(OT) Atei e religiosi
Moderatori: devotional, Miss Kaleid
sui metodi educativi di preti e suore ci sarebbe molto da discutere, il punto è che non si limitano a promettere l'inferno o la dannazione eterna per scoraggiare comportamenti sgraditi. passano a vie di fatto.
io parlo della mia esperienza chiaramente, ma a quanto pare altre persone hanno ricevuto lo stesso mio trattamento.
ho fatto a scuola privata, gestita da suore, 3 anni d'asilo e 5 di elementari. la cosa che veniva inculcata subito, anche ai più piccoli, era l'obbedienza alle regole: si mangiava alla tale ora, si dormiva tutti insieme, la pipì si faceva tassativamente quando lo diceva la suora ecc. ecc.
tutto bene, ma non sempre bambini di 3 anni sanno/possono sincronizzare i loro bisogni con le direttive ricevute... chi non ci riusciva veniva schernito e punito.
in prima elementare, avevo 5 anni ma non lo dimenticherò mai, ogni errore sul quaderno di bella era seguito da colpi di righello sulle dita. io le presi una volta sola, per aver sbagliato a disegnare un papero, ma c'erano compagni di classe che venivano picchiati ogni giorno. e per loro era normale ! alla fine non piangevano neanche più... mi piacerebbe vederli adesso, come sono diventati con questi sistemi educativi... e la cosa tragicomica è che a volte le prendevano anche dai genitori, per aver fatto arrabbiare la suora.
io l'ho rinfacciato più volte ai miei, di avermi tenuto lì nonostante mio fratello non avesse resistito a questi sistemi: mi hanno risposto che per loro era il meglio che potessero fare, e non ho mai portato rancore per questo. mi ha insegnato a sopravvivere.
sull'ingerenza ecclesiastica negli affari italiani dico semplicemente che non è cominciata certo oggi: ricordatevi il motto "nel segreto dell'urna elettorale dio vi vede, stalin no" di democristiana memoria.
nulla da dire sull'esprimere opinioni su temi importanti come famiglia e aborto, ma noto una certa tendenza ad evitare argomenti spiacevoli che li riguardano da vicino: se un cardinale impiccione mi dice che abortisti e omosessuali sono eclissi di dio, mi aspetto che spenda due parole anche sulla purtroppo diffusa pratica della pedofilia in oratori e parrocchie di mezzo mondo. invece niente. tutto tace. anzi, si fa in modo di spedire in gran segreto la pecorella smarrita a redimersi in qualche diocesi lontana, finchè lo scandalo non si placa. sarebbero molto più credibili se facessero pubblica ammenda, invece niente... i panni sporchi del vaticano si lavano solo in famiglia.
naturalmente dopo tutto ciò hanno anche il coraggio di venirti a chiedere l'8 per mille, visto che il vaticano è uno stato miserando che non può permettersi neanche il sostentamento dei suoi sacerdoti... ho conosciuto vescovi e monsignori che per una cena spendono tranquillamente 200 euro senza rimorso, alla faccia di povertà e rinunce. il mio, di 8 per mille, se lo sono scordato da un pezzo.
io parlo della mia esperienza chiaramente, ma a quanto pare altre persone hanno ricevuto lo stesso mio trattamento.
ho fatto a scuola privata, gestita da suore, 3 anni d'asilo e 5 di elementari. la cosa che veniva inculcata subito, anche ai più piccoli, era l'obbedienza alle regole: si mangiava alla tale ora, si dormiva tutti insieme, la pipì si faceva tassativamente quando lo diceva la suora ecc. ecc.
tutto bene, ma non sempre bambini di 3 anni sanno/possono sincronizzare i loro bisogni con le direttive ricevute... chi non ci riusciva veniva schernito e punito.
in prima elementare, avevo 5 anni ma non lo dimenticherò mai, ogni errore sul quaderno di bella era seguito da colpi di righello sulle dita. io le presi una volta sola, per aver sbagliato a disegnare un papero, ma c'erano compagni di classe che venivano picchiati ogni giorno. e per loro era normale ! alla fine non piangevano neanche più... mi piacerebbe vederli adesso, come sono diventati con questi sistemi educativi... e la cosa tragicomica è che a volte le prendevano anche dai genitori, per aver fatto arrabbiare la suora.
io l'ho rinfacciato più volte ai miei, di avermi tenuto lì nonostante mio fratello non avesse resistito a questi sistemi: mi hanno risposto che per loro era il meglio che potessero fare, e non ho mai portato rancore per questo. mi ha insegnato a sopravvivere.
