Pagina 1 di 3

Scansione degli articoli sui giornali/quotidiani

Inviato: lun feb 20, 2006 4:57 pm
da Tano
Propongo a tutti coloro che si imbbatono in un articolo dei DM anche riguardante i concerti appena terminati di eseguire una scansione e postarlo su questo post in modo da poter permettere a tutti di stampare l'articolo ed aggiungerlo ai vari ricordi di questo evento.

ciao

Inviato: mar feb 21, 2006 2:39 pm
da Freestate
oltre al già citato (e postato) articolo di Mario Luzzato Fegiz sul Corriere della Sera di Domenica 19/2 oggi articolone su La Repubblica di Andrea Prevignano. Molto bello, con foto.

Inviato: mar feb 21, 2006 2:45 pm
da Klaus
Free... dov'è l'articolo di Fegiz???
Sono molto curioso!!!

Dov'é???
Dov'é???

Non trovo il thread!!!

Inviato: mar feb 21, 2006 2:48 pm
da Freestate
Il circo elettronico dei Depeche Mode
Fan in delirio a Milano per lo show più atteso da mesi

MILANO - Le prime note di A Pain That I'm Used To - apertura fissa nei concerti di questo tour - potrebbero essere di Jean Michael Jarre o di Mike Oldfield, due geni della musica elettronica. Ed è il biglietto da vista dello show dei Depeche Mode che ieri sera hanno trionfato al Forum di Assago gremito (si replica stasera). Le dimensioni del richiamo di questa band pioniera della musica elettronica sono note: biglietti esauriti da mesi, bagarini scatenati che arrivavano a chiedere 500 euro per un posto in piedi, traffico impazzito, una febbre paragonabile solo ai concerti degli U2. Un migliaio di persone che stazionavano disperate intorno ai botteghini, traffico impazzito. Solo che qui il carisma di un solista (e un po’ autore) come David Gahan, pur tatuato, maledetto ed eccentrico, o di un autore come Martin Gore, contano fino a un certo punto. Il concerto di ieri sera ha confermato la ricetta di un successo: le molteplici virtù della band e del repertorio riescono a mettere daccordo i patiti del pop, quelli del rock, ma anche gli amanti della musica «di tendenza». Molti brani dell’ultimo album appaiono ipnotici e decadenti. Eppure Gabriele di Firenze, fan storico della band, non ha dubbi: «In Playing the Angel , il loro ultimo album, ritroviamo tutte le atmosfere decadenti e morbose tipiche del loro percorso musicale. I versi sono interpretati con un’intensità di voce e un pathos da vera pelle d'oca. Ci sono dentro tutte le debolezze e i fantasmi della vita di Gahan, le sue inquietudini e le sue gioie».

La scena è dominata da due tastiere grandi «bardate» da astronavi. La band scorazza poco a parte Gahan in panciotto sul torso nudo. All’inzio tra la folla palloncini colorati mentre l’entusiasmo al calor bianco scoppia al terzo brano A Question of Time e più avanti tutti in coro per Policy of Truth.

L'elettro-pop, che aveva caratterizzato il suono della band formatasi nell'Essex all'inizio degli anni ’80, la fa ancora da padrone. Ma al centro del fenomeno non ci sono delle pop star come Bono o Jagger, bensì una miscela fra i suoni di sintesi e la grande melodia tradizionale. Martin Gore, Dave Gahan (indubbiamente bravo a dominare il palcoscenico con una istintiva teatralità) e Andy Fletcher piazzano, in salsa elettronica e con opportuni adattamenti ai tempi, la tradizione del grande pop melodico inglese. Questo però è, come dire, il lubrificante. La percezione è quella di una musica veramente figlia del nostro tempo: i ritmi a volte paranoici, le distorsioni sonore sono il tappeto che evoca e trasfigura scenicamente la confusione del mondo in cui viviamo. L’imbonitore John, protagonista del brano John the Revelator (eseguito ieri sera per secondo) è una efficace metafora su una società sempre più sensibile al richiamo dell’affabulatore di turno.

