(OT) Scaricare files dal web non è piu' reato? (O forse si)

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ElettrOnicA
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Re: (ot)scaricare files dal web non è piu' reato?

Messaggio da ElettrOnicA »

DevotionalTour ha scritto:per me non è mai stato un problema... 8) :lol:
ehheeheh quotissimo!
bella pe' noi dev :wink: 8)
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Re: (ot)scaricare files dal web non è piu' reato?

Messaggio da .Stripped. »

ziodave ha scritto:...almeno cosi' ha sentenziato la corte di cassazione...
se non è a scopo di lucro quindi scaricare film e musica da Internet non dovrebbe piu' essere considerato reato...dovrebbe
Zione "te sei salvato" :wink:

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worldfullofnothing
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Messaggio da worldfullofnothing »

La questione non è pacifica, sicuramente.

il buon Free dice che lo scarico di materiale coperto da diritto d'autore va considerato illegale, ma questo solo perché la normativa attuale ha modificato l'originario "scopo di lucro" con il "trarne profitto", dove la seconda espressione va a ricomprendere -secondo l'interprazione prevalente- un qualunque risparmio di spesa che deriva al soggetto dal procurarsi il materiale in questione dietro la pressione delle lobby cineaudiovisive (sì..perché fino a che non si è cominciato a scaricare film a tutto spiano, magari appena usciti al cinema, il problema dal punto di vista politico non era mai stato posto in questi termini in precedenza..qui prodest, ci si potrebbe domandare..).

il buon world aggiunge, però, che se io acquisto materiale protetto da diritto d'autore DEVO AVERE il diritto, riconosciuto in altri paesi e precedentemente anche nel nostro, alla copia privata di quanto legittimamente acquistato (lo sostiene pure Altroconsumo che ha diffidato le major dall'uso di strumenti anticopia pena citarle in giudizio).

Invece arriviamo all'assurdo che ci si compri un originale e che questo abbia limitazioni tali da non poterlo usare a piacimento nell'ambito privato, se non addirittura a non poterlo utilizzare perché è incompatibile con le nostre apparecchiature.

E, in più, ci vediamo costretti a pagare un'esosissima tassa SIAE (un dvd all'estero costa intorno a 0,30 euro, fate un pò i calcoli sull'importo che viene rapinato ai consumatori, senza contare che in un mercato libero si può acquistare liberamente ovunque per cui ci rimette l'economia nazionale in ogni caso e il gettito complessivo si riduce..) su qualunque supporto vergine ANCHE se lo utilizziamo per copiare materiale NON coperto da diritto d'autore, come i filmini di famiglia.

Detto questo, la tecnologia p2p e la circolazione, non legale quanto si vuole, del "sapere", è inarrestabile qualunque sia il numero di cause in corso e il dagli all'untore dei media. Per ogni programma che chiude, ne aprono 10 sempre più efficaci.

Non penso la crociata contro lo scambio di files per uso privato non lucrativo, mentre le strade e le piazze italiane sono piene di materiale contraffatto proveniente da vere e proprie associazioni criminali, sia da considerare tra le priorità di un paese come il nostro in cui sono ben altri i problemi e i fenomeni di pericolosità sociale che interessano la vita quotidiana delle persone.
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salvodepeche
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Messaggio da salvodepeche »

scaricare mia suocera è reato? 8)
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Messaggio da DM_forever »

salvodepeche ha scritto:scaricare mia suocera è reato? 8)
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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Messaggio da DevotionalTour »

salvodepeche ha scritto:scaricare mia suocera è reato? 8)
:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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Re: (ot)scaricare files dal web non è piu' reato?

Messaggio da DevotionalTour »

ElettrOnicA ha scritto:ehheeheh quotissimo!
bella pe' noi dev :wink: 8)
:wink: 8)
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

il peer2peer è inarrestabile nei paesi dove ci si diverte a gabbare le leggi. E in questo, va detto, l'Italia è in prima linea. Negli stati uniti, che il peer2peer se lo è inventato (così come si erano inventati Napster etc. etc.) il livello di pirateria informatica è crollato negli ultimi due anni. Mentre l'acquisto di file musicali è esploso, rappresentando ormai il 20% di quel mercato (che nel 2006 ha anche venduto 560 milioni di cd tradizionali).

