e già..perchè il pozzo è chiuso, ma vive..nel buio c'è una presenza..quasi impercettibile..un richiamo..
e complice il silenzio, quel richiamo si fa ancora più forte, tanto da creare un passaggio..
per la mente certo..non per il corpo, quello rimane fuori..
neanche il tempo di capire, che la sua figura si palesa..
il pazzo, il cannibale, il contorto, l'affamato, il colpevole..Hannibal Lecter lì, dietro le sbarre..costretto in isolamento dalla sua stessa fame e con quel ghigno strafottente, come se avesse previsto che quello stato stava per mutare..
l'interlocutore è incerto..tasta il terreno, conversa ma non si avvicina.. dubbioso, almeno all'inizio..
conversano e per un attimo la gabbia cambia prospettiva..
è lui in gabbia, o tutto il resto?..forse si compiace di come è finito..
falsità, atroce falsità..ed infatti si scalda, ma lui è pacato e torna presto alla tranquillità..
i ruoli si invertono..e tra lo stridere di labbra e denti in un agghiacciante ed onomatopeico vsvfsfsfsvfssfsfvsvsfsfsfvsf..qualcosa è cambiato..
ma le due cose non sono collegate..Lecter ha inteso quale è la via, fuggire da ciò che inseguiva..
ed in una nuova notte come le altre, la metamorfosi ha inizio..manca talmente poco da poterla considerare compiuta..
per l'interlocutore, Lecter non è un pazzo..è solo prigioniero di se stesso..
niente nel pozzo è più come prima, può capitare ogni sorta di incontro..e questa ne è la prova..