggio e un sound che vira verso il disicanto, in una visione sentimentale dark, immersa nel grigiore dei contesti urbani.
Black Celebration ti cambia la vita e tutto di te e intorno a te comincia ad assumere valenze diverse.
L'oscillatore in garage non siamo mai riusciti a costruirlo, in compenso avevamo deciso di cambiare colore alla Yamaha XT550. Il bianco non si adeguava ai nostri nuovi umori, per cui un bella livrea nera approntata consumando un certo numero di bombolette spray fu un'ottima idea. Avevamo purtroppo sbagliato tinta, così, dopo l'entusiasmo iniziale e man mano che la vernice asciugava, il mezzo risultò nero sì, ma nero opaco. Più che una moto sembrava un ordigno bellico e i papà, apprensivi, dubitavano sulle capacità degli automobilisti nello scorgerci di notte (considerando anche il nostro nuovo look plumbeo che non aiutava assolutamente).

IcsTiCinquecentocinquanta
Poco male. Ci pensavano le fanciulle che occupavano la zona di sellino posteriore. Con i loro accessori alla moda (scaldamuscoli, polsini, fermacapelli, etc.) colorati verso tonalità fosforescenti, fungevano da elemento catarifrangente (ricordate quei colori? Verde fosforescente, fucsia fosforescente, blu fosforescente, il verde era proprio il massimo).
Alla fine si decise di cambiare anche girlfriends: troppi contrasti cromatici tra noi e loro, sia interiori che esteriori.
In Italia i DM erano famosi, ok, ma fino a un certo punto. Niente isterismi di massa, niente sovraesposizione radiofonica (poi, figurati, con un singolo particolare come Stripped...) quindi restavano una nicchia, un personale riferimento musicale, un accogliente rifugio per teste differenti dal resto della gioventù anni 80, duraniana e madonnara.
Private-musical-resource.


Stripped, al contrario di altri singoli dei DM, è quello che non mi stancò mai, era ed è qualcosa capace di attraversare qualsiasi moda musicale o trend sonoro. In altri brani del passato, ascoltati con le orecchie di adesso, mi è sempre possibile scorgere delle ingenuità, nel canto piuttosto che nel missaggio o ancora per qualche suono debole qua e là, cose assolutamente giustificabili parlando di musica concepita oltre vent'anni fa.
Ma Stripped no.
Stripped è un enigma.
Un brano capace di percorrere trasversalmente decenni di musica elettronica e arrivare fino ad oggi con le sue verità ancora dannatamente valide.
Il mistero di una canzone a cui sono particolarmente legato e che nel corso degli anni ho voluto studiare, per capire i DM e comprendere me stesso e come mi sono innammorato di questo tipo di musica.


IL TESTO
Potrei cominciare dall'attualità del testo.
La verità di quel testo che sembra scritto apposta per questo nuovo secolo.
"Lascia che ti veda prendere decisioni senza la tua televisione..."
Non è cambiato niente dal 1986, anzi le cose sono peggiorate. Ci si incontra, ci si ama tra esseri forgiati dalla programmazione televisiva.
Ancora oggi, coma allora, ci si domanda se siamo individui con una personalità costruita su naturali esperienze di vita o se plasmata dalle logiche industriali.
Quelle logiche che mirano alla produzione del prodotto e alla successiva "costruzione del consumatore" a cui il manufatto è destinato. Quell'assurdo processo di elevazione del futile e del superfluo, portato a indispensabile elemento di vita da instillare nelle nostre menti.
Adesso, ma molto più di allora, abbiamo più precisa la nostra identità di consumatori. Sappiamo cosa comprare, come vestirci, come nutrirci, quali posti frequentare. E le quotidiane iniezioni di dati di questo tubo catodico ci permettono di andare oltre: sappiamo come pensare, sappiamo addirittura cos'è il bene e cos'è il male e abbiamo "assimilato" il concetto del bello.
Il bello definito per noi da qualcun'altro.


