Suo è il colore delle nuvole cariche di pioggia, di nessun altro il compito di tenerle a bada, fino al prossimo raggio di speranza.
Impavido sfidante delle fredde tormente che assediano le anime più fragili ed i cuori troppo esposti.
Custode della notte, e delle sue visioni.

01. Pensieronero
02. Amorefacile
03. Vedova Nera
04. La Casa Dalle Mura Sussurranti
05. Ossessione
06. La Clessidra
07. Mutante
08. Arabeschi Del Destino
09. Film Noir
10. Cuore/Coscienza
11. Invisibile
12. Balla Con Lei
13. La Francese
14. Tutti i Respiri
Tutto l'arcano che desideri.
In ogni caso è la tua anima che si tinge del più denso e nobile dei suoi desideri.
Impenetrabile e sovrana.
Inestimabile, come te.
NERO, a bandire l'invadente trasparenza.
NERO, come è giusto che venga rivestito ogni angolo del tuo intimo volere.
Quando il NERO conduceva alla sorgiva essenza dell'eleganza,acerrima nemica del vuoto sfarzo, l'enfasi tecnologica innestata sul suono riempiva il cuore con il nettare succoso del gusto, e con inoffensiva superbia si restava rapiti dall'energia precisa e severa dei pads, dagli arpeggi sintetici esaltati dalla melodia, che scombinava ogni accenno di distrazione,
concentrandosi sulla sostanza e giocando espertamente con le extended.
Quando il NERO e gli amplessi elettronici producevano veri e propri monumenti vinilici.
I microsolchi punti ed attraversati a dovere di Black Celebration, di Violator.
C'è del NERO in ognuno di noi, e se lo vestiamo con fierezza e ne prendiamo parte, come fossimo la più fedele delle sue ombre, diventiamo un po ambasciatori di quello stile, di quelle costruzioni, moderne e generose, che svettano dai tasti di un sintetizzatore.
NERO è fluido lucido che scorre oleoso all'interno dei meccanismi plastici, e da cui fuoriescono note e potenza ( ricordate il video di "So Much Is Lost" dei Paradise Lost? ).
NERO, questa volta, è Ottodix.
"Pensieronero" è tutta l'introduzione possibile in un mondo fatto di sogni ed amore, pareti e speranze, danze e paure, conflitti e respiri.
Melodia che si snoda con spontanea semplicità, il combinarsi simbiotico tra la composizione lirica e la staffetta auditiva, che rimanda indietro, senza trovare nulla di uguale.
Il titolo diventa un abile tranello, ed a dispetto di una frettolosa interpretazione, tutto si rivela magistralmente benefico, una lussuosa anticamera del piacere.
Pop di sangue blu, elettronicamente solleticato e sostenuto.
Il NERO nella mente.
I rintocchi e la soavità degli archi di "Amorefacile", ancora un binomio fuso in un'unica tentazione. Ancora un nascondiglio svelato.
Ed a proposito di tentazioni: un po dei migliori dM, della cui fedeltà l'ottomarchio non ha mai fatto segreto, quindi le magnifiche aperture classe 1993. Mancano solo le inquietanti maschere dantesche in stile Bosch. L'incontenibile peccato postmoderno è servito.
Ed ancora, a ritroso nel tempo, si finisce tra le fauci di un voracissimo aracnide dei suoni. Reach out and touch black.
Villosa e spietata "Vedova Nera", padrona degli istinti peggiori,
l'anima violenta e viscida che imprigiona il sentimento, la carnefice implacabile dei cuori platonici.
Synths sadomaso si intrecciano tra indescrivibili contorsioni, puntualmente allietate dalle sventagliate melodiche. La musica scivola corposa, voluttuosa, sulla perversa e lucida aderenza dell'intonato lattice.
Potenziale singolo, con accentuata predisposizione verso l'english version.
La memoria si racconta dentro gli stipiti logori dei ricordi e tra le crepe obblique della mente, come fossero graffi del passato.