sull'ingerenza ecclesiastica negli affari italiani dico semplicemente che non è cominciata certo oggi: ricordatevi il motto "nel segreto dell'urna elettorale dio vi vede, stalin no" di democristiana memoria.
nulla da dire sull'esprimere opinioni su temi importanti come famiglia e aborto, ma noto una certa tendenza ad evitare argomenti spiacevoli che li riguardano da vicino: se un cardinale impiccione mi dice che abortisti e omosessuali sono eclissi di dio, mi aspetto che spenda due parole anche sulla purtroppo diffusa pratica della pedofilia in oratori e parrocchie di mezzo mondo. invece niente. tutto tace. anzi, si fa in modo di spedire in gran segreto la pecorella smarrita a redimersi in qualche diocesi lontana, finchè lo scandalo non si placa. sarebbero molto più credibili se facessero pubblica ammenda, invece niente... i panni sporchi del vaticano si lavano solo in famiglia.
naturalmente dopo tutto ciò hanno anche il coraggio di venirti a chiedere l'8 per mille, visto che il vaticano è uno stato miserando che non può permettersi neanche il sostentamento dei suoi sacerdoti... ho conosciuto vescovi e monsignori che per una cena spendono tranquillamente 200 euro senza rimorso, alla faccia di povertà e rinunce. il mio, di 8 per mille, se lo sono scordato da un pezzo.
..e quando ti chiederà cos'è l'inferno cosa risponderai (con un sorriso)?iamyou ha scritto: al bimbo si dice con un sorriso: "se fai il buono vai in paradiso, invece conosco un bambino cattivo che ha fatto questo e adesso sta all'inferno".
Mi dispiace se ti sei sentito offeso o preso in giro da quello che ho scritto, ma il problema è che tu stai difendendo un tipo di "educazione" che considero un'aberrazione.
Inoltre non penso di essere l'unica ad aver ricevuto più danni che vantaggi da una cosa del genere (ad essere esatti solo danni).
Nulla di personale nei tuoi confronti, ma argomento molto personale per la sottoscritta, non posso prenderlo alla leggera.
ma questo è quanto di + lontano dal metodo ke intendo io... steelrose mi spiace ma se è questo descritto da orgy il fantastico metodo ke hai percepito ti stai sbagliando di grosso.orgyporgy ha scritto:sui metodi educativi di preti e suore ci sarebbe molto da discutere, il punto è che non si limitano a promettere l'inferno o la dannazione eterna per scoraggiare comportamenti sgraditi. passano a vie di fatto.
io parlo della mia esperienza chiaramente, ma a quanto pare altre persone hanno ricevuto lo stesso mio trattamento.
ho fatto a scuola privata, gestita da suore, 3 anni d'asilo e 5 di elementari. la cosa che veniva inculcata subito, anche ai più piccoli, era l'obbedienza alle regole: si mangiava alla tale ora, si dormiva tutti insieme, la pipì si faceva tassativamente quando lo diceva la suora ecc. ecc.
tutto bene, ma non sempre bambini di 3 anni sanno/possono sincronizzare i loro bisogni con le direttive ricevute... chi non ci riusciva veniva schernito e punito.
in prima elementare, avevo 5 anni ma non lo dimenticherò mai, ogni errore sul quaderno di bella era seguito da colpi di righello sulle dita. io le presi una volta sola, per aver sbagliato a disegnare un papero, ma c'erano compagni di classe che venivano picchiati ogni giorno. e per loro era normale ! alla fine non piangevano neanche più... mi piacerebbe vederli adesso, come sono diventati con questi sistemi educativi... e la cosa tragicomica è che a volte le prendevano anche dai genitori, per aver fatto arrabbiare la suora.
io l'ho rinfacciato più volte ai miei, di avermi tenuto lì nonostante mio fratello non avesse resistito a questi sistemi: mi hanno risposto che per loro era il meglio che potessero fare, e non ho mai portato rancore per questo. mi ha insegnato a sopravvivere.
senza dubbio troverei un modo non troppo traumatico di descriverlo, come hanno fatto con me. io fortunatamente non ho ricevuto educazioni come quelle descritte da te e da orgy, nella giusta misura ogni cosa può funzionare, se si eccede ogni cosa è dannosa.Steelrose ha scritto:..e quando ti chiederà cos'è l'inferno cosa risponderai (con un sorriso)?iamyou ha scritto: al bimbo si dice con un sorriso: "se fai il buono vai in paradiso, invece conosco un bambino cattivo che ha fatto questo e adesso sta all'inferno".
