(OT) Calciopoli 2 - La vendetta!!!

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sometimes
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worldfullofnothing ha scritto:(dalla recente intervista a Moratti di Sabelli Fioretti - )
Quello che non vorrebbe più vedere?
«Ovviamente Ceccherini».
Ceccarini.
E' proprio vero che Moratti non conosce gli arbitri,sbaglia pure nel nominarli. :wink:
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zenigata84
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Messaggio da zenigata84 »

sometimes ha scritto:Ceccarini.
E' proprio vero che Moratti non conosce gli arbitri,sbaglia pure nel nominarli. :wink:
moratti avrà pensato a lui...


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Tufkad
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Prima pagina di Repubblica di oggi:

Anche Juventus, Figc e la Gea nella ragnatela degli spioni
Lo rivela ai magistrati una dipendente di Telecom

di CRISTINA ZAGARIA

MILANO - "La documentazione che mi mostrate è relativa agli sviluppi sul traffico telefonico in entrata e uscita su utenze intestate a Federazione Gioco Calcio, Enrico Cennicola, Football Management, Juventus f. c., Gea World". È la "Pratica Como". "Mi fu richiesta da Adamo Bove l'11 febbraio 2003. Non so che uso ne abbia fatto e la dicitura "pratica Como" era un promemoria solo a lui noto". È il dossier segreto degli uomini Telecom sul mondo del calcio, quello della Juventus e delle società di procuratori sportivi che facevano capo a Alessandro Moggi (la Gea e la Football Management). È una donna, impiegata Telecom al servizio prima di Adamo Bove e poi di Fabio Ghioni, a stretto contatto con Giuliano Tavaroli (ex numero uno della Security Telecom) a svelare ai magistrati i legami tra "spioni" e mondo del calcio.

E a raccontare di Adamo Bove, il super poliziotto alle dipendenze Telecom che si è ucciso a Napoli lo scorso 21 luglio. Mostra tutti i documenti: il 21 giugno 2006, alle 15, 40 nella caserma dei carabinieri di via Moscova la dipendente Tim consegna: un cd rom, con i tabulati rubati (i file di Interesse sono denominati con la parola chiave "BOVE" più una combinazione) e quattro raccoglitori trasparenti con fogli manoscritti. Tra gli spiati anche le due figlie di Geronzi, Chiara (giornalista del Tg5 e ex-socia della Gea, sciolta un mese fa) e Benedetta (che lavora in Federcalcio).

"La documentazione che mi mostrate - dice la teste ai pm - contrassegnata dai progressivi dal 128 al 135 è relativa ai tabulati in uscita su utenze forse della Banca di Roma, almeno così ricordo perché noto la presenza tra gli intestatari delle due figlie di Geronzi, Benedetta e Chiara".

Nel verbale della donna (è la teste chiave dell'inchiesta dei procuratori Nicola Piacente, Fabio Napoleone e Stefano Civardi) c'è anche il reperto 57, con il numero manoscritto del telefono che Bove ha usato in Brasile: "Il numero si trova sulla email data 30 luglio 2002 con la dicitura "martedì ore 10 dottor Calipari a nome di" e con i dati dattiloscritti dalla signorina Iakomi, per la quale mi interessai su richiesta di Bove e credo si trattasse di una persona vicina al figlio dell'amministratore delegato della Telecom Corporation, dottor Ruggero".

La donna non specifica se il "dottor Calipari" è l'agente segreto Nicola Calipari, morto durante la liberazione in Iraq della giornalista Giuliana Sgrena. I documenti di cui parla, però, arrivano dall'interno di Tim-Telecom e sono analizzati in tre verbali, tre audizioni a raffica il 14, il 21 e il 23 giugno 2006. "Avevo accesso ad alcune banche dati della mia azienda, come MSP, Circe (la banca dati del sistema magistratura, che "dove vengono estratti i tabulati richiesti dall'autorità giudiziaria) e Radar".

E proprio a proposito di Radar la donna torna a parlare di Adamo Bove. Poi confessa i suoi timori. Dubbi. Sospetti e paura di una dipendente che a un certo punto copia tutti i dossier segreti e due mesi fa li consegna alla magistratura: "Oltre alle richieste che mi pervenivano formalmente con cartaceo o via e-mail da Adamo Bove, me ne arrivavano altre via telefono o con appunti manoscritti".

Ad un certo punto però le richieste diventano troppe o forse troppo strane. "Cominciai a nutrire delle perplessità circa le richieste del dottor Bove su elaborazione dati, per utenze che poi risultavano in contatto con personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport o di enti, quali il Banco di Roma. A causa di tali perplessità ho cominciato a conservare copia od originali delle richieste e degli elaborati".