Fra le canzoni più belle ascoltate dal nuovo repertorio ci sono proprio quelle in cui c’è il Gahan compositore, autore di I Want It All , di Suffer Well e di Nothing’s Impossible . Suffer Well è una specie di «summa» del percorso musicale dei Depeche Mode, sintesi fra oscurità, inquietudini e glorie passate e la proiezione verso un luminoso futuro.

Molto applaudite anche Precious , World in My Eyes (con il solista ancheggiante a torso nudo), Personal Jesus e Enjoy the Silence che ha concluso lo show prima della lunga serie di bis aperta da S hake the Disease . Agli effetti elettronci del palco ben si adattavano, in platea e sugli spalti, migliaia di telefonini col display acceso a registrare lo show.

Attaverso lo scatenamento, le luci, la scenografia multimediale e uno stile sempre riconoscibile, ecco dunque un gran circo in cui i funamboli Depeche Mode cercano di trovare il bandolo della matassa esistenziale.

Mario Luzzato Fegiz

Inviato: mar feb 21, 2006 2:52 pm
da Klaus
Adoro quell'uomo di Fegiz...
e adesso adoro anche Freestate!

Inviato: mar feb 21, 2006 3:09 pm
da useless78
QUESTO L'HO TROVATO SU KATAWEB MUSICA:

Sono le 21 esatte, quando i Depeche Mode salgono sul palco del Forum di Assago per il primo dei due concerti italiani previsti nel tour di Playing The Angel. Esauriti i biglietti sia per la serata di ieri che per quella di oggi, con migliaia di fan venuti da tutta Italia, come testimoniano cartelli e striscioni.
Dave Gahan indossa una giacca grigia su pantaloni neri, Andy Fletcher è completamente vestito di nero, come pure Martin Gore, truccato come un Pierrot un po' sfatto, con cappello e t-shirt ornati di piume. Sul palco, i Depeche sono in cinque: ci sono anche Christian Eigner alla batteria e Peter Gordeno alle tastiere, ma mancano le coriste che li hanno accompagnati nelle ultime date del tour.

Le luci sono disegnate anche stavolta da Anton Corbijn: un caleidoscopico megaschermo con immagini distorte della band e una curiosa sfera di metallo che manda messaggi elettronici. Sul palco, a nascondere le tastiere, tre piccoli dischi volanti da b-movie anni Cinquanta. La scaletta è identica a quella del precedente concerto (a Vienna, il 16): si apre con A Pain That I'm Used To e John The Revelator, dall'ultimo album, ma poi con un salto all'indietro di vent'anni esatti, arriva A Question of Time, che il pubblico accoglie con un boato. Sono pochi i giovanissimi, tutti in nero e piazzati nelle prime file: a Milano il pubblico della band inglese è composto perlopiù da trenta-quarantenni, ex ragazzi che nel cuore hanno una rosa rossa e negli occhi un'ombra scura (qualcuno, in realtà, non rinuncia all'eyeliner, che pure Gahan sfoggia con nonchalance insieme alla barba di tre giorni).

I suoni sono cristallini, ma anche potenti e distorti quando serve (I Feel You, Behind the Wheel); la base ritmica unisce batteria tradizionale e percussioni elettroniche, mentre Gore passa da una chitarra elettrica (a forma di stella) a una acustica. Gahan, rimasto a torso nudo, incita il pubblico con i suoi "Sing It", "Yeah", "That's right". Performer consumato, gli basta un colpo d'anca per mandare la folla in visibilio: ammicca, sorride, ma soprattutto canta con grande sicurezza, regalandosi perfino qualche vezzo da crooner in una Precious completamente riarrangiata. C'è da dire però che un gioiello come Walking In My Shoes sembra un po' sottotono, e che non sempre le nuove canzoni si mostrano all'altezza dei brani storici (come I Want It All, una delle due firmate dallo stesso Gahan).

