Alla faccia dei TOPICS di questo forum!!!!!!!!!!!!Ahooo ma stiamo a fare proprio i filosofi, i fan di altri gruppi ci prenderanno x esauriti.........
Only when I lose myself
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- niky**
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Come in ogni testo dei nostri mitici DM c'è sempre un doppio senso, anche se io credo che sia un chiaro riferimento al paradiso dei sensi, ovvero alla pace dei sensi che si può trovare solo nel contatto fisico con la persona che più si ama. Certo il video fa capire tutt'altra cosa, ma se vogliamo analizzare tutti i testi paragonandoli ai video rispettivi possiamo benissimo notare che il testo e il video hanno rispettivamente: Uno un riferimento terrestre e l'altro celeste.(ex: vedi personal Jesus)
Alla faccia dei TOPICS di questo forum!!!!!!!!!!!!Ahooo ma stiamo a fare proprio i filosofi, i fan di altri gruppi ci prenderanno x esauriti.........

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Re: Only when I lose myself
per come la vedo io pensare di trovare se stessi in qualcun altro è un'utopia. puoi riconoscerti in gusti, idee, affinità, pensieri, ma non puoi pretendere di sentirti appagato solo per la presenza di una persona, per quanto importante questa possa essere.inspyred ha scritto:quale è la strada? dobbiamo aspettare qualcuno per trovare noi stessi?
e poi chi è convinto di aver trovato se stesso in un altro...lo è veramente?
se qualcuno mi dicesse che trova se stesso in me scapperei a gambe levate...il solo pensiero mi dà un'angoscia pazzesca...non ci si può caricare di simili oneri. e il momento che la cosa finisce che fai, dici: scusa, mi trovavo in te ma mi sbagliavo e ora non mi ci trovo più?
io penso che trovarsi sia alla fine lo scopo di una vita, e non può essere delegato ad altri. per quanto il sentiero sia difficile e pieno di ostacoli, va affrontato da soli, senza riflettersi in altrui specchi o brillare di luce riflessa. puoi trovare chi ti tende una mano, chi ti dà una spinta al momento del bisogno, chi asciuga le tue lacrime o condivide le tue risate: ma fra avere un buon compagno di viaggio e cercare in lui se stessi ci passa il mare.
- daniemt
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perdersi in qualcun altro per ritrovare se stessi è un' esperienza involontaria. questa esperienza non significa qualcosa di durevole, può essere un istante, qualche minuto oppure giorni o anni. l'importante ,quale è stato il fattore che ti ha permesso di trovare te stesso. questo fattore è un altro individuo. cioè la persona con la quale hai confidato e trasferito il tuo totale pensiero.
questo tipo di esperienza cè chi l'ha fatta, chi la deve ancora fare e chi non la farà mai.
io feci.e la frase la capisco bene e mi piace tanto.
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io feci.e la frase la capisco bene e mi piace tanto.
- precious7
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- Iscritto il: lun dic 19, 2005 6:16 pm
- Località: nel salotto,sul divano letto,a casa della elisa78...
io penso che perdersi sia la cosa più semplice...
e per ritrovarsi bisogna per forza aggrapparsi a qualcosa altrimenti mi sembra difficile poter pensare ad una risalita...
alla fine martino nella sua canzone si attacca all'amore...ma quando non c'è noi su cosa possiamo contare mi chiedo???
per me è scontato ribadire che martin nei suoi testi esprime dei sentimenti che a volte non mi accorgo di provare finchè le sue note non li tirano fuori..
dire è poesia è dire poco...
e per ritrovarsi bisogna per forza aggrapparsi a qualcosa altrimenti mi sembra difficile poter pensare ad una risalita...
alla fine martino nella sua canzone si attacca all'amore...ma quando non c'è noi su cosa possiamo contare mi chiedo???
per me è scontato ribadire che martin nei suoi testi esprime dei sentimenti che a volte non mi accorgo di provare finchè le sue note non li tirano fuori..
dire è poesia è dire poco...
whiterose ha scritto:Una pubblicità di questi giorni per le vacanze della regione Trentino dice: 'In Trentino per ritrovarsi bisogna un po' perdersi'.

