Chiaro e condivisibile.Steelrose ha scritto:
I difetti di funzionamento della giustizia italiana non sono una giustificazione valida per proporre la pena di morte. Il fine da perseguire è la certezza della pena (pene che per certi crimini dovrebbero essere MOOOLTO più severe), punto e basta.
La legittima difesa la approvo, se la mia vita o quella altrui è in pericolo immediato..beh, mi dispiace molto per chi la mette in pericolo, ma poteva pensarci prima.
La pena di morte non serve ad evitare un crimine, il crimine c'è già stato. Basterebbe una pena sicura (vedi sopra).
(OT) PENA DI MORTE, favorevoli o contrari?
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Un super-mega-quotone qui ci sta tutto.neuronifolli ha scritto:Certezza della pena, senza sconti, saldi, indulti, amnistie...cominciamo da questo, intanto. Poi possiamo disctutere sui vari tipi di pena.
Io sono decisamente a favore, ma in caso di reati MOLTO GRAVI (infanticidio, genocidio, omicidi seriali) e solo nel caso in cui ci sia la certezza assoluta data da inconfutabili prove schiacchianti e/o confessione.
Però... più che per la pena di morte, sarei per la TORTURA FINO ALLA MORTE. La morte di per sè potrebbe essere un favore concesso al condannato, che altrimenti dovrebbe scontare il resto della vita tra stenti e tormenti in un carcere.
Sarei anche a favore della castrazione (non chimica, CHIRURGICA!)... ma non infierisco oltre, anche perchè non se ne parla qui!
Non ho letto i post precedenti, mi sono inserito di straforo nella discussione perchè l'ho vista lampeggiare sul monitor, ed essendo un fervente sostenitore del PRO non potevo attendere... ma rimedierò subito!
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Profondo ..... esame di conscenza di un letterato
Renato Serra)
La guerra non mi riguarda. La guerra che altri fanno, la guerra che avremmo potuto fare... E' un fatto come tanti altri in questo mondo; è enorme, ma è quello solo; accanto agli altri che sono stati e che saranno: non vi aggiunge, non vi toglie nulla: Non cambia nulla, assolutamente, nel mondo: Neanche la letteratura...Dopo, ognuno deve tornare al suo cammino, al suo passato, al suo peccato: La guerra non migliora, non redime, non cancella; per sè sola: Non fa miracoli; Non paga i debiti, non lava i peccati. Nè il sacrificio, nè la morte, aggiugono nulla.....
Che cos'è la guerra, in mezzo a queste creature innumerevoli e tenaci, che seguitano a scavare ognuna il suo solco, a pestare il suo sentiero, a figliare sulla zolla che copre i morti; interrotti, ricominciano; scacciati, ritornano?
Guerre, rumori fugaci, percosse sorde che si confondono con tutto il resto del travaglio e del dolore fatale nel vivere.
Se penso a quello che va sciupato, agni minuto, intanto che io parlo... sangue e dolore e travaglio di uomini presi in questo gorgo vasto della guerra. Che cosa diventano i risultati, le rivendicazioni di territori o di confini, le idennità e i patti e la liquidazione ultima, sia pur piena e compiuta, di fronte a ciò?
Non c'è bene che paghi la lacrima pianta invano, il lamento del ferito che è rimasto solo, il dolore del tormentato, di cui nessuno a avuto notizia,
il sangue e lo strazio umano che non è servito a niente.
Renato Serra)
La guerra non mi riguarda. La guerra che altri fanno, la guerra che avremmo potuto fare... E' un fatto come tanti altri in questo mondo; è enorme, ma è quello solo; accanto agli altri che sono stati e che saranno: non vi aggiunge, non vi toglie nulla: Non cambia nulla, assolutamente, nel mondo: Neanche la letteratura...Dopo, ognuno deve tornare al suo cammino, al suo passato, al suo peccato: La guerra non migliora, non redime, non cancella; per sè sola: Non fa miracoli; Non paga i debiti, non lava i peccati. Nè il sacrificio, nè la morte, aggiugono nulla.....
Che cos'è la guerra, in mezzo a queste creature innumerevoli e tenaci, che seguitano a scavare ognuna il suo solco, a pestare il suo sentiero, a figliare sulla zolla che copre i morti; interrotti, ricominciano; scacciati, ritornano?
Guerre, rumori fugaci, percosse sorde che si confondono con tutto il resto del travaglio e del dolore fatale nel vivere.
Se penso a quello che va sciupato, agni minuto, intanto che io parlo... sangue e dolore e travaglio di uomini presi in questo gorgo vasto della guerra. Che cosa diventano i risultati, le rivendicazioni di territori o di confini, le idennità e i patti e la liquidazione ultima, sia pur piena e compiuta, di fronte a ciò?
Non c'è bene che paghi la lacrima pianta invano, il lamento del ferito che è rimasto solo, il dolore del tormentato, di cui nessuno a avuto notizia,
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