Altro che lavoratori sottopagati cinesi
(OT) Laureati o no?
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Stamattina ho visto in una cartolibreria un volantino in cui c'era scritto che si cercavano giovani laureati in architettura anche senza esperienza . Orario di lavoro: dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 20,00 , per un compenso di 400 euro mensili!
Altro che lavoratori sottopagati cinesi
Altro che lavoratori sottopagati cinesi
abbandonati gli studi medi superiori (nella seconda metà dei '70) ad un passo dal diploma dell'ITIS con specializzazione nella fisica nucleare. Cominciai a lavorare a 20 anni. E da allora non ho più smesso di lavorare, ma ho trovato il tempo di diventare studente lavoratore e diplomarmi alla scuola serale (statale) con un brillante risultato in ragioneria. La cosa mi entusiasmò a tal punto che decisi di iscrivermi all'Università, facoltà di economia e commercio della Sapienza. Ma durà pochissimo e mollai.
- francesco
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Tufkad ha scritto:Giusto, però poi non facciamo i sessantottini al 27 del mese, quando arriva la busta paga.
Nel lavoro, il 6 politico non vale.
Se poi uno è imprenditore, e rischia del suo, in bocca al lupo di cuore.
Tuf...se facevo il sessantottino....da mo' che arrivavo da te con una mazza..
Poi Io lavoro per hobby......
Francesco.
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halo in reverse
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Mmm, paese che vai, specializzazioni che trovi... fisica nucleare però non la sospettavo!
Da noi chiusero meccanica per un bel pezzo, forse perchè nel frattempo Olivetti aveva sputtanato da sè la Divisione Controllo Numerico con un'operazione suicida (ce ne sarebbe da raccontare, sulla vicenda Marcianise...), soprattutto la parte meccanica.
Eppure qui è (era) pieno di PMI metalmeccaniche. Boh? Comunque fu reinrodotta appena in tempo per l'arrivo del sottoscritto.
Giunsi all'ITIS nel 9/96 tra lo "stupore" generale, alle medie mi volevano allo scientifico, ma onestamente lo trovavo e lo trovo MOLTO sopravvalutato per quello che poi ho visto uscire da lì nel corso degli anni, faceva fine e non impegnava, soprattutto NON preparava come si potrebbe pensare (se volete questa ve la spiego in un altro post), a questo punto tanto vale formarsi Classicamente, se si vuole sbandierare qualità.
Buon per me.
L'ITIS Camillo Olivetti e l'IPSIA Massimo Olivetti sfornavano tecnici per l'azienda (erano stati aperti da Adriano proprio per questo), specializzandoli in informatica ed elettronica, e finchè l'azienda ha funzionato, erano scuole rispettate, che lavoravano bene.
Purtroppo oggi (soprattutto per L'IPSIA), a furia di gridare ai 4 venti "ci vanno quelli che non hanno voglia/capacità di studiare a fondo, baahhhhh" e simili atrocità e banalità varie... è successo davvero.
Così hanno avuto ragione i fautori del "fa fine e non impegna". Ahimè, i tecnici hanno sempre avuto vita grama, da "subordinati semianalfabeti", nel Paese degli Azzeccagarbugli eccetera.
"Fate luogo, vil maccanico!!!"
Eppure non siamo mica tutti stronzi.
A volte scriviamo meglio (questa si ricollega al "non preparava come dovrebbe").
------
"Se andavo all'ITIS avevo 8 anch'io".
"Allora provaci, tesoro. Dimostramelo, al posto di blaterare. Non c'è niente da imparare a memoria, c'è parecchio da capire (e da contare)".
(dialogo con vicino di casa)
Da noi chiusero meccanica per un bel pezzo, forse perchè nel frattempo Olivetti aveva sputtanato da sè la Divisione Controllo Numerico con un'operazione suicida (ce ne sarebbe da raccontare, sulla vicenda Marcianise...), soprattutto la parte meccanica.
Eppure qui è (era) pieno di PMI metalmeccaniche. Boh? Comunque fu reinrodotta appena in tempo per l'arrivo del sottoscritto.
