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Moderatori: devotional, Miss Kaleid
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Okay, non è roba che dipende direttamente da me, non è la mia azienda ma giro la segnalazione di un amico, e mi rivolgo fondamentalmente ai milanesi.
Una società di assicurazioni di Milano centro cerca per alcuni STAGE:
- Laureati-laureandi in lettere a cui piaccia molto scrivere.
- Neolaureati in economia o ingegneria gestionale per controllo di gestione.
Si tratta di stage (6-12 mesi), quindi non si sa nulle sulle prospettive di assunzione. Tuttavia, per i profili ricercati è un ottimo viatico per entrare nel mercato del lavoro.
Se a qualcuno interessa, mi contatti.
Una società di assicurazioni di Milano centro cerca per alcuni STAGE:
- Laureati-laureandi in lettere a cui piaccia molto scrivere.
- Neolaureati in economia o ingegneria gestionale per controllo di gestione.
Si tratta di stage (6-12 mesi), quindi non si sa nulle sulle prospettive di assunzione. Tuttavia, per i profili ricercati è un ottimo viatico per entrare nel mercato del lavoro.
Se a qualcuno interessa, mi contatti.
per me la questione non è lavoro a tempo determinato o meno. tanto nel mio settore contratti tipici non ne fanno da decenni… gli unici che assumono sono gli ospedali, dove però bisogna fare i concorsi (che non ci sono).
quindi, se la situazione è questa, mi sta bene fare la libera professionista. posso accettare di non avere ferie e malattia retribuite. di non avere diritto a tredicesima e quattordicesima, permessi e recuperi. di non avere tutele e garanzie in caso di bisogno. di avere, in sostanza, i doveri del dipendente ma non i diritti. ma tutto ciò lo posso digerire a patto di avere uno stipendio almeno paragonabile a quello che avrei in ospedale, cosa che però non avviene. se penso che un mio pari grado nel settore pubblico si intasca tranquillamente il doppio di me, e magari sta tutto il giorno con i piedi sulla scrivania a leggere il giornale, beh… mi sembra un po’ ingiusto.
io gli dirigo la baracca, garantisco il servizio migliore possibile, mi sfinisco quotidianamente solo per controllare quella bestia che lavora con me (assunta…): e sono responsabilità abbastanza pesanti per le mie ancor giovani spalle, considerando poi che rispondo in sede civile e penale di eventuali errori, miei e di chi dipende da me.
ma comunque non mi posso lamentare troppo, perché se guardo i miei colleghi, e quanto percepiscono loro, non ne ho davvero il diritto.
io non ce l’ho con i miei datori di lavoro. loro fanno ciò che la legge permette di fare, e tutto sommato mi hanno sempre dato tutto quello che ho chiesto. ce l’ho, e parecchio, con il mio ordine professionale, che permette senza muovere un dito che dei professionisti vengano trattati alla stregua di extracomunitari. o anche peggio.
quindi, se la situazione è questa, mi sta bene fare la libera professionista. posso accettare di non avere ferie e malattia retribuite. di non avere diritto a tredicesima e quattordicesima, permessi e recuperi. di non avere tutele e garanzie in caso di bisogno. di avere, in sostanza, i doveri del dipendente ma non i diritti. ma tutto ciò lo posso digerire a patto di avere uno stipendio almeno paragonabile a quello che avrei in ospedale, cosa che però non avviene. se penso che un mio pari grado nel settore pubblico si intasca tranquillamente il doppio di me, e magari sta tutto il giorno con i piedi sulla scrivania a leggere il giornale, beh… mi sembra un po’ ingiusto.
io gli dirigo la baracca, garantisco il servizio migliore possibile, mi sfinisco quotidianamente solo per controllare quella bestia che lavora con me (assunta…): e sono responsabilità abbastanza pesanti per le mie ancor giovani spalle, considerando poi che rispondo in sede civile e penale di eventuali errori, miei e di chi dipende da me.
ma comunque non mi posso lamentare troppo, perché se guardo i miei colleghi, e quanto percepiscono loro, non ne ho davvero il diritto.
io non ce l’ho con i miei datori di lavoro. loro fanno ciò che la legge permette di fare, e tutto sommato mi hanno sempre dato tutto quello che ho chiesto. ce l’ho, e parecchio, con il mio ordine professionale, che permette senza muovere un dito che dei professionisti vengano trattati alla stregua di extracomunitari. o anche peggio.