Tra questi documenti, quelli appunto contrassegnati "dai progressivi 112 al 119 con tutte le telefonate della Juventus di Luciano Moggi, la Gea ma anche del guardalinee Enrico Ceniccola, finito nell'inchiesta di Napoli per la partita Lecce-Juve 0-1. "Chiesi a Adamo - dice la donna - dove finivano quest'ultimi elaborati, ottenendo come risposta che di questo non dovevo preoccuparmi".


Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi...

Guai grossi in arrivo. :lol:
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Tufkad
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Messaggio da Tufkad »

Art. 6

Illecito sportivo e obbligo di denunzia

1. Il compimento, con qualsiasi mezzo, di atti diretti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara ovvero ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica, costituisce illecito sportivo.

6. In caso di pluralità di illeciti ovvero se lo svolgimento o il risultato della gara è stato alterato, oppure se il vantaggio in classifica è stato conseguito, le sanzioni sono aggravate.

7. I dirigenti, i soci di associazione ed i tesserati che comunque abbiano avuto rapporti con società o persone che abbiano posto o stiano per porre in essere taluno degli atti indicati ai commi precedenti, ovvero che siano venuti a conoscenza in qualunque modo che società o persone abbiano posto o stiano per porre in essere taluno di detti atti, hanno il dovere di informarne, senza indugio, la Lega od il Comitato competente ovvero direttamente l'Ufficio indagini della F.I.G.C..

Moratti, Tronchetti, Buora, o altri non sapevano? Eppure Mancini sapeva... :wink: E' da dimostrare che non volessero violare il comma 1, ma i comma 6 e 7 sono chiari in merito...

Mmmmmhhh, vediamo: Juve in B per l'articolo 1, ma chi viola ripetutamente l'articolo 6 dove va?

Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi... :lol:
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tom1986
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Messaggio da tom1986 »

INTERCOM provincia di Calciopoli
tom1986 ha scritto:Immagine
oggi mentre riposavo, ho avuto una visione..mi è apparso in sogno il tafazzoide petroliere che si autoflagellava..
"cosa vorrà dire?" ho pensato, ed allora mi sono messo ad indagare..

Moratti intervistato dal "Corriere Magazine" 31/8
cito testualmente:

"Metteste sotto sorveglianza l'arbitro De Santis". (da notare che l'intervistatore non fa una domanda, ma un'affermazione)
"Una persona si offrì di farlo. Conosceva alcune persone in grado di darci informazioni perchè lavoravano al ministero dove aveva lavorato De Santis. Ma non ne uscì nulla".


Moratti intervistato da "La Stampa" 22/9
cito testualmente:

"Eppure faceste pedinare l'arbitro De Santis". (anche qui non è domanda, ma affermazione)
"E' ormai un episodio di dominio pubblico. Le rispondo come risposi a Claudio Sabelli Fioretti (il giornalista del "Corriere Magazine"): un tizio si offrì di farlo. Era in contatto con persone del ministero presso il quale aveva lavorato De Santis. Potevano offrirci delle informazioni. Risultato: nero su tutta la linea. E comunque c'è un'inchiesta in corso. Meglio attendere gli esiti".

E dopo tutto ciò nei giorni scorsi si lascia scappare una frase in una intervista televisiva: "Mai fatto pedinare nessuno (falso, hai ammesso che ti offrivano informazioni), anzi vista le reazione scomposta dei condannati, se fossimo andati (ma andati chi? ci sarai mica tu sotto sto gran casino che è calciopoli?) fino in fondo due anni fa, non staremmo a questo punto. (ma come? meno di una settimana fa hai ribadito che su De Santis non avevi ottenuto nulla, neanche una sosta in doppia fila..)

Quest'uomo si è lasciato andare davanti alle telecamere, a delle dichiarazioni che non so se definire azzardate, rischiose o assurde.

Il fatto di aver fatto pedinare l'arbitro, spulciare la sua vita privata, i suoi beni patrimoniali è vergognoso. (e questi investigatori hanno agito per conto dell'inter perchè ci sono le fatture e i c/c neroazzurri e adesso voglio vedere come Moratti le spiegherà, visto che ha detto di non aver mai fatto pedinare nessuno. Forse dirà di aver fatto seguire Vieri, ma in tal caso avrebbe dichiarato il falso e dunque non c'è motivo per non ipotizzare che non lo stia facendo su tutta la vicenda.)

Chiudo dicendo che lo sponsor del Bayern di Monaco, avversario di stasera in Champions è T-Com.. Moratti, con una mano tappati la bocca e con l'altra tocca ferro..
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Tufkad
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AIUTO!!! Anche la Cazzetta dello Sporco si è mossa...