Giunsi all'ITIS nel 9/96 tra lo "stupore" generale, alle medie mi volevano allo scientifico, ma onestamente lo trovavo e lo trovo MOLTO sopravvalutato per quello che poi ho visto uscire da lì nel corso degli anni, faceva fine e non impegnava, soprattutto NON preparava come si potrebbe pensare (se volete questa ve la spiego in un altro post), a questo punto tanto vale formarsi Classicamente, se si vuole sbandierare qualità.
Buon per me.
L'ITIS Camillo Olivetti e l'IPSIA Massimo Olivetti sfornavano tecnici per l'azienda (erano stati aperti da Adriano proprio per questo), specializzandoli in informatica ed elettronica, e finchè l'azienda ha funzionato, erano scuole rispettate, che lavoravano bene.
Purtroppo oggi (soprattutto per L'IPSIA), a furia di gridare ai 4 venti "ci vanno quelli che non hanno voglia/capacità di studiare a fondo, baahhhhh" e simili atrocità e banalità varie... è successo davvero.
Così hanno avuto ragione i fautori del "fa fine e non impegna". Ahimè, i tecnici hanno sempre avuto vita grama, da "subordinati semianalfabeti", nel Paese degli Azzeccagarbugli eccetera.
"Fate luogo, vil maccanico!!!"
Eppure non siamo mica tutti stronzi.
A volte scriviamo meglio (questa si ricollega al "non preparava come dovrebbe").
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"Se andavo all'ITIS avevo 8 anch'io".
"Allora provaci, tesoro. Dimostramelo, al posto di blaterare. Non c'è niente da imparare a memoria, c'è parecchio da capire (e da contare)".
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- Freelove87
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ecco...me lo spiegheresti?halo in reverse ha scritto:
...lo scientifico (...) onestamente lo trovavo e lo trovo MOLTO sopravvalutato per quello che poi ho visto uscire da lì nel corso degli anni, faceva fine e non impegnava, soprattutto NON preparava come si potrebbe pensare (se volete questa ve la spiego in un altro post), a questo punto tanto vale formarsi Classicamente, se si vuole sbandierare qualità.
Buon per me.
Io lo scientifico l'ho fatto anche se non mi piaceva (e non certo perchè magari faceva chic o perchè non impegnava - cosa, quest'ultima, che peraltro non è affatto vera) ma quella che ho frequentato io era una scuola che offriva (notare la scelta del termine) una preparazione a 360°. E si sgobbava di brutto per avere un 7.
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halo in reverse
- Angel

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DA NOI (parlavo di qui, non so se i programmi sono uguali per tutti) hanno dovuto fare un bel corso di azzeramento di matematica (altro che analisi I !!), dato che gli studenti provenienti DALLE NOSTRE scuole scientifiche non erano in grado di effettuare operazioni di, integrazione e derivazione di funzioni. Che nel corso di Ingegneria fioccano.
Non avevano affrontato l'argomento, perchè non era da programmi, e la cosa mi ha stupito parecchio. A quanto ne sapevo, la preparazione matematica doveva essere uno dei punto di forza di questi licei. Secondo i loro presidi. Secondo gli insegnati. Secondo i genitori.
Secondo i depliant.
Quello che ho sentito (visto) io qui, era chic, nulla più. Lì, non so.
________
Per quanto riguarda la vicenda Marcianise, Olivetti decise di spostare la Divisione Macchine a Controllo Numerico da San Bernardo d'Ivrea nel 1976, per sfruttare fondi statali. La decisione fu un suicidio dal punto di vista tecnico (in breve, i tecnici specializzati non accettarono il trasferimento, e così molti progettisti; non per campanilismo, semplicemente perchè il settore richiede anni e anni di esperienza pregressa nelle lavorazioni manuali di particolari delle macchine, e siccome questa manovalanza iperqualificata aveva moglie e figli qui in Canavese e una certa età, non si mossero.
Chiaramente non si poteva pretendere uguale qualità/mentalità del lavoro da gente che probabilmente il CN e la meccanica di precisione non l'aveva mai vista, sicuramente non bastava l'addestramento di 2 mesi. E badate che non è assolutamente un discorso razzista, perchè se avessero scelto di spostare la fabbrica in un campeggio della Lomellina (provincia di PV), la cazzata sarebbe stata tale ugualmente. Forse col solo vantaggio di un possibile (ma poco probabile) pendolarismo.