Sono d'accordo che la cervelloticità di alcuni mezzi anti copia (per non parlare dello spy software che la Sony installava fino a poco tempo fa sui suoi prodotti e che gli è costato centinaia di miloini di U$D di risarcimenti ai consumatori) sia davvero pessima. Ma mi pare che la situazione sia oramai migliorata anche da quel punto di vista. Io ho un cd recorder, se devo duplicare qualsiasi cd originale non ho problemi. :wink:
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manuela
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Messaggio da manuela »

salvodepeche ha scritto:scaricare mia suocera è reato? 8)
basta leggerti per sentirsi meglio. sei pazzoide

:D :D :D :D :D :D
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Messaggio da worldfullofnothing »

E comunque diciamolo che più che le battaglie a colpi di RIAA è la diminuzione dei prezzi la soluzione per invogliare la persone all'acquisto o al download legale dell'opera.

Se pensiamo che un DVD dopo 3 mesi di uscita nei negozi si trova a meno di 10 euro con i costi di produzione che un titolo di media comporta quando ne paghi praticamente il doppio per un qualunque titolo anni '70 dei Pink Floyd...che garantiamo a, che so, le Lollipop o Fabri Fibra 50 DICONSI 50 anni di diritti d'autore...che dagli USA vendono su ebay qualunque cd musicale di catalogo nuovo sigillato a una manciata di dollari e anche se ci aggiungi le spese di spedizione risparmi lo stesso un sacco di euro rispetto non dico al negozietto ma alla catena specializzata...che se l'adsl ha avuto lo sviluppo che ha avuto è SOLO per il miraggio del download illegale, dato che per controllare la posta o inviare un messaggio su un forum non serve la 12mbit di libero e se gli utenti "scoprissero" improvvisamente che i loro programmini non scaricano più ci sarebbe una vera e propria rivoluzione...che il p2p veicola ANCHE contenuti legali per cui NON può essere né posto fuorilegge né limitato più di tanto e che basta una criptatura dei pacchetti per renderle impossibile sapere cosa uno sta condividendo o scaricando...che da SEMPRE un album o una cassetta si copia per o dall'amico e che possono cambiare i supporti o le tecnologie ma la cosa viene ritenuta da chiunque un peccato veniale se non addirittura neppure un peccatuccio...che se a me una cosa interessa davvero la compro originale e se non mi interessa così tanto anche se non la trovassi online non la comprerei mentre se la trovo e me la sento magari riesco ad allargare i miei orizzonti musicali e diffondo conoscenza e opinioni e invoglio me stesso e altri a fare lo stesso e, in definitiva, pure all'acquisto di qualcosa che altrimenti rimarrebbe a marcire su uno scaffale...e via e via e via. ;)
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grassiniettore
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Messaggio da grassiniettore »

Cassazione: scaricare non è reato
Pubblicato il 19/01/2007 - 15:35 nel Canale Internet

Fonte: Punto Informatico - Ancora una sentenza in materia di diritto d'autore, software e download. Stavolta a pronunciarsi è la Terza Sezione della Corte di Cassazione, che lo scorso 9 gennaio ha emesso la sentenza n. 149. La Corte è stata chiamata a pronunciarsi a seguito di ricorso avverso sentenza emessa dalla Corte di Appello di Torino, sentenza di conferma della pronuncia di colpevolezza di due studenti in ordine ai reati di cui agli artt. 171 bis e 171 ter legge diritto d'autore (la famigerata n. 633/41).
L'attuale previsione normativa
Anzitutto è bene ricordare che dopo le varie e spesso ravvicinate modifiche, ad oggi le due disposizioni di legge si sono "assestate" sulle seguenti versioni: l'art. 171 bis prevede la punibilità da sei mesi a tre anni, di chiunque abusivamente duplica, per trarne profitto, programmi per elaboratore o ai medesimi fini importa, distribuisce, vende, detiene a scopo commerciale o imprenditoriale o concede in locazione programmi contenuti in supporti non contrassegnati dalla Società italiana degli autori ed editori (SIAE).

L'art. 171 ter punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chi per uso non personale ed a fini di lucro, abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un'opera dell'ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento; chi abusivamente riproduce, trasmette o diffonde in pubblico, con qualsiasi procedimento, opere o parti di opere letterarie, drammatiche, scientifiche o didattiche, musicali o drammatico-musicali, ovvero multimediali, anche se inserite in opere collettive o composite o banche dati.

