(OT) Calciopoli 2 - La vendetta!!!
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- grassiniettore
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Penso che scommetterei su un loro ritorno. Nel calcio non è cambiato nulla, probabilmente calciopoli non doveva essere chiamata moggiopoli ma sistemopoli, dato che se un sistema c'era prima dello scandalo di certo ora non è svanito; basta vedere che i dirigenti incriminati sono tutti li, ancora ai loro posti (tra l'altro oggi l'arbitrato ha ridotto la squalifica a Galliani) tranne quelli della Juve, unica ad avere pagato per le sue colpe e ad essersi ripulita da certe presenze. Non vedo perchè quindi non bisogna aspettarsi un ritorno anche di cip e ciop, magari inizialmente in un club non proprio di vertice e con mansioni diverse da quelle che avevano alla Juve, cosi tanto per reinserirsi nell'ambiente, se mai lo abbiano realmente lasciato...
- Tufkad
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Altro bell'editoriale di Padovan
ERRORI, OMISSIONI E SOSPETTI DI FAVORI
GIANCARLO PADOVAN
Scusate, signori dalla prosa rocciosa e dalla morale impomatata, ma adesso c’è una ragione di più per gridare allo scandalo. Adesso – intendo – a due settimane dal caso Nedved-Farina e dopo la domenica che il Corriere della Sera ha sintetizzato, sulla prima pagina di ieri, con l’emblematico titolo: «Risse, pugni e monetine» e sotto una sequenza di foto che contempla la lite tra Bruno Giordano (allenatore del Messina) e Marco Materazzi (difensore dell'Inter); l'impatto scellerato del livornese Lucarelli al laziale Pandev; una moneta contro il doriano Bazzani a Reggio Calabria, dove è successo di tutto e con il coinvolgimento di troppi tesserati e addetti. E' stata una domenica che il Commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli, ha censurato con parole inequivocabili: «Su molti campi della serie A - ha scritto - si è respirata un'aria sgradevole, con una serie di episodi che non giovano all'immagine del calcio italiano e non coincidono con princìpi fondamentali dello sport come il rispetto dell'avversario, la lealtà, il fair-play».
Che difformità di vedute e di valutazione tra quello che è realmente accaduto e le decisioni prese dagli arbitri. Quante omissioni nei loro referti e quale fuga di responsabilità da parte degli organi di giustizia sportiva, prima fra tutte la Procura Federale. Naturalmente niente prova tv per il calcio di Vieira a Parisi, né per la testata di Materazzi a Zoro, meno che mai per la collisione di Lucarelli su Pandev (il movente era ideologico, la ritorsione inammissibile, perché gravissima e violenta). In quest’ultimo caso la responsabilità è interamente da ascrivere all’arbitro Pantana, ai suoi due assistenti e al quarto uomo che o sono tutti troppo distratti per amministrare la giustizia in campo, o hanno chiuso gli occhi e allora non sono dotati di coraggio (per non tirare in ballo altro).
Certo, constatare che nessuno tra i molti interpreti di una giornata spaventosa, almeno dal punto di vista disciplinare, è stato punito, non depone a favore né dell’etica, né della pulizia ambientale tanto sbandierata nei giorni del ciclone calciopoli. Tornano a incombere – come è ovvio – anche i sospetti di favori a una capolista (l’Inter) che, al pari di altre vincitrici del recente passato, sembra non averne bisogno. Amaggior ragione in una stagione di ridottissima concorrenza. Vieira e Materazzi sono giocatori interisti, Rocchi è l’attaccante della Lazio che, guardacaso, domani affronta i nerazzurri. Ma mentre Vieira e Materazzi saranno disponibili, Rocchi è stato squalificato per un cartellino rosso discusso e discutibile. Sono metodi di cui già abbiamo letto in certe intercettazioni telefoniche. In esse si evocava il male al centro del potere bianconero. Ora – ammesso che qualcuno se ne accorga – sembrano solo coincidenze. Il Corriere dello Sport sostiene, a tutta pagina, che gli arbitri sono «scarsi». E’ vero, lo sono a tal punto – e anche i migliori – da non sembrare credibili nemmeno nell’errore. Si passa da Farina (quello di Genoa-Juve) a Stefanini (Inter-Messina), da Rosetti (Reggina Sampdoria) a Pantana (Livorno-Lazio) con una disomogeneità di giudizio, di criterio valutativo, di fedeltà nel riferire gli accadimenti assolutamente preoccupanti. In sintesi: a Nedved 5 giornate, nessuna a chi ha fatto infuriare perfino Pancalli.