Certo, non c'è uno che non conosca a memoria anche i brani più recenti, e il coro di Suffer Well vale quanto quello di Policy of Truth, ma quando arrivano uno dopo l'altro i successi di Music For The Masses, Violator e Songs Of Faith And Devotion, il pubblico è in delirio. La prima parte del concerto si chiude con Enjoy the Silence, e Gahan non ha bisogno di cantare: sono in dodicimila a scandire all'unisono le parole di quello che ancora oggi è il brano più amato dei Depeche Mode.
Tre i brani cantati dal solo Gore: Damaged People, una splendida Home, e Shake the Disease (1985), con Gordeno al pianoforte, che apre la seconda parte. Poi un altro capitombolo all'indietro: è Just Can't Get Enough, uno dei primi singoli della band, uscito in piena era new romantic; basta poco, una linea di basso accentuata, un tempo più veloce, ed è facile riconoscervi in germe la techno che verrà.

Nel 1981 i Depeche Mode si confondevano tra i tanti nipotini dei Kraftwerk, oggi che Hütter e Schneider sono tornati sulle scene con uno show sofisticato e modernissimo, i tre di Basildon dimostrano di essere adulti maturi. Capaci di guardarsi indietro con coerenza, ma anche con ironia.

Così, dopo un classico live come Everything Counts (pubblicata nel 1983 e di nuovo nel 1989, nella versione dal vivo tratta da 101), è tempo di addii: Never Let Me Down Again, già chiudeva già il tour del 2002, ma qui è seguita da Goodnight Lovers, la sola canzone tratta da Exciter. In due ore di concerto, è l'unico momento in cui Gore e Gahan duettano davvero, si abbracciano, sorridono. Si potrebbe perfino pensare che sono diventati finalmente amici, dopo venticinque anni passati insieme a cantare di "dolore e sofferenza in vari tempi".

La scaletta del 18 febbraio a Milano
1 A Pain That I'm Used To
2 John The Revelator
3 A Question of Time
4 Policy of Truth
5 Precious
6 Walking In My Shoes
7 Suffer Well
8 Damaged People
9 Home
10 I Want It All
11 The Sinner In Me
12 I Feel You
13 Behind the Wheel
14 World In My Eyes
15 Personal Jesus
16 Enjoy the Silence

17 Shake the Disease
18 Just Can't Get Enough
19 Everything Counts

20 Never Let Me Down Again
21 Goodnight Lovers

Inviato: mar feb 21, 2006 3:18 pm
da AngelRimini
non credo sia proprio così regolare "scannare" articoli per poi postarli (magari Fab può illuminarci).
Cmq segnalo che su Rockstar di questo mese c'è un articolo sui DM (che tra l'altro sono anche in copertina)

Inviato: mar feb 21, 2006 3:24 pm
da Zoe80
AngelRimini ha scritto:non credo sia proprio così regolare "scannare" articoli per poi postarli (magari Fab può illuminarci).
Cmq segnalo che su Rockstar di questo mese c'è un articolo sui DM (che tra l'altro sono anche in copertina)
confermo! proprio un bell'articolo!!

PS:ma poi l'hai presa la rivista?

Inviato: mar feb 21, 2006 3:26 pm
da Zoe80
Depeche Mode, un successo annunciato
Sold out al DatchForum

A giudicare dalla rapidità con cui si sono bruciate le prevendite, pare che toccherà ai Depeche Mode essere l’evento di apertura della stagione concerti 2006. Dopo aver attraversato i vari gironi di controllo del biglietto (cosa tra l’altro abbastanza rapida e ben organizzata), lo sguardo viene catturato dall’imponente apparato scenografico. Decisamente il più articolato fra gli ultimi tour della band.
Sulla sinistra una grossa sfera d’acciaio ricoperta di scritte luminose scandisce i momenti del concerto (esilarante la scritta “silence” che appare nel momento di maggior coinvolgimento canoro del pubblico).
Le quattro parole Sex, Pain, Angel, Love che si accenderanno a seconda del brano, sono il filo conduttore di una serata ricca di stimoli visivi oltre che sonori. Le luci seguono la traccia (anche cromatica) della sfera facendosi rosse o bianche a seconda del momento, coinvolgono e accompagnano senza mai prevaricare la regia video che rimanda le immagini del concerto su sei maxischermi che fanno da fondale, alternando momenti della serata ai soliti bellissimi video di Anton Corbjin. Poco prima dell’inizio del concerto dalle casse comincia a sentirsi musica techno che attraversa tutto il DatchForum trasformandolo in una discoteca, quando si spengono le luci e parte "A Pain That I'm Used To", seguita da John The Revelator.

