Ancora brillanti dopo tutti questi anni
I Depeche Mode rimangono attuali con un nuovo album acclamato dalla critica e un tour da stadio.
Martin Gore, l'autore musicale e compositore principale dell'elettro band inglese che ha fatto da pioniera, racconta la sorpresa capitata al compagno di band Andy Fletcher l'anno scorso.
"Andy ha fatto parecchio il dj nei club, come me, e stava suonando al piano superiore in un club da qualche parte in Europa con circa 400 persone," dice Gore "E poi, é andato giù, e c'era una DM convention in corso con 5000 persone!"
La sorpresa non era che ci fosse una convention che attraeva molta gente, ma proprio il fatto che era una nello stesso edificio dove si trovava Fletch, e lui non ne era al corrente!
La popolarità dei Depeche Mode é più grande che mai, specialmente in Europa, dove tali raduni avvengono quasi con frequenza mensile in una città o nell'altra. E negli Usa il gruppo ha ancora un devoto, importante seguito, palese nell'attuale tour, che include tre date sold-out nel sud la settimana prossima.
Potrebbe essere sorprendente per coloro che pensano ai Depeche come a un relitto degli anni 80, un gruppo le cui esplorazioni del vuoto esistenziale parlano a una specifica generazione attraversando l'inquietudine individuale particolarmente dell'era Reagan-Thatcher. Nella California del sud il gruppo ha esercitato una particolare influenza in quegli anni come scena principale nell'influente KROQ-FM (106.7).
Gore é gratificato nel vedere l'età dei fan spaziare da quelli 50nni che ancora amano la musica fino a, contemporaneamente, una nuova generazione di teen-ager che ha scoperto la band.
"Ovviamente ci sono un sacco di ricordi per le persone che hanno all'incirca la nostra età e hanno conosciuto la musica quando noi eravamo ragazzi." dice Gore, 44 anni. "Alcuni sembrano addirittura più vecchi di me, e ciò sta andando incrementandosi."
Ma non é tutta nostalgia. Negli show, i Depeche Mode sono superbamente alla ribalta con più della metà delle canzoni dal nuovo album Playing The Angel, una raccolta che si allinea con il meglio dei loro anni 80.
In quello, forse, consiste la sorpresa più grande. Un quarto di secolo dalla loro esistenza, in un punto in cui molti artisti pop sembrano adagiarsi in una confortevole mediocrità, i Depeche Mode hanno fatto un album che si colloca tra i loro migliori, ampliando la gamma emotiva e sonora molto al di là delle riflessioni dark che ci si aspettava, ma rimanendo allo stesso tempo fedeli all'estetica che in primis li ha resi un'icona.
Una recensione a 4 stelle sulla rivista inglese Mojo loda i "meravigliosi viaggi nel mondo della fragilità e della disfunzione", mentre All Music Guide va in estasi "Non é il genere di album che ci si aspetta da una band di 25 anni"
Non aspettatevi che Gore si prenda nessun merito, tuttavia. Non aspettatevi nemmeno che accetti alcun complimento.
Gli chiedo come abbia fatto a mantenere la sua creatività ad alto livello, e lui parla del forte legame con l' etichetta della band- i Depeche Mode sono stati il fiore all'occhiello (letteralm. "la nave ammiraglia"
"Ci é stato permesso di muoverci a nostro piacimento", dice.
Insisto sull'argomento, e lui parla del contributo di altri, particolarmente di Ben Hillier, che ha lavorato con la band per la prima volta dopo aver monitorato gli album di Blur e Doves, tra gli altri.
Chiedigli di nuovo, e lui gira il discorso sul cantante Dave Gahan, che dopo essere riuscito nell'esperienza come autore solista nel 2003, ha dato molto più contributo a quest'album di quanto abbia mai fatto nei 10 precedenti.
"Dave ha scritto 3 delle canzoni", dice Gore, "penso che ora si senta un membro più soddisfatto nella band, il che aiuta l'atmosfera". Gore prende coscienza solo con riluttanza del suo ruolo.
"Le canzoni mi vengono" si ammorbidisce infine , con una risata fuorviante "non lo dico per vantarmi, ma si ha il bisogno di scrivere buone canzoni. Penso che le mie canzoni siano in qualche modo universali. Le persone sembrano essere capaci di scriverle sulla loro vita, questo é parte del loro potere attrattivo."
Ci sono alcuni particolari che risaltano nel nuovo album. "Mi sono trovato nel mezzo di un divorzio, che ovviamente ha in qualche modo influenzato l'album" dice Gore, che ha vissuto a Santa Barbara negli ultimi 5 anni . "Ci sono pezzi, come il singolo Precious, che sono riferimenti a questa situazione".
Ma mette in guardia i fan dal leggere troppo a fondo nei testi. Sono state fatte molte congetture in questi ultimi 10 anni riguardo le presunte tensioni nella band, specialmente tra Gore e Gahan, i cui problemi con una overdose quasi fatale, conseguenze legali e un riuscito ricovero e trattamento sono stati ampliamente riportati dalla cronaca.
"Ovviamente ci sono stati problemi", dice, "ma non c'é stato neanche un momento in cui andasse così male da chiamarla la fine"
Ma un fattore principale, sostiene, é costituito dal rapporto col pubblico.
"Non abbiamo mai dovuto avere veramente a che fare con il fallimento", dice, "nel momento in cui le vendite dei tuoi dischi cominciano a scendere e cominci a suonare in stadi vuoti per metà, ognuno si sente scoraggiato e ciò porta inevitabilmente alla fine. Noi siamo stati fortunati." (macché fortuna, merito!!)
Almeno alla fine si prenderà qualche merito?
Dopo che insisto per l'ultima volta, dice semplicemente "E' uno sforzo di gruppo".
martino, prenditi i toui meriti!!!!!!




