rimasi a bocca aperta davanti a questo quadro.... guardandolo in tv
credo sarà lui a portarmi in una delle città dove verrà ospitata la mostra per il quinto centenario della sua morte
@ wave: sì, abito a roma, ma alla mostra che ti interessa non ci sono andata e non ho in programma di andarci, visto che i due signori trattativi non incontrano molto i miei gusti. se hai bisogno di info vedo di reperirle, fammi sapere.
Ultima modifica di orgyporgy il gio nov 09, 2006 5:42 pm, modificato 1 volta in totale.
*Dopo ricerche (gli episodi della Bibbia sono cosi' articolati!!) ho appurato che il
titolo del dipinto si rifa' ad un passo della Genesi ,in cui si parla di Giacobbe
che ,fermatosi a dormire sulla strada per Carran, fece un sogno: una scala
che dalla terra porta al cielo, con angeli che salgono e scendono ,creando un ponte
tra il regno spirituale e quello materiale.
Cristoforo de Predis è il terzogenito di una nota famiglia di artisti milanesi.
Nacque sordomuto.
Conobbe Leonardo da Vinci, il quale scrisse "...Non rinfacciatemi che vi propongo un insegnante che non parla, perché egli vi insegnerà meglio con i fatti, che tutti gli altri maestri attraverso le parole. Il buon pittore ha da dipingere due cose principali, cioè l'uomo ed il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo difficile, perché si ha a figurare con gesti e movimenti delle membra, e questo è da essere imparato dai muti, che meglio li fanno che alcun'altra sorta d'uomini."
Morte del Sole, della Luna e caduta delle stelle
Miniatura/illustrazione da "Storie di San Gioachino, Sant'Anna, di Maria Vergine, di Gesù, del Battista e della fine del mondo". Torino, Biblioteca Reale.
1 km di fila, per una volta ordinata, per entrare a s. maria del popolo
(ma per Lui l'avrei fatta anche scalza sotto la neve....)
ogni tanto qualche passante, guardando sbalordito il serpentone davanti
alla chiesa, chiede:
"ma state in fila pe' sentì la messa?!?"
"no, no... è per il quadro... il caravaggio..."
e finalmente arrivo alla cappella cerasi. sulla sinistra una crocifissione di s. pietro da brividi (magari un giorno la posterò), sulla destra le due conversioni a confronto.
la prima, quella residente, la conosco già bene, quindi i miei occhi sono solo per lei:
paolo è raffigurato a terra, accecato dalla luce, le mani sul viso stravolto,
la tunica caduta (quel rosso! marchio di fabbrica); al suo fianco lo scudiero barbuto socchiude gli occhi, infastidito dal bagliore, e punta la lancia verso l'alto come per difendere il suo comandante. nella parte alta del dipinto colui che chiama con tanta insistenza, le mani tese verso il basso, sì voglio proprio te, e si sporge tanto che un angelo deve trattenerlo protettivamente con il braccio.
i colori, spettacolari, rinfrescati dal restauro, quasi urlano dal muro; tutto intorno piante, foglie, alberi, vivi che sembra di vederli.
la differenza con il gemello a fianco è impressionante, non solo per il diverso utilizzo che si fa della luce, ma anche per l'interpretazione data all'evento
biblico:
in questo caso il protagonista del quadro non sembra neanche paolo,
tutto si è già compiuto e a lui non resta che rialzarsi e assecondare la scelta fatta.
e il deretano del cavallo in primo piano, seppure dipinto con la solita
maestria, toglie molto pathos alla scena.
comunque, l'incanto dura esattamente 3 minuti, dopodichè l'addetto alla
sicurezza suona la campanella dell'offertorio (!) e dobbiamo lasciare la cappella ad altre 20 persone. faccio la vaga e provo a imboscarmi, ma niente da fare, sono inflessibili...
tanto tornerò a vederlo prima che lo portino via.
un ultimo pensiero va alla principessa odescalchi, padrona del
capolavoro, che molto carinamente si è sobbarcata buona parte delle spese di restauro ed ha scelto di condividere gratuitamente con il volgo un tale splendore. una vera nobildonna d'altri tempi.