Alan Wilder
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
io credo che la questione non sia nei suoni o nei testi, e forse neanche nelle melodie. La versione con armonium di enjoy the silence dà chiaramente l'idea di come l'arrangiamento (e le scelte che ci stanno dietro) possa stravolgere completamente il risultato finale. Tagliare con Alan ha creato un vuoto che con difficoltà hanno cercato di colmare: alcune volte con risultati apprezzabili, altre volte forse meno. Qualche anno è già passato, forse exciter era davvero troppo avanti perchè non mi sembra che sia stato così copiato.Bong ! ha scritto:Io non sminuirei tanto Exciter, a parte il fatto che ha al suo interno forse le più belle canzoni scritte da Martin negli ultimi 10 anni (dopo Songs of faith and devotion) poi secondo me è anche un album di svolta (forse molto meglio anche di Ultra). I suoni di Exciter, che si riscontrano anche nell'album di Martin (bellissimo), credo facciano parte del nuovo percorso musicale che i nostri vogliono intraprendere, speriamo molto presto (qualcuno ha notizie ?). Una svolta alla quale solitamente ci hanno abituato ogni decennio (circa) e che li porta ad essere sempre avanti per musica e suoni rispetto agli altri gruppi (che stranamente dopo due o tre anni li copiano, spudoratamente !).
MARTIN CONTINUA COSI' E STUPISCICI DI NUOVO !!!
...the world we live in and life in general....
Tornando alla questione dei suoni, con la tecnologia attuale vst sia per strumenti che effetti, il gap anche economico che era di ostacolo per la massa ora è molto ridimensionato. A mio gusto personale inoltre i suoni di exciter non sono poi così "belli".
- Mr. Agony
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Alan ha la capacità staordinaria di suonare un particolare strumento:
LO STUDIO DI REGISTRAZIONE!
Faccio un esempio. Prendiamo l'introduzione di Walking in my shoes.
Suono di pianoforte. Benissimo. Ma lui che fà? Lo microfona e lo fa passare attraverso un amplificatore per chitarra (!). Diventa straziante e distorto ma in sintonia con quanto canterà Dave durante il brano.
E la batteria? Usare un'acustica o l'analogica? Entrambe! L'acustica la suona lui medesimo e per riverberarla cosa fà? Usa un plug in di Cubase? Ma non sia mai! Va benissimo la riverberazione naturale della stanza piastrellata della villa di Madrid dove hanno registrato sofad (alla faccia delle sale di ripresa hi-tech degli studi multimiliardari californiani). I suoni della batteria analogica?
Sintetizzati con il Roland System 700, un mastodontico synth modulare (i pochi al mondo che riescono a tirarci fuori qualcosa di buono da sto' coso si contano sulle dita di una mano, Alan e Vince Clarcke sono due di questi). Altro che campioni Akai...
Insomma il feeling esecutivo umano della batteria acustica sopra una traccia sequenzerizzata di batteria elettronica. Grandioso.
Altro esempio: la voce di Dave verso la fine di Rush.
Ha registrato la voce normale su una traccia e il riverbero (vedi le piastrelle di cui sopra) su una seconda traccia, facendo suonare quest'ultima al rovescio.
Risultato: non si è mai sentito Dave cantare così. O vogliamo paragonarla all'equalizzazione cagosa che è stata usata su Exciter?
E potrei continuare con decine di altri esempi (tutti documentati nelle interviste che il nostro ha rilasciato alle varie riviste tecniche).
Ma tutto, dico tutto fatto in funzione del brano, mai un uso del mezzo tecnologico fine a se stesso. Non come fanno certi fanciulli di oggi, drogati dal suono anemico dei vst instruments crackati e che non vogliono andare oltre al movimento del mouse sulla scrivania.
LO STUDIO DI REGISTRAZIONE!
Faccio un esempio. Prendiamo l'introduzione di Walking in my shoes.
Suono di pianoforte. Benissimo. Ma lui che fà? Lo microfona e lo fa passare attraverso un amplificatore per chitarra (!). Diventa straziante e distorto ma in sintonia con quanto canterà Dave durante il brano.
E la batteria? Usare un'acustica o l'analogica? Entrambe! L'acustica la suona lui medesimo e per riverberarla cosa fà? Usa un plug in di Cubase? Ma non sia mai! Va benissimo la riverberazione naturale della stanza piastrellata della villa di Madrid dove hanno registrato sofad (alla faccia delle sale di ripresa hi-tech degli studi multimiliardari californiani). I suoni della batteria analogica?