- lilianlove
- Angel

- Messaggi: 6480
- Iscritto il: dom dic 04, 2005 5:51 pm
- Località: trentinoaltoadige
Vorrei soffermarmi su questo punto: Le passioni nella vita,
Dapprima vorrei fare una annotazione di carattere storico. Nella teologia morale cattolica, ma anche nella filosofia più recente, non si dà molto spazio alle passioni, e se lo si fa, esse vengono viste per lo più in modo negativo, come ostacoli che impediscono alla ragione di fare ciò che è giusto e buono. Bisogna combatterle. Gli antichi filosofi, i cosiddetti stoici, dicevano che le passioni erano una malattia dell'anima. Le malattie biosogna curarle; e dunque bisogna liberarsi delle passioni. Ci sono infattti certe correnti religiose che partono proprio da questa concezione dell'uomo. Nel buddismo, per esempio, è forte l'idea che l'uomo debba liberarsi possibilmente di tutte le passioni. Dietro c'è una concezione dell'uomo diversa da quella giudeo-cristiana.
Che cosa centrano le emozioni, i sentimenti, le passioni con la moralità, con umanità realizzata? San Tommaso se ne occupa così intensamente perchè è convinto che l'uomo sia un' unità vivente di anima e corpo, e che tutto nell'uomo sia umanamente significativo, non solo la ragione, la volontà, lo spirito, ma anche i sentimenti, le forze sensitive, e il corpo stesso.......Siamo uomini, i nostri moti e sentimenti sono e devono essere umani. nella misura in cui sono umani, sono anche buoni e oridinati.
Dobbiamo dare forma al mondo dei nostri sentimenti, così come da esso siamo a nostra volta plasmati. Facendo questo siamo già sula buona strada qualsiasi essa scegliamo per noi.....(purchè sia appunto....di luce).
Dapprima vorrei fare una annotazione di carattere storico. Nella teologia morale cattolica, ma anche nella filosofia più recente, non si dà molto spazio alle passioni, e se lo si fa, esse vengono viste per lo più in modo negativo, come ostacoli che impediscono alla ragione di fare ciò che è giusto e buono. Bisogna combatterle. Gli antichi filosofi, i cosiddetti stoici, dicevano che le passioni erano una malattia dell'anima. Le malattie biosogna curarle; e dunque bisogna liberarsi delle passioni. Ci sono infattti certe correnti religiose che partono proprio da questa concezione dell'uomo. Nel buddismo, per esempio, è forte l'idea che l'uomo debba liberarsi possibilmente di tutte le passioni. Dietro c'è una concezione dell'uomo diversa da quella giudeo-cristiana.
Che cosa centrano le emozioni, i sentimenti, le passioni con la moralità, con umanità realizzata? San Tommaso se ne occupa così intensamente perchè è convinto che l'uomo sia un' unità vivente di anima e corpo, e che tutto nell'uomo sia umanamente significativo, non solo la ragione, la volontà, lo spirito, ma anche i sentimenti, le forze sensitive, e il corpo stesso.......Siamo uomini, i nostri moti e sentimenti sono e devono essere umani. nella misura in cui sono umani, sono anche buoni e oridinati.
Dobbiamo dare forma al mondo dei nostri sentimenti, così come da esso siamo a nostra volta plasmati. Facendo questo siamo già sula buona strada qualsiasi essa scegliamo per noi.....(purchè sia appunto....di luce).
Ma chi ha detto questo!?!?..Forse Bonifacio VIIIIl Piccolo Dave ha scritto:Infatti, il principio della "religione" cattolica è proprio la "paura": se non fate come dico io finirete all'inferno!
Lo stesso Dio come è scritto sulla Bibbia o sul Vangelo dice che "bisogna temerlo" oltre che "amarlo".
Io una religione basata sulla paura e sulle minacce non la concepisco.
Se io faccio una scelta spirituale è perchè quella scelta mi porta sollievo e serenità non "paura".
![]()
è questa definizione che si è fermata al Medioevo...per carità La religione Cattolica di adesso dice ben altro...parla di una certa Misericordia per lo più.
se non la si conosce, è inutile imputarla e giudicarla come La stessa Chiesa non dovrebbe giudicare come dice qualcuno...(io stesso sono abbastanza ignorante)
Per quanto riguarda me credo che la religione acquisti significato quando la si personalizza...senza che nessuno la imponga.
Se si è incazzati con la Chiesa non è detto che bisogna prendersela pure con Dio...(la Chiesa è fatta da uomini...non da dèi)
No, nel mio caso si trattava più di una tortura psicologico-teologica.iamyou ha scritto:ma questo è quanto di + lontano dal metodo ke intendo io... steelrose mi spiace ma se è questo descritto da orgy il fantastico metodo ke hai percepito ti stai sbagliando di grosso.