E se anche Palombo se ne accorge... Nonostante l'insabbiamento dei giorni scorsi...

Spy Telecom: per conto di chi?
L'inchiesta dei magistrati di Milano sulle intercettazioni illegali si allarga anche al mondo del calcio: fra i "sorvegliati speciali" Juve, Figc, Gea, Vieri e il guardalinee Ceniccola


MILANO, 28 settembre 2006 - Investigazioni non autorizzate, spionaggio per conto terzi: è il caso Telecom, in estrema sintesi. Gli uomini chiave sono Giuliano Tavaroli, 46 anni, ex responsabile della sicurezza di Telecom e di Pirelli, ed Emanuele Cipriani, 45 anni, ex capo dell’agenzia investigativa Polis d’Istinto. Tavaroli e Cipriani sono accusati di aver illegalmente spiato imprenditori, banchieri, giornalisti, sportivi, persino dipendenti di Telecom. Centinaia di persone. Secondo l’accusa si registravano telefonate e si accumulavano informazioni di ogni tipo (conti bancari, anagrafe tributaria, casellario giudiziario) attraverso corruzioni, anche di uomini delle forze dell’ordine abilitati ad accedere a casellari e banche dati riservate degli organi di polizia (oltre al denaro, alcuni avrebbero ricevuto biglietti per partite di calcio). Sarebbero stati archiviati migliaia di files. Tavaroli è sospettato di aver intrattenuto rapporti col Sismi (il servizio segreto militare).

IL CALCIO Telecom, oggi presieduta da Guido Rossi, ex commissario straordinario della Federcalcio, ha preso le distanze da Tavaroli e, attraverso l’ex presidente, Marco Tronchetti Provera, si è proclamata parte lesa. Tronchetti Provera è presidente e amministratore delegato di Pirelli, principale sponsor dell'Inter e azionista del club col 13,9% delle azioni. Carlo Buora, vicepresidente esecutivo di Telecom, è anche vicepresidente dell’Inter.

DE SANTIS Nelle carte di Cipriani gli inquirenti hanno trovato un dossier sull’ex arbitro Massimo De Santis, condannato dalla giustizia sportiva per l’ultimo scandalo del calcio. «Operazione Ladroni», il titolo del report che contiene informazioni su De Santis e la moglie (case, auto, redditi, visure bancarie). Il lavoro sarebbe stato compiuto sull’onda di una denuncia dell’ex arbitro Danilo Nucini a Giacinto Facchetti, ex presidente dell’Inter. Massimo Moratti, proprietario del club nerazzurro, ha detto: «Mai fatto pedinare nessuno, ma con De Santis sarei dovuto andare fino in fondo».

VIERI Sembra assodato che l’Inter abbia a suo tempo chiesto a Cipriani di investigare su Christian Vieri: pedinamenti tesi a fare chiarezza sulla vita privata del centravanti. Negli atti dell’inchiesta dei pm milanesi spiccherebbe una fattura di pagamento emessa dall’Inter a beneficio di una società estera di Cipriani. Analogo lavoro sarebbe stato svolto su Ronaldo. Il fatto è che la Security di Telecom avrebbe a sua volta compiuto accertamenti illegittimi sulle utenze telefoniche di Vieri.

JUVE, GEA E CENICCOLA Il 22 giugno 2006, interrogata dal tenente dei carabinieri Piero Vincenti, una dipendente Telecom, C.P., ha ammesso: «La documentazione che mi mostrate è relativa agli sviluppi del traffico in entrata e in uscita su utenze telefoniche intestate a Federazione gioco calcio, Ceniccola, Football Management, Juventus F.C., Gea World. Mi sono stati richiesti come al solito da Adamo Bove in data 11-2-2003 e dopo la mia elaborazione sono allo stesso stati consegnati. Non so che uso ne abbia fatto e la dicitura "pratica Como" era un promemoria solo a lui noto». Adamo Bove, ex collega di Tavaroli nella Security Telecom, si è suicidato il 21 luglio 2006. Perché la sicurezza di Telecom era interessata al traffico telefonico di Figc, Gea e Juve e del guardalinee Ceniccola, coinvolto in un’intercettazione di Moggiopoli a proposito di Lecce-Juve 0-1 del 2004-’05? Soprattutto: per conto di chi? Quanto alla dicitura «pratica Como», è possibile che il riferimento sia all’inchiesta sul fallimento del Como di Enrico Preziosi, di cui fu chiamato a rispondere pure Luciano Moggi per poco chiare operazioni di mercato.

GERONZI Dall’interrogatorio di C.P. si evince che la sicurezza Telecom vigilava anche sulle utenze intestate a Chiara e Benedetta Geronzi, figlie di Cesare, presidente di Capitalia. Chiara, giornalista del Tg5, era socia della Gea; Benedetta lavora al Marketing della Figc.