- italia.dm
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per nn parlare poi di chi sta in aspettativa da anni,perchè magari
si è aperto un attività...e intanto il suo posto è bello che bloccato...
cose al di fuori di ogni realtà ragazzi!ma nn è meglio lasciarla a casa
(che nn ne ha proprio bisogno di quel posto)e lasciare il suo posto a
qualcuno che con quello che lei butta via,un altro ci si garantisce
un futuro?poi vieni a sapere che le aspettative nn si danno facilmente,
ma a quella persona si danno perchè moglie di qualcuno...
si è aperto un attività...e intanto il suo posto è bello che bloccato...
cose al di fuori di ogni realtà ragazzi!ma nn è meglio lasciarla a casa
(che nn ne ha proprio bisogno di quel posto)e lasciare il suo posto a
qualcuno che con quello che lei butta via,un altro ci si garantisce
un futuro?poi vieni a sapere che le aspettative nn si danno facilmente,
ma a quella persona si danno perchè moglie di qualcuno...
Orgy ,sono d'accordo solo parzialmente con te: se e' vero che i datoriorgyporgy ha scritto:io non ce l’ho con i miei datori di lavoro. loro fanno ciò che la legge permette di fare, e tutto sommato mi hanno sempre dato tutto quello che ho chiesto. ce l’ho, e parecchio, con il mio ordine professionale, che permette senza muovere un dito che dei professionisti vengano trattati alla stregua di extracomunitari. o anche peggio.
di lavoro fanno solo cio' che la legge consente loro ,non mi sentirei ,invece, di
attribuire responsabilita' specifiche ad un singolo ordine professionale,
e nella fattispecie ,il " mio ". Credo, infatti ,che il problema sia piu'
generalizzato ,non limitato ad una singola categoria.
Penso ,invece ,che la responsabilita' vada attribuita a chi ha reso
politicamente possibile questo stato di cose, sia governo di destra che di sinistra.
Ultima modifica di Wave il mar gen 30, 2007 9:58 pm, modificato 1 volta in totale.
Ora vi racconto l'ultima, fresca fresca di oggi.
Poi chissà perchè mi vengono i mal di testa che durano una settimana...
Oggi nella società dove lavoro (parlo di una grande società, a livello nazionale, di cui ovviamente non posso fare il nome) un dirigente ha annunciato che se ne va in pensione.
Niente di male fin qui.
Dove sta la magagna? Era necessario per far assumere il figlio.
Questo figliol prodigo lavora nella stessa mia sede da, udite udite, manco un anno. Beh, certo in confronto a me che sto lì a fare la muffa da SEI...
Così ora lui mi sorpassa in corsia d'emergenza, bello calmo e tranquillo.
E io devo stare a guardare.
E' che ci vuole il calcione nel didietro, quello giusto. Da noi funziona prevalentemente così, tramite raccomandazione.
E se davvero alla società non servissi o non fossi efficiente, mi domando perchè mi rinnovano contratti su contratti da tutto sto tempo.
Che schifo.
Poi chissà perchè mi vengono i mal di testa che durano una settimana...
Oggi nella società dove lavoro (parlo di una grande società, a livello nazionale, di cui ovviamente non posso fare il nome) un dirigente ha annunciato che se ne va in pensione.
Niente di male fin qui.
Dove sta la magagna? Era necessario per far assumere il figlio.
Questo figliol prodigo lavora nella stessa mia sede da, udite udite, manco un anno. Beh, certo in confronto a me che sto lì a fare la muffa da SEI...
Così ora lui mi sorpassa in corsia d'emergenza, bello calmo e tranquillo.
E io devo stare a guardare.
E' che ci vuole il calcione nel didietro, quello giusto. Da noi funziona prevalentemente così, tramite raccomandazione.
E se davvero alla società non servissi o non fossi efficiente, mi domando perchè mi rinnovano contratti su contratti da tutto sto tempo.
Che schifo.
Wave ha scritto:Orgy ,sono d'accordo solo parzialmente con te: se e' vero che i datori
di lavoro fanno solo cio' che la legge consente loro ,non mi sentirei ,invece, di
attribuire responsabilita' specifiche ad un singolo ordine professionale,
e nella fattispecie ,il " mio ". Credo, infatti ,che il problema sia piu'
generalizzato ,non limitato ad una singola categoria.