perdersi... alla fine secondo me non vuol dire davvero smarrirsi in toto, quanto finalmente dimenticarsi, spontaneamente involontariamente con stordimento quasi (I've been paralysed, hypnotized...), di tutte le proiezioni di sé all'esterno, dei problemi contingenti, dei sensi di colpa e delle ansie che deformano la nostra visione delle cose... può accadere con/in un'altra persona, a me più spesso in solitudine nella natura (ecco la pubblicità del Trentino).
Perdersi secondo me è dimenticare e perdere la sensazione che troppo spesso ci accompagna di centralità nel mondo, smettere di prendere sè stessi come scala di riferimento a tutto quello che succede, sentirsi meno responsabili - meno in colpa - ma più presenti.
Potrei cercare di scriverne ancora e meglio, ma non ho la penna di Martino... chi può intuire intuisca, a parole di più non so dire.
...talvolta chi è perso in qualcuno..non lo sà!
lo è per un processo naturale ed inconsapevole...
di terribile routine a volte!
mi piace la visione carnale di questo testo...
mi piace la visione sentimentale...
la spirituale è una mia contorsione mentale
...dovuta al momento!
Grazie, vi adoro quando siete così!
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- somebody81
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- Località: Lecco
quoto entrambe,direi che Desiderio e Passione sono le due parole d'ordine di questa song(che a me piace tantissimo,rimango sempre ipnottizzata dalla musica e dalla voce di Daveromy88 ha scritto:quototinetta1983 ha scritto:Secondo me il sentimento descritto nella canzone non è tanto "amore" quanto "passione", volontà di fondersi con l'altro ma non "spiritualmente", carnalmente... DESIDERIO
DESIDERIO è la parola fondamentale
per me è tutto tranne che spirituale, ma nn volgare, semplicemente poesia----[/i][/b]
Parliamo tutti di "trovarsi" o "ritrovarsi", che sia in qualcun'altro, che sia in mezzo alla natura, che sia allo specchio... si parla sempre di una ricerca, ma da dove parte questa ricerca? quand'è che ci rendiamo conto di aver perso qualcosa, quand'è, soprattutto che perdiamo qualcosa? l'uomo nasce già con un'inquietitudine latente o perde brandelli di anima lungo il cammino che conduce alla piena coscienza di se stessi?
Di più non ci è dato sapere.....
Di più non ci è dato sapere.....
secondo me ci si perde quando non si è più davvero in contatto con sè stessi; la felicità per me è equilibrio, tra la testa e la pancia, si potrebbe dire. Alle volte l'equilibrio si rompe, e forse di questo parliamo riferendoci al senso di perdita. Una condizione in cui poi si può galleggiare a lungo, se non si ha consapevolezza di sè.
C'è una storia che mi è sempre piaciuta molto. Degli scienziati europei vanno nella foresta amazzonica per fare una spedizione di ricerca, e si portano dietro un mucchio di strumenti, viveri, vettovaglie, il tutto trasportato da un nutrito gruppo di indigeni. L'obiettivo degli scienziati è giungere velocemente alla meta della spedizione, e così forzano le tappe della marcia e non sono mai contenti di dove arrivano alla sera. Un giorno però gli indios si rifiutano risolutamente di ripartire, e la spiegazione che danno è che si sono mossi troppo velocemente, e le loro anime sono rimaste indietro.
Siamo sempre davvero presenti a noi stessi?
C'è una storia che mi è sempre piaciuta molto. Degli scienziati europei vanno nella foresta amazzonica per fare una spedizione di ricerca, e si portano dietro un mucchio di strumenti, viveri, vettovaglie, il tutto trasportato da un nutrito gruppo di indigeni. L'obiettivo degli scienziati è giungere velocemente alla meta della spedizione, e così forzano le tappe della marcia e non sono mai contenti di dove arrivano alla sera. Un giorno però gli indios si rifiutano risolutamente di ripartire, e la spiegazione che danno è che si sono mossi troppo velocemente, e le loro anime sono rimaste indietro.
Siamo sempre davvero presenti a noi stessi?
Ciao concittadina!