PS..magari al giorno d'oggi è più efficace terrorizzare un bimbo negandogli la playstation o l'ultimo modello di cellulare, chissà..
- Il Piccolo Dave
- Ultra member

- Messaggi: 961
- Iscritto il: lun nov 17, 2003 12:10 pm
- Località: Devo andare via di qui
- Contatta:
Lillianlove mi piace sempre molto quello che scrivi... Babylon, ma io sono pienamente d'accordo con te, la religione uno se la deve creare dentro se stesso prima di tutto e poi magari seguire anche qualcosa "di umano" se proprio vuole.lilianlove ha scritto:Vorrei soffermarmi su questo punto: Le passioni nella vita,
Dapprima vorrei fare una annotazione di carattere storico. Nella teologia morale cattolica, ma anche nella filosofia più recente, non si dà molto spazio alle passioni, e se lo si fa, esse vengono viste per lo più in modo negativo, come ostacoli che impediscono alla ragione di fare ciò che è giusto e buono. Bisogna combatterle. Gli antichi filosofi, i cosiddetti stoici, dicevano che le passioni erano una malattia dell'anima. Le malattie biosogna curarle; e dunque bisogna liberarsi delle passioni. Ci sono infattti certe correnti religiose che partono proprio da questa concezione dell'uomo. Nel buddismo, per esempio, è forte l'idea che l'uomo debba liberarsi possibilmente di tutte le passioni. Dietro c'è una concezione dell'uomo diversa da quella giudeo-cristiana.
Che cosa centrano le emozioni, i sentimenti, le passioni con la moralità, con umanità realizzata? San Tommaso se ne occupa così intensamente perchè è convinto che l'uomo sia un' unità vivente di anima e corpo, e che tutto nell'uomo sia umanamente significativo, non solo la ragione, la volontà, lo spirito, ma anche i sentimenti, le forze sensitive, e il corpo stesso.......Siamo uomini, i nostri moti e sentimenti sono e devono essere umani. nella misura in cui sono umani, sono anche buoni e oridinati.
Dobbiamo dare forma al mondo dei nostri sentimenti, così come da esso siamo a nostra volta plasmati. Facendo questo siamo già sula buona strada qualsiasi essa scegliamo per noi.....(purchè sia appunto....di luce).
Atei o religiosi?
A questa domanda aggiungerei anche :..... o agnostici??
Molti si professano atei ma in realtà sono agnostici, molti si professano religiosi, ma in realtà sono ben lontani dal concetto di fede.
Il vero ATEO è colui che nega l'esistenza di Dio o di qualunque realtà trascendente l'uomo; per tale motivo non può dichiarare di essere ateo colui che festeggia il Natale e la Pasqua in quanto feste che ricorrono rispettivamente per ricordare la nascita di Cristo (quindi un dio) e la sua resurrezione. E' più significativo in questo caso ritenersi agnostici in quanto ci si astiene dal prendere posizione su problemi religiosi (come potrebbe essere la scelta di una fede piuttosto che un'altra), ma comunque si prende parte a delle vere e proprie usanze religiose.
Essere religiosi? Le opinioni sul definirsi religiosi o meno sono le più disparate. Secondo me non si può autodefinirsi religiosi solo perchè si crede in Dio, essere religiosi e quindi abbracciare una fede o un credo che dir si voglia significa mantenere una condotta che almeno si avvicini ai principi ed hai valori che la fede prescelta insegna.
Di certo non è recitare una preghiera a memoria e magari sempre la stessa che ci permette di instaurare un rapporto spirituale con Dio. Penso che qualora ne riconosciamo l'esistenza e la sua "superiorità" sia quasi offensivo e riduttivo nei suoi confronti pretendere che ascolti una preghiera recitata a memoria. Limitandosi a trattare la diatriba sull'esistenza o meno dell'inferno, è penso vergognoso pensare che un dio d'amore ricorra ad un espediente così diabolico (termine non casuale) per punire i "cattivi". L'unica cosa di cui si può star certi è che comunque Dio aiuta chi cerca il suo aiuto e lo fa con bontà di cuore e con umiltà. E con questo chiudo perchè penso sià già abbastanza utopico coltivare delle simili qualità.
Molti si professano atei ma in realtà sono agnostici, molti si professano religiosi, ma in realtà sono ben lontani dal concetto di fede.
Il vero ATEO è colui che nega l'esistenza di Dio o di qualunque realtà trascendente l'uomo; per tale motivo non può dichiarare di essere ateo colui che festeggia il Natale e la Pasqua in quanto feste che ricorrono rispettivamente per ricordare la nascita di Cristo (quindi un dio) e la sua resurrezione. E' più significativo in questo caso ritenersi agnostici in quanto ci si astiene dal prendere posizione su problemi religiosi (come potrebbe essere la scelta di una fede piuttosto che un'altra), ma comunque si prende parte a delle vere e proprie usanze religiose.