Finì che gli uomini migliori in contrasto con i "politici" se ne andarono. E finì che si tennero praticamente due sedi, una lì e una qui (revisione progetti, eccetera. Non so se rimettessero in catena di montaggio le macchine, non lo credo. Di per certo con questa struttura organizzativa i costi lievitavano e la qualità diminuiva.
Tutto venduto negli anni '80.
D'altronde certi livelli di prestazioni all'epoca non erano richiesti e quindi Olivetti aveva utili sempre più limitati, perchè i costi erano proporzionati al livello delle macchine - e dopo il 1976, più che proporzionali.
Da notare che il concetto di isola di lavoro e di FMS fu sviluppato nei primi 80s (in un'azienda dell'Eporediese è conservato un bellissimo modellino in legno, motorizzato, di un FMS), con diversi anni d'anticipo sulla concorrenza.
Tanto per capire cos'è un FMS:
È il livello successivo alla cella nell’espansione della capacità produttiva e diversificata di un impianto industriale per mezzo del quale è possibile trasformare una gran quantità di pezzi grezzi (fusioni, barre, eccetera) in pezzi finiti pronti.
L’FMS è composto da:
Macchine operatrici a CNC (centri di lavoro, moduli eccetera);
Impianto di movimentazione pezzi;
Sistemi per la gestione e trasferimenti degli utensili;
Centri di misurazioni pezzi;
Sistemi di alimentazione e magazzinaggio automatici;
Impianti di lavaggio e montaggio pezzi.
Tutto il sistema di produzione è controllato da un calcolatore di processo chiamato DNC (controllo numerico diretto).
Gli FMS sono a uno stadio così avanzato da comprendere non solo l’automazione di funzioni hardware come la movimentazione e la manipolazione dei pezzi, degli utensili eccetera, ma anche le varie funzioni software come la programmazione della lavorazione dei pezzi e il controllo della produzione.
La progettazione e l’estensione di in FMS è fatta in funzione della produzione presente e futura nel senso che si può ampliare, sia per incrementare la quantità dei pezzi prodotti, sia per estenderla ad altri tipi di pezzi.
____
Vabbè, probabilmente la dirigenza dell'epoca aveva già deciso di impiegare all'italiana i fondi statali, cercando pure di sbolognare un settore che non ritenevano più strategico.
Peccato, perchè la persona che diresse la OCN fino al 1976 e che per essersi schierato contro i capetti fu praticamente "dimesso", fece fuoco e fiamme con la sua SELCA. E l'impulso decisivo alla diffusione del CN "a misura d'uomo" (cioè, facilmente gestibile da un tecnico non laureato in matematica e informatica, di basso costo, di grandi prestazioni eccetera) lo diede proprio lui. In 7 anni la sua PMI diventò una multinazionale in grado di infastidire diversi colossi tedeschi (non a caso le tentarono tutte per acquisire la ditta, e ci riuscirono nel 1996).
L'automazione della fabbrica per migliorare la qualità del lavoro (e quindi e soprattutto, della vita) così come la conosciamo oggi è farina di quel sacco.
Non avevano affrontato l'argomento, perchè non era da programmi, e la cosa mi ha stupito parecchio. A quanto ne sapevo, la preparazione matematica doveva essere uno dei punto di forza di questi licei. Secondo i loro presidi. Secondo gli insegnati. Secondo i genitori.
Secondo i depliant.
Quello che ho sentito (visto) io qui, era chic, nulla più. Lì, non so.
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Per quanto riguarda la vicenda Marcianise, Olivetti decise di spostare la Divisione Macchine a Controllo Numerico da San Bernardo d'Ivrea nel 1976, per sfruttare fondi statali. La decisione fu un suicidio dal punto di vista tecnico (in breve, i tecnici specializzati non accettarono il trasferimento, e così molti progettisti; non per campanilismo, semplicemente perchè il settore richiede anni e anni di esperienza pregressa nelle lavorazioni manuali di particolari delle macchine, e siccome questa manovalanza iperqualificata aveva moglie e figli qui in Canavese e una certa età, non si mossero.
Chiaramente non si poteva pretendere uguale qualità/mentalità del lavoro da gente che probabilmente il CN e la meccanica di precisione non l'aveva mai vista, sicuramente non bastava l'addestramento di 2 mesi. E badate che non è assolutamente un discorso razzista, perchè se avessero scelto di spostare la fabbrica in un campeggio della Lomellina (provincia di PV), la cazzata sarebbe stata tale ugualmente. Forse col solo vantaggio di un possibile (ma poco probabile) pendolarismo.