Sintetizzati con il Roland System 700, un mastodontico synth modulare (i pochi al mondo che riescono a tirarci fuori qualcosa di buono da sto' coso si contano sulle dita di una mano, Alan e Vince Clarcke sono due di questi). Altro che campioni Akai...
Insomma il feeling esecutivo umano della batteria acustica sopra una traccia sequenzerizzata di batteria elettronica. Grandioso.
Altro esempio: la voce di Dave verso la fine di Rush.
Ha registrato la voce normale su una traccia e il riverbero (vedi le piastrelle di cui sopra) su una seconda traccia, facendo suonare quest'ultima al rovescio.
Risultato: non si è mai sentito Dave cantare così. O vogliamo paragonarla all'equalizzazione cagosa che è stata usata su Exciter?
E potrei continuare con decine di altri esempi (tutti documentati nelle interviste che il nostro ha rilasciato alle varie riviste tecniche).
Ma tutto, dico tutto fatto in funzione del brano, mai un uso del mezzo tecnologico fine a se stesso. Non come fanno certi fanciulli di oggi, drogati dal suono anemico dei vst instruments crackati e che non vogliono andare oltre al movimento del mouse sulla scrivania.
Ringrazio dell'epiteto di fanciullo vista la mia non + tenera età. Mi permetto solo di dissentire, perchè forse sono stato frainteso. La cratività di Alan è solo da ammirare. Ma tutto va visto inquadrando l'analisi nel periodo storico. In quegli anni l'uso dei PC nella produzione era sostanzialmente limitato alla fase di sequencing e di gestione delle tracce audio. Fino a pochi anni fa il limite causato dai tempi di latenza aveva limitato gli sviluppi avutisi poi con la tecnologia vst. Tutto questo per dire che Alan sfruttava quello che aveva. Inoltre non avevano problemi di budget. Ma pensa se Alan si fosse trovato catapultato nel 1968, non avrebbe forse anche lui fatto quanto fecero i beatles (che di esperimenti ne fecero molti, nei limiti della tecnologia disponibile). In fondo usare i plugin semplifica un po' la vita, dimezzi i tempi e preservi la qualità del suono. L'esempio dell'operazione fatta su rush: ha fatto una operazione che è abbastanza semplice, fattibile con tecnologie vecchie e nuove (anche perchè i plugin attuali hanno gli stessi algoritmi, sostanzialmente), l'abilità e l'arte stanno nella capacità di ottenere quei risultati. Invece exciter lascia molto a desiderare, tutta la tecnologia usata è stata usata male, ma è una questione di gusto, c'è a chi piace.Mr. Agony ha scritto:Alan ha la capacità staordinaria di suonare un particolare strumento:
LO STUDIO DI REGISTRAZIONE!
Ma tutto, dico tutto fatto in funzione del brano, mai un uso del mezzo tecnologico fine a se stesso. Non come fanno certi fanciulli di oggi, drogati dal suono anemico dei vst instruments crackati e che non vogliono andare oltre al movimento del mouse sulla scrivania.
Credo che lo spirito debba essere sempre quello di utilizzare la tecnologia più moderna solo in funzione artistica, senza farsi troppi problemi. Altrimenti per assurdo anche il minimoog sarebbe troppo tecnologico, molto meglio la chitarra acustica. Perchè denigrare così il PC, è uno strumento come tanti, e in quanto tale "strumentale" al fine che si vuole raggiungere: buona musica. Di per sè il PC non è intelligente, così come non lo è un synth: posso limitarmi ai suoni presettati del dx7 così come del FM7 (versione virtual del dx7), la colpa non è del PC.
Poi se hai un ARPOdyssey che ti avanza e lo meni via gratis, tante grazie.
Anch'io sono appassionato di quei synths, ma non me li posso permettere.

- saturnz70
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Mah... in fin di conti stiamo dicendo le stesse cose. Il punto non e' tanto quali strumenti si usano ma il gusto, la perizia tecnica e la classe di chi li usa. E Mr. Wilder di queste cose ne aveva e ne ha ancora a tonnellate!
ps
Il particolare del Roland 700 e' notevole, anche perche' nei primi anni '90 (ma gia' da tempo) erano a disposizione campionatori e macchine, nonche' ottimi PC tipo Amiga o Mac gia' in grado di mettere assieme ottime tracce di drum sintetiche.