Sarà "A Question Of Time" (tratto da "Black Celebration", 1986) ad accendere definitivamente il pubblico. Il set strumentale è molto elettronico, due strutture di metallo, che richiamano la sfera, avvolgono le postazioni dei synth di Andy Fletcher e del turnista Peter Gordeno; sembrano quasi un omaggio ai Kraftwerk, sempre citati come una delle maggiori fonti d’ispirazione della band. Completano il set Martin Gore che, indossando un paio di ali di piume nere, si divide tra chitarre, bassi e synth e il batterista aggiunto Christian Eigner, che partecipa anche nella realizzazione dell’ultimo album.

Il centro della scena ovviamente è per l’inossidabile Dave Gahan che come al solito non si risparmia, interagisce con il pubblico e si dimostra sempre all’altezza della situazione...a questo punto comincio veramente a chiedermi se non abbia firmato un qualche patto con il diavolo!
Frammentata dalle canzoni di "Playing the angel", l’ultimo album, la serata vola attraverso i maggiori successi: "Policy of truth", "Walking in my shoes", "Home" (cantata da Martin Gore, che si ritaglia due spazi all’interno del concerto per cantare, tra le altre, una delicatissima versione acustica piano/voce di Shake the desease).
E ancora il terzetto di singoli dall’album "Violator": "World in my eyes", "Personal Jesus" ed "Enjoy the silence" che faranno letteralmente esplodere il Forum trascinando tutto il pubblico in canti e balli. I suoni sono precisi e mai esagerati, gli arrangiamenti sembrano alleggeriti e il tempo, come sempre in questi casi, vola troppo in fretta. Sembra che il concerto sia appena cominciato quando partono già i bis con "Just can't get enough", "Everything counts" e "Never let me down again". Per l’ultimo brano si ferma la macchina del tempo e si torna nel 2006, Dave Gahan e Martin Gore salutano il pubblico duettando in "Goodnight lovers".

Sold out più che meritato per la band inglese, ma per chi si sta ancora mangiando le mani per non aver trovato il biglietto c’è una buona notizia: i Depeche Mode torneranno in Italia il 16 giugno a Imola e il 17 luglio a Roma.

Inviato: mar feb 21, 2006 3:28 pm
da AngelRimini
na ... sarà questo che m'ha portato sfiga??? :)

Inviato: mar feb 21, 2006 3:30 pm
da Freestate
AngelRimini ha scritto:non credo sia proprio così regolare "scannare" articoli per poi postarli (magari Fab può illuminarci).
Cmq segnalo che su Rockstar di questo mese c'è un articolo sui DM (che tra l'altro sono anche in copertina)
basta citare la fonte e non postarli lo stesso giorno (questo per quanto riguarda i quotidiani) dell'uscita.

per i periodici basta chiedere il permesso, anche se nessuno ha mai contestato uno scan di un articolo di una rivista musicale postato su un forum di fan.

Inviato: mar feb 21, 2006 5:25 pm
da Freestate
La Stampa, sabato 18 febbraio 2006

