(ot)Welby: è finita la sofferenza!
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Caso Welby/ Piergiorgio ha smesso di vivere
Giovedí 21.12.2006 - AffariItaliani.it
"Mario Riccio è il medico che ha adempiuto alle volontà di Piergiorgio Welby. Il medico, anestesista rianimatore a Cremona, ieri notte attorno alle 23.30 ha sedato e poi staccato il respiratore dell'uomo. Nelle settimane passate, visto l'impegno da 10 anni come componente Consulta Bioetica Onlus è entrato in contatto con l'Associazione Coscioni e con l'on. Cappato". Welby aveva scelto il 21 dicembre perché, racconta Cappato, "aveva deciso che era ora".
Riccio ricorda poi come si era proposto per approfondimenti subito recepiti su aspetti tecnici, medici, anche per il suo contributo. E aspetti giuridici. Cappato ha chiesto se poteva concretizzare il desiderio di Welby, non ha visto ostacoli "ritenendo diritto di Welby ampiamente riconosciuto e praticato in italia, per cui mi sono reso disponibile. Con Cappato abbiamo preparato tutto cercando di evitare pressioni sulla mia persona, eravamo pronti a partire appena Piergiorgio ce l'avesse irichiesto".
Ed ecco le ultime ore di Welby: "Lunedì sono stato a Roma dove ho conosciuto Piergiorgio, mi ha confermato la volontà di essere staccato dal ventilatore sotto sedazione. Superati alcuni aspetti tecnici come il reperimento di una vena in cui si poteva fare la sedazione, ieri sera come Piergiorgio ci aveva chiesto, aveva ricevuto la lettera del Prof. Marino e aveva riflettuto, aveva saputo del pronunciamento del tribunale civile. Poi ieri sera gli ho chiesto se il ricorso della Procura modificasse qualcosa, ma mi ha detto che questo non cambiava il suo proponimento e desiderava la sedazione e l'interruzione della terapia". Così è stato.
E Pannella dice: "Grazie a Welby non c'è solo un giudice, ma anche un dottore in Italia. Certo, cercheranno di fargliela pagare, ma l'avere costruito in questi 88 giorni, rispondendo a interrogativi e urgenze ogni giorno diverse, la praticabilità di un percorso che il giudice non ritiene ancora percorribile". Con un'osservazione: "Non c'è famiglia in cui succedono queste cose in cui si dica al dottore: 'Lo faccia soffrire poco'". Perché "Se proprio non c'è più nulla da fare, in qualsiasi famiglia - di cardinali, pontefici, boia come noi - c'è chi dice: 'dottore, lo faccia soffrire di meno'". E conclude su Riccio: "Questa persona mi conforta. Nessuno rischia 10, 15 anni di galera per questo. Chi può giudicare i medici che sono come lui?" Carla, sorella di Piergiorgio, definisce suo fratello: "Un regista, ha guidato tutto lui". Mina Welby non c'è, è a casa.
Cappato tira le somme, ricordando come Welby con un movimento brusco si era strappato il respiratore, sentendosi "nel braccio della morte". E fino all'ultimo "abbiamo cercato di rifornirlo di ragioni". Mentre Piergiorgio "si è concentrato sulla sua morte. Del resto, diceva, è la prima volta che muoio". E a chi chiede dei giudici: "sinora non si sono interessati"
Riccio poi racconta: "La causa della morte è stata per arresto cardiorespiratorio alle 23.40". E chiede comprensione per lui, persona non abituata alla pressione mediatica. Però "Sono molto sereno e convinto di un percorso giuridico, etico e medicolegale. Vorrei chiarire - dice - che la sospensione del trattamento sanitario sia stata riportata al di là della sentenza del tribunale civile. Con i componenti della consulta di Bioetica abbiamo letto la sentenza, dove c'è scritto il diritto alla sospensione di una terapia". E qui spiega: "Mi era sembrata contraddittoria nel finale, e sembrava quasi impossibile però che il diritto fosse esercitabile. Negli ospedali si sospendono le terapie e che io sappia non ci sono procedimenti della magistratura. E questo non scuote le coscienze".
