(OT) CINEMA - La scena che più ...
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......quoto.....kjria ha scritto:Questo finale continua a farmi venire la pelle d'oca e le lacrime agli occhi ogni volta che lo vedo.
http://www.youtube.com/watch?v=pcT8say6g3k
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Questo è in assoluto il film più sconvolgente che io abbia mai visto.

Premesso che pasolini non rientra fra i miei autori preferiti, né come scrittore né come regista, nondimeno questa sua opera ultima mi ha lasciato completamente senza parole. L’intento finale suppongo fosse appunto quello di scioccare lo spettatore al di là di ogni possibile immaginazione, utilizzando a piene mani la sua indubbia capacità di rappresentazione figurativa con una impassibilità assolutamente agghiacciante. Il potere –di qualunque tipo- visto come turpitudine e scelleratezza.
La storia è basata sul celebre romanzo del marchese de sade: quattro libertini, rappresentanti dei maggiori poteri laici e religiosi della società, concordano di trascorrere quattro mesi (i 120 giorni del titolo appunto) nel castello di uno di loro, dedicandosi esclusivamente alla lussuria e alle perversioni di ogni (e soprattutto contro) natura. A tale scopo assoldano quattro megere con il compito di rapire fanciulle e fanciulli bellissimi da utilizzare per i loro turpi scopi.
pasolini traspone l’infame repubblica di sodoma in quella fascista di salò, dove i quattro protagonisti si rifugiano dalle incursioni alleate nella villa di uno di loro, per potersi dedicare indisturbati ad ogni tipo di abuso.
Le streghe del libro diventano maitresse eleganti, ognuna con “specializzazioni” particolari; le vittime innocenti, rastrellate senza pietà nel circondario, vengono rinchiuse in stanze e saloni arredati con gusto, alla totale mercè delle violenze – davvero infinite - dei quattro carnefici.
E il contrasto fra gli ambienti raffinati e di classe e gli oltraggi atroci che vi avvengono rendono ancora più surreale l’atmosfera che impregna il film, in un crescendo di depravazione che non lascia tregua, fino al provocatorio (!) finale che giunge quasi come una liberazione da tanta sofferenza.
Impossibile scegliere una scena in grado di rappresentare da sola la sequela di orrori perpetrati ai danni delle vittime inermi. Il film va visto tutto, per chi se la sente….. io non lo raccomando, per me è stato un viaggio orrendo che non credo ripeterò più, ma a suo modo fa riflettere.

Premesso che pasolini non rientra fra i miei autori preferiti, né come scrittore né come regista, nondimeno questa sua opera ultima mi ha lasciato completamente senza parole. L’intento finale suppongo fosse appunto quello di scioccare lo spettatore al di là di ogni possibile immaginazione, utilizzando a piene mani la sua indubbia capacità di rappresentazione figurativa con una impassibilità assolutamente agghiacciante. Il potere –di qualunque tipo- visto come turpitudine e scelleratezza.
La storia è basata sul celebre romanzo del marchese de sade: quattro libertini, rappresentanti dei maggiori poteri laici e religiosi della società, concordano di trascorrere quattro mesi (i 120 giorni del titolo appunto) nel castello di uno di loro, dedicandosi esclusivamente alla lussuria e alle perversioni di ogni (e soprattutto contro) natura. A tale scopo assoldano quattro megere con il compito di rapire fanciulle e fanciulli bellissimi da utilizzare per i loro turpi scopi.
pasolini traspone l’infame repubblica di sodoma in quella fascista di salò, dove i quattro protagonisti si rifugiano dalle incursioni alleate nella villa di uno di loro, per potersi dedicare indisturbati ad ogni tipo di abuso.
Le streghe del libro diventano maitresse eleganti, ognuna con “specializzazioni” particolari; le vittime innocenti, rastrellate senza pietà nel circondario, vengono rinchiuse in stanze e saloni arredati con gusto, alla totale mercè delle violenze – davvero infinite - dei quattro carnefici.