In questo momento anche io sento difficile esprimermi, se si potessero comunicare le sensazioni così come nascono, come intuizioni, sarebbe bellissimo. Però ci provo.
Aver letto questi giorni quella pubblicità mi ha colpito perchè ho pensato subito a questo thread. Una di quelle coincidenze strane. Mi ha fatto pensare quella frase 'per trovarsi bisogna un po' perdersi'. Beh, quando sei in un bosco o da qualche parte, lì, più ti lasci andare più permetti a te stessa di trovare, di provare sensazioni nuove; sensazioni che non puoi neanche immaginare se non abbandoni la barriera in te. Se perdi questa barriera, quella che ci si tira dietro per far fronte ad ogni giornata, allora ti predisponi all'esperienza.
Questo non è esattamente come io sento la canzone, anche se c'è in comune una sensazione.
Quello del perdersi non è un concetto ritrito; piuttosto è antico: se ci penso, quante volte l'ho trovato in libri, opere, poesie, film in cui a mia volta mi sono...ritrovata.
E' impossibile prendere un testo di Martin e volere interpretarlo. E' inutile, si può riunire anche un plotone di studiosi, si possono tirare fuori le ipotesi più logiche o più improbabili, ma come fai a sapere quello che intendeva, pensava, sentiva, chi l'ha scritta?
Piuttosto, se c'è una cosa che per me è sicura, è che il suono parla con le parole; il testo come sempre è bellissimo, ma se lo leggi senza sentire il suono, togli parte della sensazione che puoi percepire. I suoni cantano prima, e con, le frasi.
Ecco, per come la sento io, la lirica come la musica è un crescendo. Canta una sensazione che si mette a fuoco, che progredisce, qualcosa che sta sbocciando, che si sta schiudendo in te; e nel momento stesso in cui la stai vivendo da dentro, ti trovi in una frazione infinitesimale e nel contempo infinita, a guardarla da fuori, come estraniandoti, ma rimanendone incatenata.
'Qualcosa di bellissimo sta accadendo dentro me....mi sento inpotizzato..paralizzato..ho trovato il Paradiso', inizia;
poco a poco, 'posso sentire il vuoto dentro me affievolirsi e svanire', sento che quel qualcosa 'pieno di fuoco e mistero' è ormai il mio appagamento, mi fa sentire 'soddisfatto'. Ha colmato il mio vuoto, e non posso più farne a meno, in qualche modo lo so, 'appartengo qui nel tuo Paradiso vellutato'. E' come un'emozione che ti costringe e ti lega a sè.
Il desiderio che si è fatto strada in te, ti ha fatto sentire la privazione.
La privazione, la mancanza di ciò che hai desiderato fin da quando il sentimento si è acceso, diventa negazione, crea un vuoto.
Potevi anche pensare di avere tutto, prima, credere di avere te stesso. Ma ora vuoi quella persona, e se non l'hai, allora c'è vuoto in te, e il vuoto ti fa soffrire, grida per essere colmato.
Le tue barriere, quelle difese che tutti abbiamo (chi di noi è 'nudo' di fronte agli altri? ..è impossibile), crollano, le perdi. Perdi anche quelle certezze e sicurezze che credevi di avere, perdi te stesso.
Anzi, ti pare di non averle mai avute queste certezze, di non esere mai stato tu; non potresti tornare indietro, è una strada senza ritorno.
Hai bisogno di quella persona: quello che era solo desiderio, adesso è bisogno.
Se per un po' perdi la possibilità di respirare, quando ritrovi l'aria, allora ritrovi la vita. Alo stesso modo se ottieni chi ami, se ottieni lei/lui e il suo amore, allora ritrovi quello che senti esserti stato tolto, o meglio che senti di non aver mai avuto. Hai perso parte di te, e ora l'hai ritrovata, l'hai colmata.
In mezzo alla canzone c'è una parte bellissima, che dice:
'c'è un migliaio di ragioni per cui non dovrei passare il mio tempo con te
ma per ogni ragione per non essere qui, ne posso pensare due per restare...
sentendo che nulla è sbagliato nel tuo Paradiso'
La sensazione di peccare.
