Molte delle vostre domande trovano una risposta MOLTO esauriente, ma tant'è. Visto che ci siamo, vediamo di rispondere una volta per tutte al quesito...
Uhm,Doktor doktor ha scritto:Allora avevo ragione io sull'altro 3d a dire che mi sembrava tutta na bufalata
prima dici che ti riferivi alla notizia definendola una bufala.. Ora è la biografia "tutta 'na bufalata".. Ma su quali basi, scusa? Le parole sono aria fritta, e ripeto, per dare giudizi così estremi ci vogliono basi altrettante solide.
Se il libro non l'hai mai avuto in mano, con tutto il rispetto, sono i tuoi giudizi che diventano una bufalata.
La biografia di Malins è stata scritta per la prima volta nel 98 se la memoria non m'inganna (io l'ho presa quand'era da poco uscita a Londra nell'estate del 99 con l'amico Lionello - ConteTheFly).
Successivamente, ha subito un paio di revisioni, mentre l'ultima, quella del 2006 è ampliata, corretta ed aggiornata.
Ma andiamo al dunque? Cosa vale? Non vi do la mia risposta, ma quella di Alan (fra un secondo). Malins, nell'introduzione, precisa di aver contattato i DM, Alan compreso, e di aver posto loro delle domande per approfondire il suo lavoro, di persona, per telefono o anche fax.
Per alcuni, questo è stato il suggello dell'ufficialità di questa biografia, ma è falso: non esiste biografia ufficiale dei DM, nè Malins ha mai preteso che il suo lavoro lo fosse.
In merito al valore reale di questo testo, Alan da il seguente giudizio:
Domanda - What do you think of the new Depeche Mode book by Steve Malins? Were you allowed to read the book before it was published? Is there anything you would like to correct?
Risposta - No, I didn't read it before publication. It's no literary masterpiece but I think it's a pretty entertaining (and amusing) read all-round. On the whole it's accurate (barr one or two glaring mistakes like the spelling of Daryl BALMONTE). However, there are a couple of things that I can only describe as utter bollocks....
Alan è molto chiaro: complessivamente, è una biografia accurata, anche se ci sono delle imprecisioni (le due "str****te a cui si riferisce sono una presunta richiesta di non aver nessuno in studio per l'album successivo, e l'idea che la sua partenza avrebbe comportato la fine della band).
Poi conclude con questo interessante giudizio:
Whilst Steve Malin's book probably offers the most comprehensive insight so far into the much-hyped subject of 'roles', it is still essentially a third-party take on what was (and remains) a very private environment and shouldn't be interpreted as the definitive record of what went on in DM.
Anche qui, Alan è molto chiaro: ci sono fatti che il libro ignora perchè appartengono "all'intimità" del gruppo, e che da quella cerchia non devono uscire, nè probabilmente usciranno mai.
Insomma, nel complesso, cosa dice Alan? Semplice: che in virtù di quello che è dato sapere, non c'è meglio di quella biografia allo stato attuale delle cose (e val la pena notare che parlava nel 99-00, e che la biografia è stata comunque rivista, ampliata e corretta).
Quindi, se volete conoscere DAVVERO i DM, personalmente lo ritengo un lavoro imprescondibile, perchè non esiste nulla di più esauriente. Quindi, se avete 15 euro, compratela dal sito di Angela (www.FreeAngel.it) o di Paolo (www.violator.it), non ve ne pentirete.
E veniamo alla biografia di Miller. Premesso: esiste solo in inglese, ed un inglese non accessibile manco a chi ha un livello medio. Inoltre, è un vero mattone, e forse, è un tantino confusionaria. Fletch l'avrebbe definita "impressive" (sarà vero?), di certo è, IMHO, una lettura imprescindibile: ma è una lettura tostissima, nonchè lunga e... lunga. Ci sono aneddoti veramente interessanti (uno su tutto: il padre di Martin sarebbe nero... incredibile, no?), ci sono informazioni interessantissime.. insomma, se l'inglese (e il protafogli) segue, prendetela. Personalmente, non me ne sono mai pentito di averla presa (contrariamente a quella spazzatura di Dave Thompson...).
Un'ultima cosa: le biografie si leggono sempre in lingua originale, nei limiti del possibile, perchè una traduzione, per quanto inappuntabile, non renderà mai appieno l'idea che il testo originale vuol dare (esistono cose praticamente "intraducibili").
Spero di avervi dato una idea abbastanza chiara, e comunque libera da pregiudizi. Ho citato Alan proprio perchè lui è uno di quelli che meglio può esprimere giudizi in merito. E certamente il suo parere è più attendibile di tanti altri.
Ora sta a voi scegliere.