E il contrasto fra gli ambienti raffinati e di classe e gli oltraggi atroci che vi avvengono rendono ancora più surreale l’atmosfera che impregna il film, in un crescendo di depravazione che non lascia tregua, fino al provocatorio (!) finale che giunge quasi come una liberazione da tanta sofferenza.
Impossibile scegliere una scena in grado di rappresentare da sola la sequela di orrori perpetrati ai danni delle vittime inermi. Il film va visto tutto, per chi se la sente….. io non lo raccomando, per me è stato un viaggio orrendo che non credo ripeterò più, ma a suo modo fa riflettere.
- daniemt
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la storia è una verità indiscutibile.UN DOGMA.(Leggasi : avvenimenti realmente accaduti).
pasolini è andato, ha fatto e creato e non credo si possa discutere in questo racconto cinematografico.
l'intento che pensi tu è sbagliato. quello che ti mostra è storia vera, non un modo per scioccare lo spettatore.è storia. OK?
poi puoi discuterne per altre le questioni di approvazione o disaccordo...
il film lo vidi 20 anni fa, insieme a dei compagni di scuola...a casa mia (il bel periodo del cinema in casa)....volevo proporre qualcosa di strano..purtroppo li ho un pochino traumatizzati, ma non lo sapevo. e pure io non mi ero preparato a tanta crudeltà.Successivamente ne abbiamo discusso ampiamente. ma mai più visto.
sono comunque temi da affrontare, e qui, in questo caso, il linguaggio utilizzato nel racconto è sul filo storico-documentaristico.
circa he!?
zaodanz
pasolini è andato, ha fatto e creato e non credo si possa discutere in questo racconto cinematografico.
l'intento che pensi tu è sbagliato. quello che ti mostra è storia vera, non un modo per scioccare lo spettatore.è storia. OK?
poi puoi discuterne per altre le questioni di approvazione o disaccordo...
il film lo vidi 20 anni fa, insieme a dei compagni di scuola...a casa mia (il bel periodo del cinema in casa)....volevo proporre qualcosa di strano..purtroppo li ho un pochino traumatizzati, ma non lo sapevo. e pure io non mi ero preparato a tanta crudeltà.Successivamente ne abbiamo discusso ampiamente. ma mai più visto.
sono comunque temi da affrontare, e qui, in questo caso, il linguaggio utilizzato nel racconto è sul filo storico-documentaristico.
circa he!?
zaodanz
“come gli eroi di de sade accettano il metodo, almeno mentale o linguistico, dell’illuminismo, senza accettare affatto la realtà che lo produceva, così i repubblichini accettavano l’ideologia fascista al di fuori di qualsiasi realtà. Il loro vero linguaggio era in effetti il loro comportamento (come appunto gli eroi di de sade), e il linguaggio del comportamento obbedisce a regole che sono ben più complesse e profonde di quelle dell’ideologia. Il linguaggio delle sevizie ha solo un rapporto formale con le ragioni che spingono a seviziare.” (pier paolo pasolini – il castoro cinema)
“chi potrebbe dubitare della mia sincerità quando dico che il messaggio di salò è la denuncia dell’anarchia del potere e dell’inesistenza della storia? Eppure così enunciato tale messaggio è sclerotico, menzognero, pretestuale, ipocrita, cioè logico della stessa logica che non trova affatto anarchico il potere, e che trova esistente la storia, anzi pone ciò come un dovere.” (pier paolo pasolini, intervista a il tempo – 1975)
“io abiuro la trilogia della vita, benché non mi penta di averla fatta. (…) Ora tutto si è rovesciato. Primo: la lotta progressista per la democratizzazione espressiva e la liberalizzazione sessuale è stata brutalmente superata e vanificata dalla decisione del potere consumistico di concedere una vasta, quanto falsa, tolleranza. Secondo: anche la realtà dei corpi innocenti è stata violata, manipolata, manomessa dal potere consumistico: anzi, tale violenza sui corpi è diventata il dato più macroscopico della nuova epoca umana. Terzo: le vite sessuali private hanno subito il trauma sia della falsa tolleranza che della degradazione corporea, e ciò che nelle fantasie sessuali era dolore e gioia, è divenuto suicida delusione, informe accidia.” (pier paolo pasolini – il castoro cinema)
niente storia dan: semmai la denuncia del fallimento della società moderna mediante un’opera che più trasgressiva non si può. Comunque sia, se non sbaglio pasolini fu ucciso prima dell’uscita del film, e tante spiegazioni in merito non ne ha potute dare. Io l’ho interpretato così.