ANCORA VIERI La testimonianza di C.P. conferma poi che Vieri era tra i sorvegliati speciali di Telecom. «La documentazione che mi mostrate - dichiara C.P. a verbale - contrassegnata dai progressivi dal 51 al 54 è relativa, come leggo, a Vieri».

Massimo Arcidiacono
e Sebastiano Vernazza


De Santis, Vieri, Juventus, Moggi, GEA, Ceniccola, Geronzi Chiara e Benedetta... Sono OTTO violazioni dell'art. 6 del codice di Giustizia Sportiva...

Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi... :lol: :lol: :lol:

A quando le novità da Borrelli?
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worldfullofnothing
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Messaggio da worldfullofnothing »

Caso Telecom, De Santis si costituisce parte civile
"L'ex-arbitro Massimo De Santis sembra essere sempre più sul piede di guerra: si è costituito parte lesa nell'ambito dell'indagine sullo scandalo intercettazioni-Telecom, dopo una visita a Milano, insieme al proprio avvocato, nell'ufficio del gip Paola Belsito.

La vicenda ha portato nei giorni scorsi ad una ventina di arresti e, stando ad alcune indiscrezioni di questi giorni, l'ex fischietto internazionale sarebbe stato spiato nel 2002 con intercettazioni telefoniche e foto.

Va ricordato che a luglio, il direttore di gara nato a Tivoli era stato condannato a quattro anni di inibizione in seguito allo scandalo di calciopoli."

Moggi al Consiglio di Stato
"La VI sezione del Consiglio di Stato discuterà domani il ricorso di Luciano Moggi contro il Tar del Lazio. L'ex direttore generale della Juventus si era rivolto al Tribunale amministrativo regionale per contestare la squalifica ricevuta dalla Giustizia sportiva, sostenendo che avendo rassegnato le dimissioni dalla Figc stessa non poteva essere inibito.

La sentenza del TAR gli è stata avversa (ordinanza 4666/2006) e Moggi ha deciso di presentare il ricorso. Le controparti davanti al Consiglio per il ricorso 7442 sono il Coni, la Federcalcio, il Ministero per i Giovani e lo Sport. Controinteressati nel dibattimento l'Inter, il Milan, il Messina, il Codacons (associazione dei consumatori), Adriano Galliani, Leonardo Meani, la stessa Juventus e l'ex ad bianconero Antonio Giraudo.

Intanto si attendono novità anche dal fronte romano. L'inchiesta sull'agenzia di procuratori potrebbe essere vicina alla svolta, si attendono le conclusioni fra un paio di settimane e gli eventuali rinvii a giudizio. A tremare gli otto iscritti nel registro degli indagati: Luciano Moggi ed il figlio Alessandro, Chiara Geronzi, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Giuseppe De Mita, Riccardo Calleri e Tommaso Cellini.

Moratti, ora vado da Borrelli
"La spontaneità è reciproca, tutti e due abbiamo voglia di vederci". Così Massimo Moratti all'uscita degli uffici della Saras a Milano è tornato sulla vicenda intercettazioni-Telecom, rivelando che presto sarà convocato dal capo ufficio indagini della Figc Francesco Saverio Borrelli. Al maggior azionista della società di via Durini non è andato giù il fatto che l'Inter sia stata accostata alla vicenda Telecom "sì, sono arrabbiato perché conosco perfettamente la posizione dell'Inter e certe fantasie non mi divertono proprio per niente. So quello che ho fatto e quello che ha fatto l'Inter, comunque risponderò a chi di dovere per il bene del calcio e non dare adito alle tesi di alcuni".
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Tufkad
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Ottimo: io non vedo l'ora...

A proposito, quand'è che sarà interrogato Buora? Cioè, il VICEPRESIDENTE DELL'INTER Buora, mica un Meani qualsiasi...

Ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi... :lol: :lol: :lol:
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L'opinione di Giovanni Badoglio Gigli (Presidente di un CDA di conigli), ripresa da Tuttosport di oggi:

LA REAZIONE BIANCONERA
Cobolli: «Non sono fatti nostri»