Rischi? Cappato dice: "Ogni cittadino rischia. Ma sul piano della scienza medica riteniamo impeccabile, anche dal punto di vista giuridico, di aver fatto quanto possibile per rispettare la costituzione e la legge del Paese".
Riccio parla ancora di legge: "Torno sull'argomento. Nella sentenza del tribunale di Roma si ricorda che il diritto alla sospensione delle terapie è nella Costituzione, sentenze di Cassazione, Convenzione di Oviedo, codice deontologico". E sulla sedazione: "Era necessario trovare una vena. Non poteva essere sedato per bocca perché era difficile, per cui l'ho sedato per vena". Spiegando anche che fino alla fine Welby ha cercato di "stare vicino ai suoi cari, per cui prima l'ho sedato e poi ho staccato il respiratore"."
Immagino che qualcuno considererà Welby come una pedina su cui si è montato un caso mediatico a fini politici, dimenticando che era presidente di un'Associazione (Coscioni) che fa della lotta alle malattie terminali e della libertà di scelta del malato una ragione di vita.
"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa" (Piergiorgio Welby)
Giovedí 21.12.2006 - AffariItaliani.it
"Mario Riccio è il medico che ha adempiuto alle volontà di Piergiorgio Welby. Il medico, anestesista rianimatore a Cremona, ieri notte attorno alle 23.30 ha sedato e poi staccato il respiratore dell'uomo. Nelle settimane passate, visto l'impegno da 10 anni come componente Consulta Bioetica Onlus è entrato in contatto con l'Associazione Coscioni e con l'on. Cappato". Welby aveva scelto il 21 dicembre perché, racconta Cappato, "aveva deciso che era ora".
Riccio ricorda poi come si era proposto per approfondimenti subito recepiti su aspetti tecnici, medici, anche per il suo contributo. E aspetti giuridici. Cappato ha chiesto se poteva concretizzare il desiderio di Welby, non ha visto ostacoli "ritenendo diritto di Welby ampiamente riconosciuto e praticato in italia, per cui mi sono reso disponibile. Con Cappato abbiamo preparato tutto cercando di evitare pressioni sulla mia persona, eravamo pronti a partire appena Piergiorgio ce l'avesse irichiesto".
Ed ecco le ultime ore di Welby: "Lunedì sono stato a Roma dove ho conosciuto Piergiorgio, mi ha confermato la volontà di essere staccato dal ventilatore sotto sedazione. Superati alcuni aspetti tecnici come il reperimento di una vena in cui si poteva fare la sedazione, ieri sera come Piergiorgio ci aveva chiesto, aveva ricevuto la lettera del Prof. Marino e aveva riflettuto, aveva saputo del pronunciamento del tribunale civile. Poi ieri sera gli ho chiesto se il ricorso della Procura modificasse qualcosa, ma mi ha detto che questo non cambiava il suo proponimento e desiderava la sedazione e l'interruzione della terapia". Così è stato.
E Pannella dice: "Grazie a Welby non c'è solo un giudice, ma anche un dottore in Italia. Certo, cercheranno di fargliela pagare, ma l'avere costruito in questi 88 giorni, rispondendo a interrogativi e urgenze ogni giorno diverse, la praticabilità di un percorso che il giudice non ritiene ancora percorribile". Con un'osservazione: "Non c'è famiglia in cui succedono queste cose in cui si dica al dottore: 'Lo faccia soffrire poco'". Perché "Se proprio non c'è più nulla da fare, in qualsiasi famiglia - di cardinali, pontefici, boia come noi - c'è chi dice: 'dottore, lo faccia soffrire di meno'". E conclude su Riccio: "Questa persona mi conforta. Nessuno rischia 10, 15 anni di galera per questo. Chi può giudicare i medici che sono come lui?" Carla, sorella di Piergiorgio, definisce suo fratello: "Un regista, ha guidato tutto lui". Mina Welby non c'è, è a casa.