E' un bisogno talmente assoluto, così totalizzante, quasi egoistico ma allo stesso tempo passivo, da sembrarmi intollerabilmente e incomprensibilmente disumano.
L'amore, la cosa più pulita e sporca. Redenzione e peccato. Perdersi e ritrovarsi. Soffrire e appagarsi.
E sei tremendamente vulnerabile.
Sei esposto alla ferita, perdi la tua armatura, sei nudo. E se da un lato questa inevitabile vulnerabilità mi permette di abbandonarmi, e di provare quello che non avrei mai potuto provare, e quindi anche la più immensa delle gioie;
dall'altro mi rende capace d'essere ferita: nello stesso istante in cui perdo le difese, già non sono più io.
E se viene concessa al mio sentimento la felicità di essere corrisposto... da soli si è vulnerabili, ma in due ci si completa, da soli si è infelici, quell'attimo, quel tempo assieme, si è felici.
E, come estraniata per un attimo da ciò che mi succede, chiedo a me stessa:
'avevo bisogno di vendere la mia anima
per un piacere così?
...
avevo bisogno di mettere il mio cuore
nel palmo della tua mano
prima ancora che io potessi iniziare a capire?'
Prima ancora che potessi iniziare a capire.
Quando mi sono resa conto di aver perso me stessa, ormai era già troppo tardi. E non avrei potuto farci niente, non avrei potuto contrastarlo. Non avrei potuto tornare indietro.
Io non ho conosciuto la parola amore in altro modo.
Vorrei forse, avrei desiderato, poter quotare il post di orgy, ma so che non riuscirei a mantenere me stessa, le mie difese, e per quanto possa cercare, non c'è protezione a quella vulnerabilità.
Mi sento vulnerabile in questo post.
In questo momento anche io sento difficile esprimermi, se si potessero comunicare le sensazioni così come nascono, come intuizioni, sarebbe bellissimo. Però ci provo.
Aver letto questi giorni quella pubblicità mi ha colpito perchè ho pensato subito a questo thread. Una di quelle coincidenze strane. Mi ha fatto pensare quella frase 'per trovarsi bisogna un po' perdersi'. Beh, quando sei in un bosco o da qualche parte, lì, più ti lasci andare più permetti a te stessa di trovare, di provare sensazioni nuove; sensazioni che non puoi neanche immaginare se non abbandoni la barriera in te. Se perdi questa barriera, quella che ci si tira dietro per far fronte ad ogni giornata, allora ti predisponi all'esperienza.
Questo non è esattamente come io sento la canzone, anche se c'è in comune una sensazione.
Quello del perdersi non è un concetto ritrito; piuttosto è antico: se ci penso, quante volte l'ho trovato in libri, opere, poesie, film in cui a mia volta mi sono...ritrovata.
E' impossibile prendere un testo di Martin e volere interpretarlo. E' inutile, si può riunire anche un plotone di studiosi, si possono tirare fuori le ipotesi più logiche o più improbabili, ma come fai a sapere quello che intendeva, pensava, sentiva, chi l'ha scritta?
Piuttosto, se c'è una cosa che per me è sicura, è che il suono parla con le parole; il testo come sempre è bellissimo, ma se lo leggi senza sentire il suono, togli parte della sensazione che puoi percepire. I suoni cantano prima, e con, le frasi.
Ecco, per come la sento io, la lirica come la musica è un crescendo. Canta una sensazione che si mette a fuoco, che progredisce, qualcosa che sta sbocciando, che si sta schiudendo in te; e nel momento stesso in cui la stai vivendo da dentro, ti trovi in una frazione infinitesimale e nel contempo infinita, a guardarla da fuori, come estraniandoti, ma rimanendone incatenata.
'Qualcosa di bellissimo sta accadendo dentro me....mi sento inpotizzato..paralizzato..ho trovato il Paradiso', inizia;
poco a poco, 'posso sentire il vuoto dentro me affievolirsi e svanire', sento che quel qualcosa 'pieno di fuoco e mistero' è ormai il mio appagamento, mi fa sentire 'soddisfatto'. Ha colmato il mio vuoto, e non posso più farne a meno, in qualche modo lo so, 'appartengo qui nel tuo Paradiso vellutato'. E' come un'emozione che ti costringe e ti lega a sè.