Essere religiosi? Le opinioni sul definirsi religiosi o meno sono le più disparate. Secondo me non si può autodefinirsi religiosi solo perchè si crede in Dio, essere religiosi e quindi abbracciare una fede o un credo che dir si voglia significa mantenere una condotta che almeno si avvicini ai principi ed hai valori che la fede prescelta insegna.
Di certo non è recitare una preghiera a memoria e magari sempre la stessa che ci permette di instaurare un rapporto spirituale con Dio. Penso che qualora ne riconosciamo l'esistenza e la sua "superiorità" sia quasi offensivo e riduttivo nei suoi confronti pretendere che ascolti una preghiera recitata a memoria. Limitandosi a trattare la diatriba sull'esistenza o meno dell'inferno, è penso vergognoso pensare che un dio d'amore ricorra ad un espediente così diabolico (termine non casuale) per punire i "cattivi". L'unica cosa di cui si può star certi è che comunque Dio aiuta chi cerca il suo aiuto e lo fa con bontà di cuore e con umiltà. E con questo chiudo perchè penso sià già abbastanza utopico coltivare delle simili qualità.
noi povere bestie
Un bel giorno ci si sveglia e si scopre che ci tocca morire tutti!!!
Allora ci si dice:"ma come, morire io? L'unico essere al mondo ad aver capito cosi profondamente tutto? E' impossibile, ci sarà pure un'entità superiore che non farà finire tutta la mia presunzione e che salverà la mia anima mettendola in un bel posto, o facendola ritornare sulla terra come aquila, o che mi eleverà finalmente alla condizione divina che mi aspetta...
eccerto deve essere proprio così altrimenti che senso ha star qui a lavorare, a creare opere immortali, ad alzarsi al mattino ed affrontare il mondo, se poi mi tocca crepare come una bestia!
Quindi o credo in Dio o mi metto sotto con la ricerca e con le alchimie e tento di diventarlo io!"
in fondo, penso che anche la religione sia alla fine una necessità dell'uomo
più che una verità suprema...
per quel che mi concerne, mi godrò al meglio il mio transito su questa terra, affrontando il mondo con la mia moralità e la mia ignoranza, con tutto il rispetto di chi vuole credere a Dio o ai suoi derivati, sperando di arrivare al tramonto con la stessa serenità di oggi
un saluto a tutti...
umanamente bestia....
Allora ci si dice:"ma come, morire io? L'unico essere al mondo ad aver capito cosi profondamente tutto? E' impossibile, ci sarà pure un'entità superiore che non farà finire tutta la mia presunzione e che salverà la mia anima mettendola in un bel posto, o facendola ritornare sulla terra come aquila, o che mi eleverà finalmente alla condizione divina che mi aspetta...
eccerto deve essere proprio così altrimenti che senso ha star qui a lavorare, a creare opere immortali, ad alzarsi al mattino ed affrontare il mondo, se poi mi tocca crepare come una bestia!
Quindi o credo in Dio o mi metto sotto con la ricerca e con le alchimie e tento di diventarlo io!"
in fondo, penso che anche la religione sia alla fine una necessità dell'uomo
più che una verità suprema...
per quel che mi concerne, mi godrò al meglio il mio transito su questa terra, affrontando il mondo con la mia moralità e la mia ignoranza, con tutto il rispetto di chi vuole credere a Dio o ai suoi derivati, sperando di arrivare al tramonto con la stessa serenità di oggi
un saluto a tutti...
umanamente bestia....
sono d'accordo su questo, ogni tipo di punizione, basta ke non sia corporale, è efficace, ma io il cellulare a mio figlio non lo darei nei primi 8-10 anni di vita, così come la playstation. Allora prima ke faccio?Steelrose ha scritto: magari al giorno d'oggi è più efficace terrorizzare un bimbo negandogli la playstation o l'ultimo modello di cellulare, chissà..
ah quello è la prima cosa anke x me. non è ke ogni giorno si debba ricorrere al paradiso o all'inferno, è un espediente come un altro x affrontare situazioni difficili con i pargoli... tanto ognuno avrà i suoi metodi x crescere i piccoli...Steelrose ha scritto:Ci sarà sempre qualcosa di cui potrai privarlo o che potrai vietargli senza dover ricorrere all'uso della religione come spauracchio.![]()
Per me comunque conta sempre il buon esempio, alla lunga si rivela il metodo più efficace.