Cappato tira le somme, ricordando come Welby con un movimento brusco si era strappato il respiratore, sentendosi "nel braccio della morte". E fino all'ultimo "abbiamo cercato di rifornirlo di ragioni". Mentre Piergiorgio "si è concentrato sulla sua morte. Del resto, diceva, è la prima volta che muoio". E a chi chiede dei giudici: "sinora non si sono interessati"
Riccio poi racconta: "La causa della morte è stata per arresto cardiorespiratorio alle 23.40". E chiede comprensione per lui, persona non abituata alla pressione mediatica. Però "Sono molto sereno e convinto di un percorso giuridico, etico e medicolegale. Vorrei chiarire - dice - che la sospensione del trattamento sanitario sia stata riportata al di là della sentenza del tribunale civile. Con i componenti della consulta di Bioetica abbiamo letto la sentenza, dove c'è scritto il diritto alla sospensione di una terapia". E qui spiega: "Mi era sembrata contraddittoria nel finale, e sembrava quasi impossibile però che il diritto fosse esercitabile. Negli ospedali si sospendono le terapie e che io sappia non ci sono procedimenti della magistratura. E questo non scuote le coscienze".
Rischi? Cappato dice: "Ogni cittadino rischia. Ma sul piano della scienza medica riteniamo impeccabile, anche dal punto di vista giuridico, di aver fatto quanto possibile per rispettare la costituzione e la legge del Paese".
Riccio parla ancora di legge: "Torno sull'argomento. Nella sentenza del tribunale di Roma si ricorda che il diritto alla sospensione delle terapie è nella Costituzione, sentenze di Cassazione, Convenzione di Oviedo, codice deontologico". E sulla sedazione: "Era necessario trovare una vena. Non poteva essere sedato per bocca perché era difficile, per cui l'ho sedato per vena". Spiegando anche che fino alla fine Welby ha cercato di "stare vicino ai suoi cari, per cui prima l'ho sedato e poi ho staccato il respiratore"."
Immagino che qualcuno considererà Welby come una pedina su cui si è montato un caso mediatico a fini politici, dimenticando che era presidente di un'Associazione (Coscioni) che fa della lotta alle malattie terminali e della libertà di scelta del malato una ragione di vita.
"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa" (Piergiorgio Welby)
"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa" (Piergiorgio Welby)[/quote]
mi stupisce sempre chi riesce ad avere questa idea così serena della morte. spero di arrivare anche io prima o poi ad accettarla come parte della vita. per ora mi fa paura e basta.
mi stupisce sempre chi riesce ad avere questa idea così serena della morte. spero di arrivare anche io prima o poi ad accettarla come parte della vita. per ora mi fa paura e basta.
- salvodepeche
- Angel

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"non si ha paura della morte, si ha paura di come si muore."
Auguriamoci che questa lunga campagna mediatica faccia riflettere sulle ragioni che hanno portato il povero Welby alla sua clamorosa protesta.
Auguriamoci che questa lunga campagna mediatica faccia riflettere sulle ragioni che hanno portato il povero Welby alla sua clamorosa protesta.
Ultima modifica di Freestate il gio dic 21, 2006 1:54 pm, modificato 1 volta in totale.
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halo in reverse
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Quoto con forza.worldfullofnothing ha scritto:spero che la sua battaglia non sia stata vana e che si trasferisca nel paese e nel Parlamento..è inutile mettere la testa sotto la sabbia per fingere che il problema della dignità della morte, come della vita, non esista.
Se si pensa che l'uomo non abbia il diritto di togliere una vita, si dovrebbe anche essere d'accordo che non abbia neppure quello di prolungare quella che è ormai diventata una non-vita con mezzi artificiali qualora la persona stessa in piena volontà chieda di "staccare la spina".
