la nana obesa della Lopez
metti un tailleur o una longuette come le donne per bene..così eviti di mostrare la tua cellulite al mondo intero!
(sempre rif. alla Lopez)
certo che vedere J lo dopo Gemma è un bel trauma
(la "Gemma" in questione è Gemma Ward, ennesima reginetta filiforme delle passerelle)
A seguito di alcuni interventi letti in altri topic di questo forum, ho pensato di dare uno spunto di discussione, ma soprattutto di riflessione, a chi pensa che avere un sedere senza cellulite o la pancia più o meno piatta significhi essere più donne...io credo invece che questa mentalità influisca negativamente sui soggetti psicologicamente più deboli, e contribuisca ad alimentare in un certo qual modo l'idea che "magro è bello"...un argomento molto attuale, visto il polverone che si è alzato in seguito alla morte della modella brasiliana Ana Carolina Reston, deceduta per le conseguenze di un'iponutrizione che praticava ormai da settimane. Quello che intendo dire, alla fin fine, è che si dà sempre la colpa alla pubblicità, all'imposizione dei mass-media, che, per carità, fanno indubbiamente la loro parte -io per la verità non sopporto nemmeno chi punta il dito sulle magre, come se la loro esilità dovesse essere per forza frutto di diete drastiche o comportamenti alimentari scorretti-
ma se persino noi donne ci autopropiniamo certi modelli, non so più dove andremo a finire...
SAN PAOLO (Brasile) - Ana Carolina Reston era bella, bellissima. Non a caso lavorava per alcune delle più importanti agenzie di moda di New York. Ana Carolina Reston è morta. A soli 21 anni. L'ha uccisa l'anoressia. Al momento del decesso pesava 40 chili, lei che era alta 1,73 metri.
La modella era stata ricoverata in un ospedale di San Paolo del Brasile il 25 ottobre scorso per insufficienza renale. Il giorno dopo sarebbe dovuta partire per Parigi. Per quel lavoro che la impegnava con agenzie del calibro di Ford, Elite e L'Equipe. Quel lavoro che era anche ossessione del peso, paura di ingrassare, rifiuto del cibo.
Dopo il ricovero le sue condizioni erano rapidamente peggiorate. Era subentrata un'infezione generalizzata che martedì l'ha portata alla morte.
Ana Carolina aveva coronato il suo sogno di diventare modella già a 13 anni. Era terrorizzata all'idea di ingrassare. "Quando mangiava - racconta la cugina Geise Strauss - era sempre pochissimo e poi scappava in bagno (a vomitare). E non le piaceva che le si dicesse di mangiare". Gli amici dicono che negli ultimi mesi di vita si nutriva soltanto di mele e pomodori.
Lica Kohlrausch, proprietaria dell'agenzia L'Equipe, ricorda di aver cominciato a preoccuparsi del peso della Reston quando, dopo un lavoro in Giappone per un catalogo di Giorgio Armani, una collaboratrice la chiamò per dirle che la ragazza era troppo magra. Tornata in Brasile, raccontano gli amici, Ana Carolina aveva provato a farsi curare ma non aveva voluto ammettere di essere malata. La stampa brasiliana scrive oggi che in effetti la giovane era sotto trattamento psichiatrico ma secondo la famiglia non si presentava alle sedute per paura di perdere il lavoro.
La storia della Reston riaprirà sicuramente le polemiche sul "modello anoressico" offerto dalle passerelle e dalla pubblicità. Ora viene fuori che la ragazza era già stata ricoverata l'anno scorso in Giappone. E c'è chi si chiede per quale motivo i suoi "datori di lavoro" continuassero a farla viaggiare nonostante le sue cattive condizioni di salute fossero ormai evidenti a chiunque.
(16 novembre 2006)
A questo punto mi trovo d'accordo con la Melandri:
Anoressia, Melandri: «L'indice di massa corporea diventi parametro di riferimento per stilisti». Il ministro ha lanciato la proposta di un codice di autoregolamentazione per modelle, stilisti e comunicatori.
Nessuna campagna contro la taglia 38. Né la messa sotto accusa del mondo della moda. Ma per combattere alcuni disagi legati a disturbi alimentari come anoressia, bulimia o obesità psicogena «da qualche parte si deve pure cominciare». E allora, proprio il mondo della moda può diventare la giusta vetrina dove iniziare ad attivare un sistema di allarme sui disturbi alimentari e sull’anoressia in particolare.
Ne è convinta il ministro Giovanna Melandri, che nel corso di un forum al Corriere della sera, trasmesso in diretta sul sito internet, ha lanciato la proposta di un codice di autoregolamentazione, («senza arrivare alla necessità di promulgare una legge») che chiami in causa stilisti, modelle ma anche operatori della comunicazione. Una sorta di codice deontologico insomma, perché anche il fashion-system si responsabilizzi su un problema, quello dell’anoressia, dai contorni più che allarmanti, come ha sottolineato nel corso del forum anche la dottoressa Maria Gabriella Gentile, responsabile del reparto Disturbi dell’alimentazione dell’ospedale Riguarda di Milano. La questione – ha ripetuto più volte il ministro per le Politiche Giovanili - non lascia spazio a scorciatoie o a semplificazioni. Il codice di autoregolamentazione potrebbe prevedere innanzitutto, spiega la Melandri, che l'Indice di massa corporea (quello stabilito dall’Oms e che lega le variabili peso e altezza) diventi il parametro di riferimento per le case di moda sull'esempio della Spagna, dove è stato chiesto che le modelle che sfilano non abbiano un indice al di sotto di un certo valore. E un altro punto nodale del codice potrebbe essere quello di un limite di età per le modelle in passerella.
Un primo sì all’appello della Melandri è arrivato da Maria Luisa Trussardi, rappresentante della Camera della moda di Milano, intervenuta al forum. No alle modelle sotto i sedici anni in passerella e sì alla presenza di medici nel dietro le quinte delle passerelle sono state le aperture della Trussardi. Favorevole a un impegno politico sul tema anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, che nel corso dell’incontro a via Solferino ha sottolineato la necessità di coinvolgere le istituzioni scuola e famiglia in una sorta di campagna rieducativa sul tema dell’anoressia. Più spinosa la questione che riguarda un ampliamento dei modelli estetici veicolati attraverso le riviste di moda o in passerella, per evitare che l’immagine della donna dalle mini-taglie sia l’unica che arriva al grande pubblico. Su un’ipotetica codifica anche di questo aspetto il ministro Melandri ha manifestato grande apertura, come anche il sindaco di Milano Letizia Moratti e Maria Luisa Trussardi, della Camera della moda.
Più restio lo stilista Antonio Marras, che nel corso del forum ha rivendicato il suo ruolo di creativo, chiamando in causa l’estetica e invitando a fare un giusto distinguo tra magro e malato e tra ideale e reale. «Le veline sono un modello più forte delle top model» ha detto Marras. E una difesa del mondo della moda è arrivata anche da Brunella Casella, dell’agenzia di modelle Elite Model e da Andrea Krakhecke, mannequin magrissima “di costituzione”, come lei stessa ha sottolineato nel corso del forum di Corriere.it, mamma, amante del buon vino e indossatrice realizzata. Il dibattito sull’anoressia è aperto: ora toccherà vedere se il codice di autoregolamentazione sarà pronto già per le prossime sfilate di Milano. Ma la questione, affrontata a partire dal mondo della moda, si offre a livelli di discussione più ampi. Sul tavolo, come ha sottolineato lo stesso ministro Giovanna Melandri, il ruolo stesso della donna e del suo corpo.