DEPECHE MODE
Gahan, il cantante che visse tre volte


Bruno Ruffilli
MILANO
Nella storia di molte band c'è un cantante morto: dai Doors ai Queen, passando per Joy Division e Nirvana, fino ai redivivi Inxs. Solo i Depeche Mode, però, possono vantare un cantante morto e risorto, e per ben due volte: il cuore di Dave Gahan smise di battere per un paio di minuti l'8 ottobre 1993 al termine di un concerto a New Orleans, poi nel 1996, in seguito a un'overdose di eroina e cocaina.
Oggi Gahan è un signore di 44 anni in splendida forma, che indossa pantaloni attillati e non ha paura di mostrarsi a torso nudo nei tanti concerti che i tre di Basildon, Inghilterra, tengono in ogni parte del mondo. Si esibirà stasera e domani al Forum di Assago; sul palco con lui, Martin Gore, con t-shirt e cappello ornati di piume (invero assai sospette in tempi di aviaria), ed Andy Fletcher, che ha l'aria di un professore di matematica, tanto è compunto e distaccato.
Eppure le loro canzoni sono nel cuore di milioni di persone, penetrate fin dentro la carne, nascoste in un angolo buio del cervello, conservate nel fondo dell'anima. Una vera band di culto, la sola però ad aver venduto oltre settanta milioni di dischi. Con i connazionali Cure, segnarono alla fine degli anni Ottanta il trionfo popolare del genere «Dark» (nel Regno unito lo chiamavano «Gothic»). Ma, più che Robert Smith, Gahan è un comunicatore nato, un entertainer scafatissimo: un vero rocker, insomma, capace di smuovere le masse con un colpo d'anca, come il Mick Jagger dei tempi d'oro. Tutte doti che hanno reso memorabili i concerti dei Depeche Mode anche quando a sostenerli non c'era un disco eccezionale, come avvenne quattro anni fa per il tour di «Exciter», che fece tappa a Milano e Bologna. Ma l'ultimo «Playing The Angel», uscito lo scorso ottobre dopo dissidi interni che hanno portato la band sull'orlo dello scioglimento, è un gioiello degno di stare accanto a capolavori come «Violator» (1990) o «Songs Of Faith And Devotion» (1993).
La ricetta è la stessa: elettronica e rock, chitarre (quella di Martin Gore è a forma di stella) e sintetizzatori. In più, un certo fascino oscuro, una vena malinconica nei testi, pose da star maledette. E soprattutto, una grande coerenza di stile, capace di annullare i vent'anni che separano «John The Revelator» da «A Question Of Time».
A Milano la sfida potrebbe andare ancora oltre: i Depeche Mode registreranno infatti gli show per trarne un dvd dal vivo e non è escluso qualche ritocco alla scaletta dei precedenti concerti europei. La band ha annunciato una «sorpresa», e nei vari forum su internet si avanza l'ipotesi che possa eseguire anche «Photographic», il primo brano pubblicato nel 1980, in piena era new romantic. Molti i brani da «Playing The Angel», il primo album dove compaiono anche canzoni firmate da Gahan (una di queste, «Suffer Well», sarà il prossimo singolo). Non mancherà nessuno dei grandi successi, compreso ovviamente «Enjoy The Silence», che è addirittura entrato in classifica due volte: nel 1990, appena uscito, e di nuovo due anni fa, con un remix ad opera di Mike Shinoda dei Linkin' Park. Il palcoscenico e gli effetti di luci sono stati progettati da Anton Corbjin, da anni responsabile dell'immagine della band (oltre che di quella degli i U2 e di Nick Cave).
I concerti milanesi sono sold out da tempo e i biglietti si trovano solo a cifre folli su eBay o dai bagarini, ma i fan italiani potranno rifarsi con le date estive del tour mondiale: all'Heineken Jammin' Festival di Imola il 16 giugno e a Roma, allo Stadio Olimpico, il 17 luglio.

Inviato: mar feb 21, 2006 6:31 pm
da lele.b
Altro articolo scritto dal quotidiano La Stampa di lunedì "sabato e domenica i concerti più attesi dell'anno" "Mania Depeche Mode mette le ali a Milano"...

Inviato: mar feb 21, 2006 9:19 pm
da *Francy*
Klaus ha scritto:Adoro quell'uomo di Fegiz...
e adesso adoro anche Freestate!
.....a chi lo dici!!!!! :wink: 8) :lol:

Inviato: mar feb 21, 2006 10:52 pm
da Admin
Siete coperti.
Su 013 saranno disponibili gli scans (non le semplici trascrizioni) degli articoli sia di presentazione che di recensione tratti da

Corriere della Sera
Repubblica
La Stampa
Il Giornale

e perfino la scintillante recensione dell'Unione Sarda, che personalmente attendo con grande impazienza 8)

Fab