TORINO. La linea politica è quella ri­gidissima del no comment, varata tra l’altro con il sostegno diretto dell’Ifil, ovvero dell’azionista di riferimento. La Juventus non ficca il naso nelle fac­cende altrui, quindi non interviene nel caso delle intercettazioni telefoniche e dell’Inter; tuttalpiù, sta alla finestra e attende che l’ingagine del dottor Francesco Saverio Borrelli, il capo dell’Ufficio Indagini, faccia il suo cor­so. « Siamo concentrati sul progetto sportivo, abbiamo l’esigenza di ritor­nare al più presto in serie A, non ci sentiamo nella condizione di lanciarci in commenti. Piuttosto, ieri pomerig­gio ci siamo tolti una piccola, grande soddisfazione: abbiamo conquistato la Supercoppa Primavera » , sottolinea Giovanni Cobolli Gigli. Una sottoli­neatura mirata e meditata perché i ra­gazzini allenati da Vincenzo Chia­renza hanno suonato ( 5- 1) i pari età nerazzurri. Forse è un segno del de­stino, di sicuro è poca roba rispetto al­l’enormità del resto, però dà un se­gnale di senso contrario. « Ci occupia­mo dei fatti nostri e non dei fatti degli altri. È la filosofia aziendale che ci sia­mo imposti » , suggiunge il presidente della Juventus. Letta tra le righe, que­sta affermazione ufficializza il distac­co governativo dagli echi dell’ultimo scandalo e rimarca un atteggiamento politicamente corretto, che dovrebbe appartenere a tutti, non solo al club bianconero.
Al massimo monta la curiosità per gli sviluppi di una vicenda che viene considerata « in continuo movimento » da fonti interne della finanziaria di Famiglia. Però, per esprimere valuta­zioni attendibili, viene richiesto « un quadro più stabile della situazione » , soprattutto affiora la necessità di distanziarsi dall’ennesima storiaccia del pallone. Da un summit pomeridiano tra John Elkann, Carlo Sant’Albano e (via telefono) Cobolli Gigli, è scatu­rita la decisione di non scivolare sul piano inclinato della ripicca di basso profilo. Per di più, tra due settimane c’è l’Arbitrato e agitare le acque po­trebbe risultare controproducente. La Juventus, ad ascoltare la proprietà, adesso ha una priorità: concentrarsi sul calcio giocato in campo e non nel­le varie procure italiane. Le vicende squassanti dell’estate hanno provato la tenuta psicologica e nervosa del­l’ambiente bianconero: «Spero che an­che quando vinceremo la Champions League non dovremo commentare i fatti altrui», l’auspicio di Cobolli Gi­gli, che suona da monito gravido di iro­nia. Allineato all’atteggiamento di chiusura della governance bianconera c’è anche Alessandro Del Piero. Il ca­pitano è sintetico: «Ho seguito lo scan­dalo ma in questo momento preferisco non dire nulla». La frase fotocopia del­l’amministratore delegato Jean-Clau­de
Blanc: «Preferico non commenta­re».
Palla al centro, tocca a Borrelli.
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Al di là delle note di colore "bianconero", data la chiara faziosità dell'autore, fareste tutti bene a leggere questo articolo, e a trarne le conclusioni che meglio credete...

IL CLAN DEGLI INTERISTI: BACIAMO LE MANI A VOSSIA, DON TRONCHETTI PROVERA!
di Antonio La Rosa

Voglio iniziare questo mio intervento richiamando alcune cose da me scritte in tempi non sospetti, quando non poteva neppure immaginarsi che cosa sarebbe potuto esplodere nel settembre di quest’anno.

In data 19 maggio 2006, scrivevo, tra l’altro: " ...tra centomila (addirittura!) telefonate che sarebbero state intercettate, stranamente non ne compaiono, almeno finora, con l’alleato Galliani, o con dirigenti interisti (neppure gli auguri natalizi si scambiavano?)"

Successivamente, in data 24 maggio 2005, chiudevo il mio intervento con questo interrogativo: "... e se davvero dovesse prendere corpo quella sensazione che evidenziavo dopo la penultima di campionato, e cioè che la vicenda scatenata potrebbe rivelarsi un boomerang verso chi l’ha scatenata?"

Infine, in data 16 luglio 2006, riprendevo una parte di un articolo scritto sul Tirreno da Enzo Biagi: "...Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?"