Per primo grado e Corte di Appello gli imputati erano colpevoli...
I giudici dei procedimenti precedenti avevano ravvisato entrambi i reati nei confronti di due soggetti che avevano creato, gestito e curato la manutenzione di un sito ftp mediante un PC esistente presso l'associazione studentesca del Politecnico di Torino, sul quale venivano sostanzialmente effettuati download di programmi ed opere cinematografiche tutelate dalla legge sul diritto d'autore. Tali programmi una volta scaricati potevano essere prelevati da determinati utenti che avevano un accesso al server, conferendo a loro volta altro materiale informatico sul server stesso.

La punibilità degli imputati era basata sull'osservazione che l'attività da loro posta in essere implicava come passaggio obbligatorio, la duplicazione dei programmi relativi alle opere protette - violazione del diritto d'autore per trarne profitto - ed il successivo download, violativo del diritto d'autore in quanto fatto commesso per uso non personale (disponibilità a favore dei terzi) con fini di lucro.

... secondo la Cassazione invece...
La Corte di Cassazione ha anzitutto escluso la configurabilità del reato di duplicazione abusiva - e quindi il reato di cui all'art. 171 bis - in quanto la duplicazione non è operazione propedeutica al download, ma concetto ben diverso. Difatti la duplicazione non era attribuibile a chi originariamente aveva effettuato il download, ma a chi si era salvato il programma prelevando i files necessari dal server su cui erano disponibili.

Per quanto concerne invece il reato di cui all'art. 171 ter, essendo che nello stesso è previsto quale elemento costitutivo del reato il fine di lucro, secondo la Corte di Cassazione è possibile escludere tale fine nel caso di specie.
Difatti il legislatore, che più volte è intervenuto nella legge a tutela del diritto d'autore alternando nei vari reati i fini di lucro a quelli di profitto, ha messo in risalto la netta distinzione tra i due concetti.
Lo scopo di lucro è rintracciabile laddove vi sia il perseguimento di un vantaggio economicamente apprezzabile; lo scopo di profitto include ogni mero vantaggio morale. In questo caso la messa a disposizione dei programmi mediante attività di download non configura alcun lucro (elemento richiesto dal 171 ter) poiché le attività sono state effettuate gratuitamente.

Decisione finale: la Corte di Cassazione ha annullato le precedenti sentenze di condanna degli imputati, ritenendo che la fattispecie oggetto del processo non costituisca fatto previsto dalla legge.

Interessante conclusione anche alla luce della continua incertezza vigente nella materia.
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ziodave
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Messaggio da ziodave »

grazie a tutti per le delucidazioni in merito!

io personalmente non lo ritengo affatto un illecito e continuero' imperterrito...magari con un po' piu' di prudenza...
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grassiniettore
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Messaggio da grassiniettore »

ziodave ha scritto:grazie a tutti per le delucidazioni in merito!

io personalmente non lo ritengo affatto un illecito e continuero' imperterrito...magari con un po' piu' di prudenza...
Idem...
w il p2p :lol:
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Freestate
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Messaggio da Freestate »

worldfullofnothing ha scritto:E comunque diciamolo che più che le battaglie a colpi di RIAA è la diminuzione dei prezzi la soluzione per invogliare la persone all'acquisto o al download legale dell'opera.

Se pensiamo che un DVD dopo 3 mesi di uscita nei negozi si trova a meno di 10 euro
beh, un film prima lo si vede al cinema e poi lo si sfrutta col noleggio. Solo in seguito viene posto in vendita: il tipo di economie che genera conta su altre dinamiche. E poi è un ragionamento che funziona solo coi grandi film. Prova a cercare un film appena appena fuori dal grande giro e i dieci euro diventano facilmente più del doppio.

Per me il prezzo non è il problema. Chi afferma questo non credo conosca bene i negozi di musica. Sia quelli che resistono fisicamente, sia quelli virtuali reperibili in rete. Esiste un problema culturale, profondo, che coinvolge una generazione che ha perso curiosità. Che consuma sempre più in fretta tutto, come se avesse una pistola puntata alla tempia. e che in Italia pensa sia del tutto legittimo riempirsi l'hard disk di musica scaricata illecitamente che se va bene si ascolta una sola volta, ma che però è in condivisione (un termine usato quanto mai a sproposito) con altri milioni di sconosciuti. Ha ragione Tom Waits a dire che l'i-pod ha ucciso la musica.
La comodità sa essere molto pericolosa.
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saturnz70
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Messaggio da saturnz70 »

Freestate ha scritto:Si è innescato un brutale stravolgimento della realtà dei fatti, che è difficile interpretare come casuale, con media che davano come certa la notizia
L'ennesimo schifo della dis-informazione bulgara che abbiamo in Italia...
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