Finì che gli uomini migliori in contrasto con i "politici" se ne andarono. E finì che si tennero praticamente due sedi, una lì e una qui (revisione progetti, eccetera. Non so se rimettessero in catena di montaggio le macchine, non lo credo. Di per certo con questa struttura organizzativa i costi lievitavano e la qualità diminuiva.
Tutto venduto negli anni '80.
D'altronde certi livelli di prestazioni all'epoca non erano richiesti e quindi Olivetti aveva utili sempre più limitati, perchè i costi erano proporzionati al livello delle macchine - e dopo il 1976, più che proporzionali.
Da notare che il concetto di isola di lavoro e di FMS fu sviluppato nei primi 80s (in un'azienda dell'Eporediese è conservato un bellissimo modellino in legno, motorizzato, di un FMS), con diversi anni d'anticipo sulla concorrenza.
Tanto per capire cos'è un FMS:
È il livello successivo alla cella nell’espansione della capacità produttiva e diversificata di un impianto industriale per mezzo del quale è possibile trasformare una gran quantità di pezzi grezzi (fusioni, barre, eccetera) in pezzi finiti pronti.
L’FMS è composto da:
Macchine operatrici a CNC (centri di lavoro, moduli eccetera);
Impianto di movimentazione pezzi;
Sistemi per la gestione e trasferimenti degli utensili;
Centri di misurazioni pezzi;
Sistemi di alimentazione e magazzinaggio automatici;
Impianti di lavaggio e montaggio pezzi.
Tutto il sistema di produzione è controllato da un calcolatore di processo chiamato DNC (controllo numerico diretto).
Gli FMS sono a uno stadio così avanzato da comprendere non solo l’automazione di funzioni hardware come la movimentazione e la manipolazione dei pezzi, degli utensili eccetera, ma anche le varie funzioni software come la programmazione della lavorazione dei pezzi e il controllo della produzione.
La progettazione e l’estensione di in FMS è fatta in funzione della produzione presente e futura nel senso che si può ampliare, sia per incrementare la quantità dei pezzi prodotti, sia per estenderla ad altri tipi di pezzi.
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Vabbè, probabilmente la dirigenza dell'epoca aveva già deciso di impiegare all'italiana i fondi statali, cercando pure di sbolognare un settore che non ritenevano più strategico.
Peccato, perchè la persona che diresse la OCN fino al 1976 e che per essersi schierato contro i capetti fu praticamente "dimesso", fece fuoco e fiamme con la sua SELCA. E l'impulso decisivo alla diffusione del CN "a misura d'uomo" (cioè, facilmente gestibile da un tecnico non laureato in matematica e informatica, di basso costo, di grandi prestazioni eccetera) lo diede proprio lui. In 7 anni la sua PMI diventò una multinazionale in grado di infastidire diversi colossi tedeschi (non a caso le tentarono tutte per acquisire la ditta, e ci riuscirono nel 1996).
L'automazione della fabbrica per migliorare la qualità del lavoro (e quindi e soprattutto, della vita) così come la conosciamo oggi è farina di quel sacco.
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Laureando in informatica (vecchio ordinamento), me la sono presa comoda !, mi sono divertito i primi anni (fuori sede), poi ho sgobbato(studiando a casa) e ora a breve discutero' la mia ultima fatica:
"CARATTERIZZAZIONE E PREVISIONE DEL WORKLOAD DI UN APPLICATION SERVER PER
L’E-COMMERCE"
aziende fatevi sotto!!

"CARATTERIZZAZIONE E PREVISIONE DEL WORKLOAD DI UN APPLICATION SERVER PER
L’E-COMMERCE"
aziende fatevi sotto!!
grazieAlya_DM ha scritto:Eccole lì. Hai usato le paroline magiche. Sicuramente è la scelta giusta, se avessi scelto di continuare a studiare magari lo avresti fatto controvoglia, così come è vero il contrario (come per tante persone costrette a lasciare gli studi loro malgrado). Evidentemente dentro di te avevi già deciso.
Ora vedi come va, poi comunque fai sempre in tempo a cambiare idea.