Sono passati mesi, è trascorsa una estate intera, le macerie del cataclisma le vediamo soprattutto noi tifosi juventini, costretti a vedere la nostra squadra in B, privata di due scudetti e di tanti suoi campioni, privata della possibilità di difendere il titolo e di giocare in Europa, ma quei dubbi, quelle stranezze e quegli interrogativi che non ci ponevamo solo noi, ma anche grandi giornalisti come Biagi, cominciano ad avere le loro risposte inequivocabili, e credo che ancora siamo all’inizio.
Mi davano del visionario, del vittimista, quando sostenevo che dietro calciopoli ci dovevano essere strani intrecci politico - finanziari, che dovevano emergere con il tempo: avevano ragione i miei critici, i miei sospetti erano di molti inferiori a quanto sta emergendo.
E quello che sta emergendo in fondo lo avevamo immaginato: calciopoli è una grande impostura mediatica, artatamente costruita da chi non ha mai saputo vincere sul campo, da chi ha dilapidato denaro per incapacità, da chi si era stancato di investire sul calcio per non avere ritorno economico alcuno.
Peggio: è solo una piccola parte di quello che si profila essere uno dei più grossi scandali della storia repubblicana, dai tempi dello scandalo SIFAR (per i più giovani, lo scandalo dell’allora servizio segreto delle forze armate, guidato dal generale De Lorenzo, che illegalmente aveva schedato migliaia e migliaia di cittadini, in vista di un possibile colpo di stato militare in Italia).
Qui siamo di fronte veramente all’uso distorto e deviato delle telecomunicazioni a fini illeciti, alla esistenza di una cupola vera e non da film di Ridolini, che tramite il controllo indiscriminato dei comportamenti di persone, fossero essere cittadini normali, o potenziali avversari, o comunque persone da poter in qualche modo utilizzare, voleva probabilmente assumere una posizione dominante e privilegiata nell’ambiente politico - finanziario italiano: ed in questo, consentitemi, il calcio diventa aspetto marginale, molto marginale.
Ma volendomi occupare in particolare di tifoseria juventina, mi limito a vedere solo quello che ci riguarda come tifosi della squadra che è stata vittima principale, per non dirsi unica, di calciopoli, e che oggi si comprende essere vittima principale per non dirsi unica, di una incredibile quanto efficace macchina mediatica scellerata, partita appunto dai meandri di quelle stanze dei Consigli di Amministrazione di Telecom, Tim, Pirelli, Internazionale F.C., nei quali operavano direttamente o indirettamente i signori Tronchetti Provera Marco, Moratti Massimo, Buora Carlo, Rossi Guido Caligola, e alle cui dipendenze operavano certi signori Tavaroli e Cipriani, che, abusando del potere loro derivante dalle mansioni rivestite, hanno creato una rete di intercettazioni illecite o di alterazione di intercettazioni lecite, a fini anche calcistici.
E quando parlo di alterazione di intercettazioni lecite, mi riferisco ad un particolare non emerso ma ormai facilmente intuibile, ossia la "schermatura" delle persone a loro vicine, quando potevano entrare in qualche modo in contatto con persone sottoposte ad intercettazioni: in questo modo si spiega come mai nonostante Paolo Bergamo abbia dichiarato certe cose (tutti mi chiamavano, non solo Moggi), non sia mai emerso che altri dirigenti lo chiamassero.
E questa forse è la cosa più banale, dato che, se davvero è fondato il sospetto lanciato da Moggi a Matrix (é possibile entrare nelle intercettazioni e manipolarle), siamo di fronte a qualcosa di inaudito, di criminale, ossia la creazione artificiosa di illeciti e di colpevoli!
Come pure ritengo estremamente grave che di questa vicenda non se ne parli con la giusta risonanza.
Ricordiamo bene come nei mesi di maggio e giugno, quotidianamente, venivamo bombardati con "Moggiopoli", scandalo che poi si è risolto in una discussione su griglie di arbitri da sorteggiare e su conoscenza anticipata di designazioni di guardalinee per alcune gare, oltre che nella generalizzata assoluzione del mondo del calcio, Juventus a parte.
State vedendo la stessa cosa adesso, di fronte ad una vicenda che è realmente un attentato alla democrazia?
Evidentemente gli intercettati sono stati molti, ed alcuni di essi sono ancora sotto scacco.
Al punto che un giornalista ormai divenuto esempio di falsità e faziosità, ossia il mio conterraneo concittadino Cannavò Candido, ci viene a spiegare che la condotta di Moratti, nel far controllare De Santis, era in fondo conseguenza del clima che si viveva per Moggiopoli!
Questa è la cosa più scellerata che mi è capitata di leggere: come dire, io sono delinquente ma la colpa non è mia, bensì del fatto che vivo in un ambiente di delinquenti e dunque per difendermi devo fare il delinquente. E’ questa l’anticamera dell’impunità, dell’omertà, questo indulgentismo verso chi si rende responsabile di gesti sicuramente gravi ed illegali, quali quelli compiuti da Moratti e da quello che non possiamo non definire "il clan degli interisti".