Il desiderio che si è fatto strada in te, ti ha fatto sentire la privazione.
La privazione, la mancanza di ciò che hai desiderato fin da quando il sentimento si è acceso, diventa negazione, crea un vuoto.
Potevi anche pensare di avere tutto, prima, credere di avere te stesso. Ma ora vuoi quella persona, e se non l'hai, allora c'è vuoto in te, e il vuoto ti fa soffrire, grida per essere colmato.
Le tue barriere, quelle difese che tutti abbiamo (chi di noi è 'nudo' di fronte agli altri? ..è impossibile), crollano, le perdi. Perdi anche quelle certezze e sicurezze che credevi di avere, perdi te stesso.
Anzi, ti pare di non averle mai avute queste certezze, di non esere mai stato tu; non potresti tornare indietro, è una strada senza ritorno.
Hai bisogno di quella persona: quello che era solo desiderio, adesso è bisogno.
Se per un po' perdi la possibilità di respirare, quando ritrovi l'aria, allora ritrovi la vita. Alo stesso modo se ottieni chi ami, se ottieni lei/lui e il suo amore, allora ritrovi quello che senti esserti stato tolto, o meglio che senti di non aver mai avuto. Hai perso parte di te, e ora l'hai ritrovata, l'hai colmata.
In mezzo alla canzone c'è una parte bellissima, che dice:
'c'è un migliaio di ragioni per cui non dovrei passare il mio tempo con te
ma per ogni ragione per non essere qui, ne posso pensare due per restare...
sentendo che nulla è sbagliato nel tuo Paradiso'
La sensazione di peccare.
E' un bisogno talmente assoluto, così totalizzante, quasi egoistico ma allo stesso tempo passivo, da sembrarmi intollerabilmente e incomprensibilmente disumano.
L'amore, la cosa più pulita e sporca. Redenzione e peccato. Perdersi e ritrovarsi. Soffrire e appagarsi.
E sei tremendamente vulnerabile.
Sei esposto alla ferita, perdi la tua armatura, sei nudo. E se da un lato questa inevitabile vulnerabilità mi permette di abbandonarmi, e di provare quello che non avrei mai potuto provare, e quindi anche la più immensa delle gioie;
dall'altro mi rende capace d'essere ferita: nello stesso istante in cui perdo le difese, già non sono più io.
E se viene concessa al mio sentimento la felicità di essere corrisposto... da soli si è vulnerabili, ma in due ci si completa, da soli si è infelici, quell'attimo, quel tempo assieme, si è felici.
E, come estraniata per un attimo da ciò che mi succede, chiedo a me stessa:
'avevo bisogno di vendere la mia anima
per un piacere così?
...
avevo bisogno di mettere il mio cuore
nel palmo della tua mano
prima ancora che io potessi iniziare a capire?'
Prima ancora che potessi iniziare a capire.
Quando mi sono resa conto di aver perso me stessa, ormai era già troppo tardi. E non avrei potuto farci niente, non avrei potuto contrastarlo. Non avrei potuto tornare indietro.
Io non ho conosciuto la parola amore in altro modo.
Vorrei forse, avrei desiderato, poter quotare il post di orgy, ma so che non riuscirei a mantenere me stessa, le mie difese, e per quanto possa cercare, non c'è protezione a quella vulnerabilità.
Mi sento vulnerabile in questo post.
-
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- Iscritto il: sab set 24, 2005 7:04 pm
era da un po' che non entravo qui, che non leggevo, che non scrivevo. rose ogni volta mi fai "ritrovare me stessa" qui dentro.. e ti ringrazio! grazie anche ad inspyred per aver aperto il thread e condotto a queste riflessioni... e grazie a coloro che hanno scritto molte cose che riesco a capire e condividere..whiterose ha scritto: Piuttosto, se c'è una cosa che per me è sicura, è che il suono parla con le parole; il testo come sempre è bellissimo, ma se lo leggi senza sentire il suono, togli parte della sensazione che puoi percepire. I suoni cantano prima, e con, le frasi.