Ovviamente non va bene così, però di fronte a quanto accaduto in questi giorni alla Juve, certe miserie passano in secondo piano. Resto convinto che, sul piano della comunicazione, la società avrebbe dovuto compiere uno sforzo di visibilità sia nei confronti dei propri dipendenti o delle persone coinvolte nelle indagini, sia nei confronti dell’opinione pubblica. E’la regola base in un’efficace comunicazione di leadership. Acorollario ci sono i «validi esempi» o gesti simbolici: far giocare Alessio e Riccardo attraverso Del Piero e Buffon sarebbe stato un messaggio profondo e trasversale, del tutto adeguato alla sconvogente modalità della tragedia.
Tutto il resto, invece, è convenzione. Doverosa, ma formale.
ERRORI, OMISSIONI E SOSPETTI DI FAVORI
GIANCARLO PADOVAN
Scusate, signori dalla prosa rocciosa e dalla morale impomatata, ma adesso c’è una ragione di più per gridare allo scandalo. Adesso – intendo – a due settimane dal caso Nedved-Farina e dopo la domenica che il Corriere della Sera ha sintetizzato, sulla prima pagina di ieri, con l’emblematico titolo: «Risse, pugni e monetine» e sotto una sequenza di foto che contempla la lite tra Bruno Giordano (allenatore del Messina) e Marco Materazzi (difensore dell'Inter); l'impatto scellerato del livornese Lucarelli al laziale Pandev; una moneta contro il doriano Bazzani a Reggio Calabria, dove è successo di tutto e con il coinvolgimento di troppi tesserati e addetti. E' stata una domenica che il Commissario straordinario della Federcalcio, Luca Pancalli, ha censurato con parole inequivocabili: «Su molti campi della serie A - ha scritto - si è respirata un'aria sgradevole, con una serie di episodi che non giovano all'immagine del calcio italiano e non coincidono con princìpi fondamentali dello sport come il rispetto dell'avversario, la lealtà, il fair-play».
Che difformità di vedute e di valutazione tra quello che è realmente accaduto e le decisioni prese dagli arbitri. Quante omissioni nei loro referti e quale fuga di responsabilità da parte degli organi di giustizia sportiva, prima fra tutte la Procura Federale. Naturalmente niente prova tv per il calcio di Vieira a Parisi, né per la testata di Materazzi a Zoro, meno che mai per la collisione di Lucarelli su Pandev (il movente era ideologico, la ritorsione inammissibile, perché gravissima e violenta). In quest’ultimo caso la responsabilità è interamente da ascrivere all’arbitro Pantana, ai suoi due assistenti e al quarto uomo che o sono tutti troppo distratti per amministrare la giustizia in campo, o hanno chiuso gli occhi e allora non sono dotati di coraggio (per non tirare in ballo altro).
Certo, constatare che nessuno tra i molti interpreti di una giornata spaventosa, almeno dal punto di vista disciplinare, è stato punito, non depone a favore né dell’etica, né della pulizia ambientale tanto sbandierata nei giorni del ciclone calciopoli. Tornano a incombere – come è ovvio – anche i sospetti di favori a una capolista (l’Inter) che, al pari di altre vincitrici del recente passato, sembra non averne bisogno. Amaggior ragione in una stagione di ridottissima concorrenza. Vieira e Materazzi sono giocatori interisti, Rocchi è l’attaccante della Lazio che, guardacaso, domani affronta i nerazzurri. Ma mentre Vieira e Materazzi saranno disponibili, Rocchi è stato squalificato per un cartellino rosso discusso e discutibile. Sono metodi di cui già abbiamo letto in certe intercettazioni telefoniche. In esse si evocava il male al centro del potere bianconero. Ora – ammesso che qualcuno se ne accorga – sembrano solo coincidenze. Il Corriere dello Sport sostiene, a tutta pagina, che gli arbitri sono «scarsi». E’ vero, lo sono a tal punto – e anche i migliori – da non sembrare credibili nemmeno nell’errore. Si passa da Farina (quello di Genoa-Juve) a Stefanini (Inter-Messina), da Rosetti (Reggina Sampdoria) a Pantana (Livorno-Lazio) con una disomogeneità di giudizio, di criterio valutativo, di fedeltà nel riferire gli accadimenti assolutamente preoccupanti. In sintesi: a Nedved 5 giornate, nessuna a chi ha fatto infuriare perfino Pancalli.