Fateci caso: hanno messo sotto controllo i loro avversari e nemici, ma anche i loro dipendenti (Vieri, Ronaldo), per quale ragione? Nel caso di De Santis, se la dirigenza nerazzurra aveva sentore di corruzioni o di fatti gravi, doveva segnalarli all’organo preposto alle indagini, cosa che non ha fatto, e siccome la questione investiva l’organizzazione calcistica, l’unica cosa che poteva fare l’imbecille dilapidatore di denaro era di denunciare all’ufficio indagini De Santis, ma non di pedinarlo o di investigare su di lui: è indubbio quindi che l’unica ragione a fondamento di tali comportamenti non poteva che essere illecita, ossia il ricatto. Ossia cercare di scoprire cose da utilizzare contro quelle persone, non a tutela dell’organizzazione calcistica.
Mi si dirà, forse non si fidava dell’Ufficio Indagini e della FIGC. Bene: poteva dire pubblicamente il perchè non si fidava di quelle istituzioni preposte, alle quali, come sapete, il Moratti Massimo aveva contribuito attivamente alla composizione, non essendo mai stato, come dire, dirigente di opposizione.
La verità è ben altra: qui si volevano mettere le mani sul calcio, in maniera definitiva ed indisturbata, e praticamente ci stavano riuscendo, se non fosse accaduto il "casus belli", ossia la crisi tra Telecom e Governo (evidentemente qualcuno ha barato), e l’esplodere dello scandalo che rischia proprio di travolgere chi aveva ordito il progetto.
Che non era il progetto di un calcio davvero pulito, ma come ho più volte scritto e detto, di un calcio sotto controllo di qualcuno, e con chi poteva dare fastidio cacciato fuori definitivamente.
Lo si capiva dai comportamenti di Caligola Rossi, che aveva più a cuore sentenze e condanne affrettate, scudetti assegnati a tavolino, ma non la pulizia del calcio e la riscrittura delle regole: quando dico che è stata una occasione perduta, intendo dire proprio questo, ossia poteva essere l’occasione di una pulizia vera, è stata invece usata solo per un regolamento di conti contro chi era più forte e più bravo, anche più spregiudicato.
Ribadisco, certi metodi della Triade erano decisamente irritanti e ai limiti dell’ortodosso (per non dire disinvolti o poco trasparenti), ma erano metodi derivanti da un mondo senza regole, con troppe impunità, dove vigeva una sorta di "legge del menga", dove troppe volte c’erano stati insabbiamenti, dalle vicende rolex ed elettrostimolatori, ai passaporti falsi, alle false fideiussioni, anche al doping stesso.
La Juventus aveva cambiato volto, e avrebbe meglio potuto spendere questo cambio, facendolo pesare verso chi rimaneva attaccato alla propria poltrona.
E con un commissariamento serio e mirato, poteva pure essere ben accetta la punizione dei bianconeri, la B con penalizzazioni, se ciò fosse servito davvero a costruire qualcosa di nuovo, senza i vari falsificatori, impostori, cialtroni e servitori più o meno sciocchi, che hanno popolato il nostro calcio.
Invece no, bisognava solo fare pulizia a senso unico, attaccare un tricolore in una maglia dalla quale mancava da parecchi anni, tricolore che oggi appare più come il marchio della vergogna, che non come il simbolo dell’onestà.
Le nuove regole? Ma a chi interessavano, quando in effetti occorreva eliminare solo un concorrente scomodo, in vista dei nuovi assetti e della nuova spartizione della torta calcistica?
E questo probabilmente creerà disastri incalcolabili per il calcio italiano. Per fare un esempio: Ibrahimovic è venuto in Italia, ha vinto due scudetti, per poi scoprire che in realtà non aveva vinto nulla e che doveva giocare in B; siccome si sente grandissimo talento, vuole palcoscenici di serie A e giocare in Europa per cui, consigliato dal suo procuratore, va all’Inter, neo scudettata a tavolino, che però adesso si trova nell’occhio del ciclone, e che rischia giustamente di vedersi revocata l’assegnazione dello scudetto (sul punto vi rinvio alla lettura degli editoriali di Padovan su Tuttosport del 26 e 27 settembre); e, se la giustizia sportiva non usa due pesi e due misure, essendo comportamento sleale anche il far spiare arbitri e tesserati avversari, ai nerazzurri l’esclusione dalla serie A per la prossima stagione spetta di diritto.
Bene: secondo voi ci saranno calciatori stranieri, più o meno affermati, più o meno campioni, che potrebbero accettare di venire a giocare in un campionato i cui risultati del campo possono venire stravolti a seconda di chi comanda e delle circostanze politico - finanziarie del momento?
Sarà il tempo a dare certe risposte, ma io credo che la tempesta di quest’anno lascerà strascichi pesanti sul calcio italiano, soprattutto sul suo prestigio in Europa: ci vorranno anni per riportare serietà e credibilità in questo ambiente, e per certi aspetti, in questo momento, per i bianconeri la serie B è forse il minore dei mali, anzi è il rovescio della medaglia di uno scudetto indossato con disonore da chi ha organizzato una rete spionistica illecita.
Anche perchè noi dalla B risaliremo sicuramente; mentre se dovessero mandare in B i nerazzurri per quanto sta emergendo, vista la loro tendenza al perdentismo, non so se mai sarebbero in grado di vincerlo il campionato di B, e dunque rischieremmo di non vederli nella massima serie per lungo tempo, a meno di nuovi commissariamenti con Guido Caligola Rossi a capo della Federcalcio.
Ed il non avere l’Inter nella massima serie è un rischio che non possiamo perdere, visto come sono bravi ad allietare le nostre domeniche.