Tutto l'autore in "La Casa Dalle Mura Sussurranti", stupendo affresco intimista descritto con timidi salti sul suono. Tanta cautela costretta al timore, si apre e si kiude con il tiepido lamento del richiamo. Esso ricorda l'infanzia che reclama diritto, che chiede di esistere ancora.
Ascoltiamo cosa hanno da dirci quelle stanze svuotate dell'innocenza.
Forse, ci siamo persi qualcosa.
"Ossessione". L'esplosione technopop, i cori e la poesia urbana ancora protagonisti degli Ottodix. Vivace singolone apripista e, in questo ruolo, degno successore di "Fuori Orario".
Disseminate le trappole della passione, è tempo di annientare il giudizio e di eludere ogni insana resistenza.
Un esperto refrain spiega il brano come un immenso velo trasparente, a proteggere un morbido prato di sogni. Predestinata ad essere meritatamente sceneggiata ( si accompagna ad un bel videoclip per la regia di Maurizio Tiella, girato tra Roma e New York, figlio della creatività di Zannier ed erede sincero dell'epoca newromantica ), l'eterna caccia quotidiana, dove gli sconfinati agglomerati umani e l'asfalto ancora caldo del crepuscolo soffocano l'odore di una preda finora creduta tale.

Tra i migliori esperimenti di Corpomacchina affiorava maestosa e déco "Diva", a testimoniare le passate e future qualità vocali ed interpretative di Alessandro.
Infatti "La Clessidra" è senza dubbio uno dei momenti più alti di NERO.
NERO che in questo caso si contrappone al suo antagonista più logico, il bianco, e quindi insieme celebrano le memorabili atmosfere senza colore de "Il Gabinetto del Dottor Caligari".
E sembra quasi di vederla quella scena, così screpolata dal tempo, tragica nella sua tragicità. Un classico Ottodix, trama eterna, sabbia che si riversa nella sabbia, un rito implacabile che si ripete nell'oscuro paesaggio dell'umana sorte.
La giostra robotica di "Mutante" apre le danze di metà disco. La scuola degli Ottodix si fa categorica, chiede prestito al Prof.Bartos Karl presso l'università kraftwerkiana degli ultimi Sapporo'72 ( The Mobile Homes ) e rilascia frustate di drum-base tra le pose strumentali, addobbate con cori distanti e goriani.
A rendere omaggio all'amico di sempre interviene Carlo Rubazer, storico lead-singer del gruppo, tornato in gran forma per la singola occasione.
A lui va il mio più sentito kat-saluto.
Degna della migliore Brucken, e del mai troppo rimpianto "Desiderio Segreto", appare la scena fornita da "Arabeschi del Destino":la strategia sulla scacchiera come una filosofica narrazione delle infinite combinazioni terrene.
L'elettronica che disegna una realtà arzigogolata, riconoscendo in certa tenacia la via più semplice per raggiungere il meritato traguardo.
Fatalità e progresso che avanzano di pari passo, morbidi e gommosi i rimpalli d'apertura parlano al cuore dei comuni mortali, attentando alle pomposità ed ai falsi miti.
Quello che fu il ruolo della divina "Infrarossi" in Corpomacchina: "Film Noir".
Raffinatissimo sorbetto di mezza sera.
Audiothriller punzekkiato dal tintinnio minimale ed ostinato della suspence.
Una finestra illuminata che rabbuia di colpo, un lampione sulla strada cullata dal silenzio, gli occhi della vendetta, nascosti dal buio, attraversano le stanze silenziose scansando le silhouette degli arredi.
Ringrazio personalmente Ale per questi deliziosi lussi voiceless, la cui brevità è giustificata solo dall'immenso effetto che producono sulla fantasia.
Elasticità e ritmo dipingono la cavalcata technopop di "Cuore/Coscienza".
L'incalzare progressivo della decisa base rullante e l'ampliamento verso il finale conferiscono solidità ad uno dei brani più velocemente assimilabili di NERO.
Si ripete, per l'ultima volta in scaletta, il raddoppio sul titolo, ed in questo caso ci si trova davanti a scelte difficili, ahimè, troppo spesso in conflitto con la verità.