Il fatto che Alan preferisse comunque usare una macchina cosi "difficile" e' segno di una personalita' ben delineata e non (IMHO) di mancanza di alternative piu' semplici.
ps
Il particolare del Roland 700 e' notevole, anche perche' nei primi anni '90 (ma gia' da tempo) erano a disposizione campionatori e macchine, nonche' ottimi PC tipo Amiga o Mac gia' in grado di mettere assieme ottime tracce di drum sintetiche.
Il fatto che Alan preferisse comunque usare una macchina cosi "difficile" e' segno di una personalita' ben delineata e non (IMHO) di mancanza di alternative piu' semplici.
Lo so, forse sono un po' pignolo, noioso, ecc.saturnz70 ha scritto:Mah... in fin di conti stiamo dicendo le stesse cose. Il punto non e' tanto quali strumenti si usano ma il gusto, la perizia tecnica e la classe di chi li usa. E Mr. Wilder di queste cose ne aveva e ne ha ancora a tonnellate!
ps
Il particolare del Roland 700 e' notevole, anche perche' nei primi anni '90 (ma gia' da tempo) erano a disposizione campionatori e macchine, nonche' ottimi PC tipo Amiga o Mac gia' in grado di mettere assieme ottime tracce di drum sintetiche.
Il fatto che Alan preferisse comunque usare una macchina cosi "difficile" e' segno di una personalita' ben delineata e non (IMHO) di mancanza di alternative piu' semplici.
Il roland system 700
http://www.vintagesynth.org/roland/sys700.shtml
è un synth monofonico estremamente complesso, ma dalla struttura a sintesi sotrattiva. Ora, per fare dei suoni percussivi il suo potenziale viene usato poco, date le caratteristiche tipiche di programmazione di qs suoni. Il fatto che l'abbia usata è dettato, credo, dalla pasta del suono, particolarmente caldo e ricco di armoniche, ma soprattutto dall'amore (e sì, perchè uno strumento come quello o lo si odia o lo si ama).
- Mr. Agony
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Inanzi tutto mi scuso con gli Intenso per il termine fanciullo che è stato
inteso come epipeto diretto a loro.
La mia affermazione si rivolgeva in generale a tanti musicisti che producono
musica usando il computer come -UNICO- generatore di suoni ed effetti.
Cioè coloro che hanno venduto tutti il loro bei synth, campionatori, etc. per
avere la comodità di avere tutto a portata di mouse.
Di mestiere faccio il tecnico del suono e io sono il primo a dire che il computer è fondamentale per fare musica, e non sto a denigrarlo per niente (Dio mio, se penso a quando si registrava su bobina, mi vengono i brividi).
Ma da qui a ritenere che tutti gli armamentari hardware di cui sopra sono
quasi inutili ce ne corre. E siccome è proprio questo ciò che mi sento dire
ogni giorno in studio, ecco che mi è partita quell'affermazione, a mò di sfogo
generico.
Nulla di specificatamente diretto a Intenso per cui mi scuso ancora.
Citare il modo di lavorare di Alan, e non mi riferivo naturalmente solo alle
produzioni Depeche ma anche a quelle più recenti (e quindi in era vst) come Recoil, voleva anche far capire la differenza che si ottiene NEL SUONO.
Le mie orecchie forse saranno troppo sensibili (o rovinate?) ma la differenza tra una produzione fatta da macchine che funzionano con diodi e transistor e una fatta -SOLO- con i vst della Native Instruments, Spectrasonic, etc. si sente e come!
Il tipo di acrobazie tecniche di Alan tra microfoni, cavi, tamburi, chitarre, synth con veri VCO, etc. dà altri risultati e ho l'impressione che stè cose non voglia farle più nessuno.
Peccato.
Peccato per i Depeche Mode che hanno lasciato andare un tipo con tale forma mentis e che adesso farebbe la differenza.
E' sacrosanto ciò che dice Intenso: ci vogliono tanti soldini per acquistare
l'hardware musicale.
Ma questa è la vita, purtroppo.
E' giustissimo dire che quel conta è la musica, la buona musica.
Però, se stiamo parlando di musica elettronica (in senso lato), il Suono e una certa dinamica timbrica hanno un peso moooolto rilevante. Ed ecco che lo sforzo economico, per me, trova giustificazione (sempre a fronte di buone idee compositive, ovviamente).
Buona musica a tutti.
P.S.: a proposito di Roland System 700, le leggende dicono che ce ne sia un solo esemplare in Italia e che la sua quotazione sia fissa a 12.000 euri.