zaoorgyz
“chi potrebbe dubitare della mia sincerità quando dico che il messaggio di salò è la denuncia dell’anarchia del potere e dell’inesistenza della storia? Eppure così enunciato tale messaggio è sclerotico, menzognero, pretestuale, ipocrita, cioè logico della stessa logica che non trova affatto anarchico il potere, e che trova esistente la storia, anzi pone ciò come un dovere.” (pier paolo pasolini, intervista a il tempo – 1975)
“io abiuro la trilogia della vita, benché non mi penta di averla fatta. (…) Ora tutto si è rovesciato. Primo: la lotta progressista per la democratizzazione espressiva e la liberalizzazione sessuale è stata brutalmente superata e vanificata dalla decisione del potere consumistico di concedere una vasta, quanto falsa, tolleranza. Secondo: anche la realtà dei corpi innocenti è stata violata, manipolata, manomessa dal potere consumistico: anzi, tale violenza sui corpi è diventata il dato più macroscopico della nuova epoca umana. Terzo: le vite sessuali private hanno subito il trauma sia della falsa tolleranza che della degradazione corporea, e ciò che nelle fantasie sessuali era dolore e gioia, è divenuto suicida delusione, informe accidia.” (pier paolo pasolini – il castoro cinema)
niente storia dan: semmai la denuncia del fallimento della società moderna mediante un’opera che più trasgressiva non si può. Comunque sia, se non sbaglio pasolini fu ucciso prima dell’uscita del film, e tante spiegazioni in merito non ne ha potute dare. Io l’ho interpretato così.
zaoorgyz
Re: (OT) CINEMA - La scena che più ...
American history è uno dei miei film preferiti ed Edward norton è destinato a diventare un grandissimo attore.Forse già lo è.Volevounnickpiucorto ha scritto:
La mia è in American History X, uno dei film più belli, complessi e sconvolgenti che io abbia mai visto.
Nella scena il protagonista, il fanatico nazista Derek Vineyard (un immenso Ed Norton), coglie quasi sul fatto dei tipi di colore in procinto di rubargli l'auto. Lui li insegue riuscendo a placcarne uno e davati gli occhi inorriditi del fratello più piccolo, accorso nel frattempo, costringe il ladro di colore a straiarsi pancia a terra, ad aprire la bocca poggiando i denti contro lo spigolo del marciapiede e con un solo forte pestone lo colpisce sulla nuca.
La sequenza è un crescendo di ansia, intensa come poche altre che io ricordi .. le palpitazioni aumentano ogni volta che la rivedo, nonostante non si veda nemmeno una goccia di sangue e non vengano mostrate le devastanti conseguenze di quel gesto atroce. La forza e l'intelligenza della sequenza sta proprio in questo secondo me, sebbene l'intero film ne sia intriso.
Sta a voi
Per quanto mi riguarda una scena che non posso dimenticare è lo scontro finale fra Al pacino e la banda di sicari che volevano ammazzarlo in "scarface",con la colonna sonora di moroder.un'altra scena è in "le ali della libertà",quando Tim robbins fugge dal carcere attraverso il tunnel da lui scavato con una mazzetta nella cella.Poi non posso non menzionare i duelli finali di "c'era una volta il west" e dei film della trilogia del dollaro di sergio leone,con le musiche di Ennio Morricone.
- Volevounnickpiucorto
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"E' vivo! E' vivo!"Volevounnickpiucorto ha scritto:Il mio topico respira.
Vive.

(Così si rende omaggio anche a un film del quale è difficile scegliere una sola scena..)
- Volevounnickpiucorto
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