'Qualcosa di bellissimo sta accadendo dentro me....mi sento inpotizzato..paralizzato..ho trovato il Paradiso', inizia;
poco a poco, 'posso sentire il vuoto dentro me affievolirsi e svanire', sento che quel qualcosa 'pieno di fuoco e mistero' è ormai il mio appagamento, mi fa sentire 'soddisfatto'. Ha colmato il mio vuoto, e non posso più farne a meno, in qualche modo lo so, 'appartengo qui nel tuo Paradiso vellutato'.
Le tue barriere, quelle difese che tutti abbiamo (chi di noi è 'nudo' di fronte agli altri? ..è impossibile), crollano, le perdi. Perdi anche quelle certezze e sicurezze che credevi di avere, perdi te stesso.
Anzi, ti pare di non averle mai avute queste certezze, di non esere mai stato tu; non potresti tornare indietro, è una strada senza ritorno.
In mezzo alla canzone c'è una parte bellissima, che dice:
'c'è un migliaio di ragioni per cui non dovrei passare il mio tempo con te
ma per ogni ragione per non essere qui, ne posso pensare due per restare...
sentendo che nulla è sbagliato nel tuo Paradiso'
La sensazione di peccare.
E' un bisogno talmente assoluto, così totalizzante, quasi egoistico ma allo stesso tempo passivo, da sembrarmi intollerabilmente e incomprensibilmente disumano.
L'amore, la cosa più pulita e sporca. Redenzione e peccato. Perdersi e ritrovarsi. Soffrire e appagarsi.
E sei tremendamente vulnerabile.
Sei esposto alla ferita, perdi la tua armatura, sei nudo. E se da un lato questa inevitabile vulnerabilità mi permette di abbandonarmi, e di provare quello che non avrei mai potuto provare, e quindi anche la più immensa delle gioie;
dall'altro mi rende capace d'essere ferita: nello stesso istante in cui perdo le difese, già non sono più io.
E se viene concessa al mio sentimento la felicità di essere corrisposto... da soli si è vulnerabili, ma in due ci si completa, da soli si è infelici, quell'attimo, quel tempo assieme, si è felici.
E, come estraniata per un attimo da ciò che mi succede, chiedo a me stessa:
'avevo bisogno di vendere la mia anima
per un piacere così?
...
avevo bisogno di mettere il mio cuore
nel palmo della tua mano
prima ancora che io potessi iniziare a capire?'
Prima ancora che potessi iniziare a capire.
Quando mi sono resa conto di aver perso me stessa, ormai era già troppo tardi. E non avrei potuto farci niente, non avrei potuto contrastarlo. Non avrei potuto tornare indietro.
Io non ho conosciuto la parola amore in altro modo.
Vorrei forse, avrei desiderato, poter quotare il post di orgy, ma so che non riuscirei a mantenere me stessa, le mie difese, e per quanto possa cercare, non c'è protezione a quella vulnerabilità.
Mi sento vulnerabile in questo post.
finiti i ringraziamenti..
only when I lose myself credo sia la mia canzone preferita dei depeche mode.. tremo ogni volta che l'ascolto, ho i brividi.. per il piacere che la musica mi fa provare, per i ricordi che fa affiorare alla mia mente, ma soprattutto perchè mi riporta il pensiero che SOLO quando ti perdi nell'altro diventi altro da te, ti perdi e trovi un'altra parte di te stesso che non sapevi di avere, o forse che era impossibile emergesse da sola.. questo sentimento infatti si può vivere SOLO con un'altra persona.. te lo può far provare SOLO l'altro da te, che ti porta all'altro di te per unirsi poi nella condivisione di trovarsi in questa condizione.. dove si è davvero nudi.. abbandoni e dimentichi di tutto.. come ha stupendamente descritto white (mentre io ho fatto un po' di casini forse.. ma l'ora è tarda e perdonate la fretta..).
non ho conosciuto un sentimento più grande e sconvolgente nella mia vita, che questo. epperò. did I need to sell my soul for a pleasure like this? (me lo sto chiedendo ancora.. e mi sento più vulnerabile che mai.)