Conquiste che sfidano l'ignoto si confrontano con atrocità e desolazione, l'incombere dell'autodistruzione ed il percorso ideale, generato da un senno in larga scala latitante. Explore outside.
Tornano i temi metropolitani con la magia di "Invisibile", felpa-elettronica di mestiere, l'editto sincero che mette in piazza tutta la sensibilità dell'autore.
La stanchezza del fingere quotidiano lascia spazio ad una sincerità asettica, limpida ma inosservabile.
L'indifferenza altrui verso il vissuto, verso tutto ciò che non è attuale, non fa che alimentare l'orgoglio delle rughe e dei ricordi.
Assentarsi diventa un privilegio, che vince sugli effimeri presenzialismi di tanta ridicola mondanità.
Scomparire, per osservare meglio ciò che non è mai servito a costruire un vero rimpianto.
Un brano che dedico volentieri a chi non c'è più ma ke, anche da invisibile, mi ha insegnato moltissimo.
Come si fa a resistere ad un simile invito alla danza? Lussuriosa e meccanica si concede "Balla Con Lei", sorprendente avvio alla conclusione dell'album.
Tutto cresce di pari passo con l'eccitazione, fino ad arrivare nei pressi del terzo minuto, in cui l'abile rilascio strumentale funziona alla perfezione, sfociando in un vortice psicosintetico senza eguali.
Stupendo connubio tra strofa e ritornello, armoniosa e trascinanante come si deve ad una vera hit d'altri tempi.
Bisogna solo decidere quando farla uscire come ulteriore singolo.
L'incipit sonoro di "La Francese" sembra essere fatto apposta per una reprise di fine disco.
Gli Ottodix salgono sulle arie soffici e raffinate di una Kate Bush dei tempi d'oro, e rinnovano lo spirito barocco del loro repertorio con questa dolce moviola sentimentale.
Reminiscenza e spensieratezza, grande cura ed elaborazione dei testi, il divieto alla massificazione degli ideali e delle mode.
Il tutto dipinto sulla tela dei primi passi.
Fresche risate, larghi maglioni di lana e corse scanzonate lungo le strade ed i vicoli della vecchia europa.
Pietroni a faccia vista e bagni di grigio, sotto un cielo stupendamente avaro di luce.
Eh sì. siamo giunti all'ultimo respiro.
Quello più forte, più profondo.
Non nascondo la mia predilezione per questo bellissimo finale.
"Tutti I Respiri" vissuti con l'immagine del mondo visto dai nostri occhi.., tutti i respiri che siamo capaci di emettere di fronte all'infinità di uno sguardo, tutti i respiri che ascoltiamo appoggiati su di un cuore a cui promettiamo fedeltà.
Pentimento e grazia. Destino muto, che ormai ha ben poco da rivelare.
Rincalzo dopo il secondo minuto, refrain apicale e fluttuante, bagliori artificiali da antologia.
Dissolvenza eterea, con istinto ad aggrapparsi, per continuare a viaggiare insieme con quel sogno.
Grande chiusura e grande prova per la nuova lead-voice degli Ottodix,nonchè membro fondatore, Alessandro Zannier. Mente e braccia della sua creatura.
Artista a tuttotondo, Alessandro è riuscito a veder compiuta la sua scultura forse più sofferta, la gestazione dell'album è stata lunga e non priva di ostacoli.
E se tanto doveva al destino per mutare in un angelo notturno e senza tempo, chi godrà di NERO e del suo mosaico di emozioni non resterà deluso.
Nei negozi dal 6 Ottobre.
Distribuito e prodotto da "Discipline" ( Garbo ).
Artwork e produzione artistica completamente gestiti da Zannier.
Davide Faranda, fotografo storico degli Ottodix, è l'autore delle belle immagini originali del rifinitissimo booklet.
Imminente il restyling del sito con i samples in streaming audio: www.ottodix.it
Impagabile la collaborazione ed il supporto live degli amici di cordata, i bravi Mauro Franceschini ( tastiere, cori, percussioni elettroniche ) e Massimo Pizzoli (tastiere e cori ).


best









