Recensione di Exciter presa da un sito metal
Inviato: lun lug 05, 2004 8:29 pm
Recensione estrapolata dal sito metal che frequento abitualmente..
"Ci deve essere un motivo se i Depeche Mode hanno influenzato, da ormai vent’anni a questa parte, schiere di musicisti, tra cui anche i più insospettabili: Deftones, Paradise Lost, Nine Inch Nails sono solo alcuni dei primi nomi che vengono in mente. Sarà che in dieci album non hanno mai sbagliato un colpo, sarà che le qualità di Martin Gore come songwriter sono difficilmente contestabili, sarà forse il fatto che i Depeche si sono sempre (o quasi) tenuti alla larga dello stereotipo della canzoncina pop spensierata e solare che fa impazzare le classifiche: probabilmente è proprio questa propensione per le sonorità oscure e l’innata capacità di scavare nel ‘lato oscuro’ della new wave e dell’elettronica che ha fatto affermare a qualcuno che i Depeche Mode in fondo possiedono un’animo implicitamente metal (chi si ricorda la frenetica ‘A Question Of Time’?). Il nuovissimo ‘Exciter’ non fa eccezione: minimale nei suoni e negli arrangiamenti, un predominare continuo dei synth e delle soluzioni elettroniche in generale (che può stupire alla luce degli ultimi lavori che davano grande spazio a strumenti classici), un ruolo di primo piano ritagliato alla voce ipnotica, notturna e profonda di Dave Gahan. Un connubio di atmosfere rarefatte, melodie oscure, a volte solamente sussurrate (l’incantevole ‘Shine’) e ritmiche ricercate (il singolo ‘Dream On’ o ‘I Feel Love’ per esempio), che a prima vista può sembrare eccessivamente accessibile ed easy listening: non fatevi ingannare, c’è molta più carne al fuoco di quanto possa sembrare ad un primo e distratto ascolto. Un disco che svela le sue qualità pian piano, che unisce le visioni nere come la pece di ‘Violator’ con gli sbalzi umorali di ‘Song Of Faith And Devotion’. Un disco maturo ed emozionante."
"Ci deve essere un motivo se i Depeche Mode hanno influenzato, da ormai vent’anni a questa parte, schiere di musicisti, tra cui anche i più insospettabili: Deftones, Paradise Lost, Nine Inch Nails sono solo alcuni dei primi nomi che vengono in mente. Sarà che in dieci album non hanno mai sbagliato un colpo, sarà che le qualità di Martin Gore come songwriter sono difficilmente contestabili, sarà forse il fatto che i Depeche si sono sempre (o quasi) tenuti alla larga dello stereotipo della canzoncina pop spensierata e solare che fa impazzare le classifiche: probabilmente è proprio questa propensione per le sonorità oscure e l’innata capacità di scavare nel ‘lato oscuro’ della new wave e dell’elettronica che ha fatto affermare a qualcuno che i Depeche Mode in fondo possiedono un’animo implicitamente metal (chi si ricorda la frenetica ‘A Question Of Time’?). Il nuovissimo ‘Exciter’ non fa eccezione: minimale nei suoni e negli arrangiamenti, un predominare continuo dei synth e delle soluzioni elettroniche in generale (che può stupire alla luce degli ultimi lavori che davano grande spazio a strumenti classici), un ruolo di primo piano ritagliato alla voce ipnotica, notturna e profonda di Dave Gahan. Un connubio di atmosfere rarefatte, melodie oscure, a volte solamente sussurrate (l’incantevole ‘Shine’) e ritmiche ricercate (il singolo ‘Dream On’ o ‘I Feel Love’ per esempio), che a prima vista può sembrare eccessivamente accessibile ed easy listening: non fatevi ingannare, c’è molta più carne al fuoco di quanto possa sembrare ad un primo e distratto ascolto. Un disco che svela le sue qualità pian piano, che unisce le visioni nere come la pece di ‘Violator’ con gli sbalzi umorali di ‘Song Of Faith And Devotion’. Un disco maturo ed emozionante."