Non trovate che sia un sacrilegio tenere un tale capitale lì per terra, come viene fotografato nel booklet di sofad, proprio alle spalle di Dave.
inteso come epipeto diretto a loro.
La mia affermazione si rivolgeva in generale a tanti musicisti che producono
musica usando il computer come -UNICO- generatore di suoni ed effetti.
Cioè coloro che hanno venduto tutti il loro bei synth, campionatori, etc. per
avere la comodità di avere tutto a portata di mouse.
Di mestiere faccio il tecnico del suono e io sono il primo a dire che il computer è fondamentale per fare musica, e non sto a denigrarlo per niente (Dio mio, se penso a quando si registrava su bobina, mi vengono i brividi).
Ma da qui a ritenere che tutti gli armamentari hardware di cui sopra sono
quasi inutili ce ne corre. E siccome è proprio questo ciò che mi sento dire
ogni giorno in studio, ecco che mi è partita quell'affermazione, a mò di sfogo
generico.
Nulla di specificatamente diretto a Intenso per cui mi scuso ancora.
Citare il modo di lavorare di Alan, e non mi riferivo naturalmente solo alle
produzioni Depeche ma anche a quelle più recenti (e quindi in era vst) come Recoil, voleva anche far capire la differenza che si ottiene NEL SUONO.
Le mie orecchie forse saranno troppo sensibili (o rovinate?) ma la differenza tra una produzione fatta da macchine che funzionano con diodi e transistor e una fatta -SOLO- con i vst della Native Instruments, Spectrasonic, etc. si sente e come!
Il tipo di acrobazie tecniche di Alan tra microfoni, cavi, tamburi, chitarre, synth con veri VCO, etc. dà altri risultati e ho l'impressione che stè cose non voglia farle più nessuno.
Peccato.
Peccato per i Depeche Mode che hanno lasciato andare un tipo con tale forma mentis e che adesso farebbe la differenza.
E' sacrosanto ciò che dice Intenso: ci vogliono tanti soldini per acquistare
l'hardware musicale.
Ma questa è la vita, purtroppo.
E' giustissimo dire che quel conta è la musica, la buona musica.
Però, se stiamo parlando di musica elettronica (in senso lato), il Suono e una certa dinamica timbrica hanno un peso moooolto rilevante. Ed ecco che lo sforzo economico, per me, trova giustificazione (sempre a fronte di buone idee compositive, ovviamente).
Buona musica a tutti.
P.S.: a proposito di Roland System 700, le leggende dicono che ce ne sia un solo esemplare in Italia e che la sua quotazione sia fissa a 12.000 euri.
Non trovate che sia un sacrilegio tenere un tale capitale lì per terra, come viene fotografato nel booklet di sofad, proprio alle spalle di Dave.
Che piacere parlare con chi lavora nel campo. Io purtroppo sono solo un appassionato, non ho avuto mai il coraggio di fare certe scelte nel mondo del lavoro.Mr. Agony ha scritto: La mia affermazione si rivolgeva in generale a tanti musicisti che producono
musica usando il computer come -UNICO- generatore di suoni ed effetti.
Cioè coloro che hanno venduto tutti il loro bei synth, campionatori, etc. per
avere la comodità di avere tutto a portata di mouse.
Di mestiere faccio il tecnico del suono e io sono il primo a dire che il computer è fondamentale per fare musica, e non sto a denigrarlo per niente (Dio mio, se penso a quando si registrava su bobina, mi vengono i brividi).
Ma da qui a ritenere che tutti gli armamentari hardware di cui sopra sono
quasi inutili ce ne corre. E siccome è proprio questo ciò che mi sento dire
ogni giorno in studio, ecco che mi è partita quell'affermazione, a mò di sfogo
generico.
Sì, lo confesso, ho (s)venduto tutto. E' vero, la pasta sonora di certi synth è irrangingibile, emulare è fingere quello che non si è. Ma quanti hanno l'orecchio così fino? Io certe volte ci casco e scambio per vere delle emulazioni. A parte alcune timbriche corpose, dobbiamo ammettere che gli ultimi gingilli suonano abbastanza bene, e credo che la tecnologia possa ancora migliorare molto. D'altro canto capisco il tuo sfogo, ma devo dirti che tutto sommato sono contento della scelta fatta (anche perchè non devo + discutere per tutto lo spazio occupato in camera).