P.S.: ma anche i mercoledì.
Mentre scrivevo, mi è giunta notizia della sconfitta dei nerazzurri in CL: 0 - 2, Ibra e Grosso espulsi, zero punti e zero gol fatti in Europa.
Insomma, da stasera "Grazie Magath" non è più uno slogan solo antijuventino.
In onore peraltro di quei giornalisti e tifosi interisti che, nel 1983, invitarono Felix Magath a Milano, per premiarlo per il gol fatto contro di noi nella finale di Coppa dei Campioni ad Atene...


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Halo68
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Messaggio da Halo68 »

Ciaoa tutti, specialmente a Tufkad
Insomma che dire, ho 38 anni. Seguo i depeche Mode da 26 anni cosi come la Juve. Apro parentesi ( Sono tristemente amareggiato per quello che è successo, ma a me verrebbe voglia di spaccare la faccia a qualche mio amico interista, i quali hanno usato ogni vezzeggiativo per insultarci bè vi giuro che picchierei veramente duro) chiudo parentesi.
Comunque ho sempre pensato che ci fossero dei punti scuri nella vicenda e che solo la juve ci ha rimesso due scudetti, la serie b con 17 punti di penalizzazione. per il momento io dico ai tifosi di milano, che il mercoledì la juve non gioca per adesso ma io mi diverto tantissimo vederli perdere e ricordatevi che la madonna vede e provvede.
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Messaggio da zenigata84 »

Ormai la faccenda è chiara...
calciopoli poteva (anzi doveva) essere un' occasione per fare pulizia "veramente" nel calcio italiano; invece si è ridotta ad essere la piccola e patetica "vendetta" di qualcuno che non riesce da anni a vincere qualcosa di importante sul campo (fatte salve 2 misere coppe italia). Altrimenti come si possono spiegare le vergognose sentenze uscite dal 2do grado del 25/7 dove le rivali dell' inter vengono penalizzate (in particolar modo l' odiata juve) pesantemente. E' evidente che, alla fine della fiera, il meccanismo di "calciopoli" era quello di di spianare la strada all' inter in maniera scandalosa, poichè dal momento che la concorrenza era più forte e meglio organizzata essa non vinceva mai nonostante il presidente in un decennio abbia speso quasi l' intero debito del terzo mondo per cercare di vincere un misero tricolore...
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Messaggio da Tufkad »

Halo68 ha scritto:Ciaoa tutti, specialmente a Tufkad
Ciao a te!

E' presto per trarre delle conclusioni, ed è meglio aspettare, sempre seduti sulla riva del fiume...

Certo, una cosa appare evidente: non sempre e non necessariamente, le cose stanno come si leggono sui giornali.

Io sostengo certe cose da 4 mesi... forse allla fine avrò fatto la figura del pirla, o forse alla fine ci avrò preso qualche cosa.

A me mi è costata una fatica...! E ho rotto i maroni a mezzo mondo.

Per fortuna, mi hanno sopportato.

Facciamoci 'sta B. Tanto, poi ci passa... e ricordiamoci di chi ci permetterà di risalire: Buffon, Del Piero, Nedved, Camoranesi e Trezeguet in primis.

P.S.: domenica, il Barça ha fatto 1-1 grazie a un bel liscio di Zambrotta...
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Messaggio da Freestate »

Halo68 ha scritto:ho 38 anni. Seguo i depeche Mode da 26 anni cosi come la Juve. Apro parentesi ( Sono tristemente amareggiato per quello che è successo, ma a me verrebbe voglia di spaccare la faccia a qualche mio amico interista, i quali hanno usato ogni vezzeggiativo per insultarci bè vi giuro che picchierei veramente duro) chiudo parentesi.
allora, come primo messaggio direi che ti è venuto male. In tutti i sensi.
Cerca di moderare i toni se vuoi rimanere a lungo su 013, non sei al bar dello sport nonostante biscarditufkad.
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Messaggio da NEROMODE »

Come dite laggiù?... Alzate la voce che non vi sento!....TUTTOSPORT e LA STAMPA SONO QUOTIDIANI DI TORINO?!?....Ah, si lo sapevamo, grazie comunque, baci! :D
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