Ovviamente non va bene così, però di fronte a quanto accaduto in questi giorni alla Juve, certe miserie passano in secondo piano. Resto convinto che, sul piano della comunicazione, la società avrebbe dovuto compiere uno sforzo di visibilità sia nei confronti dei propri dipendenti o delle persone coinvolte nelle indagini, sia nei confronti dell’opinione pubblica. E’la regola base in un’efficace comunicazione di leadership. Acorollario ci sono i «validi esempi» o gesti simbolici: far giocare Alessio e Riccardo attraverso Del Piero e Buffon sarebbe stato un messaggio profondo e trasversale, del tutto adeguato alla sconvogente modalità della tragedia.
Tutto il resto, invece, è convenzione. Doverosa, ma formale.
- worldfullofnothing
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Ormai è ossessionato, Padovan..come quelli che vedono Berlusconi dappertutto...: 
a) Il fallo di Rocchi (da dietro, ricordiamo) è stato definito giustamente da sanzione da tutti i commentatori "neutrali" che ho sentito nelle varie trasmissioni sportive.
b) Materazzi, sempre a detta degli stessi commentatori, non meritava neppure l'ammonizione che ha preso domenica.
c) a l'inter non fischiano un rigore a favore neppure per caso, eppure io che le partite dei perdazzurri dall'anno scorso le sto seguendo quasi tutte noto che in area ci entrino abbastanza spesso e che qualche fallo non proprio ortodosso qualche volta lo subiscano.
Diciamo che ci stiamo "juventinizzando", ovvero sfruttiamo ogni occasione e portiamo a casa il risultato, e dato che per te il termine ha un valore sicuramente più positivo che per me non dovresti averne a male se lo utilizzo.
a) Il fallo di Rocchi (da dietro, ricordiamo) è stato definito giustamente da sanzione da tutti i commentatori "neutrali" che ho sentito nelle varie trasmissioni sportive.
b) Materazzi, sempre a detta degli stessi commentatori, non meritava neppure l'ammonizione che ha preso domenica.
c) a l'inter non fischiano un rigore a favore neppure per caso, eppure io che le partite dei perdazzurri dall'anno scorso le sto seguendo quasi tutte noto che in area ci entrino abbastanza spesso e che qualche fallo non proprio ortodosso qualche volta lo subiscano.
Diciamo che ci stiamo "juventinizzando", ovvero sfruttiamo ogni occasione e portiamo a casa il risultato, e dato che per te il termine ha un valore sicuramente più positivo che per me non dovresti averne a male se lo utilizzo.
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worldfullofnothing ha scritto:Diciamo che ci stiamo "juventinizzando", ovvero sfruttiamo ogni occasione e portiamo a casa il risultato, e dato che per te il termine ha un valore sicuramente più positivo che per me non dovresti averne a male se lo utilizzo.
ps. dep, vedendo le immagini, il fallo da dietro di rocchi c'era. Ecco, non sembrava violento, su questo ti dò ragione, magari un'ammonizione sarebbe stata sufficiente, ma inquadra questo episodio nell'ottica della partita dove l'arbitro (un semidebuttante) ne ha combinate di tutti i colori, prima fra tuttela mancata espulsione di Lucarelli.
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Certo che no!worldfullofnothing ha scritto:Diciamo che ci stiamo "juventinizzando", ovvero sfruttiamo ogni occasione e portiamo a casa il risultato, e dato che per te il termine ha un valore sicuramente più positivo che per me non dovresti averne a male se lo utilizzo.
Purché l'esito finale sia lo stesso...
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Non aggirare la questione: il discorso è un altro. Dall'inizio del campionato, l'Inter gioca contro squadre decimate da squalifiche. Gli interisti, invece, godono di una impunità divertente, a parte Vieira quando commette tentato omicidio e non ci si può proprio esimere.Lettera 22 ha scritto:ps. dep, vedendo le immagini, il fallo da dietro di rocchi c'era. Ecco, non sembrava violento, su questo ti dò ragione, magari un'ammonizione sarebbe stata sufficiente, ma inquadra questo episodio nell'ottica della partita dove l'arbitro (un semidebuttante) ne ha combinate di tutti i colori, prima fra tuttela mancata espulsione di Lucarelli.
Le parole di Moggi "Telefonavo affinché la Juve non fosse svantaggiata, altro che avvantaggiata!" diventano fin troppo chiare in queste pagliacciate attuali.
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