"Lascia che ti veda spogliata fino all'osso..."
Un testo secco, senza fronzoli poetici, un modo diretto di scrivere senza grossi filtri, tipico di certi brani "scomodi" dei DM di quegli anni.
Un testo perfettamente incastonato sulla melodia di un ritornello che non vuole svolgere la funzione di motivetto accattivante, come di norma prevede la sua funzione nel pop.
Martin Gore scrive le liriche di un ritornello che nella voce di Dave è un'invocazione a un processo di "scarnificazione" della persona amata: strato dopo strato, arrivati all'osso si potrà finalmente scorgere la superficie incontamita della persona che ti sta al fianco? Si potrà arrivare alla genuinità di un individuo lontano dai condizionamenti mediatici?
E poi le strofe che raccontano quell'amore "respirato" tra i fumi delle metropoli, tra baci "inquinati" e l'invito a staccare tutto per allontanarsi dal cemento, rientrare nella dimensione naturale dell'uomo. Sdraiati sull'erba anche se solo per poche ore.
Tutte cose che, accidenti, sento sulla pelle ancora oggi. E voi?
LA MUSICA
Un bel testo a cavallo di una musica che nel finale va affinandosi in una magnifica struttura.
Ora, parlando della musica di Stripped io non vorrei cadere nel classico tranello in cui incappa il fan sfegatato che, nel descrivere la musica dei propri idoli, capotta in esagerazioni e descrizioni ridondanti.
Però, citando il finale di Stripped, non riesco proprio a evitare di sottolineare l'uso del contrappunto che è stato fatto (senza nemmeno lontanamente accostare i DM al genio di Johan Sebastian Bach, maestro indiscusso del contrappunto, per carità).
Spieghiamo.
Dicesi contrappunto la relazione tra due o più voci (intendendo come voci delle melodie diverse, siano esse cantate o suonate) che sono indipendenti nel ritmo ed interdipendenti nell'armonia (dal latino punctum contra punctum, ovvero nota contro nota).
Sul finale di Stripped abbiamo la medodia cantata di Dave (1° voce), la risposta melodica di Martin (2° voce) e la melodia dell'ormai leggendario synth solista (3° voce) tutte e tre armonicamente interdipendenti.
Sto esagerando? Il contrappunto nella musica technopop? eh eh eh...
Ok, io ho una formazione più tecnica che accademica. Se l'individuare il contrappunto è una forzatura, qualcuno, magari più ferrato in materia, si faccia avanti così ridimensioniamo un pochino la cosa.
Ma pochino pochino, eh.
In ogni caso, si è capito, la musica di Stripped è strepitosa.
IL SUONO
Di solito la perfezione di una canzone la si riconduce a quella armonia magica tra testo e note.
La frase giusta, i termini giusti, guidati da un'appropriata sequenza di note.
Il mix ottimale che deve far breccia emozionalmente nell'ascoltatore.
Con l'avvento della tecnologia (e quindi delle tecniche di registrazione e degli strumenti elettrici/elettronici - dalle chitarre ai synth) un altro fondamentale "ingrediente" viene ad aggiugersi alla ricetta.
Il suono.
Questo è l'elemento altamente caratterizzante della musica elettronica che, facendo uso di strumenti musicali quali i sintetizzatori, dispositivi che per la loro intrinseca natura mettono in grado il musicista di avere una palette timbrica virtualmente infinita, espande enormemente l'atmosfera e il messaggio emozionale del brano.
In questo i DM sono stati sempre maestri.
Con Stripped si raggiunge la perfezione.
In questo brano non vengono usati suoni particolarmente belli o eufonici, piuttosto delle timbriche assolutamente funzionali al concept del brano, evitando la spettacolarizzazione del suono sintetico fine a se stesso.
Il punto focale è il contesto industriale, lo scenario grigio dove si muove quel disagio sentimentale tra uomo e una donna trattato dal testo.
Già il demo di Martin presentava l'ossessivo rumore ciclico che è il risultato del campionamento del motore di un motocicletta messa in folle.
Nei primi secondi iniziali dell'mp3 di cui trovate il link a margine del post, potete sentire il sample iniziale che comprende anche un colpo di accelleratore sul gas. Il campione viene abbassato di intonazione e quindi temporalmente "dilatato" fino a raggiungere, in ciclo, la velocità ritmica di 90 battute al minuto. Una velocità assolutamente ottimale, ne troppo veloce, ne troppo lenta, anche questa calibrata ad hoc in funzione del brano. Il sample del demo resta nella versione definitiva e ad esso viene ad aggiungersi il rumore di accensione campionato sulla macchina di Dave, una Porsche 911. Il sample viene eseguito bene in evidenza nell'incipit del brano ma in realtà i suoi primi decimi di secondo, proprio quelli dello scatto (prima dell'accensione vera e propria) vegono inseriti in quasi tutta la durata del brano, amalgamati al loop della moto e a tutta una serie di campionamenti eseguiti sugli elementi metallici di una batteria (piatti, triangolo, campanaccio, etc.).