Penso ,invece ,che la responsabilita' vada attribuita a chi ha reso
politicamente possibile questo stato di cose, sia governo di destra che di sinistra.
oh, sulla responsabilità dei legislatori non ho nulla da obiettare.
ma sulla passività di chi dovrebbe tutelare i miei interessi e non lo fa, se permetti, sì.
se non si muovono loro per primi, come rappresentanti di categoria, le cose non cambieranno mai.
l'ultima volta che ho messo piede nella loro sede e ho sollevato la tematica mi hanno risposto sdegnati: dottoressa, si lamenta lei? lo sa che tanti suoi colleghi lavorano in nero?
che fai dopo una risposta del genere? io ho girato i tacchi, perchè se avessi proferito una sola parola di quello che avevo in mente mi avrebbero radiato.
le responsabilità ce l'hanno eccome.
ziaalya ha scritto:Che schifo.
A proposito di ordini professionali,sapete come si diventa avvocati?
dopo la laurea bisogna trovare uno studio legale che ti prenda a fare la pratica (e cara grazia trovarlo, visto che sembra che ti facciano un favore a tenerti!!!
). in studio sì lavora con regolare orario d'ufficio (almeno 7-8 ore) 5 giorni alla settimana il più delle volte completamente GRATIS facendo spesso anche da segretaria/galoppina del capo che, d'altra parte ti fa l'enorme onore di portarti in udienza con lui a prendere le 20 firme di presenza a semestre che servono per completare il biennio.
ogni semestre bisogna consegnare il libretto all'ordine con relazioni su casi trattati nel corso del semestre e, in alcuni ordini obligatoriamente, si sostiene un colloquio con i consiglieri che, se va male, ti fa perdere il semestre.
Conclusi i 2 anni, a dicembre si tiene la parte scritta dell'esame di stato (3 prove) che si svolge nella sede della propia corte d'appello e accenno solo alle spese che comporta (codici commentati-indispensabili-pernottamento in albergo per 4 giorni, costosissimo corso di preparazione-eh sì perchè il praticantato non ti basta per prepararti
!!!)
dopo 6 mesi ti fanno la grazia di comunicarti se l'esame l'hai passato (cosa piuttosto rara, visto che la percentuali di promosso si aggira sempre intorno al 30%); in tal caso tocca fare una secchiata perchè da settembre in poi ci sarà l'esame orale, su 6 materie, che se non va bene ti obbliga a ripetere lo scritto.
e così via finchè non si riesce a passare l'esame.
ma le disgrazie non sono finite:una volta diventata avvocato non è detto che il capo ti tenga (mica gli conviene!) e quindi devi trovarti un nuovo studio o aprirtene uno per i fatti tuoi
Scusate la lunghezza del post ma non potevo essere più sintetica
dopo la laurea bisogna trovare uno studio legale che ti prenda a fare la pratica (e cara grazia trovarlo, visto che sembra che ti facciano un favore a tenerti!!!
ogni semestre bisogna consegnare il libretto all'ordine con relazioni su casi trattati nel corso del semestre e, in alcuni ordini obligatoriamente, si sostiene un colloquio con i consiglieri che, se va male, ti fa perdere il semestre.
Conclusi i 2 anni, a dicembre si tiene la parte scritta dell'esame di stato (3 prove) che si svolge nella sede della propia corte d'appello e accenno solo alle spese che comporta (codici commentati-indispensabili-pernottamento in albergo per 4 giorni, costosissimo corso di preparazione-eh sì perchè il praticantato non ti basta per prepararti
dopo 6 mesi ti fanno la grazia di comunicarti se l'esame l'hai passato (cosa piuttosto rara, visto che la percentuali di promosso si aggira sempre intorno al 30%); in tal caso tocca fare una secchiata perchè da settembre in poi ci sarà l'esame orale, su 6 materie, che se non va bene ti obbliga a ripetere lo scritto.
e così via finchè non si riesce a passare l'esame.
ma le disgrazie non sono finite:una volta diventata avvocato non è detto che il capo ti tenga (mica gli conviene!) e quindi devi trovarti un nuovo studio o aprirtene uno per i fatti tuoi
Scusate la lunghezza del post ma non potevo essere più sintetica