Ho come l'impressione che in questo caso poi i medici abbiano scelto di non-scegliere, ben sapendo la gravità delle condizioni di Welby. Ma in questo modo si è persa un'altra "occasione" (passatemelo) per discutere seriamente di questo tema.
E ora, gli organismi preposti a ciò se ne staranno tutti zitti e struzzi (o dovrei dire stro...) finchè il prossimo caso esploderà (e anche lì si tirerà per le lunghe senza decidere alcunchè).
TEMO che andrà così.
Ultima modifica di halo in reverse il mer dic 12, 2007 8:53 pm, modificato 1 volta in totale.
Finalmente ha smesso di soffrire!
Non si è trattato di "una preoccupante perversione della pietà" come sostiene la Chiesa, né di un omicidio come ribatte parte del Parlamento, ma solo dell'applicazione dell'art. 32 della nostra Costituzione.
Quando la qualità della vita non è più accettabile, a causa di sofferenze che raggiungono uno stadio al di là dell'umana sopportazione, quando la malattia è di tipo degenerativo non consentendo alcun margine di miglioramento, credo sia legittimo staccare le apparecchiature che mantengono in uno stato fittizio di vita.
La scelta di sostenere l'opportunità dell'eutanasia potrebbe essere facilmente fraintesa come una scelta di cinismo, ma in realtà in un mondo in cui si è preda di forze esterne incontrollabili sarebbe opportuno chiedersi, senza remore moralistiche ,se non lasciare all'uomo almeno la scelta e la dignità della propria morte.
Non si è trattato di "una preoccupante perversione della pietà" come sostiene la Chiesa, né di un omicidio come ribatte parte del Parlamento, ma solo dell'applicazione dell'art. 32 della nostra Costituzione.
Quando la qualità della vita non è più accettabile, a causa di sofferenze che raggiungono uno stadio al di là dell'umana sopportazione, quando la malattia è di tipo degenerativo non consentendo alcun margine di miglioramento, credo sia legittimo staccare le apparecchiature che mantengono in uno stato fittizio di vita.
La scelta di sostenere l'opportunità dell'eutanasia potrebbe essere facilmente fraintesa come una scelta di cinismo, ma in realtà in un mondo in cui si è preda di forze esterne incontrollabili sarebbe opportuno chiedersi, senza remore moralistiche ,se non lasciare all'uomo almeno la scelta e la dignità della propria morte.
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halo in reverse
- Angel

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Alla luce di quanto avvenuto realmente (ho scoperto ora, prima non ho potuto leggere tutto il 3d), devo smentire la seconda parte del mio post.halo in reverse ha scritto:Quoto con forza.
Ho come l'impressione che in questo caso poi i medici abbiano scelto di non-scegliere, ben sapendo la gravità delle condizioni di Welby. Ma in questo modo si è persa un'altra "occasione" (passatemelo) per discutere seriamente di questo tema.
E ora, gli organismi preposti a ciò se ne staranno tutti zitti e struzzi (o dovrei dire stro...) finchè il prossimo caso esploderà (e anche lì si tirerà per le lunghe senza decidere alcunchè).
TEMO che andrà così.
Non so se devo aggiungere "per fortuna".
E ora, P.W. , riposa in pace.
Ultima modifica di halo in reverse il mer dic 12, 2007 10:13 pm, modificato 1 volta in totale.
Come non quotarti?Alya_DM ha scritto:Giusto.
Assoluto rispetto per chi decide di voler porre termine alle sue sofferenze, così come per chi è fermamente convinto nonostante tutto che la vita sia sacra e voglia viverla. Ma deve essere una scelta propria di chi è su quel letto e combatte ogni giorno, non di quattro bigotti che sbandierano ai quattro venti "un sostegno per poter sopportare dignitosamente il dolore". Tutta gente che la mattina si alza e cammina sulle proprie gambe.
Troppo facile...