Tutta questa struttura viene programmata sul N.E.D. Synclavier, una complessa e costosissima workstation presente negli studi HANSA di Berlino, dove è stato registrato Black Celebration. Il Synclavier svolge funzioni di sintetizzatore in sintesi sottrattiva, FM e addittiva, nonchè di campionatore con elaborazione grafica su computer Mac ad esso integrato.
E' lo scenario industriale è fatto.


Ulteriore campioni vengono registrati in una trasferta all'aperto. Una sera del 5 novembre si decide di campionare il lancio di fuochi d'artificio, sparati quasi ad altezza d'uomo, su una fila di 5 microfoni posti a 4 metri l'uno dall'altro. Il campionamento acquisisce lo spettro sonoro sia del passaggio del razzo che dello scoppio.
Si ottiene così in studio un veloce crepitìo che verrà inserito nel lancio del ritornello di Stripped, simulando una rullata di batteria. Molto più in evidenza sarà inserito nelle ultime note del brano.

L'ultimo colpo di classe da rimarcare è il bellissimo synth solista, la terza voce del contrappunto finale. Questo è il protagonista della solenne melodia tesa a rappresentare l'elemento romantico, il suono più morbido, immerso nello scenario industriale delle percussioni. Proprio per sottolineare, nel finale, l'ultimo cenno di speranza che Martin Gore canta: Lasciami sentirti parlare solo per me, lasciami sentirti piangere solo per me.
Questa è Stripped signori e questi sono i Depeche Mode.
Di seguito i link audio (clic col pulsante destro del mouse e poi su "salva oggetto con nome...":
1 - Stripped - Construction Kit mix
Si tratta di un collage fatto dal sottoscritto di tanti clip audio più o meno inediti relativi al brano in questione. La qualità audio è altalenante e ciò è dovuto alla diversa provenienza dei file nonchè all'anzianità di certe registrazioni. Ho cercato comunque di pulire e aggiustare il più possibile, cercando di rendere il più omogeneo il tutto.
2 - Stripped - Loop collection mix
Anche questo è un mix di diverse sequenze ritmiche, dove è possibile individuare anche lo scatto d'accensione usato per simulare gli hi-hat di una batteria. Alla fine sono udibili anche i samples dei fuochi d'artificio.
3 - Stripped - Acoustic mix by Wounded
Giusto per inserire "i titoli di coda" a questo lunghissimo excursus vi proprongo un pezzo di una cover carina dei Wounded, gruppo svedese che ha voluto inserire nel lato b del loro singolo autoprodotto ("Ease me"), proprio una versione soft e intimista di Stripped. Prendetelo per quello che è: un esperimento dove è possibile valutare come si presta il brano in un contesto da rock ballad.
Buon ascolto.
Sanremo 1986










