che dire…. semplicemente immenso, uno show intimo, da brividi, come pochi ne ho visto in 25 anni di musica....vissuto dalla prima all'ultima nota da un pubblico attentissimo e in religiosa ma calda partecipazione, come pure Riccardo ha riconosciuto più volte, ringraziando sincero.
Sebbene la location -il Transilvania - potesse sembrare quantomeno inadatta per "questo" genere di concerto (e lo stesso Sinigallia, dopo le prime canzoni, quasi timidamente, si è quasi scusato come se stesse violando chissà quale tempio della musica più tosta, dimostrando un'umiltà senza pari, lui che pure è dietro il successo a volte clamoroso di parecchi artisti e band italiane degli ultimi anni…. lui e soltanto lui).
Si parte con Riccardo che fa il suo ingresso solitario on stage e si siede al pianoforte. Partono le prime note di Finora, primo estratto del nuovo album. Solo voce, splendida, e piano, prima che la band faccia il suo ingresso su un palco molto minimale, con un impianto luci scarno, essenziale ma efficace, che spesso lascia intravedere solo le ombre gli artisti.
Brividi con Laura, canzone d’amore dedicata alla compagna che da poco gli ha dato un figlio, che davanti a lui, a pochi centimetri, suona il basso.
Il testo non ha bisogno di molti commenti:
Laura sa che è sola e non ha mai niente da fare
ma se ti lascia entrare in una volta ti assuefà
ti prende con le unghie dipinte delle dita
di lunghe mani elettriche
e con la faccia scura di chi ha visto morire
e non teme offese per la verità
e quando passa Laura non sai dove guardare
se ti guarderà
e i suoi silenzi sono armonici echi di vite passate di là
di vite passate da La..
Così lei non partecipa a conversazioni
sui grandi cambiamenti dell’umanità
ha avuto troppi figli di scopate stanche
e padri senza dignità
Laura ha superato diffidenti primavere
Laura sta pensando al lungo inverno che verrà
e io mi perdo ancora sulle sue labbra rosse
sulle sue labbra nere
e i suoi baci sono lenti e profondi
e tagliano il cuore a metà
e spaccano il cuore a metà
Con Amici nel tempo le atmosfere, sin qui molto intime e dilatate, con il solo piano in evidenza e gli altri strumenti ad adeguarsi – e una curiosa batteria unplugged quasi jazzata – si fanno più serrate. Splendido l’accompagnamento del brano da parte del mandolino elettrico di Daniele Sinigallia.
E’ l’introduzione a un trittico da paura di canzoni d’amore, con Riccardo che imbraccia la chitarra acustica e giustamente rivendica il diritto di poter parlare d’amore, nella sua musica, citando come esempio un Luigi Tenco con Fra che per un pelo non sviene sul pavimento
Parte Bellamore e quasi svengo io…..arrangiamento acustico minimale, per me è stato come entrare in una dimensione irreale….una song a cui mi legano tantissimi ricordi, indietro nel tempo a qualche anno fa...
Subito dopo La Descrizione di un attimo, in stile quasi country, un bijoux da custodire gelosamente, per chi c’era…
Una song composta per e dedicata alla mamma, Solo per te, <ed è la prima volta che lo dico>, e una Revisione della memoria FANTASTICA, con un arrangiamento molto diverso dall’originale….. una prima strofa interamente sostenuta da una drum machine e la seconda parte che scivola via con un impatto decisamente rockeggiante.
Bellissima.
Così come tostissima è Uscire fuori, quasi psichedelica, con la band completamente al buio e illuminata soltanto dalla luce bianca dello strobo.
Finale con Buonanotte…
...questa lunga notte
che prima o poi dovrà finire.
Concerto stupendo, Sinigallia è un ARTISTA con tutto maiuscolo e non soltanto la A.
Chi non c’era, mai come questa volta ha avuto torto….
Grazie a free, che si è sbattuto molto per organizzare il tour
tranquo bab, stasera ti scuserai direttamente con lui...
....pare che sia molto incacchiato...freestate gli aveva pure anticipato il tuo arrivo in compagnia di una dolce fanciulla dei colli albani.....non si fa così....
ha detto tutto mausynth/lettera. Tranne dei due bis "Il nostro fragile equilibrio" (una canzone sospesa in un incanto) e la monumentale chiusura di "Lontano da ogni giorno", picco emotivo (per me, per tutta una serie di motivi) dell'intero, magico set. Con quel crescendoooooooo che ti squarta l'anima.
da segnalare il silenzio quasi sacrale che ha accompagnato quasi tutte le esecuzioni, è rarissimo che in una sala (becnché non piena, si era in 150 "eroi") non voli una mosca, manco fossimo a vedé Keith Jarrett.
un saluto a mauro e francesco, e anche a van guard, supporters della musica di qualità nella fredda e piovosa notte meneghina.
Babylon, e io che t'aspettavo per integrare la dose d'alcool aggratise...
Allora....immaginando e prevedendo la sommissima, totale e grassa ignoranza di tuf in materia Sinigallia , certo che la frase Io sono Dio lo stesso la attribuisca a qualche mio delirio di onnipotenza fine a se stesso, informiamo lo stesso tuf che Io sono Dio trattasi di una canzone - e che canzone - del repertorio dell'artista, una delle mie preferite, che non è stata suonata martedì all'Alcatraz!
ps. Free, poi ieri Riccardo dopo radio dj è venuto al Goganga con Fabio di milanoconcerti. Spero e penso sia stato bene, è una gran bella persona (dell'ARTISTA ho già detto)
Lettera 22 ha scritto:Io sono Dio trattasi di una canzone - e che canzone - del repertorio dell'artista, una delle mie preferite, che non è stata suonata martedì all'Alcatraz!
sempre a proposito di sinigallia e bellamore, prima mi sono andato a rivdere il clip in streaming sul suo sito, e mi è venuto in mente un post che anni fa la bleim scrisse da un'altra parte, su un altro forum, a proposito del video. Lo riporto con suo copyright perchè lo trovai parecchio interessante...
dicevo di bellamore...non so se hai presente il film d'animazione di tim burton "the nightmare before christmas"? ecco...i due protagonisti del video son molto simili a quelli del film..un uomo magrissimo con una testa scheletrica e una ragazza (bellamore) anche lei magra con due occhi enormi ed espressivi.
è effettivamente un video dai toni cupi e dall'aria malinconica specie per i colori rarefatti, si abbina bene al testo e alla musica, ma non mi pare di aver visto la protagonista col cappio al collo...forse lo hai confuso con la scena finale in cui lei e il suo amato si possono finalmente incontrare anche se in un modo un po particolare...
lui si sta gettando dall'ultimo piano di un palazzo con delle ali di cartone legate alle braccia e una fune alla caviglia (mi pare) e mentre si getta passa per strada bellamore con l'altro capo della fune legata al polso. in alto la fune è bloccata da un palo e così mentre lui scende, la ragazza sale...e si incontrano a mezz'aria, rimangono bloccati lì...forse l'unico modo per rappresentare un amore che può essere vissuto solo allontanandosi dal resto del mondo e solo in quell'esatto punto, perchè nel caso che lui volesse toccare terra...lei rimarrebbe in cima al palazzo e viceversa.