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Particolari curiosi in video
Inviato: lun ago 15, 2011 8:53 am
da oberkon
Avete mai fatto caso al video clip "PIMPF" ? Ad Andy mentre scende la collina gli si stacca la suola della scarpa!!! ahahha . Per non parlare poi della capocciata "scenica" che da alla baracca/museo. Segnalate anche voi dei particolari curiosi o divertenti sfuggiti di altri video.
Inviato: lun ago 15, 2011 8:59 am
da daniemt
Nel video clean Gore inciampa sulle scale....
Inviato: mer set 07, 2011 12:44 pm
da lilianlove
Forse non si tratterà proprio di un particolare curioso, ma sicuramente la dice lunga sulle emozioni di Dave, del nostro amato Dave, in questa canzone in particolare la sua firma, risulta più vera che mai.
La prima canzone per i Depeche Mode ad essere scritta da Gahan, un
video personale che ripercorre figurativamente gli anni buio della vita del cantante.
Un Dave Gahan che vaga per una strada (il viaggio ancora, sempre uno spostamento on the road che trascina il tempo e il racconto da un punto all’altro) e simbolicamente si trasforma in persone che è stato e che forse l’angelo (l’anello, il matrimonio, la sua ultima moglie Jennifer ha scacciato via.
Rimane il ricordo di qualcosa di “difficile da dire”, di quel “soffrire bene” che è un’affermazione intima fatta arte; rimane un uomo congelato sotto la neve, come la canzone recita : “Frozen heart, an empty space”.
Citati, amati fotografati nelle loro contraddizioni: i Depeche sono attraverso Corbijn un impasto tra la freddezza elettrificata della musica elettronica, bianco e nero e intendi colori acidi, sparati e accecanti, e il calore avvolgente della voce di Gahan, ruvido e sfuocato, uomo di carne e tatuaggi in bilico tra la sua forza e la sua debolezza. Corbijn ne coglie il fascino e l’ironia, il bisogno di essere frontman e una nascosta, bianca sensibilità.
F.B.
Anton Corbijn, il creatore di storie di Alberto Soragni
<br>Anton Corbijn<br>
Anton Corbijn
Episodi e voci. L’universo sensoriale ha nel regista la soluzione definitiva.
Come una sinestesia in movimento, la creazione delle sue storie micro/macro assomigliano a quelle vite che di passaggio vengono ascoltate in tram o nella coppia del tavolo vicino. Un ristorante di toni, di immagini, di persuasione.
Il riconoscimento della sua voce passa attraverso le foto e, salpando con i Depeche Mode, egli sa piroettare attraverso cortometraggi che esprimono solo la voce del cantante (nel caso dei citati Metallica - Mama Said) o narrano una storia solida e indefinibile (come l’ultimo lavoro dei Coldplay - Talk - 2005).
Il nostro è
stato un cammino tra corridoi di musei virtuali: seguendo i segni di un guanto rubato (come per Brian de Palma - A dress to kill - 1975), anche noi abbiamo voluto, a passi deboli e cauti, carpire la magia che accompagna il regista.
La sua presenza è incredibile: per mezzo di percorsi, tra scatti e movenze schizofreniche, abbiamo discusso di una storia, di un movimento, di un viaggio nella musica gentile e galante.
E per questa infante raccolta sensoriale che abbiamo creato per lui, non possiamo fare altro che stendere le proprie braccia e farci accompagnare insonni nel suo magico mondo di ineffabili storie.