Se si prova a ragionare a mente fredda, senza lasciarsi trascinare da questo esasperato clima da disfattismo ad oltranza, credo che questo PM rappresenti quanto di meglio ci si potesse aspettare dall'esordio solista di Gahan. Il che non significa che questo disco sia un capolavoro, intendiamoci. Gahan non è un genio, se no non si sarebbe semplicemente limitato a ricoprire il ruolo di interprete delle canzoni di Gore per vent’anni. Quindi, il suo disco non è certo "innovativo", riprende e combina stili e influenze consolidate, non aggiunge nulla di nuovo a livello creativo nel contesto musicale attuale e quindi non entrerà nella storia musicale del ventunesimo secolo, d'accordo. Ma, cari miei, possiamo dire lo stesso della stra-grande maggioranza dei musicisti e delle band oggi in circolazione, comprese quelle tanto osannate della new-wave di matrice teutonica. Brillanti, oscure, ma non certo geniali, se si pensa che, in fin dei conti, si limitano a dare un profilo più moderno e robusto ad intuizioni di vent'anni fa, sostanzialmente.
Detto questo, PM è un lavoro che reputo comunque dignitoso e ben confezionato: dieci canzoni molto diverse l'una dall'altra (ciò è innegabile, si pensi a certi passaggi tipo A Little Piece/ Bottle Living oppure Black And Blue/I Need You), una appassionata, vibrante interpretazione, raffinati arrangiamenti sono i suoi punti di forza. Traspare chiaramente l'impegno che Dave ha messo in quest'opera, che ha profopndamente voluto e che profondamente sente come sua. In altri termini, in questa circostanza Dave non è dovuto scendere a compromessi con nessuno, e anche se si è fatto aiutare a livello compositivo, è stato lui ad avere sempre in mano il pallino della situazione, nessuno gli ha detto cosa doveva fare e come doveva farlo. Ecco perché anche dalle interviste rilasciate emerge tutto l'orgoglio di chi sa di aver fatto un qualcosa di proprio, qualcosa in cui ha riposto tanto impegno, passione, entusiasmo. E in effetti i risultati sembrano ripagare questi sforzi, visto che l'attività solista di Dave ha beneficiato di un'ampia promozione, interviste, frequenti passaggi radiofonici, concerti e vendite incoraggianti. L'inquieutudine della comunità modiana non è certo stata innestata dalle velleità compositive di Dave, ma semmai data dall'uscita di Exciter e da tutto ciò che quel disco si è portato dietro.
In fondo, anche se Gahan dovesse firmare qualche brano (B-sides comprese) in un nuovo disco dei DM, non mi metterei certo le mani nei capelli. Il precedente, sia pure limitato, esiste e si chiama Alan Wilder (Warning, Fools…). Il quale pure non ha mai avuto spiccate doti di songwriter, come lui stesso ha dichiarato, essendo altri i campi in cui eccelle. Ovvio che gli eventuali brani di Gahan dovrebbero essere "rvestiti" di un abito decisamente diverso rispetto a quello che caratterizza il sound di PM.
In definitiva, anche se PM non ha nulla a che vedere con lo stile classico dei DM (e anche qui del resto potremmo riaprire l’infinito capitolo Exciter…), l'esperimento è interessante, e comunque è normale, e anzi, è prassi consolidata che i componenti di una band prima o poi decidano di incidere album solisti, il che non sempre significa la fine della band. Anzi, può darsi che da queste prove i singoli membri traggano nuova linfa ed entusiasmo per il progetto comune, o, almeno , che tramite questi riescano a liberarsi di tensioni, istinti, desideri, e voglie represse nel tempo, impedendo che la latente insoddisfazione personale possa incidere negativamente sul ben più importante (per me e per noi tutti, credo) lavoro di gruppo.
Un saluto, Leave


