off topic
Inviato: dom gen 13, 2008 11:40 pm
Un dubbio.
senza offendere nessuno, ma quando vengo qui dentro e leggo quello che postate mi domando se esisterà mai la possibilità di far crescere in me la vostra stessa passione.
...oggettistica inanimata, cose rifatte, stampe su ristampe delle ri-ri-stampe, copie fotografiche di immagini già viste, incollate su forme diverse, cartoncini, metallo, dischi colorati, plastiche di qualsiasi forma, tazze, sciarpe e cessi…costruiti in aziende come quella in cui lavoro, fatte con macchine automatiche che potrebbero sfornare un milione o due milioni di copie, ma….he già!, il plc (programmatore) è impostato su un numero limitato di copie , pronte per il consumatore …... ma quanto sentimento cè dietro a tutto questo materialismo immediato sopportato alle volte da costi elevati ? quanto di storia personale esiste in voi se non quello di un gelido gioco esibizionistico sfrenato fine a stesso per star bene con se stessi?
Il valore di un oggetto dipende dal numero di copie che vengono costruite??
Evidentemente si, domanda banale e retorica. Però sembra una bella forzatura, sempre in relazione al denaro, ma questo è il significato vero di collezionismo. Un po’ triste , per me.
All’inizio era divertente, osservavo col sorriso gli acquisti buffi, il cubo mi sembrava qualcosa da avere pure io, i dischi trasparenti e quelli colorati, ne ho pure io qualcuno, preso in quei mercatini fieristici in zona periferia a 17 anni, ma ora, non so, vedo le immagini, leggo questi vostri posts di lotta (facile?) all’acquisto dell’asta virtuale e comprendo che non cè una fine, che il mercato dell’oggetto depeche mode col famoso numero limitato ben inciso (per fortuna) in realtà è illimitato e non capisco più il senso di questa catena rimanendo ad ogni apertura della sezione collezionismo un po’ disgustato. Proprio nel vero senso della parola, cioè senza buon gusto.
Come mangiare in una trattoria famosissima per il nome che porta, che cè stato il cambio di gestione 35 anni fa ma a nessuno interessa e quindi per autosuggestione il cibo è pur sempre migliore. O come quando vai dal dottore della mutua che ti da la medicina da prendere e tu stai già meglio appena esci dall’ambulatorio, o subito dopo acquistato l’oggetto del desiderio in farmacia (mai a numero limitato, qua) o prima che la pillola inizi a fare la sua azione.
Ma non porta effetti collaterali questa vetrinetta imbottita di cose , di ricordi di breve tempo??hey quello l’ho preso un minuto fa!!fiko…quell’altro 3 ore fa e l’altro 2 giorni fa, stra (op.cit.) fiko!, e quello li sul monitor lo prenderò tra 23 minuti, fikissimo…??...
Forse sarò solo con questa improbabile sensazione di un dolce al mascarpone nauseabondo, nessuno che ha le mie stesse sfuocate percezioni leggendo qui, ignoro completamente il vero senso di tutta questa grande e intensa passione ma se prima il mio interesse a leggere qui dentro era calato pian piano adesso sono convinto che la mia curiosità si è spenta definitivamente, morta perché non vedo nulla di insolito, singolare, ma solo un ammasso di cose cicliche e infinite senza nessun legame affettivo, allontanandomi da quello che l’oggetto aveva come scopo finale sui miei sensi , confondendo l’arte della musica con l’arte dell’oggetto raro….mescolando l’udito, con il tatto e con il gusto…..
L’occhio che mangia una mano che non ascolta una lingua che odora il suo naso.
L’assurdità non è una rarità.
senza offendere nessuno, ma quando vengo qui dentro e leggo quello che postate mi domando se esisterà mai la possibilità di far crescere in me la vostra stessa passione.
...oggettistica inanimata, cose rifatte, stampe su ristampe delle ri-ri-stampe, copie fotografiche di immagini già viste, incollate su forme diverse, cartoncini, metallo, dischi colorati, plastiche di qualsiasi forma, tazze, sciarpe e cessi…costruiti in aziende come quella in cui lavoro, fatte con macchine automatiche che potrebbero sfornare un milione o due milioni di copie, ma….he già!, il plc (programmatore) è impostato su un numero limitato di copie , pronte per il consumatore …... ma quanto sentimento cè dietro a tutto questo materialismo immediato sopportato alle volte da costi elevati ? quanto di storia personale esiste in voi se non quello di un gelido gioco esibizionistico sfrenato fine a stesso per star bene con se stessi?
Il valore di un oggetto dipende dal numero di copie che vengono costruite??
Evidentemente si, domanda banale e retorica. Però sembra una bella forzatura, sempre in relazione al denaro, ma questo è il significato vero di collezionismo. Un po’ triste , per me.
All’inizio era divertente, osservavo col sorriso gli acquisti buffi, il cubo mi sembrava qualcosa da avere pure io, i dischi trasparenti e quelli colorati, ne ho pure io qualcuno, preso in quei mercatini fieristici in zona periferia a 17 anni, ma ora, non so, vedo le immagini, leggo questi vostri posts di lotta (facile?) all’acquisto dell’asta virtuale e comprendo che non cè una fine, che il mercato dell’oggetto depeche mode col famoso numero limitato ben inciso (per fortuna) in realtà è illimitato e non capisco più il senso di questa catena rimanendo ad ogni apertura della sezione collezionismo un po’ disgustato. Proprio nel vero senso della parola, cioè senza buon gusto.
Come mangiare in una trattoria famosissima per il nome che porta, che cè stato il cambio di gestione 35 anni fa ma a nessuno interessa e quindi per autosuggestione il cibo è pur sempre migliore. O come quando vai dal dottore della mutua che ti da la medicina da prendere e tu stai già meglio appena esci dall’ambulatorio, o subito dopo acquistato l’oggetto del desiderio in farmacia (mai a numero limitato, qua) o prima che la pillola inizi a fare la sua azione.
Ma non porta effetti collaterali questa vetrinetta imbottita di cose , di ricordi di breve tempo??hey quello l’ho preso un minuto fa!!fiko…quell’altro 3 ore fa e l’altro 2 giorni fa, stra (op.cit.) fiko!, e quello li sul monitor lo prenderò tra 23 minuti, fikissimo…??...
Forse sarò solo con questa improbabile sensazione di un dolce al mascarpone nauseabondo, nessuno che ha le mie stesse sfuocate percezioni leggendo qui, ignoro completamente il vero senso di tutta questa grande e intensa passione ma se prima il mio interesse a leggere qui dentro era calato pian piano adesso sono convinto che la mia curiosità si è spenta definitivamente, morta perché non vedo nulla di insolito, singolare, ma solo un ammasso di cose cicliche e infinite senza nessun legame affettivo, allontanandomi da quello che l’oggetto aveva come scopo finale sui miei sensi , confondendo l’arte della musica con l’arte dell’oggetto raro….mescolando l’udito, con il tatto e con il gusto…..
L’occhio che mangia una mano che non ascolta una lingua che odora il suo naso.
L’assurdità non è una rarità.