- Mr. Agony
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- Iscritto il: mar lug 06, 2004 7:29 pm
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Bè, diciamo che gli studi "importanti" non hanno mai abbandonato l'analogico, sia inteso come sistemi di registrazione che di strumenti residenti.
Tra i vari musicisti si sono mantenute sempre due correnti di pensiero, sul registrare su nastro e registrare su hard disk.
Poi naturalmente dipende dal tipo di musica. Nel rock puro direi che sia quasi fondamentale registrare la batteria su nastro per poi passarla succesivamente su Pro Tools (cioè su traccia digitale).
Il nastro ha la capacità di registrare in saturazione, quindi un pò oltre certi livelli per cui si guadagna in calore e dinamica.
Non si può fare lo stesso con il digitale. Lì la saturazione e solo distorsione.
Lo studio ideale deve avere entrambi i sistemi, anche per accontetare le esigenze della clientela e fornire i due standard in base al tipo di strumento da registrare (considera che certi clienti hanno una precisa idiosincrasia nei confronti del digitale, per cui...)
I vecchi studi non hanno mai dismesso il sistema analogico, quelli nuovi (anche per problemi di budget) vengono allestiti in digitale.
Ma dipende tutto dal target, se si ha un orientamento verso la musica pop/dance oppure verso il rock, il cantautorale, etc.
Quello che è essenziale è il "banco" che deve essere, secondo me, analogico. Poi uno o due compressori valvolari devono essere sempre pronti per l'azione. Queste cosuzze già rendono ok uno studio che basa il recording esclusivamente sul digitale.
Per quanto riguarda la strumentazione, un Minimoog o un polifonico analogico in genere non dovrebbe mai mancare.
Ma anche un synth digitale fatto passare attraverso un compressore di cui sopra fa il suo effetto. Se poi la linea di basso synth deve essere tutta in evidenza allora ci vuole il Minimoog. Punto.
Comunque, per quanto concerne la strumentazione analogica, direi che sono ormai passati i tempi in cui era caccia aperta al synth vintage a tutti i costi, dove uno straccio di tastiera dell'81, addirittura malfunzionante costava più di L.2.500.000.
Grazie all'avvento di aziende come la Waldorf, la Access e la Novation con le loro "repliche" digitali, il mercato si è normalizzato.
E poi ci sono i vst instruments che fanno il loro lavoro.
Tra i vari musicisti si sono mantenute sempre due correnti di pensiero, sul registrare su nastro e registrare su hard disk.
Poi naturalmente dipende dal tipo di musica. Nel rock puro direi che sia quasi fondamentale registrare la batteria su nastro per poi passarla succesivamente su Pro Tools (cioè su traccia digitale).
Il nastro ha la capacità di registrare in saturazione, quindi un pò oltre certi livelli per cui si guadagna in calore e dinamica.
Non si può fare lo stesso con il digitale. Lì la saturazione e solo distorsione.
Lo studio ideale deve avere entrambi i sistemi, anche per accontetare le esigenze della clientela e fornire i due standard in base al tipo di strumento da registrare (considera che certi clienti hanno una precisa idiosincrasia nei confronti del digitale, per cui...)
I vecchi studi non hanno mai dismesso il sistema analogico, quelli nuovi (anche per problemi di budget) vengono allestiti in digitale.
Ma dipende tutto dal target, se si ha un orientamento verso la musica pop/dance oppure verso il rock, il cantautorale, etc.
Quello che è essenziale è il "banco" che deve essere, secondo me, analogico. Poi uno o due compressori valvolari devono essere sempre pronti per l'azione. Queste cosuzze già rendono ok uno studio che basa il recording esclusivamente sul digitale.
Per quanto riguarda la strumentazione, un Minimoog o un polifonico analogico in genere non dovrebbe mai mancare.
Ma anche un synth digitale fatto passare attraverso un compressore di cui sopra fa il suo effetto. Se poi la linea di basso synth deve essere tutta in evidenza allora ci vuole il Minimoog. Punto.
Comunque, per quanto concerne la strumentazione analogica, direi che sono ormai passati i tempi in cui era caccia aperta al synth vintage a tutti i costi, dove uno straccio di tastiera dell'81, addirittura malfunzionante costava più di L.2.500.000.
Grazie all'avvento di aziende come la Waldorf, la Access e la Novation con le loro "repliche" digitali, il mercato si è normalizzato.
E poi ci sono i vst instruments che fanno il loro lavoro.




